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Melius Club

Un impianto di riproduzione audio "ben attrezzato" può riprodurre verosimilmente un evento confinato ad un pianoforte?


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AngeloJasparro
15 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Sì, ma nel video c’è il Model D! 

E quindi hai guardato solo la copertina, perché si parla anche del Model A, ripreso e descritto

 

16 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

portare il peggio del peggio alle più importanti Fiere, di produrre gli oggetti più costosi, i loro main monitor da studio, che suonano assai peggio dei loro diffusi più piccoli.. boh?! Sarà che sono molto razionale… ma ecco mi pare strano strano…. non sembra anche a te strano? Nooo? Boh!?

Molto simpatico ma trascuri una cosa: le tre serie delle quali parlo, nascono per usi diversi tra loro. E quindi, bene fa Genelec a cercare prestazioni diverse

extermination

@mozarteum I frequentatori abituali di sale da concerto, hanno le capacità di “arricchire”  mentalmente il risultato sonoro delle riproduzioni musicali con meccanismi del tutto spontanei. 😭 

AngeloJasparro
9 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Quando si ascolta un disco bisogna godersi la verosimiglianza senza spaccare il capello in 4

Sai bene che sono sempre d'accordo con te. 

La ricerca della lana caprina non fa per me, non mi serve.

E siccome ho sempre meno capelli, evito persino di spaccare in quattro quelli che mi restano

  • Haha 2
Andrea von Salis
43 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

@AngeloJasparro Ti ringrazio per aver chiarito alcuni punti.

Il problema teorico di fondo rimane tuttavia intatto, e cioè che uno Steinway Model D in quella stanza “fa casino”. Insomma non è l’ambiente adatto ad ascoltare un grancoda, né dal vivo né registrato.

Le Genelec le conosco bene perché le usa mio mio amico professionista come monitor per le registrazioni che fa a casa sua…e per averle ascoltate millanta volte in diverse fiere (a Monaco ci ho sempre speso diverso tempo allo stand Genelec). Per quanto costano (il giusto e forse anche poco) sono diffusori eccellenti… ma per timbrica e trasparenza lontani di parecchio dai migliori che conosco.. sia di oggi che di ieri.. 

Ti ringrazio per l’invito, che certamente può aprire le porte ad una esperienza interessante…

Ricambio però l’invito, non a casa mia, ma nel negozio di Fabbrini e Bussotti, in viale dei Mille a Firenze… una bella villetta stile inizio novecento.. e sì.. uno dei due fondatori..sì ..è proprio lui, è l’accordatore che Pollini si portava dietro in tournée … insomma uno che c’aveva orecchio per davvero! E vedrai che anche quella sarà una esperienza importante e ricca di interesse ..

 

1 minuto fa, extermination ha scritto:

frequentatori

Questo e’ vero per le registrazioni storiche soprattutto.

C’e’ una conversione cerebrale automatica

23 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Quanto siete complicati.

No, non siamo complicati ma audiofili …. Cioè gente capace di distinguere un suono eccellente da uno mediocre … con il limite, almeno per me, di non riuscire a godere ugualmente se il suono è mediocre… 

D’altra parte.. a proposito di pianoforte e di pianisti… tu conoscerai certamente quella storia che mi hanno raccontato proprio da Fabbrini e Bussotti (ma non so se accaduta ad Angelo Fabbrini in persona, o meno, quando era accordatore del mitico Benedetti Michelangeli ancora prima che di Pollini..) che si riferisce al pianista più maniacale per il suono, Arturo Benedetti Michelangeli.

Durante le prove di un concerto Michelangeli si interrompe e dice al suo accordatore: guarda che c’è qualcosa che non va nel testo del La della quinta ottava…. Quando lo suono ha un “peso” diverso..

E allora giù a smontare lo Steinway e a controllare i martelletti.. le corde.. il tasto… il telaio… e Boh?! L’accordatore dice: ma no, io non trovo niente di anomalo! A me sembra che tutta sia perfetto…

Michelangeli riprende a suonare e si ferma quasi subito: dice no, non ci siamo! Prende e se ne va quasi sbattendo la porta…

Allora tutti, che temono uno dei numerosi forfait all’ultimo minuto del mitico pianista bresciano, si mettono a dare una mano al povero accordatore… che smonta questo e rivedi quello… alla fine trova la punta di uno spillo (la punta!) che si era rotta ed era rimasta nel feltro che rivestiva il martelletto del La!

