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Melius Club

Un impianto di riproduzione audio "ben attrezzato" può riprodurre verosimilmente un evento confinato ad un pianoforte?


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jackreacher
1 ora fa, extermination ha scritto:

come ben sai, gli effetti di un materiale sull’acustica di un auditorium e simili, in estrema sintesi, dipendono fondamentalmente:

-dal tipo di materiale

-dalle caratteristiche acustiche del materiale (vedi es. coefficienti di assorbimento-riflessione-diffusione-diffrazione-risonanza)

-dalla forma

-dalle dimensioni (anche come % di superficie ricoperta)

-dal posizionamento ( anche rispetto all’ascoltatore)

Ti sei dimenticato di umidità aria, temperatura ambiente, pressione atmosferica, ed altitudine....

:classic_biggrin::classic_wink:

jackreacher
2 ore fa, jakob1965 ha scritto:

penso siano decorazioni che impreziosiscono l'ambiente e gli danno un tocco particolare 

Può anche essere che abbiano una funzione acustica precisa 

Gli "antichi 😁" non erano sprovveduti 

Anche se non avevano software e non conoscevano le equazioni d'onda

Anch'io credo che le colorazioni e l'oro avessero soprattutto una funzione estetica, cosa ben diversa le forme dei balconcini e le varie decorazioni scultoree.

extermination
1 ora fa, jackreacher ha scritto:

Ti sei dimenticato di umidità aria, temperatura ambiente,

Giusto! Da cui al non invarianza delle sale di ascolto!

@jackreacher è successo anche a me un paio di volte nelle ultime settimane: clicchi una volta e stranamente vengono assegnate due Melius da parte mia. Devo cancellarlo e riassegnarlo poi ne assegna solo uno.

 

20 ore fa, extermination ha scritto:

Anche perché Microfoni e orecchie( intendendo il sistema uditivo e percettivo)  poggiano su principi di funzionamento diversi

Cime soleva affermare l'innominabile,  purtroppo scomparso, i microfoni fanno le somme tendendo ad eseguirle con la massima linearità e precisione, il sistema,o più precisamente i sistemi percettivi fanno le sottrazioni, e le fanno con un'enorme se non abissale imprecisione in termini di linearità.

Nel caso specifico il suono di un pianoforte, e lo stesso vale per qualsiasi oggetto sonoro, non esiste fisicamente e non può quindi essere misurato.

Possono essere misurate le varie intensità delle vibrazioni dell'aria generate dalla percussione dei tasti, ciascuno dei quali accordato a pressione costante,  ma chi di fatto le tradurrà in suono, lo farà attraverso una curva  enormemente imprecisa e fortemente deviante in termini di linearità rispetto a quanto ritenuto fondamentale se non imprescindibile secondo gli abituali e condivisi standard qualitativi.

 

 

  • Melius 1
ilmisuratore
12 minuti fa, leonida ha scritto:

i microfoni fanno le somme tendendo ad eseguirle con la massima linearità e precisione, il sistema,o più precisamente i sistemi percettivi fanno le sottrazioni,

...sul segnale diretto microfono e orecchio fanno patta

Quello a cui ti riferisci riguarda il segnale riflesso e la relativa percezione dell'uomo rispetto ciò che cattura un microfono

Il microfono acquisisce le grandezze reali di segnale diretto e segnale riflesso

Il sistema di percezione umano a fronte di queste grandezze applica un "filtraggio" (piuttosto noto)

Sta nella bravura dell'operatore che registra saper dosare gli ingredienti affinchè registrazione ed evento si assomiglino il piu possibile

 

 

 

Toole.jpg

  • Melius 1
22 ore fa, jackreacher ha scritto:

E allora?!

Il pianoforte è bello ugualmente.

Ascoltate in un certo modo, in near field, le registrazioni monofoniche del Pianoforte possono suonare “più vere”, nel senso di più realistiche, di quelle stereofoniche.
Quindi concordo con te, ma solo in parte. Perche? Perché ascoltate in cuffia le registrazioni monofoniche sono inascoltabili per la loro irrealtà, per suonare “dentro” la testa e non fuori..

Questo indica, del resto, come l’ascolto in cuffia sia davvero “tutta un’altra cosa” rispetto all’ascolto con i diffusori, e che i suoi limiti derivano, in larga parte, dalle registrazioni concepite esclusivamente per ascolto con i diffusori. E proprio questa sua “alteritá” però, che nel 2025 spalanca le porte a nuove possibilità per la cuffia, laddove ormai si può registrare contemporaneamente sia per l’ascolto in cuffia sia per l’ascolto con diffusori e mettendo i due album, i due file via!, in streaming senza spendere niente di più per la distribuzione o per le copie invendute. Questa è una strada che inizia ad essere percorsa da qualcuno…e che sarebbe da incoraggiare…

Tornando a noi, ribadisco che secondo me il pianoforte è uno degli strumenti più difficili da riprodurre, in particolare per le sue due ottave estreme, quella più bassa e quella più acuta: sono queste le note con cui io, in genere, valuto se una riproduzione è davvero fedele (dal punto di vista timbrico). E sono le due ottave bistrattate dal CD, cioè dal formato 16/44, in quanto il red book non riesce a rendere la ricchezza di armoniche che crea lo strumento, e mentre nella gamma media va tutto bene, in alto e in basso succedono mezzi disastri.

