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Le nuove uscite di jazz in HiRes


SimoTocca
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Per (quasi) tutti gli appassionati di Classica, arriva un bel giorno la voglia di conoscere per bene il Jazz... che in fondo in fondo della Classica è, se non figlio, almeno il nipote (così come è a sua volta lo “zio” del Rock....) 😉.

Avevo a suo tempo aperto questo Thread proprio per condividere la gioia di “nuove scoperte”, che siano nuove uscite o anche “solo” rimasterizzazioni in alta definizione di vecchi classici ...

Ecco che si può riprendere il filo da dove si era rimasti...

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E per questo nuovo inizio scelgo un album appena uscito di un musicista “bambino”, l’appena 82enne Charles Lloyd.

Tone Poem è un album in cui l’esperienza si mischia all’entusiasmo, e l’etá anagrafica del musicista torna ad essere un semplice numero senza alcuna aderenza alla realtà dei fatti...

Lloyd non “comanda”, ma semplicemente (!!) dialoga con i suoi musicisti, e “chiacchiera” sia con pezzi suoi originali sia con  covers da Ornette Coleman a Leonard Cohen o Thelonious Monk,

Un “nuovo inzio” anche a 82 anni... ben augurante, no?

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analogico_09

Ciao Simo, contento che tu abbia riprso le trasmissioni... resto sintonizzato! 😉

Nel frattempo cerchrò di acoltare il Charles Lloyde che segnali...

 

 

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@AeM giusto il primo che mi capita ad orecchio... ormai sono diverse settimane che Chet mi canta la ninna nanna. Su Qobuz  trovi tutto ciò che serve per la pace dei sensi.

 

 

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Eh sì, di Chet sono uscite rimasterizzazioni in HiRes di numerosi album...di cui magari riparleremo.

Stasera sono a segnalare l’album appena uscito, dal titolo Pinktown, di un Quintetto Jazz  che mi ha molto colpito...

 

Si tratta di quattro giovani musicisti francesi con Philippe Léogé al pianoforte che “guida” con la sua esperienza i più giovani amici, in esibizioni molto “classiche”.

Belli i dialoghi serrati fra la tromba di Adrien Dumont e il sax tenore di Alessandro Torsiello, ben armonizzati dal piano di Philippe Léogé. La sezione ritmica è ben sostenuta da Denis Léogé al contrabbasso e da Jordi Léogè alla batteria.

Molto bella la registrazione in formato 24/88....

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Non so se prendere anche gli altri due album... Ad un primo ascolto sembrani piuttosto godibili.... Qualcuno li possiede nella propria collezione? 

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Succede a volte, nel Jazz, che due o tre personalità di primo piano, musicisti che hanno formato diverse band e ne sono il riferimento, si uniscano per collaborazioni saltuarie. Talvolta l’esperimento non riesce, ma quando riesce  il risultato finale è ...”esplosivo”! Per la bellezza degli esiti musicali ed artistici, per le idee musicali nuove che ne derivano...

In questo caso poi il Trio è particolare perché si avvale di tromba, piano e chitarra....

Ma ecco, quasi non ci si accorge che le percussioni non ci sono, perché c’è un ritmo speciale di sottofondo in ogni brano.

E c’è un modo nuovo, contemporaneo, di fare Jazz, ma seguendo pulsioni ritmiche e melodiche tipiche del Jazz dellle origini, o almeno del suo periodo aureo cioè degli anni ‘40 del secolo scorso.

Per questo nuovo album The New Cool il pianista David Helbock è riuscito a sintetizzare in poche parole il perché: ilmperche è passato da una band che spesso vedeva sul palco molti strumentisti a questo Trio e perché questa nuova registrazione

 

“IAnd the new group? It is more about emotions. And emotions are the most important thing in music.”

 

Se poi si aggiunge la qualità audio stellare di questo album registrato agli Emil Berliner studios, a Berlino la scorsa estate 2020, in formato 24/96... si aggiunge soltanto la “ciliegina” su una torta buonissima .....

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David Helbock, piano

Sebastian Studnitzky, tromba

Arne Jansen, chitarra

 

Registrato da Thomas Schöttel agli Emil Berliner Studios Berlin, 17. & 18. August 2020

Mixed and mastered da Klaus Scheuermann

Prodotto da  Siggi Loch

 

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“Saying goodbye to the old world”, as that's exactly what was behind my inspiration while writing the themes that I proposed to Dan Schnelle and Alex Boneham”

Queste le parole con cui Dominque Fillon presenta il suo nuovo album, con un Trio... allargato!

