gyrosme Inviato 30 Settembre 2024 Inviato 30 Settembre 2024 Una ottima stampa giapponese del '76 di registrazioni mono della fine degli anni '50. Genere jazz pre-bebop che a me piace tanto... 1
Questo è un messaggio popolare. ediate Inviato 2 Ottobre 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 2 Ottobre 2024 Un po' di revival... abbastanza comune ai miei ascolti. Sono aperto alle novità (quali, poi?) ma anche parecchio affezionato ai suoni e ai gruppi della mia gioventù... che ci si vuole fare, dopo quasi cinquant'anni passati ad ascoltare quella musica, è difficile abituarsi ad altro non avendo per di più nemmeno la necessaria flessibilità mentale (non sono rinco ma... ). Quando è uscito questo disco, avevo 22 anni... e certe musiche mi ricordano tempi molto belli della mia vita. Questo disco noto però che è invecchiato male: contrariamente ad altri dischi dei Camel, mostra di più i segni dell'età, specie in alcuni pezzi cantati. Gli strumentali sono invece sempre di ottimo livello e si lasciano ascoltare bene, anche a volumi non proprio condominiali. Questo disco subì qualche critica per via della copertina, ritenuta offensiva in quanto riprendeva una battuta in voga al tempo su un presunto colloquio sul Calvario tra Cristo e San Pietro: in realtà la copertina voleva semplicemente dimostrare la "lontananza" della musica dei Camel dagli sconvolgimenti musicali tipici di quegli anni (il 79 è stato un anno musicalmente fertilissimo e prodigo di cambiamenti, ad esempio fu pubblicato "Unknown Pleasure" dei Joy Division, un capolavoro) con l'astronauta crocifisso che guarda tutti da lassù; in più, i Camel avevano cambiato, a causa dell'abbandono dei cugini Sinclair e di Bardens, tre quinti della loro formazione. Ce n'era abbastanza per trovarsi di fronte un disco piuttosto diverso da quello a cui ci avevano abituato i Camel: in parte così è, anche se lo strumentale "Ice" posto a chiusura del disco, è un brano epico, da annoverare tra le cose migliori mai incise dai Camel (l'assolo di chitarra di Latimer è da antologia). Se tutto il fosse il disco fosse stato a livello di "Ice" staremmo probabilmente parlando di una delle pietre miliari del progressive-rock, ma purtroppo non è andata così... I Can See Your House From Here - Camel 3 1
Questo è un messaggio popolare. ediate Inviato 2 Ottobre 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 2 Ottobre 2024 Ripescato da una cassetta, vi propongo il primo album dei sottovalutati "Yo La Tengo", importante (forse "il" più importante) gruppo del filone indie-rock alternativo americano. In questa loro prima opera, il suono è molto "chitarristico" seppur permeato di qualche venatura psichedelica e country. Nel disco gli "Yo La Tengo" fanno capire di che pasta son fatti anche osando qualche cover - ce ne sono cinque nel disco - fino ad arrivare, qualche anno dopo, al capolavoro "I Can Hear The Heart Beating As One" che li consacrerà definitivamente. A questo seguiranno altri ottimi dischi... insomma, un gruppo da ascoltare e, per chi non li conosce, da tenere d'occhio. Ride The Tiger - Yo La Tengo 3
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