OTREBLA Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 19 ore fa, supermike ha scritto: L'ho preso stamattina su Discogs sempre dalla Germania a 54€ spedito Dovresti prendere in considerazione anche Time Further Out - Miro Reflections, che non è meno capolavoro di Time Out. Trovarlo AAA a buon prezzo è impresa persino più difficile di Time Out. Io ho la fortuna di possedere la ristampa AAA Impex 33 giri di una quindicina di anni fa. Altro disco che tengo come l'oracolo. @Velvet Mooolti complimenti...e mooolta invidia... Alberto. 1 Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614459 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giorgiovinyl Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 18 ore fa, analogico_09 ha scritto: sempre nel 1959, anno fatidico per la discografia in jazz, sfornava gli autentici capolavori della musica afroamericana quali Mingus Ah Um, The Shape of Jazz to Come di Ornette Coleman, Kind of Blue del divino Miles, quest'ultimo disco l'unico a tenere testa, se non anche superandole, alle vendite del jazz sbiancato che fece diventare milionario il suo autore mentre Mingus viveva di stenti, Coleman se la cavava.., Davis divineggiava, uno dei rari casi in cui il jazz abbia fatto ricco il suo autore. Aggiungiamo pure Giant Steps di John Coltrane uscito anch'esso nel fatidico 59. Curioso invece come Kind of Blue, che credo sia il disco jazz più venduto (nel tempo) di sempre ha dato il via al jazz modale che continua a non essere capito da qualche audiofilo Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614547 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 2 ore fa, Velvet ha scritto: Ma capisco, probabilmente è il classico tic nervoso di chi è stato formato ai tempi in cui l'accetta divideva il "jazz dei ganzi" da quello edulcorato "per bianchi della middle class americana" secondo una dicotomia tanto in voga qualche decennio fa, non priva di fondamento ma neanche così netta (Perchè spesso anche i ganzi, e volentieri, si calavano le mutande per il pubblico Wasp) Mi scuserai ma con chi definisce sommariamente "ganzi" (linguaggio bimbesco) i grandi musicisti della musica afroamericana in tono sarcastico e risentito non di meno prevenuto e sprezzante con chi userebbe un atteggiamento snob verso il jazz "edulcorato", faticherei a confrontarmi seriamente sul piano strettamente musicale al netto del gossip e delle aneddotiche bio-anagrafiche e salutistiche da te addotte per difendere un buon batterista che ha una precisa e limitata collocazione STORICA nella grande storia del jazz. Non già perchè lo sostenga l'anonimo passeggero che sarebbe il sottoscritto. Per quanto riguarda Morello, nessuno mette in dubbio che abbia un curriculum da musicista (ne è sempre stato strapieno il modo della musica, ma ci sono curricula e curricula) e che partecipando alle sedute del disco di Brubeck stravenduto nel corso dei decenni, fino ad oggi, abbia raggiunto spettatori a milioni di milioni come la stella di Negroni... ma bisognerebbe anche indagare su quanti di loro abbiano su tale stimolo realmente abbracciato il mondo del jazz globale che viene prima e dopo il meteroritico passaggio del Time Out sul quale mi sono già soffermato sopra su quelli che sarebbero i reali motivi stereofonici che ne hanno decretato l'enorme successo, e che Dio glie lo accresca, finendo per rappresentare il più grande miracalo della "cassetta" della storia del jazz. Ricordo che ai tempi quando si iniziò a produrre dischi di jazz-rock, o di fusion, si diceve che queste musiche di più facile ed immediato ascolto avrebbero portato i giovani al jazz: niente di più falso, e dove vi fosse stato l'avvicinamento fu molto modesto e scarso; fu cone con certi rifacimenti in chiave di musica leggera popolarissimi dei grandi temi della classica che non portarono affatto le folle a a Tchaikowsky od a Faurè... per esempio. Non ho certamente negato che Morello sapesse suonare molto bene e professionalmente la batteria, ma in definitiva i suoi giocosi e piacevoli giochi ritmici e poliritmici - presenti anche nel pianismo di Brubeck, ovvio - ispirati ai grandi innovatori "neri" del "battito" jazzistico di discendenza "afrotribale" ed agli stilemi della musica classica, come da moda all'epoca del "cool" di matrice