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Ma i dac sono davvero tutti uguali? (una piccola provocazione)


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19 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Misure "perfette" portano a risultati acustici perfettamente prevedibili.

Forse, magari non piacevoli, gradevoli o gradite . . . 

O, addirittura, non coerenti con le proprie esperienze, anche dal vivo , degli stessi strumenti o lavori che si ascoltano mediante il sistema audio . . . 

19 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Ma forse io parlo di dati oggettivi e tu ti riferisci a ciò che dirà la gente dopo averlo ascoltato ?

Ma forse i dati oggettivi, stanno sulla carta, la musica sta nelle orecchie di chi ascolta, a cosa dovrei riferirmi, nel giudicare ?? 

19 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Siamo sempre li, realtà fisica contro realtà percepita.

Quindi se un ponte è fisicamente perfetto, ma esteticamente fa pena, ed un altro è quasi perfetto alle misure, ma mozzafiato, secondo le misure dovrei abbattere il secondo e godermi il primo ??? 

Se entrambi svolgono in sicurezza il loro lavoro, anche l' occhio vuole la sua parte, scelgo il secondo . . . !!

19 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Però si parlava di connettori

Si può prevedere con le misure ciò che provocherà il confronto tra due connettori ? Dico si, oggettivamente si.

Sicuro che dalle misure tu sai esattamente come si confronteranno i 2 connettori ??? Rodio contro oro, rame contro iridio, argento contro nickel, sai dalle misure cosa succederà ??? 🙂Molti dubbi, se permetti . . .

19 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Se poi scaturiscono all'ascolto differenze percepite "su alcuni soggetti" vuol dire che alcuni si faranno influenzare e altri avranno un sistema di percezione meno influenzabile e attento a ciò che arriva alle orecchie, il nulla.

Orpo, quindi sai già dalle misure che chi sente differenze è un frescone, e chi no un ascoltatore giusto ??? 😁

saluti , Dario 

9 ore fa, extermination ha scritto:

La sensazione uditiva è il risultato di un processo olistico dove, per definizione, 1+1 può fare 3 o 4. Le misure sono un processo deterministico dove 1+1=2 (se sono fatte a modo). Ne segue che 1+1 fa sempre 2 per gli strumenti, 3 per me, 4 per te e 5 per qualche altro. Domani o tra un’ora i risultati soggettivi cambiano quelli degli strumenti restano costanti. La “realtà”, a parità di condizioni al contorno, è sempre 1+1. Per l’individuo le condizioni al contorno sono sempre diverse anche solo a causa dello scorrere del tempo. Se, cambiando un cavo, la “realtà” strumentale diventa (faccio per dire) 1+1.1=2.1 allora posso giustificare anche una variazione nella percezione soggettiva ma se resta 1+1 devo attribuire la mutata sensazione dell’ascoltatore non alla realtà misurabile ma alle mutate condizioni dell’ascoltatore. Se non concordiamo su questo aspetto c’è poco da discutere.

Le sensazioni, sono per loro natura, falsate da mille aspetti, visibili, non visibili , fisiche, non fisiche, per esempio se ho mal di testa, la musica mi darà fastidio, anche, non godimento, eppure è la medesima di ieri e la stessa di domani . . . 

La realtà è mutevole, cambiano la temperatura e la pressione atmosferica, cambia il risultato all' ascolto, cambio un cavo, il risultato è differente, e non ci sono dubbi, se ci sono, procediamo ad un confronto , già fatto diverse volte, e le differenze sono udibili, non per 1, ma per molti in contemporanea, magari con grado e peso differenti, ma la presentazione del programma sonoro, basso, velocità , estensione, timbro, variano tra 2 cavi lontani tra loro per progetto, costruzione, materiali , connettori e isolamento . . .

Quindi a fronte di una realtà molto complessa, cui sono tanti gli elementi che contribuiscono al risultato finale, dire che 1 + 1 = 2 semplifica forse la vita, ma spiega ben poco nella fruizione complessa della musica . . . 

saluti , Dario 

19 minuti fa, leonida ha scritto:

Quanto scrivi è  prodotto della tua esperienza, e nonostante le tue possano anche  risultare  sensazioni oggettivamente  vere e condivisibili, e non sono io certamente a negarle, non possiedi alcuna argomentazione che possa scalfire il responso strumentale che di fatto  non rivela variazioni che possano lontanamente  giustificarle.

