Questo è un messaggio popolare. Gaetanoalberto Inviato 1 Maggio 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 Maggio 2024 L’ascolto del Requiem di Verdi è stato rianimato dal thread aperto da @spersanti276. Ritrovata la lucidità persa, ecco qua la mia unica esperienza, dunque non ho confronti Solti, Decca, Wiener, Pavarotti. Sono al secondo ascolto: richiede tempo e dedizione per coglierne il notevole lirismo e l’intensità. Non sono certo della trasposizione delle voci, magari legata al trasferimento di supporto, nonostante le registrazioni Decca siano tra quelle esemplari: mi sembrano un po’ metalliche e sembrano perdere un po’ di corpo, ma potrebbe essere legato al mio set. Registrata nel 1967 ed uscita nel 1968. 3 1
Questo è un messaggio popolare. Progressive Inviato 1 Maggio 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 Maggio 2024 4
Questo è un messaggio popolare. Gian Balance Inviato 1 Maggio 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 Maggio 2024 DAVID BYRNE - uh-oh 3
minollo63 Inviato 1 Maggio 2024 Inviato 1 Maggio 2024 Dall’incontro tra il sassofonista statunitense James Brandon Lewis e i Messthetics, trio di Washington D.C. composto dal chitarrista Anthony Pirog e dalla leggendaria sezione ritmica dei Fugazi (il bassista Joe Lally e il batterista Brendan Canty), prende vita un album collaborativo audace e innovativo, capace di mettere in luce un tessuto musicale dove il jazz moderno si intreccia con l’alternative rock e il punk in una maniera che è allo stesso tempo fresca e familiare, che va oltre le tendenze contemporanee che trovano un terreno comune mentre scivolano tra i vari generi. Alla fine il lavoro omonimo dei The Messthetics and James Brandon Lewis, uscito a fine del mese di marzo per la nota etichetta Impulse!, si dimostra un disco solido che potrebbe non soddisfare a pieno i cultori della fusion dura e pura ma sicuramente renderà felici coloro che hanno apprezzato la precedente produzione dei Messthetics, che si ripresentano in ottima forma nonostante cinque anni di assenza dalle scene musicali. Ciao ☮️ Stefano R. 1 1
minollo63 Inviato 1 Maggio 2024 Inviato 1 Maggio 2024 Dai bassifondi di Recife nel Nord-Est del Brasile a icona del jazz internazionale, Amaro Freitas ha lavorato instancabilmente per diventare l’artista che è oggi, uno dei nomi di punta del jazz contemporaneo. Forte di una poetica ben definita e di un’ispirazione solida, il compositore e pianista dimostra ancora una volta di saper comporre e suonare musica jazz dall’afflato più minimalista e contemplativo senza doversi per forza ridurre all’esotismo da cartolina che spesso caratterizza certe recenti produzioni musicali. Per questo suo ultimo album “Y’Y”, Freitas ha deciso di imboccare un’ulteriore terza via all’insegna di un minimalismo mistico e arioso, che esplora quasi in punta di piedi il suo rapporto intimo con il territorio brasiliano, i suoi paesaggi, la sua natura rigogliosa. Ciao ☮️ Stefano R. 1
Alessiodom Inviato 1 Maggio 2024 Inviato 1 Maggio 2024 Bob Stanley & Pete Wiggs Present : Paris In The Spring (2018) Compilation "Nel maggio 1968 Parigi bruciava. Dalla rivolta studentesca nacque una nuova ondata di musica francese che si adattava allo stato d'animo del paese : più cupa e introspettiva dello yé -yé , la rivoluzione culturale francese ha permesso che i mondi precedentemente separati della chanson, del jazz, del pop e del cinema si aprissero,colonne sonore da fondere l'una con l'altra. " https://acerecords.co.uk/ 1 1
CDJ Inviato 1 Maggio 2024 Inviato 1 Maggio 2024 2 ore fa, Gian Balance ha scritto: DAVID BYRNE - uh-oh Quando leggo il nome D.Byrne e accoliti ripenso con un certo rancore quando nel 1982 mi ero recato con grandi aspettative (una volta tanto) per assistere ad un Live dei T.Heads a Redecesio (Mi) ma purtroppo per colpa di alcuni morti di fame(magari adesso saranno pure dei moralisti) che volevano accedere gratis all'esibizione,si è scatenanta una pioggia di lacrimogeni che mi ha reso impossibile continuare a seguire il concerto.Ricordo con piacere i Tom Tom Club come.supporto e una bella versione di Once in a lifetime. Davvero un'occasione mancata. 1 1 1
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