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Melius Club

Perché i dischi non sono registrati tutti bene? Classifica dei dischi registrati peggio...


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22 minuti fa, alexis ha scritto:

Forse uno dei peggiori in assoluto è un disco di Elodie su vinile rosa.. credetemi… sembra impossibile che qualcuno butti sul mercato una schifezza sonora senza rimescolamento intestinale.

Userei un giudizio riservato dall’allora bellissima rivista Stereoplay alle peggiori tra leeggiori uscite sul mercato:

” A telefono dall’oltretomba”

E ti l'hai comprato?

Un affarone.

 

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  • Haha 2
2 minuti fa, Armando Sanna ha scritto:

a mio parere forse ti stai avvicinando al punto della questione, chi ha registrato e mixato i brani che impianto "stereo" tipo aveva in mente per la loro riproduzione ?

Quello HiFi anni '80 , i radioloni  portatili con mega bassi anni '90, i primi diffusori portatili in bluetooth anni'00, le cuffiette degli anni '10 ... 

I tecnici che realizzano quelle che impropriamente qualcuno chiama "schifezze" di registrazione non sempre sono state realizzate per farsi ascoltare bene dei nostri impianti (che penso possano rappresentare solo per eccesso uno 0,2/0,3% degli apparecchi per la riproduzione di musica) ma per tutti le altre persone che ascoltano musica con apparecchiature più consone per la loro riproduzione ...

Il ragionamento continua a non funzionare.

Alcuni sono registrati male altri bene anzi direi che la maggior parte sono registrati discretamente bene comunque ascoltabili per fortuna però la percentuale di schifezze vere e proprie purtroppo c'è.

Il fatto è appunto questo perché alcuni sì e altri no? 

O sono tutte pessime e quindi magari c'è un motivo tipo le cuffiette eccetera  ma se non è così a chi la diamo la colpa?

Armando Sanna
2 minuti fa, Dufay ha scritto:

Alcuni sono registrati male altri bene anzi direi che la maggior parte sono registrati discretamente bene comunque ascoltabili per fortuna però la percentuale di schifezze vere e proprie purtroppo c'è.

Hai verificato se sempre nell'ambito dello stesso artista era sempre la stessa persona a curare le registrazioni ?

Mi fai un esempio di una brutta registrazione e una buona fatta con lo stesso tecnico, stesso artista e stessa casa discografica ?

 

PS

fare le domande è la cosa più semplice di questo mondo (alludo alla mia giusto per non innescare polemiche) , dare delle risposte esaustive è una cosa complessa, spesso non piacevole (se va nella direzione non sperata...) e potrebbe essere  sgradita.

 :classic_biggrin::classic_biggrin::classic_biggrin: (cosi comprendi anche il tono ironico del PS)

Boris Lametta
7 ore fa, jedi ha scritto:

Se una registrazione è brutta e soprattutto compressa(raro nella classica),e poco anche nel jazz e blues ,ma molto più facile nel rock e moltissimo nel pop,ti fa emergere molto di più i suoi limiti ,perché essendo anche radiografante ,ti dice questo e’ il massimo che ti posso tirar fuori.

La penso allo stesso modo. Un ottimo impianto non può che tirar fuori i pregi e ahimè i difetti del software riprodotto. Questo come risultato della spasmodica ricerca, per alcuni, della trasparenza, microdettaglio, nero infracoso....

Invece un impianto di qualità media-mediobassa grazie al suo carattere "tuttofare" è decisamente più tollerante, facendo pesare meno i difetti e soprassedere sulla eventuale mancata qualità.

1 ora fa, Dufay ha scritto:

Pensa che c'è chi dice che le registrazioni essendo fatte da professionisti nessuno le può giudicare nemmeno tu...

Pensieri strani di gente strana.

Hai davvero rotto le scatole con questa litania che porti avanti da secoli. Ma sputare su gli altri è il tuo sport preferito.

I dischi sono registrati nel modo in cui, artista, produttore e casa discografica vogliono che vengano registrati: fine!!!

Possono effettivamente esserci limitatissimi casi dove il risultato più che voluto è stato contingente: ma di solito la cosa è limitata a piccole produzioni, semmai autoprodotte.

I dischi, ora più che mai, sono un prodotto più che un opera d'arte: prodotto che è consumato, per alcuni generi, su una vastissima quantità di devices. Quindi è un prodotto che deve, giocoforza, determinate caratteristiche.

Ai tempi che furono in auto si ascoltava solo la radio: finché non comparvero le musicassette.

Il disco quindi si fruiva con la radio, spesso e volentieri in mono, in tv, mono, ed in auto ( per chi poteva permetterselo).

Chi ascolta jazz o classica difficilmente lo farà su un compattone, su una cassa bluetooth, su un cellulare o pure in macchina ( jazz anche , ma la classica in macchina è abb.improponibile).

Ecco quindi spiegato il "mistero".

Quindi, sarebbe buona cosa, per correttezza e per dare informazioni corrette, smetterla di parlare di buono-cattivo, bene-male, bravo-non bravo o peggio, ma limitarsi a dire che quel disco su certi impianti non è gradevole per chi lo ascolta.

Perché è indubbio che esistano prodotti che semmai in auto vanno bene o cmq sono accettabili e che invece a casa sull'impianto non lo sono per niente.

