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Ma i dac sono davvero tutti uguali? (una piccola provocazione)


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2 minuti fa, sfabio ha scritto:

Aridaje, ma chi ti ha detto che non ascolto impianti senza correzioni? Io non insegno nulla a nessuno ma pretendo che gli altri facciano lo stesso con me, dove sta scritto che quello che ascolti tu è alta fedeltà e quello che ascolto io no?

Nessuno lo dice. Manco io. Se tu dici che i dac hanno differenze all’ascolto nulle o che sono sfumature, visto che contrastano con la realtà dico che o menti, e non credo, oppure che non li hai ascoltati mai a confronto.

 

4 minuti fa, sfabio ha scritto:

Cosa ti ha dato fastidio, forse questa frase: "Nessuno, e dico nessuno, nemmeno tu od io, ha la facoltà di giudicare ad orecchio la fedeltà di un apparecchiatura, quello che possiamo giudicare è la verosimiglianza ad un modello percettivo personale che ci siamo creati nel corso degli anni e che differisce di persona in persona, quindi fedeltà a cosa?

Dal tuo punto di vist ti potrei anche dire che concordo con quanto scrivi. Se non hai un riferimento o dei parametri Audio da valutare sarebbe come scrivi tu. Esempio.: se prendo una catena audio, cambio un componente e la scena si fa più piccola, non è che questa è una percezione, anche se ascoltassi tu non diresti che la scena e più larga. Allora è meglio una scena piccola o una grande ? Questo non vuol dire che se la scena e più grande suona meglio.

 

6 minuti fa, sfabio ha scritto:

L'ho scritta perché è quello che credo e che le mie esperienze mi hanno insegnato, l'alta fedeltà di cui si sta discutendo è solo my-fy allo stato puro.

Ma perché disegnarsi la rif con un righello non è my-fi ? Visto che tu usi un computer per disegnarti il suono come lo vuoi, ti erge a guru assolutista ?
NB: io non voglio insegnare nulla a nessuno. Questo per me è una legge scritta sulla pietra. Perché ha molte affinità con l’educazione. La prevaricazione mi sta molto sulle palle così come vedere persone atteggiarsi a pseudoscenziati. La possiamo pensare in 1000 modi diversi. Ritengo che questo sia un valore!

ilmisuratore
8 minuti fa, rpezzane ha scritto:

o che sono sfumature

In condizioni di ascolti controllati non ha alcun torto.

In condizioni "attacchi e ascolti" potrebbero anche valicare le sfumature, ma senza alcuna possibilità di oggettivarlo.

Dunque punto e a capo, dici che non prendi per sordi gli altri ma glielo fai elegantemente comprendere.

  • Melius 1
21 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:
40 minuti fa, leonida ha scritto:

Come dire che accusando un malessere, es, mal di pancia, mal di testa, mal di denti etc.., saprò  se le mie sensazioni siano o no reali soltanto dopo aver effettuato tutti gli esami appropriati e dopo aver analizzato i risultati.

Qualora poi il responso delle analisi non mostrasse nulla di anomalo, il medico, sorridendo, mi verrà incontro con la buona notizia  che sto benissimo, mentre in realtà continuo a stare male, ed alle mie rimostranze, risponderà mostrandomi le inequivocabili misure che dimostrano , senza possibilità  di errore, che  il mio malessere era e continua ad essere immaginario. 

Expand  

Stai, non dico maldestramente, mischiando due concetti che con il fenomeno audio hanno poco (nulla) a che fare.

L'audio appartiene ad un sistema di tipo deterministico, l'uomo invece appartiene ad un sistema olistico

Credo che sia tu a non renderti conto di quello che scrivi, il concetto di audio,

e quello di suono necessitano di un soggetto recettore,  senza l'uomo semplicemente non esistono.

 

 

Tu puoi misurare correnti, tensioni, vibrazioni, perturbazioni dell'aria, e quant'altro, ma non puoi misurare il suono perché è  impossibile misurarlo ed è impossibile semplicemente perché il suono non esiste fisicamente in natura.

 

Se proprio  volessi occuparti di suono e quindi di audio, dando in tal modo un reale  valore alle tue conoscenze tecniche, prova a  cimentarti in qualcosa di realmente innovativo  prova a a completare il percorso che porta al suono finale includendo quindi il soggetto  nella tua ricerca. 

Inizia quindi col misurare il percorso orecchio/cervello, a partire dallo stimolo meccanico (orecchio), al convertitore in segnale elettrico (nervo acustico),fino alla   conversione finale del segnale elettrico  in quell'elemento immateriale che finalmente potrai analizzare e  definire col termine "suono".

 

Inserendo il soggetto ascoltatore nella tua ricerca, almeno ti distinguerai dalla massa dei tuoi colleghi , e se possiedi sensibilità musicale e riuscirai a liberarti da ogni preconcetto,  non avendo mai nessuno indagato approfonditamente tal senso, chissà, potresti scoprire qualcosa di realmente  innovativo, magari anche di rivoluzionario.

Procedi, e se arriverai a qualche conclusione,  eventualmente poi ne riparliamo.

 

 

8 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Ma perché disegnarsi la rif con un righello non è my-fi ? Visto che tu usi un computer per disegnarti il suono come lo vuoi, ti erge a guru assolutista ?

Ed io cosa ho scritto? Non ho forse scritto che stiamo discutendo di my-fy? Era una affermazione non una domanda.