La punto di uno spillo!!

Ora certo ..Michelageli  era inimitabile..ma riuscire a sentire i dettagli ecco… si parva licet componere magnis… non è un fatto che ritengo vada a mio discredito… 😉

 

  • Melius 1
Andrea von Salis

Gentilissimi partecipanti, io sono pronto ad accogliere chiunque volesse venire a verificare se quello che sostengo sia vero, ovvero:

1. E' possibile registrare un pianoforte (Stein A, D, Boesendorfer, Fazioli, Kaway Grand, questi ho registrato) con una particolare tecnica che sono disposto a condividere con altri Tonmeister per ottenere una ricostruzione 3D reale dello stesso nella stanza di ascolto, che possa fisicamente contenerlo;

2. Lo Stein D (anche l'A) era quello della sala Verdi anni 85 rimesso a nuovo da Griffa, direi degno collega di Fabbrini. In ogni caso questo D era stato selezionato da Fabbrini, poi dal Conservatorio di Milano, poi arriva da me completamente rinnovato e suona da dio.... molto meglio di tutti gli Stein nuovi che ho sentito (e registrato);

3. E' spettacolare ascoltare un D da 2-3 m, come i "Principi" di un tempo e capisco che quasi nessuno lo abbia potuto fare, e con le Genelec già citate da Jasparro (The Ones top di gamma) e la mia presa di suono in doppio binaurale è spettacolare anche la riproduzione, che definirei proprio "Realtà virtuale", che nulla ha a che fare con le porcherie per ascolti mediocri tipo Atmos;

4. Nella mia sala con soffitto a 4m, una secondo Stein A sempre anni 85 e una acustica curata anche nelle volute riflessioni ambientali il D non fa nessun casino. Il suono vola che è una meraviglia.

 

Chi pensa di chiacchierare a vuoto anche sostenendo senza averlo mai sentito che il sistema-software AVS è "farlocco"... appunto chiacchera nel senso heideggeriano del termine. Parole inautentiche al vento.

Chi invece vuole fare una nuova esperienza di ascolto, non solo del pianoforte ma di qualsiasi musica, è invitato. Basta scrivermi e prendere appuntamento.

 

Un caro sauto a tutti.

 

A. v. Salis

  • Melius 1
22 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Quanto siete complicati.

Quando si ascolta un disco bisogna godersi la verosimiglianza senza spaccare il capello in 4.

Ma c'è un motivo perché una persona spacca il capello in 4, il perché sà molto meglio dei professionisti (mi rivolgo a coloro che fanno le registrazioni di questi grandi musicisti che fra l'altro verificano il risultato) come deve essere il suono e quindi il perché deve fare critiche il loro lavoro. Questa realtà del mondo audiofilo non si può cambiare, lo si può solo sottolineare il più possibile. Gli obiettivi fra audiofili e musicisti / fonici e a volta fra i produttori sono nettamente diversi.

jackreacher
2 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Perché il problema amici miei, anche nelle riprese corrette in fase di registrazione, è che poi quelle riprese “passano obbligatoriamente” dai diffusori, e quindi da come sono posizionati, da come “suona l’ambiente tutto”, da quanto sono grandi i diffusori rispetto al volume della stanza, ecc ecc… 

insomma… la situazione è parecchio complessa….

Certamente, ma queste cose dipenderanno dall'utilizzatore finale (noi) che se fa le cose in modo decente otterrà risultati già abbastanza soddisfacenti, se ottimizza bene la sala e la disposizione otterrà un risultato ottimo.

jackreacher
54 minuti fa, Titian ha scritto:

Gli obiettivi fra audiofili e musicisti / fonici e a volta fra i produttori sono nettamente diversi.

