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Ma i dac sono davvero tutti uguali? (una piccola provocazione)


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14 ore fa, rpezzane ha scritto:

mancherebbe altro. Io dico solo che spesso i malintesi nascono perché chi nega l’evidenza di differenze e chi tipicamente ascolta con correzione difitale che ovviamente maschera qualsiasi cosa sia a valle di un paio di diffusori

Praticamente la MyFi dei non Guru .

Mi piace perché lo modifico a mio piacimento . 
 

 

3 ore fa, sfabio ha scritto:

oluto? E che male c'è? A ciascuno il suo metodo, ma evitiamo di dire agli altri che sono sordi o non hanno impianti all'altezza ecc.. ed accettiamo che i "bias cognitivi" esistono, per tutti.

Interessante , i bias cognitivi esistono per tutti . Quindi anche per gli Audio scienziati e i non Guru .i quali a forza di dire sempre la stessa cosa sono i nuovi Guru .

extermination

Non esiste conoscenza e competenza  tecnica capace di stare al passo con esperienze trentennali di ascolto di sistemi di riproduzione e di pratiche di assemblaggio di componenti in "sistemi sonanti". 

Detta in gergo: l'audiofilo al di sopra di tutto - giudice supremo.

Se uno non sente differenze, che non le senta. Chi le sente che le senta. Se credono fermamente che (non) ci siano o siano minime che vadino a dire in giro. Saranno sempre convinti di dire la verità. Così è il mondo e anche l'essere umano e non lo posso cambiare se mi desse fastidio.

Io ascolto e giudico personalmente se sento differenze, quali e decido personalmente se per quello che (non) sento voglio spendere i soldi che ho. Discutere su hifi nel senso di "qualità sonora" con altre persone che hanno un'altra educazione musicale e hanno differenti concetti moralistici che io, serve a niente. Leggere quel che dicono invece può dare una visione diversa e può far meditare su tante cose.

@extermination  certo 

A Ingegneria erano esami scoglio

Molti abbandonavano il corso o l'uni a causa di questi scogli

Non dico fosse  giusto ma era la realtà. 

Un compagno di camera di mio fratello (ing. ETH) si impicco ahimè 

Per questo io non farei discussioni anonime:

Ho un poco la sensazione che chi ha superato questi scogli qua tace e legge con benevolenza 

Altri si ergono a censori 

 

47 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

A Ingegneria erano esami scoglio

Molti abbandonavano il corso o l'uni a causa di questi scogli

Non dico fosse  giusto ma era la realtà. 

Un compagno di camera di mio fratello (ing. ETH) si impicco ahimè 

Mi sembra che al ETH Zurigo una volta al primo anno passavano il 50-60% e al secondo ancora una volta 50-60%. Diversi passavano però all'uni dove la vita era più dolce. Oggi secondo mio figlio che è al terzo anno la selezione al primo anno non è cambiata molto.

Comunque proprio di problemi psicologici non ne avevo mai sentito parlare.

@extermination ma infatti tu sei un signore

No question

In merito ai dac credo lo scrissi già 

bocce ferme l'impianto e l'ambiente , un buon dac o uno cattivo si distinguono per me

Eccome 

Non saprei come descrivere la cosa in quanto è una questione di qualità del suono , di timbrica , di pulizia e verosimiglianza 

Quanto truccai il mio azur 851 ero conscio che la parte digitale era di buon livello (Atinksons e le sue misure)

Poi ci costruì sopra una ottima macchina per me

59 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Non è cosi, il risultato acustico è perfettamente prevedibile (a che servono se no i progetti e le misure)

 

 Ohibò,  addirittura perfettamente!

Wishful thinking!

Due esempi significativi:

Sidney Opera House, acustica oggi revisionata, per decenni talmente pessima da essere stata definita equivalente a quella di un hangar in disuso.

Talmente pessima da dover utilizzare altoparlanti di rnforzo ( Meyer), talmente pessima  da dover ricorrere come  tentativo di miglioramento ad una serie di dischi di plexiglass sospesi.

 

La Scala di Milano, revisione totale nel 2011 affidata all'eminente spagnolo Higini Arau , progetto da 53 milioni di euro, fra i vari e radicali interventi, mollettone inserito nei palchi sotto il rivestimento in damasco rosso per attenuare l'impatto sonoro.

Qualche anno dopo, documento del prof. Farina, si suggerisce ulteriore revisione, troppo assorbimento, i cantanti devono sforzarsi eccessivamente, fra gli interventi da applicare,  via il mollettone dai palchi.

 

Come vedi, esistono già problemi  a risolvere fenomeni macroscopici e questo nonostante l'impiego di ogni sofisticata strumentazione e misura, figuriamoci il voler indagare su sottili variazioni timbriche con la pretesa di poterne individuare,  con certezza addirittura,  origine ed eventuale soluzione.

Ulteriore conoscenza risolve dubbi ma ne crea ulteriori.

Da qui il "so di non sapere" di Socrate, secondo il quale solo la consapevolezza della propria ignoranza, acquisita paradossalmente attraverso un avanzamento della conoscenza, permetterà di progredire nel cammino verso la verità. 

 

 

 

 

  • Melius 1
2 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Se scrivi "ascolto solo onde di pressione" significa fare intendere che ciò che sta a valle è poco influente.

Il senso mi pareva chiaro. Un onda di pressione diviene suono nel momento che qualcuno ascolta. Quindi la valutazione della riproduzione audio non può prescindere dall’essere umano in una valutazione.

@Titian be se ne parla poco.ma molti giovani rimangono scottati dalla serietà e severità di certe scuole

Scuole che creano tecnici ma anche uomini

Sei obbligato ad accettare che ci sono molti più bravo e dotati

Con questa consapevolezza diventi uomo e cresci

 

extermination
2 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

un buon dac o uno cattivo si distinguono per me

Ovviamente. A mio avviso,  Il problema si sostanzia nel "peso" che ognuno di noi attribuisce ad una differenza ( percepita), al fatto che una differenza ( percepita ) non è da ascriversi necessariamente ad un miglioramento oggettivo ( parametri oggettivi-misure) e da ultimo, ma non per ultimo che, data la non invarianza dell'ascoltatore, quella differenza ( percepita) possa essere considerata stabile ( nei suoi attributi percettivi e nel tempo)

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