Ed infine ci sarebbe tutto il discorso "artistico": che però è decisamente meglio lasciar perdere.

  • Melius 2
59 minuti fa, OLIMPIA2 ha scritto:

quindi se ascolto con un compattone sento bene tutto...

No, però io produttore devo preoccuparmi anche di ascolta sul compattone o semmai su dispositivi mono, perché ci sono , chiamiamoli "effetti", che semmai sono molto piacevoli su un bel impianto stereo, che se ascoltati in mono fanno sparire un bel pò di cose.

2 minuti fa, senek65 ha scritto:

Hai davvero rotto le scatole con questa litania che porti avanti da secoli. Ma sputare su gli altri è il tuo sport preferito.

I dischi sono registrati nel modo in cui, artista, produttore e casa discografica vogliono che vengano registrati: fine!!!

Possono effettivamente esserci limitatissimi casi dove il risultato più che voluto è stato contingente: ma di solito la cosa è limitata a piccole produzioni, semmai autoprodotte.

I dischi, ora più che mai, sono un prodotto più che un opera d'arte: prodotto che è consumato, per alcuni generi, su una vastissima quantità di devices. Quindi è un prodotto che deve, giocoforza, determinate caratteristiche.

Ai tempi che furono in auto si ascoltava solo la radio: finché non comparvero le musicassette.

Il disco quindi si fruiva con la radio, spesso e volentieri in mono, in tv, mono, ed in auto ( per chi poteva permetterselo).

Chi ascolta jazz o classica difficilmente lo farà su un compattone, su una cassa bluetooth, su un cellulare o pure in macchina ( jazz anche , ma la classica in macchina è abb.improponibile).

Ecco quindi spiegato il "mistero".

Quindi, sarebbe buona cosa, per correttezza e per dare informazioni corrette, smetterla di parlare di buono-cattivo, bene-male, bravo-non bravo o peggio, ma limitarsi a dire che quel disco su certi impianti non è gradevole per chi lo ascolta.

Perché è indubbio che esistano prodotti che semmai in auto vanno bene o cmq sono accettabili e che invece a casa sull'impianto non lo sono per niente.

Ed infine ci sarebbe tutto il discorso "artistico": che però è decisamente meglio lasciar perdere.

Limitatissimi casi...

Per il resto, faccia schifo (ma chi siamo noi per dirlo?) o sia ottimo (ma chi siamo noi per dirlo?) è tutto voluto e ricercato al millimetro .

Questo mi sembra il tuo pensiero e io lo riporto. 

Per me è una delle cose più strane che abbia mai letto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Io distinguerei aspetti cronologici dalle scelte artistiche.

Chi un pò ne mastica di musica ed è entrato in studio di registrazione almeno una volta nella vita sa che non sempre le ciambelle escono col buco, che non tutti gli studi di registrazione sono dello stesso livello, che non tutte le sale hanno lo stesso sound e che non tutti i tecnici sono egualmente capaci.

Ciò premesso le registrazioni di qualita' iniziano soprattutto con la stereofonia, prima erano talvolta bilanciate ma per così dire in bianco e nero. Cose molto belle e piacevolissime e attuali all'ascolto le abbiamo a partire dalla fine degli anni '50. Dopodiché non è vero affatto che la situazione sia sempre migliorata perché ad esempio alcune registrazioni digitali degli albori non erano così convincenti.

Registrazioni mal riuscite ce ne sono ma non vuol dire che siano dischi brutti o inascoltabili anche se a mio avviso la massima percezione di qualità artistica si ha quando musica e sound sono coerenti invece di combattere tra loro si armonizzano.

 

 

Adesso, Dufay ha scritto:

Per me è una delle cose più strane che abbia mai letto.

E' una semplice verità, che a te da noia visto che hai speso una marea di soldi e di tempo per metter su un l'impianto che con certe produzioni ti viene voglia di spegnere.

Ma a chi l'ha prodotto non gli frega niente di 4 gatti, con i capelli bianchi, me compreso, che butta soldi in sto modo.

Ti piace tanto l'elettronica perché in quel campo è piuttosto semplice e contigente produrre cose che un buon impianto sa riprodurre.

Comunque il maledetto/benetto streaming offre un universo di cose che, secondo il principio audiofilo, sono eccellenti.

Ascolta quelle.

19 ore fa, best_music ha scritto:

Specie nei decenni scorsi investire in qualità non pagava, il 99% degli ascolti avveniva su autoradio, mangianastri, giradischi con testina piezoelettrica (do you remember?), musicassette, ed altri trita-note di vario genere.

Oggi avviene via auroratio e smartphone non è che sia cambiato poi molto.

19 ore fa, Dufay ha scritto:

Ma non è vero neanche questo ci sono produzioni pop assolutamente valide anche come registrazione.

Direi che la musica dance ed elettronica è spesso registrata bene se non benissimo

George Michael registrava da paura ad esempio.

17 ore fa, OLIMPIA2 ha scritto:

Secondo me è proprio così. Più l'impianto è buono e meglio si ascoltano anche le brutte incisioni.

Le ascolti per quanto sono brutte. Se una registrazione non ha dinamica non è che l'impianto buono te la amplifica.

Più l'impianto è di scarsa qualità e più si assomiglia tutto. Più l'impianto è valido e più apprezzi le differenze.

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