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Un impianto di riproduzione audio "ben attrezzato" può riprodurre verosimilmente un evento confinato ad un pianoforte?


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extermination

Nella realtà fisica (pianoforte vs 2 diffusori) le modalità di emissione, irradiazione e propagazione del suono sono estremamente diverse. Nella realtà percepita, a mio parere, le differenze possono anche diventare trascurabili ove si mettano a confronto, riproduzione con un evento LIVE ascoltato ad una distanza in cui domina il campo riflesso. 

captainsensible

Mediamente i pianoforti sono ripresi con due microfoni nella cassa armonica e quindi praticamente a contatto con le corde.

Poi questi due microfoni alimentano due altoparlanti, che si trovano localizzati su di una linea immaginaria.

Fatico a capire che relazione possano avere con un oggetto solido che emette un suono in un ambiente.

 

CS

ilmisuratore
7 minuti fa, extermination ha scritto:

Nella realtà fisica (pianoforte vs 2 diffusori) le modalità di emissione, irradiazione e propagazione del suono sono estremamente diverse. Nella realtà percepita, a mio parere, le differenze possono anche diventare trascurabili ove si mettano a confronto, riproduzione con un evento LIVE ascoltato ad una distanza in cui domina il campo riflesso. 

Concordo, se il campo riflesso assume carattere predominante "rimescola" il rigore di emissione 

ilmisuratore
1 minuto fa, captainsensible ha scritto:

Mediamente i pianoforti sono ripresi con due microfoni nella cassa armonica e quindi praticamente a contatto con le corde.

Poi questi due microfoni alimentano due altoparlanti, che si trovano localizzati su di una linea immaginaria.

Fatico a capire che relazione possano avere con un oggetto solido che emette un suono in un ambiente.

CS

Parlando con Lincetto mi illustrava che, con dovuto "manico" si possono ottenere buone "relazioni" 

Una volta spiegò perfino che con certi barbatrucchi si possono ottenere dinamiche anche di 100 dB (irriproducibili da quasi la totalità degli impianti)

captainsensible

@ilmisuratore non è questione di dinamica, quella ce l'hai pure con un piano digitale, è una questione di propagazione tridimensionale del suono nell'ambiente.

Da un lato hai un oggetto "solido" che ha un suo diagramma di emissione, che cambia anche con la forza con cui pesti la tastiera, mentre dall'altro lato hai due casse con il loro diagrammetto polare, sempre quello, poverine.

Certo poi c'è l'illusione, che è quella che ci permette di immaginarcelo li davanti, ma sono due cose proprio differenti.

 

CS

  • Melius 1
  • Thanks 1
16 minuti fa, captainsensible ha scritto:

Da un lato hai un oggetto "solido" che ha un suo diagramma di emissione, che cambia anche con la forza con cui pesti la tastiera, mentre dall'altro lato hai due casse con il loro diagrammetto polare, sempre quello, poverine.

Non condivido questo ragionamento, è molto riduttivo.

La propagazione del suono dai diffusori non è solo perpendicolare.

Comunque non a caso esistono delle regole per disporre i diffusori nell'ambiente in relazione all'ascoltatore, il famoso triangolo...

Suoni tridimensionali nel punto di ascolto.

captainsensible

@jackreacher la diffusione del suono dei diffusori dipende dalla frequenza.

Su un classico diffusore unipolare, se ragioniamo sul piano orizzontale, è praticamente circolare alle basse frequenze e poi tende ad essere sempre più direttivo all'aumentare delle frequenza.

In ogni caso è quello e dipende dal diffusore.

Se riprendi un piano con un microfono nella cassa armonica e lo fai riprodurre ad un altoparlante, la sua diffusione nell'ambiente segue quella dell'altoparlante, non quella del piano.

 

Penso che siamo d'accordo su questo.

 

CS

  • Melius 2
ilmisuratore
29 minuti fa, captainsensible ha scritto:

@ilmisuratore non è questione di dinamica, quella ce l'hai pure con un piano digitale, è una questione di propagazione tridimensionale del suono nell'ambiente.

Da un lato hai un oggetto "solido" che ha un suo diagramma di emissione, che cambia anche con la forza con cui pesti la tastiera, mentre dall'altro lato hai due casse con il loro diagrammetto polare, sempre quello, poverine.

Certo poi c'è l'illusione, che è quella che ci permette di immaginarcelo li davanti, ma sono due cose proprio differenti.

CS

Lo so, ma usano anche tecniche atte a mixare il suono diretto dello strumento con alcune informazioni ambientali (microfonate)

Il mix del campo riflesso riduce percettivamnte la distanza data dal rigore della distribuzione polare

captainsensible

@ilmisuratore diciamo che il punto di vista dei microfoni è normalmente quello di chi suona il piano, non di chi lo ascolta in stanza.

Diverso è per molte registrazioni di jazz degli anni '50-60, dove il piano veniva ripreso nell'ambiente.

CS

 

ilmisuratore
1 minuto fa, captainsensible ha scritto:

@ilmisuratore diciamo che il punto di vista dei microfoni è normalmente quello di chi suona il piano, non di chi lo ascolta in stanza.

CS

...sono a conoscenza del fatto che il produttore debba stare attento a cosa esce anche da un impianto e che sensazioni di verosimiglianza produce 

Applicano spesso correttivi

la differenza fra il sentire uno strumento oppure 40 o 100 contemporaneamente è la densità di "informazione" che arriva alle nostre orecchie nelle diverse direzioni. Come la differenza di vedere un fuoco d'artificio con pochi fuochi oppure uno con molto di più.

  • Melius 1
37 minuti fa, captainsensible ha scritto:

Se riprendi un piano con un microfono nella cassa armonica e lo fai riprodurre ad un altoparlante, la sua diffusione nell'ambiente segue quella dell'altoparlante, non quella del piano.

Penso che siamo d'accordo su questo.

E dove starebbe il limite/problema?

Esistono varie tecniche di microfonazione proprio per ottenere un risultato finale con diffusori standard sovrapponibile alla realtà.

20 minuti fa, captainsensible ha scritto:

diciamo che il punto di vista dei microfoni è normalmente quello di chi suona il piano, non di chi lo ascolta in stanza.

Non è vero!!

Dipende da quello che si vuole ottenere/trasmettere

PS: non voglio sembrare arrogante, però prima di affermare certe cose bisognerebbe avere un minimo di cognizione di come si riprende un suono con i microfoni.

29 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

ma usano anche tecniche atte a mixare il suono diretto dello strumento con alcune informazioni ambientali

Bravo, è proprio così.

captainsensible

@jackreacher nella media, è così, due microfoni nella cassa armonica ed anche nella registrazione di Jarreth che ha postato mi sembra così.

Se hai esempi di registrazioni realizzate diversamente, magari ti chiedo di farmi qualche esempio, così mi faccio una idea.

 

CS 

 

20 minuti fa, captainsensible ha scritto:

nella media, è così, due microfoni nella cassa armonica

Ripeto che non è così.

Chiedetelo a Lincetto.

Due microfoni nella cassa armonica danno un suono limitato, le migliori tecniche sono mid-side, blumlein e coincidente (XY), che riescono a catturare tutti i suoni diretti dello strumento ed anche i riverberi naturali attorno ad esso.

  • Melius 1

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