Questo è un messaggio popolare. eduardo Inviato 4 Aprile 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 4 Aprile 2025 Le differenze sono ricchezza, perché testimoniano di influenze culturali millenarie. Siate meno inutilmente rigidi 7
permar Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 In un paesino vicino a dove abito, la via principale era via A.Brandeschi
Questo è un messaggio popolare. mozarteum Inviato 4 Aprile 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 4 Aprile 2025 10 minuti fa, Supertramp ha scritto: Ascoltai un Euronics con accento sulla "i"... Stava a significare che non aveva manco un euro in tasca 3
Dufay Inviato 4 Aprile 2025 Autore Inviato 4 Aprile 2025 2 ore fa, Supertramp ha scritto: Ma per cortesia... Il peggior romanesco (che nemmeno esiste più, a Roma si parla un italiano leggermente "romanizzato") è mille volte più comprensibile del bergamasco medio o del siciliano medio. Più ci si allontana dal centro-Italia e più la lingua va a distorcersi. Posso accettare critiche da un toscano, non certamente da un meridionale o da un settentrionale che stanno all' italiano come io sto al giapponese. Mi sa che non hai compreso . Non parlo del romananraco di Verdone ad esempio o di Mario Brega ma di quello biascicato delle periferie con la d al posto delle t e le g al posto delle c e la b al posto della p. Il Raddoppio delle consonanti singole e la eliminazione di certe doppie resco a sopportarlo anche se solo fino a un certo punto va bene parmiggiano ma non barmigggiano 1
Dufay Inviato 4 Aprile 2025 Autore Inviato 4 Aprile 2025 1 ora fa, eduardo ha scritto: Le differenze sono ricchezza, perché testimoniano di influenze culturali millenarie. Siate meno inutilmente rigidi Quando non intaccano la comprensione o diventano veramente esagerate da sembrare una caricatura
Supertramp Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 23 minuti fa, Dufay ha scritto: Mi sa che non hai compreso . Non parlo del romananraco di Verdone ad esempio o di Mario Brega ma di quello biascicato delle periferie con la d al posto delle t e le g al posto delle c e la b al posto della p. Raddoppio delle consonantiriesco a sopportarlo anche se solo fino a un certo punto . La D al posto della T è tipica delle province del Lazio esterne a Roma. Robe che puoi sentire a Viterbo. Il romanesco vero non lo si parla praticamente da nessuna parte. È evaporato da almeno 60 anni... Anche perché tra stranieri e italiani di altre province e regioni, a Roma di romani di 7 generazioni ne trovi pochini. Forse nessuno.
spersanti276 Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 19 minuti fa, Supertramp ha scritto: La D al posto della T è tipica delle province del Lazio esterne a Roma. Robe che puoi sentire a Viterbo. Il romanesco vero non lo si parla praticamente da nessuna parte. È evaporato da almeno 60 anni... Anche perché tra stranieri e italiani di altre province e regioni, a Roma di romani di 7 generazioni ne trovi pochini. Forse nessuno. ...qualcuno c'è. Al Ghetto.
Renato Bovello Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 Amo l'italiano e amo i dialetti .Due beni da conservare ma ,soprattutto,da non confondere. La nostra lingua si sta riempiendo di espressioni di tipo dialettale che erano ,sono e saranno sempre da considerare alla stregua di errori. Il fatto che molti parlino in un determinato modo non significa nulla. La statistica non c'entra niente con l'uso corretto della lingua. Poi,per carita',non bisogna nemmeno esagerare perche' tutti,chi piu' chi meno,commettiamo errori di qualche tipo . Personalmente non mi meraviglio di come la gente parli. Al contrario,provo un epidermico fastidio quando leggo i quotidiani in rete . Sembrano scritti da analfabeti ,altro che giornalisti .
Dufay Inviato 4 Aprile 2025 Autore Inviato 4 Aprile 2025 11 minuti fa, Renato Bovello ha scritto: Amo l'italiano e amo i dialetti .Due beni da conservare ma ,soprattutto,da non confondere. La nostra lingua si sta riempiendo di espressioni di tipo dialettale che erano ,sono e saranno sempre da considerare alla stregua di errori. Il fatto che molti parlino in un determinato modo non significa nulla. La statistica non c'entra niente con l'uso corretto della lingua. Poi,per carita',non bisogna nemmeno esagerare perche' tutti,chi piu' chi meno,commettiamo errori di qualche tipo . Personalmente non mi meraviglio di come la gente parli. Al contrario,provo un epidermico fastidio quando leggo i quotidiani in rete . Sembrano scritti da analfabeti ,altro che giornalisti . Il famigerato esco a pisciare il cane
Renato Bovello Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 1 minuto fa, Dufay ha scritto: Il famigerato esco a pisciare il cane Ah,guarda,ne avrei da scrivere .Evito ,per buona creanza ...
eduardo Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 @Dufay @Renato Bovello per favore, attenzionate la questione
Martin Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 5 ore fa, Supertramp ha scritto: Ma per cortesia... Il peggior romanesco (che nemmeno esiste più, a Roma si parla un italiano leggermente "romanizzato") è mille volte più comprensibile del bergamasco medio o del siciliano medio. Si ma questo non avviene grazie a caratteristiche intrinseche del linguaggio ma al fatto di essere quello imposto in quanto capitale, e quindi infuso e clisterato fino alla nausea dai media audiovisivi. Date una simile somministrazione al siciliano, al bergamasco, all'abruzzese, a quel che vi pare, e anche questi risulteranno simpaticamente comprensibili.
Supertramp Inviato 4 Aprile 2025 Inviato 4 Aprile 2025 12 minuti fa, Martin ha scritto: Si ma questo non avviene grazie a caratteristiche intrinseche del linguaggio ma al fatto di essere quello imposto in quanto capitale, e quindi infuso e clisterato fino alla nausea dai media audiovisivi. Date una simile somministrazione al siciliano, al bergamasco, all'abruzzese, a quel che vi pare, e anche questi risulteranno simpaticamente comprensibili. Non concordo. Non è una questione televisiva, è proprio una questione di vocaboli. Quelli che si usano a Roma non sono più quelli romaneschi di Trilussa (e che a volte sono incomprensibili pure ai romani di oggi) ma sono termini vicinissimi all'italiano. Le espressioni che si trovano in regioni più "estreme", nord o sud non fa differenza, sono proprio un'altra lingua, che c'azzecca poco con l'italiano. Vi faccio un esempio pratico. Ho una vicina di casa romena e una siciliana. Quando parlano fra di loro (ovviamente in italiano) fanno proprio fatica, si sforzano. E almeno per la siciliana non dovrebbe essere così.
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