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Uccidere pur di consegnare la merce


Velvet
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maurodg65

https://milano.corriere.it/19_gennaio_30/picchetto-fabbrica-violenza-morale-condannati-sindacalisti-e53ec184-2454-11e9-a99c-48a2f60b960f.shtml

 

Il picchetto in fabbrica violenza morale»: condannati i sindacalisti

Dhl di Settala, lo sciopero impedì l’ingresso alle cooperative

il caso

Quando c’è uno sciopero, «la sola forma di picchettaggio ammissibile è quella che consiste in blocchi volanti o nel cosiddetto picchettaggio di persuasione, ossia comportamenti che non vadano oltre l’attività di convincimento o che, a tutto concedere, impediscano l’ingresso solo per un breve tempo e in forma pressoché simbolica». Invece, a giudizio della settima sezione del Tribunale, l’agitazione attuata il 19 marzo 2015 nello stabilimento di Settala Milanese della «Dhl Supply Chain» da parte di un gruppo di sindacalisti «Si Cobas» e lavoratori del facchinaggio che, stringendosi uno accanto all’altro, formarono (pur senza minacce o atti di violenza) un ostacolo fisico a impedire l’accesso ai dipendenti di altre cooperative, si è risolta in un «picchetto ostruzionista» che integra il reato di «violenza privata»: altrimenti, «si arriverebbe al paradosso di riconoscere agli scioperanti una sorta di diritto potestativo avente ad oggetto il potere di decidere se i colleghi che non appoggiano l’agitazione possano o meno recarsi sul posto di lavoro».

Con questa motivazione il giudice Alberto Carboni ha condannato quattro sindacalisti e cinque lavoratori o esponenti di centri sociali (benché per tutti la Procura avesse chiesto l’assoluzione) a pene comprese tra l’anno e 8 mesi e i due anni e 6 mesi, assolvendo invece altri diciotto lavoratori. In due casi l’entità delle pene risente della recidiva contestata ai due imputati già gravati da condanne del 2004 e 2011 per lesioni personali e violenza privata. Per il Tribunale, infatti, «l’intensità della coartazione, sebbene non si sia tradotta in aggressione fisica da cui siano scaturite lesioni personali, non può comunque essere banalizzata», in quanto ad essere tutelata dalla norma è la «libertà morale» dell’individuo, «intesa sotto il duplice aspetto della libertà di autodeterminazione e della libertà di azione». Per rimarcare quanto la «formazione di una barriera umana composta da decine di soggetti» sia «dotata di una carica intimidatrice non trascurabile», il giudice — che si discosta da una precedente archiviazione del gip di Milano in una vicenda assimilabile — valorizza molto il fatto che «nessuno degli oltre 200 dipendenti che non aderiva alla manifestazione riuscì a raggiungere il proprio posto di lavoro, perdendo così il diritto alla retribuzione e subendo un pregiudizio morale e patrimoniale non trascurabile»; e che quel giorno si verificò la «totale paralisi dell’attività aziendale» con un «danno» di «notevole gravità» per l’azienda che «si occupava del trasporto di medicinali» riconosciuto «servizio pubblico essenziale».

Quel giorno «ci fu uno sciopero nazionale del settore della logistica-trasporti che coinvolse 40.000 persone in tutta Italia», ribatte Aldo Milani, esponente del «Si Cobas» e fra gli imputati condannati, «e con quelle manifestazioni poi riuscimmo a raggiungere un accordo sindacale». Per gli avvocati Mirko Mazzali, Eugenio Losco e Mauro Straini, la sentenza «confonde l’attività di sciopero con la violenza privata, e lo fa anche se gli stessi agenti della Digos, testimoniando nel processo, hanno detto che non era successo “niente di eclatante” quel mattino e che non c’era stata violenza». E di verdetto che «punisce le lotte sindacali dei lavoratori e il diritto di sciopero» parlano rappresentanti del centro sociale milanese «Vittoria».

 

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16 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Per rimarcare quanto la «formazione di una barriera umana composta da decine di soggetti» sia «dotata di una carica intimidatrice non trascurabile», il giudice — che si discosta da una precedente archiviazione del gip di Milano in una vicenda assimilabile — valorizza molto il fatto che «nessuno degli oltre 200 dipendenti che non aderiva alla manifestazione riuscì a raggiungere il proprio posto di lavoro, perdendo così il diritto alla retribuzione e subendo un pregiudizio morale e patrimoniale non trascurabile»; e che quel giorno si verificò la «totale paralisi dell’attività aziendale» con un «danno» di «notevole gravità» per l’azienda

rimarchiamolo bene, non lo ammetteranno ma lo capiranno che impedire ad un altro individuo di lavorare è reato oltre che riprovevole

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CarloCa
9 ore fa, maurodg65 ha scritto:

stringendosi uno accanto all’altro, formarono (pur senza minacce o atti di violenza) un ostacolo fisico

Come ci hanno insegnato il Maestro Gahndi e il Reverendo King.