Già la nuova formazione Con Schnelle e Boneham porta idee nuove, nel modo di improvvisare insieme, se poi a questo si aggiunge la tromba ispirata di Sylvain Gontard è un quartetto d’archi.... ecco il gioco è fatto!

 

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Ben due, dico due!, nuove uscite ECM questa settimana!

Ho ascoltato la prima, dal semplice, ma evocativo titolo Uneasy.

No, non è semplice... questo periodo della storia dico... e questa incertezza si riflette appieno delle composizioni di Iyer, che ovviamente fa dal suo pianoforte l’architrave portante della sua musica, ma con il contributo essenziale del contrabbasso della Oh e delle percussioni di Sorey.

 Già fin dai primi istanti si capisce che "Children of Flint" è una composizione di alta classe, intelligente, raffinata, e la conferma di questa capacità di scrittura musicale di Iyer si ha in  "Combat Breathing"  e poi ancora, volgendo la vena melodica e ritmica al drammatico, in  "Entrustment," 

Tutti brani ad elevata “intensità emotiva”... insomma dimenticavi dell”easy listening per la durata di questo album... 😉

Qualita audio strepitosa...in HiRes 24/96.... non a caso...😃

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2 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Già fin dai primi istanti si capisce che "Children of Flint" è una composizione di alta classe, intelligente, raffinata, e la conferma di questa capacità di scrittura musicale di Iyer si ha in  "Combat Breathing"  e poi ancora, volgendo la vena melodica e ritmica al drammatico, in  "Entrustment

Aspettavo anch’io con ansia questo album. Il precedente in Trio “Break Stuff”, sempre ECM, é stupendo ed innovativo (consigliatissimo).  Ho avuto modo di ascoltare Vijay dal vivo molte volte ma soltanto una volta in trio, al Bergamo Jazz Festival di qualche anno fa: decisamente uno dei migliori concerti a cui abbia assistito

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Il secondo album ECM è molto bello...ma “poco Jazz”... e più una fusione fra Etno, Jazz e Classica...

È un album “concettoso”, passatemi il termine.. pieno di bei pensieri, meditativo... 

Ma ecco.. con il Jazz c’entra relativamente poco...

Ma visto che lo ho ascoltato e l'ho trovato bello...e non saprei dove segnalarlo, visto che ne avevo accennato, lo posto qui sopra..  

Ci sono passaggi con sonorità straordinarie...percussioni che mettono alla prova impianti audio anche molto sofisticati..

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Rimedio la parte “Jazz puro”, segnalando un album di Jazz appunto molto “classico” e allegro, dal titolo benaugurante di “Nascentia”, una rinascita, un nuovo inizio dopo la pandemia...dichiara Steve Slagle.

È musica seducente, orecchiabile, ottimista... insomma quello che ci vuole per tirarsi su di tono...

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Steve Slagle, sax alto e flauto

Jeremy Pelt, tromba

Clark Gayton, trombone 

Bruce Barth, piano

Ugonna Okegwo,  basso

Jason Tiemann, batteria

 

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Sto ascoltando proprio ora questa nuova uscita. Nonostante sia sulle scene da tempo non conoscevo Jim Snidero per cui non sapevo cosa aspettarmi. Album mainstream (solitamente non il genere che prediligo), suonato benissimo da un quartetto molto affiatato e che si lascia ascoltare con grande piacere. Registrazione dal vivo di ottima fattura

 

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@moos Grazie della segnalazione... un bell’album, piacevole... “non impegnativo” e con il pregio di “far battere” a tempo il piedino (oddio... piedino.. io ho il 45..) a ritmo durante l’ascolto...

Bello anche l’audio, in formato 24/88... per essere una registrazione live... chapeau!

Approfitto per segnalare un altro album Jazz piacevole e “leggero”...

 

Alvin Dyers diventò famoso negli anni ‘80 come membro dei Pacific Express...e poi...ne ha fatta di strada ... fino a diventare l’attuale Professore  di chitarra jazz all’ University of Cape Town.

Un Trio “tutto ritmo” con Alvin Dyers, ovviamente alla chitarra,  Roy Davids alla batteria e Valentino Europa al basso.

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