Se per audiofili intendi coloro che hanno una personale modalità di ascolto (che spesso è errata) e quello che esula dal loro modo di concepire la musica lo reputano non buono, allora si, gli obiettivi dei musicisti/tecnici sono differenti da quelli degli audiofili.

ilmisuratore
1 ora fa, Andrea von Salis ha scritto:

Gentilissimi partecipanti, io sono pronto ad accogliere chiunque volesse venire a verificare se quello che sostengo sia vero, ovvero:

1. E' possibile registrare un pianoforte (Stein A, D, Boesendorfer, Fazioli, Kaway Grand, questi ho registrato) con una particolare tecnica che sono disposto a condividere con altri Tonmeister per ottenere una ricostruzione 3D reale dello stesso nella stanza di ascolto, che possa fisicamente contenerlo;

2. Lo Stein D (anche l'A) era quello della sala Verdi anni 85 rimesso a nuovo da Griffa, direi degno collega di Fabbrini. In ogni caso questo D era stato selezionato da Fabbrini, poi dal Conservatorio di Milano, poi arriva da me completamente rinnovato e suona da dio.... molto meglio di tutti gli Stein nuovi che ho sentito (e registrato);

3. E' spettacolare ascoltare un D da 2-3 m, come i "Principi" di un tempo e capisco che quasi nessuno lo abbia potuto fare, e con le Genelec già citate da Jasparro (The Ones top di gamma) e la mia presa di suono in doppio binaurale è spettacolare anche la riproduzione, che definirei proprio "Realtà virtuale", che nulla ha a che fare con le porcherie per ascolti mediocri tipo Atmos;

4. Nella mia sala con soffitto a 4m, una secondo Stein A sempre anni 85 e una acustica curata anche nelle volute riflessioni ambientali il D non fa nessun casino. Il suono vola che è una meraviglia.

Chi pensa di chiacchierare a vuoto anche sostenendo senza averlo mai sentito che il sistema-software AVS è "farlocco"... appunto chiacchera nel senso heideggeriano del termine. Parole inautentiche al vento.

Chi invece vuole fare una nuova esperienza di ascolto, non solo del pianoforte ma di qualsiasi musica, è invitato. Basta scrivermi e prendere appuntamento.

Un caro sauto a tutti.

A. v. Salis

Ciao Andrea, magari non ti ricorderai, ma ai tempi di videohifi di belle chiacchierate ne abbiamo fatte...anche certe "lotte di squadra" contro il mondo distorto "heideggeriano" e mi fa piacere rileggerti dopo decine di anni

Le tue cose le ho sempre condivise poichè c'è una base di fondo che poggia su fattori oggettivi, basta sperimentarli senza troppe chiacchiere

Nel mio setup ho implementato correttamente un sistema (software) ambiofonico il quale migliora notevolmente la ricostruzione scenica e l'interfacciamento virtuale tra locale in cui si ascolta e locale in cui è avvenuto l'evento

L'ambiofonia si basa sulla tecnica di crosstalk cancellation, aumenta il rigore della posizione di ascolto (sweet spot) ma "li dentro" è uno spettacolo

Non vedo l'ora che pubblichi qualche file dimostrativo per poterlo provare

Buon lavoro

jackreacher
2 ore fa, SimoTocca ha scritto:

L'ascolto in cuffia oggi per molti di voi (non per me che sono anche “cuffiofilo” , non solo “diffusorofilo”) è rifiutato o comune mal digerito perché innaturale… Ed è vero, perché le registrazioni Stereo sono pensate per essere riprodotte con i diffusori…

Ma se già in fase di registrazione si pensasse all’ascolto in cuffia tutto sarebbe molto più semplice e fattibile..più “ecologico” (fare una cuffia inquina l’ambiente millantavolte meno di fare una coppia di casse..) è più “economico”….

Se ascolti tramite PC esistono dei plug-in per rendere l'ascolto in cuffia molto prossimo all'ascolto attraverso due speakers in un ambiente perfetto, basta provarli, settarli bene ed il gioco è fatto.

Io ne uso alcuni gratuiti quando effettuo mixaggio, per un confronto rapido tra cuffie e diffusori in ambiente.

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