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CarloCa
9 ore fa, maurodg65 ha scritto:

gli stessi agenti della Digos, testimoniando nel processo, hanno detto che non era successo “niente di eclatante” quel mattino e che non c’era stata violenza

W i fratelli poliziotti. 

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maurodg65
10 minuti fa, CarloCa ha scritto:

Come ci hanno insegnato il Maestro Gahndi e il Reverendo King.

Non direi proprio, resta comunque una violenza privata, perché impedisci a delle altre persone una scelta libera come quella di recarsi al lavoro come nel caso a cui fai riferimento, non parliamo neppure di quando si impedisce ai lavoratori l’uscita dall’azienda per poter svolgere il proprio lavoro, tutto questo con la filosofia della non violenza non ha nulla a che vedere.

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maurodg65
8 minuti fa, CarloCa ha scritto:

W i fratelli poliziotti. 

I poliziotti testimoniano sempre i fatti, ed i fatti riportati hanno portato a delle condanne per violenza privata, quindi bene così.

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CarloCa

@maurodg65 pure  il Maestro Gahndi e il Reverendo King sono stati condannati dal tribunale degli uomini ma poi il bene ha trionfato.

  • Melius 1
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maurodg65
20 minuti fa, CarloCa ha scritto:

pure  il Maestro Gahndi e il Reverendo King sono stati condannati dal tribunale degli uomini ma poi il bene ha trionfato

Certo, ma non hanno usato violenza nei confronti di altre persone.

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stefanino
13 ore fa, CarloCa ha scritto:

è inutile continuare all'infinito

fintanto che si sostiene che tenere una persona confinata in un determinato posto non e' sequestro di persona lo ripeterò all'infinito

 

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andpi65
11 ore fa, Jack ha scritto:
11 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Per rimarcare quanto la «formazione di una barriera umana composta da decine di soggetti» sia «dotata di una carica intimidatrice non trascurabile», il giudice — che si discosta da una precedente archiviazione del gip di Milano in una vicenda assimilabile — valorizza molto il fatto che «nessuno degli oltre 200 dipendenti che non aderiva alla manifestazione riuscì a raggiungere il proprio posto di lavoro, perdendo così il diritto alla retribuzione e subendo un pregiudizio morale e patrimoniale non trascurabile»; e che quel giorno si verificò la «totale paralisi dell’attività aziendale» con un «danno» di «notevole gravità» per l’azienda

rimarchiamolo bene, non lo ammetteranno ma lo capiranno che impedire ad un altro individuo di lavorare è reato oltre che riprovevole

Cito entrambi  giusto per dirvi  che   non esiste una condotta univoca della giurisprudenza se non  ci sono violenze , come testimoniano le sentenze di assoluzione , anche recenti, per fatti analoghi. 

Non è bianco o nero come la vedete voi.  

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Mi pare evidente che lo spirito animale ha molta voglia di far West... 

Guardate Report di ieri sera. Coca Cola e i lavoratori. A questo punto rivaluto il gesto di Ronaldo. 

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maurodg65
3 ore fa, andpi65 ha scritto:

Non è bianco o nero come la vedete voi.  

Nella giurisprudenza contano i fatti ed anche le circostanze attenuanti, ma mi sembra chiaro che impedire a qualcuno di svolgere liberamente il proprio lavoro sbarrandogli l’accesso all’azienda sia un reato, come lo è chiudere qualcuno contro il suo volere nella sua azienda, piaccia o meno la cosa ai forumer intervenuti in questo thread pronti a giustificare tutto.

Quanto postato direi che ci dice molto.
 

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maurodg65
1 ora fa, wow ha scritto:

Mi pare evidente che lo spirito animale ha molta voglia di far West... 

Antonio mi pare che la voglia di Far West sia in coloro che bramano lo scontro bloccando le aziende, quando il diritto di sciopero di fatto dovrebbe fermarsi al manifestare ed al persuadere.

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analogico_09
18 ore fa, CarloCa ha scritto:

@maurodg65 pure  il Maestro Gahndi e il Reverendo King sono stati condannati dal tribunale degli uomini ma poi il bene ha trionfato.

 

 

Non solo loro...