E torno a un attimo sul sistema AVS: visto che in questi 25 e rotti anni non “ha sfondato” (e questo è un dato oggettivo, perché dopo quel mio ascolto al Top Audio di moltissimi anni fa io non ne ho più sentito parlare, e io in genere mi tengo aggiornato leggendo almeno 3 o 4 riviste audio internazionali a cui sono abbonato da una vita..) potrebbe essere utile aprire un Thread per spiegarne i fondamenti teorici (che sinceramente mi interessano molto) sia fisici che psicoacustici e magari poi organizzare anche delle sedute di ascolto.

P.S. @Andrea von Salis La Filosofia da Kant in poi ha, in qualche misura, una concezione olistica del pensiero, dovendo conciliare le Geisteswissenschaften  (scienze dello spirito, cioè la storia, la politica, l’arte in tutte le sue manifestazioni...) con le Naturwissenschaften, cioè le “scienze esatte” come la fisica.

Citare Heiddeger va benissimo, ma io ricordo bene come il filosofo diventò Rettore a Friburgo, nel 1933 per la sua entusiastica adesione al Nazismo, andando a sostituire il rettore Wilhelm von Möllendorff che si era invece opposto alla leggi razziali. Heidegger invece applicherà le leggi razziali con notevole entusiasmo, nonostante che il suo maestro e mentore (grazie a lui aveva avuto la cattedra di Filosofia) Husserl fosse di origine ebraica. Insomma, questa sua grave incoerenza con le tanto decantate scienze delle spirito, in cui rientra anche la morale, me lo rende particolarmente antipatico…e io vivo lo stesso benissimo senza fare di Heidegger la mia stella polare o anche semplicemente evitando anche solo di citarlo… è un altro dei miei limiti, bisogna prendermi così come sono..o lasciarmi andare al mio destino.. 😆

  • Thanks 1
27 minuti fa, leonida ha scritto:

Cime soleva affermare l'innominabile,  purtroppo scomparso, i microfoni fanno le somme tendendo ad eseguirle con la massima linearità e precisione, il sistema,o più precisamente i sistemi percettivi fanno le sottrazioni, e le fanno con un'enorme se non abissale imprecisione in termini di linearità.

e.. @ilmisuratore Tutti questi limiti valgono se si usano i microfoni per registrare ai fini dell’ascolto con i diffusori. Ma … ma di tutto questo in teoria, se registrassimo con una testa artificiale per poi ascoltare in cuffia, a noi non interesserebbe una cippa lippa! Anzi! Diamo pure al cervello tutte le informazioni che il “timpano” raccoglie, e anzi tanto più è integro e simile al vero tanto più le sottrazioni operate saranno quelle “giuste” e naturali.

 

ilmisuratore
5 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

e.. @ilmisuratore Tutti questi limiti valgono se si usano i microfoni per registrare ai fini dell’ascolto con i diffusori. Ma … ma di tutto questo in teoria, se registrassimo con una testa artificiale, a noi non interesserebbe una coppa lippa! Anzi! Diamo pure al cervello tutte le informazioni che il “timpano” raccoglie, e anzi tanto più è integro e simile al vero tanto più le sottrazioni operate saranno quelle “giuste” e naturali.

In generale se si registrasse con una KU100 e si riascoltasse con un paio di eccellenti cuffie si dovrebbe ottenere la sensazione ("replica") di trovarsi nella stessa posizione dell'evento

  • Thanks 1
27 minuti fa, leonida ha scritto:

ma chi di fatto le tradurrà in suono, lo farà attraverso una curva  enormemente imprecisa e fortemente deviante in termini di linearità rispetto a quanto ritenuto fondamentale se non imprescindibile secondo gli abituali e condivisi standard qualitativi.

Si ma lo farà sia ascoltando dal vivo che riprodotto, fondamentale quindi che la registrazione catturi il segnale nel modo più consono a non alterarne la linearità, l'individuo in questo modo tenderà a sentire la stessa cosa. Se già la registrazione fosse alterata l'imprecisione individuare aumenterebbe la distanza. La registrazione non deve essere fatta tenendo conto dell'individuo. 

13 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Tornando a noi, ribadisco che secondo me il pianoforte è uno degli strumenti più difficili da riprodurre,

Se ti aspetti il suono vero forse ma trattasi di strumento a percussione e come tale tra i più facili da riprodurre. Mai sentito un piano solo suonare male su nessun impianto. Mai. 

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