Questo è un messaggio popolare. imoi san Inviato 6 Agosto 2023 Questo è un messaggio popolare. Inviato 6 Agosto 2023 Per me, la cover di “Hurt” è meglio dell’originale…🙂 4
Partizan Inviato 6 Agosto 2023 Inviato 6 Agosto 2023 Delicatissimo questo album ed ammalante la voce di Simin Tander. Ciao. Evandro 1
Questo è un messaggio popolare. ediate Inviato 7 Agosto 2023 Questo è un messaggio popolare. Inviato 7 Agosto 2023 Primo, sconvolgente album per la band glam-punk-rock americana dei The Tubes. Chi non li ha mai ascoltati troverà una miscela esplosiva di tutto quel di buono che la scena glam-rock, rock e nascente punk stava proponendo in quel lontano 1975. I Tubes al tempo annoveravano tra le loro fila ben sette membri (ai sei originali si sarebbe aggiunta, come cantante, la bellissima coreografa ed ex-modella Re Styles, poi moglie del batterista dei Tubes Prairie Prince, scomparsa appena un anno fa). Due tastiere, un cantante dalla presenza vocale e scenica travolgente, un batterista "a là" Keith Moon, due ottimi chitarristi, la sensualissima presenza scenica e vocale della Styles... insomma c'erano tutti gli ingredienti adatti ad attrarre l'attenzione di Al Kooper che divenne il loro produttore e li propose alla A&M che pubblicò tutti i loro dischi. Questo primo, seminale, imperdibile primo disco gettò le basi per quello che sarebbe stato il loro capolavoro (i Tubes erano incredibili soprattutto dal vivo: ai sette membri si aggiungeva un corpo di ballo di altri cinque membri, più coristi e musicisti di supporto in numero variabile a seconda del pezzo da riprodurre) e cioè il live "What Do You Want From Live" oltretutto registrato benissimo, forse il miglior live rock mai registrato - con una batteria fenomenale: dal vivo al batterista originale Prairie Prince se ne aggiungeva un altro - che fa la felicità di ogni impianto. I Tubes, tanto originali quanto sconvolgenti - memorabili le loro "prese in giro" dello star business americano - ebbero un discreto successo commerciale fino al 1978 (anno della pubblicazione del live) per poi perdersi nel nulla, mal sopportati e supportati a dovere dal mondo musicale americano. Questo loro primo disco è una miniera di idee, non registrato benissimo, ma da avere o, almeno, da ascoltare assolutamente almeno una volta. Insieme al live, sono i due dischi dei Tubes che non devono mancare in ogni discoteca rock che si rispetti. The Tubes - The Tubes 4
Il_drugo Inviato 7 Agosto 2023 Inviato 7 Agosto 2023 @minollo63 Anche a me è piaciuto il lavoro di Grian Chatten, per i miei gusti lo trovo più godibile dei Fontaines DC che - sarà un mio limite - ho provato ad ascoltare ma non mi prendono.
lafenice Inviato 7 Agosto 2023 Inviato 7 Agosto 2023 PINK FLOYD Pompei anno domini MCMLXXI dc 50° anniversario Splendida copertina "pop up" con logo d'epoca dei Pink Floyd e OBI per questo doppio vinile non ufficiale, colorato e a tiratura limitata (400 copie in tutto) dedicato ancora una volta alla mitiche esibizioni a porte chiuse che nell'ottobre del 1971 ebbero luogo nell'anfiteatro romano di Pompei sotto l'occhio delle cineprese del regista francese Adrian Maben. Come nel suo omonimo film, la scaletta inizia e si chiude con le due parti di una inarrivabile "Echoes" da molti considerata una delle vette assolute dei Floyd dal vivo, e include anche una alternative take di "Careful With That Axe, Eugene" oltre al resto del repertorio riprodotto nella pellicola e registrato in parte allo studio Europasonor di Parigi, tra cui "A Saucerful Of Secrets" con l'iconica sequenza del gong percosso da Roger Waters e "Mademoiselle Nobs", versione alternativa di "Seamus" registrata in studio con David Gilmour all'armonica, Roger Waters alla Stratocaster e i latrati di una femmina di cane lupo russo.
dariob Inviato 7 Agosto 2023 Inviato 7 Agosto 2023 3 ore fa, lafenice ha scritto: femmina di cane lupo russo. C'è un' altra rarissima edizione (2 copie) col cane lupo tagiko: una è in Kirghizistan, e l'altra la stanno cercando nella steppa del Tagikistan alcuni fans di Melius. 1
lafenice Inviato 7 Agosto 2023 Inviato 7 Agosto 2023 @dariob si ma, pare, no dico pare, che i latrati del russocan siano stati presi da fonte digitale ... quindi hет, спасибо
Questo è un messaggio popolare. dariob Inviato 7 Agosto 2023 Questo è un messaggio popolare. Inviato 7 Agosto 2023 3
minollo63 Inviato 7 Agosto 2023 Inviato 7 Agosto 2023 L'ultimo disco dei Son Volt, ''Day of the Doug'', rivisita la musica del leggendario musicista texano Doug Sahm. Ma è molto più di un ricordo affettuoso e di un semplice tributo. È un'evocazione e allo stesso tempo una celebrazione di un cantautore e interprete il cui lavoro a fine anni '60 inizio '70, ha forgiato country, Tex-Mex, rock, rhythm and blues, folk e psichedelia in un suono americano assolutamente unico nel suo genere. Ciao ☮️ Stefano R. 2
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