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analogico_09
13 ore fa, maurodg65 ha scritto:

 Antonio mi pare che la voglia di Far West sia in coloro che bramano lo scontro bloccando le aziende, quando  il diritto di sciopero di fatto dovrebbe fermarsi al manifestare ed al persuadere.

 

 

E quindi se c'è chi fa picchettaggio per non far passare i cosiddetti crumiri lo si può tranquillamente acciaccare ficcandolo sotto col caniòn... Altro che far west.., manco al colosseo... 

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analogico_09
13 ore fa, maurodg65 ha scritto:

piaccia o meno la cosa ai forumer intervenuti in questo thread pronti a giustificare tutto.

 

 

Si cerca di capire più che giustificare.., sono vietati gli sbarramenti non violenti ( disobbedienza civile..) ma le storie del progresso unano sono anche piene di queste forme di lotta "illegale"...

Forse, o senza forse, ai forumer intervenuti potrebbe sembrare che tu voglia giustificare il fatto che si possa togliere la vita a un un essere umano inoffensivo per un motivo futile rispetto all'orrore di una violenza cieca che produce morte.

 

 

 

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analogico_09
Il 21/6/2021 at 21:53, maurodg65 ha scritto:

Hanno torto tutti i manifestanti che hanno partecipato al picchetto per il solo fatto di averlo messo in piedi, era illegale come tutti i picchetti.

 

 

Quindi "capitano li possiamo torturare"? (cit. carosello)

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maurodg65
2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

E quindi se c'è chi fa picchettaggio per non far passare i cosiddetti crumiri lo si può tranquillamente acciaccare ficcandolo sotto col caniòn... Altro che far west.., manco al colosseo... 

Adesso però comincio a rompermi i coglioni di chi che non riesce a capire o non vuole capire ciò che uno scrive ed interpreta pro domo suo le vicende, ho scritto chiaramente più volte che nessuno è autorizzato a “stirare” un essere umano con il suo camion e che farlo è, ovviamente, un reato come lo è quello di chi, con la “violenza” si arroga il diritto di bloccare in azienda i lavoratori ed i camion nel caso specifico, fermandone il lavoro dell’azonda Che subisce il picchetto o che impedisce a quegli stessi lavoratori di entrare in azienda se lo desiderano.

Il diritto di sciopero non prevede che si possa imporre con la forza la volontà di pochi sui molti che non condividono o non vogliono condividere quella battaglia per i più disparati motivi, esattamente come non prevede che l’azienda possa essere fermata forzatamente, se non con l’astensione volontaria dei suoi lavoratori.

Spero @analogico_09 che adesso sia chiaro. 

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maurodg65
3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Non solo loro...

La non violenza facendo violenza ad altri, perché nei casi indicati si sta facendo violenza, è decisamente un parallelo fuori luogo con la non violenza dei personaggi evocati.

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maurodg65
2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

sono vietati gli sbarramenti non violenti ( disobbedienza civile..) ma le storie del progresso unano sono anche piene di queste forme di lotta "illegale"...

Certo, ma in anni in cui i diritti dei lavoratori erano una chimera, oggi un’azienda per licenziare un lavoratore preso a rubare preferisce venire a patti con il suo avvocato e pagare una indennità pur di non finire in una vertenza al tribunale del lavoro con il lavoratore stesso (caso reale), direi che un parallelo con il passato è decisamente fuori luogo.

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maurodg65
2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Quindi "capitano li possiamo torturare"? (cit. carosello)

Casa c’è di difficile comprensione nel fatto che una manifestazione illegale non andrebbe neppure messa in atto ed in ogni caso andrebbe fermata da parte delle forze dell’ordine ed in ogni caso andrebbe successivamente perseguita nei tribunali, come del resto già accaduto nei casi postati? 

 

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aldofranci

@analogico_09

Non ti incaponire con mister ultima parola ché poi ti fai l'estate qui dentro. 

A un "reato" come il picchettaggio...il 🚚sta ha risposto con un altro reato mettendo sotto il picchettatore, che problema c'è? 

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4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

farlo è, ovviamente, un reato come lo è quello di chi, con la “violenza” si arroga il diritto di bloccare in azienda i lavoratori ed i camion nel caso specifico

Esiste un sistema grossolanamente definito "giustizia" anche perché un reato non è "come" un altro. Rumori molesti non è "come" omicidio preterintenzionale. E anche all'interno dello stesso reato ci sono dei distinguo, non per nulla la giustizia è rappresentata da una figura bendata con la bilancia in mano: Un sequestro di persona che ti tiene in catene tre mesi non è uguale a una manifestazione che ti tiene chiuso in ufficio un ora più del previsto.  Non aver chiaro questo punto impedisce di cogliere la gravità del fatto. 

 

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Guest
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