Riferirsi a presunti ed indecifrati fenomeni fisici, sminuisce la credibilità  del percettore ed alimenta il discredito dei misuratori.

Però mi piacerebbe vedere scritte queste misure così invarianti, visto che per esempio, sui cavi , i valori di C R e I, sono spesso differenti e questo si riflette sugli ascolti, vediamo queste misure di connettori tutte identiche !!

saluti , Dario

extermination
1 ora fa, leonida ha scritto:

Perché  mutabili?

Perché  mutano?

Perché non concordano quasi mai con la misura?

Perché sensazioni spesso condivise fra soggetti diversi, in situazioni  diverse e con sistemi diversi, pur in assenza di riscontro strumentale?

Perché  un così alto numero di elementi  non incidenti sul responso strumentale,

ritenuti comunque sorprendenti generatori di sensibili variazioni all'ascolto?

 

Giuseppe perdonami! Dato che i meccanismi percettivi rientrano a pieno titolo tra i tuoi " preferiti" e tra le tue "pratiche" conoscitive ed investigative ( anni e anni di pratiche, riscontri ed approfondimenti) , anche al fine di un mio accrescimento addentro un perimetro ( quello delle percezioni) di cui conosco appena  i  "rudimenti"...ecco dicevo...non sarebbe il caso di sostituire tutte queste domande con delle risposte ?(tue ovviamente).

extermination
2 ore fa, meridian ha scritto:

nella fruizione complessa della musica . . . 

Complessa in tutti i casi in cui si intenda indagare. Facile in tutti i casi in cui ci si accontenti di ascoltare ( la musica ovviamente e non l'impianto) 😉

9 ore fa, audio2 ha scritto:

ne ho visto uno che mi piace anche se costa caro: gustard a22. sembra complicato da usare, qualcuno qui ce l' ha ?

No mi spiace. Ma cercando ho trovato questa caratteristica che non mi è chiara. 

”Una vasta gamma di opzioni
di filtro digitale Il PCM ha sei filtri digitali disponibili: Short Delay Sharp Roll-off/Short Delay Slow Roll-off/Sharp Roll-off/Slow Roll-off/Super Slow Roll-off/Super Slow Roll-off/Low Dispersion Short Delay Filter”

 

qualcuno sa darmi qualche delucidazione? Grazie mille. 

 

cactus_atomo

che non ci siano differenze tra due oggetti o che non si percepiscano differenze tra due oggetti non sono esattamente la stessa cosa. ci sono fifferenze lievi ed alte eclatanti, alcune percepibili da molti, altre da pochi. conta anche il grado di competenza e di capacità di valutazione. quando ero giovane e ascotavo musica sinfonica a palla ero in grado di capire se stavano suonando i brliner, la lso, la lpo, una orchestra del'est.

non faccio di professione il sommelier, ma un poco ne capsco, e quando scelgo un vino (non necessriamente costoso) viene apprezzato e percepito anche da chi beve poco (l'ultima bottiglia di bianco portata da mio fratello ha avuto un tale successo che hanno fotografato l'etichetta a futura memoria)

il mio orologiaio di fiducia mi fece vedere un rolex d'oro spiegandomi che era un fake ma che non avrebbe spiegato da dove lo aveva capito per evitare che i falsari migliorassero

quando lavoravo non mi accorgevo mai del cambio di colore dei capelli di una collega )a meno ch non passasse dal corvino al biondo) mentre le colleghe notavano tutte le sfumature di colore. ed anni fa i una sala di tango una mia amica mi disse che era molto brava la tipa con cui avevo ballato, quando le chiesi quale mi rispse quella con le scarpe verdi.

ognuno ha dei particolar su cui sofferma l'attenzone e altri a cui non da alcun peso

e vale pure per l'hifi

ora, se i vini on tutti uguali, almeno per me, bevo il tavernello e risparmio, non vedo perchè dovrei comprare un barolo se non capisco la differenza

e vale pure per i dac

  • Melius 1

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