 

8 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Se tu dici che i dac hanno differenze all’ascolto nulle o che sono sfumature

Guarda, io ho scritto il 27 giugno:

 

 

Sintetizzando il mio pensiero:

"Ma i dac sono davvero tutti uguali? (una piccola provocazione)"

1) Solo quelli della stessa marca e modello e nei limiti stabiliti dalle tolleranze di produzione 😉

2) Può un DAC da pochi euro avere misure migliori di uno da Nmila?

Sicuramente e ne esistono molti esempi in commercio

3) Un DAC con misure migliori è più fedele?

Si, perché il compito delle misure è proprio quello di stabilire la fedeltà dell'apparecchio in test o, se preferite, di individuarne i difetti

3 Bis) Può un DAC da pochi euro essere più fedele di uno da Nmila?

Sicuramente e ne esistono molti esempi in commercio

4) Un DAC più fedele suona meglio?

Per chi? Visto che a stabilirlo è un essere umano (che ha gusti e preferenze che nulla hanno a che vedere con la fedeltà assoluta) e non le misure, non esistono (e mai potranno esistere) certezze in merito, al massimo qualche statistica che lascia il tempo che trova, io o uno qualunque di voi potremmo essere l'eccezione che conferma la regola.

 

Ti sembra che abbia scritto "che i dac hanno differenze all’ascolto nulle o che sono sfumature"? Che poi ci sia qualcuno che dà più o meno peso a queste differenze mi pare normale

 

 

 

  • Melius 1
ilmisuratore
1 minuto fa, leonida ha scritto:

Credo che sia tu a non renderti conto di quello che scrivi, il concetto di audio,

e quello di suono necessitano di un soggetto recettore,  senza l'uomo semplicemente non esistono.

Tu puoi misurare correnti, tensioni, vibrazioni, perturbazioni dell'aria, e quant'altro, ma non puoi misurare il suono perché è  impossibile misurarlo ed è impossibile semplicemente perché il suono non esiste fisicamente in natura.

Se proprio  volessi occuparti di suono e quindi di audio, dando in tal modo un reale  valore alle tue conoscenze tecniche, prova a  cimentarti in qualcosa di realmente innovativo  prova a a completare il percorso che porta al suono finale includendo quindi il soggetto  nella tua ricerca. 

Inizia quindi col misurare il percorso orecchio/cervello, a partire dallo stimolo meccanico (orecchio), al convertitore in segnale elettrico (nervo acustico),fino alla   conversione finale del segnale elettrico  in quell'elemento immateriale che finalmente potrai analizzare e  definire col termine "suono".

Inserendo il soggetto ascoltatore nella tua ricerca, almeno ti distinguerai dalla massa dei tuoi colleghi , e se possiedi sensibilità musicale e riuscirai a liberarti da ogni preconcetto,  non avendo mai nessuno indagato approfonditamente tal senso, chissà, potresti scoprire qualcosa di realmente  innovativo, magari anche di rivoluzionario.

Procedi, e se arriverai a qualche conclusione,  eventualmente poi ne riparliamo.

Il tuo approccio si basa sulla realtà percepita, o meglio, percepibile.

Il suono si forma nel cervello e lo fa secondo una base di esperienze pregresse.

Ad ognuno la propria.

Però se si parla di confronti e differenze, oggettivarle, credo che non basti un elaborazione del cervello.

 

ilmisuratore
3 minuti fa, extermination ha scritto:

Signori miei, se ne facciano una ragione. Esiste la realtà fisica e realtà percepita.

Esatto, basta saperle discernere e scegliere a quale si punta.

Se a qualcuno non interessa affatto sapere se sta acquistando un accessorio uguale all'altro e pagarlo per venti volte non è un problema.

  • Melius 1
13 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Oltre che prevaricare, con questa frase stai dando del visionario a chi la pensa diversamente da te

Per aver scritto che ho fatto le mie esperienze sulla percezione? E cosa c'è di prevaricatore? Io ho le mie esperienze, tu avrai le tue ed altri le loro, nessuna uguale alle altre...

@sfabio dei punti da elencati sono totalmente in disaccordo. E errata proprio l’impostazione del concetto che tu hai di fedele. 
per te e fedele ciò che misura meglio, per me è fedele quello che suona meglio. Hai ragione tu ? Ho ragione io ? Sbagliamo entrambi ? Chi può dirlo !

21 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Se non hai un riferimento o dei parametri Audio da valutare sarebbe come scrivi tu. Esempio.: se prendo una catena audio, cambio un componente e la scena si fa più piccola, non è che questa è una percezione, anche se ascoltassi tu non diresti che la scena e più larga. Allora è meglio una scena piccola o una grande ? Questo non vuol dire che se la scena e più grande suona meglio.

Non so se ho capito correttamente, ma mi è già capitato più volte che persone diverse durante un ascolto avessero impressioni a volte diametralmente opposte riguardo a quanto ascoltavano, perciò qual'è quella giusta? Quella fedele? Lo sono tutte e nessuna se non hai una descrizione accurata di cosa stai ascoltando. Suona meglio per chi?

  • Melius 2
15 minuti fa, extermination ha scritto:

Signori miei, se ne facciano una ragione. Esiste la realtà fisica e la realtà percepita.

Ma nella realtà fisica non esiste il suono! Nella realtà fisica esistono solo onde di pressione che diventano suono e meglio ancora musica quando qualcuno lo percepisce. Per questo a me fa sorridere parlare di fisica e misure quando si parla di riproduzione audio.

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