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Melius Club

Trump in guerra contro i musei sulla schiavitù


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10 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Effettivamente anche lo sterminio degli ebrei da parte dei nazifascisti era molto meglio di quanto oggi praticato dagli israeliani

 

A via Rasella c'era la proporzione 10 a 1.

A Gaza 60 a 1. 

A tutt'oggi.

E può ancora salire.

per conoscenza:

.

“Il re belga noto per il suo ruolo nel colonialismo è Leopoldo II del Belgio.
Il suo nome è indissolubilmente legato alla storia del Congo, che non fu una colonia del Belgio in senso tradizionale per gran parte del suo regno, ma un suo dominio personale.
Ecco i punti principali che definiscono il suo "colonialismo":
 * Lo Stato Libero del Congo (1885-1908): Leopoldo II ottenne il controllo del vastissimo territorio del Congo durante la Conferenza di Berlino (1884-1885) con il pretesto di fini umanitari e filantropici, come la lotta contro la schiavitù e la promozione del commercio. Tuttavia, lo trasformò in una sua proprietà privata, sfruttandola in modo spietato per arricchirsi.
 * Lo sfruttamento e le atrocità: L'economia dello "Stato Libero" si basava sullo sfruttamento intensivo di risorse naturali, in particolare l'avorio e, soprattutto, il caucciù. Per massimizzare i profitti, le popolazioni locali furono sottoposte a un regime di lavori forzati brutale e sistematico, con metodi che includevano mutilazioni, omicidi e la distruzione di interi villaggi. Le stime delle vittime sono terrificanti, con un numero di morti che si aggira intorno ai 10 milioni di persone.
 * La denuncia internazionale: Le atrocità commesse nel Congo di Leopoldo II furono portate alla luce da giornalisti e attivisti come Edmund Dene Morel e lo scrittore Joseph Conrad (nel suo romanzo Cuore di tenebra). La pressione internazionale e lo scandalo che ne seguì portarono il re a cedere il controllo del territorio al governo belga nel 1908, che lo rinominò "Congo Belga".

  • Thanks 1
6 minuti fa, wow ha scritto:

Prima che venga il solito benpensante a discettare, con il solito vittimismo, di pensiero unico, nonostante conseguire un pezzo di carta, mi sia costato sacrifici e ore e ore di vita che avrei potuto dedicare, maggiormente, p.e. alla fyga, ti confesso una cosa: non sono (solo) i risultati conseguiti negli studi, le conseguenti competenze professionali (sulle famiglie stendiamo un velo pietoso) che fanno di una persona, un gigante.

Conosco persone con la quinta elementare che hanno una grande qualità: il pudore.

Quel pudore che rende consapevoli dei propri limiti, che allo stesso tempo sviluppa una forte voglia di emanciparsi da questo status (e oggi c'è la possibilità di farlo in modo comodo e gratificante), soprattutto quel pudore / saggezza che prima di sparare s t r o n z a t e laddove si è consapevoli di non essere ferrati (lo siamo tutti su qualcosa), ti fa desistere dal procedere.

Invece il populismo ha sdoganato l'ignoranza e l'ha elevata a (pseudo) cultura e Sant'Umberto Eco ha mirabilmente definito il fenomeno di questi fenomeni.

Si nega, si ignora, si cancella ciò che non è funzionale o è troppo complicato, si semplifica la complessità, c'è sempre qualcosa di peggio di cui non si parla per colpa dei poteri forti, del mainstream, dei professoroni. 

E si pretende di non essere mandati a cagare, perché diventerebbe imposizione del pensiero unico.

Purtroppo ho finito i melius, ma considerati meliusato. 😁

extermination
9 ore fa, wow ha scritto:

Quel pudore che rende consapevoli dei propri limiti, che allo stesso tempo sviluppa una forte voglia di emanciparsi da questo status (e oggi c'è la possibilità di farlo in modo comodo e gratificante), soprattutto quel pudore / saggezza che prima di sparare s t r o n z a t e

La consapevolezza della propria ignoranza è il punto di partenza per la ricerca della saggezza. 

12 ore fa, gibraltar ha scritto:

dicendo una stupidaggine fuori tema come quella

Dove sarebbe la stupidaggine fuori tema?

Il 3D è sull'alleggerimento dell'autoflagellazione per la schiavità americana proposta da Trump: io mi trovo d'accordo. Punto. Poi ho chiesto: in Belgio c'è qualcosa a ricordare gli orrori compiuti nel Congo? Risposte possibili: si, no, non lo so. E invece via, una carteva di insulti.

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