bianca, venivano detti "contrapuntal jazz" e "jazz fugue"... rappresentarono un ibrido passeggero e superficiale e insignificanti ai fini dell'evoluziuone dei linguaggi, dell'estetica e degli stili del jazz "ganzo" che procedeva verson ben altre direzioni della "ganza" negritudine mentre i "rondò alla turka" sarebbero finiti nei nostri salotti a testare lo stereo... dove l'indubbiamente sfizioso Take Five (fino a quando nel finale non ci si ritrovi a dover alzare il braccio del gira...) finì per fare da inflazionata colonna sonora o sigla di apertura dei vari programmi, documentari, spettacoli televisivi, ultrasfruttata per gli spot pubblicitari. Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614579 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giorgiovinyl Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 3 ore fa, Velvet ha scritto: Fortunatamente per quanto riguarda l'oggetto del thread e gli autori dell'LP è una visione vecchia e superata dai tempi perchè oggi Take Five è a tutti gli effetti universalmente considerato un gran bel lavoro. Che oltretutto ha avuto il merito, ai suoi tempi ma credo anche molto oltre, di avvicinare al Jazz milioni di persone in tutto il mondo. Persone che poi sarebbero passate ad ascoltare "i ganzi" in un naturale percorso di crescita. Altri dischi di Brubeck decisamente no eh (per lo più di una noia mortale, specie quelli di cover) ma Take Fave senza dubbio. Uno dei miei primi punti di contatto fu con il jazz fu Take Five, faceva parte della colonna sonora del film American Pop di Ralph Bakshi. Dopo avere visto il film mi feci prestare da un compagno di liceo Time Out. Un seme venne piantato, fiorì anni dopo. 3 ore fa, Velvet ha scritto: perchè oggi Take Five è a tutti gli effetti universalmente considerato un gran bel lavoro Sono d'accordo con te, ormai Time Out fa parte della storia del jazz 1 Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614587 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 54 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto: Aggiungiamo pure Giant Steps di John Coltrane uscito anch'esso nel fatidico 59. Curioso invece come Kind of Blue, che credo sia il disco jazz più venduto (nel tempo) di sempre ha dato il via al jazz modale che continua a non essere capito da qualche audiofilo Nel '59 uscirono molti altri dischi capitali, mi limitavo a citare i Columbia/CBS. Giant Steps di Coltrane uscì nel 1969 ma fu registrato nel '59. Ci sono altri dischi importanti nati nel '59 e pubblicati l'anno dopo, quindi appartengono di fatto alla produzione del 1959 quando uscirono anche i mingusiani "Portraits", Blue Note, "Mingus in Wonderland", Columbia... altri dischi di Mingus registrati nel '59 uscirono nel 1960, tra cui il massimo capolavoro "Blues & Roots"..., insomma la nella fucina del 1959 il fuoco del jazz era sempre acceso e il martello batteva ininterrottamente sul ferro rovente che spizzava scintille di jazz a non finire Penso che chi non capisce ed ama il "modale", linguaggio "genetico" della musica afroamenricana, riscoperto anche prima di Davis, forse è perchè non conosce né ama il jazz. Sarebbe un po' disfunzionale,m come amare Bach ma non il contrappunto. Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614597 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 1 ora fa, giorgiovinyl ha scritto: Uno dei miei primi punti di contatto fu con il jazz fu Take Five, faceva parte della colonna sonora del film American Pop di Ralph Bakshi. Dopo avere visto il film mi feci prestare da un compagno di liceo Time Out. Un seme venne piantato, fiorì anni dopo. E' la tua testimonianza (forse potrebbero essere intervenuti altri fattori a far germogliare il seme del jazz "anni dopo" l'ascolto di Brubeck.., fosse stato solo per quello suppongo che la scintilla incendiaria sarebbe scoccata subito) non ho escluso che anche il take five possa aver portato al jazz un certo numero di ascoltatori in tanti anni, cosa ovvia. Ma c'è l'enorme sproporzione tra il numero di dischi venduti del Time Out e il numero delle vendite dei dischi di jazz ben più importanti storicamente, esteticamente, antropologicamente, culturalmente sull'orizzonte delle realtà afroamericane, e nelle stesse realtà dell'America bianca e del resto del mondo non razziste, più aperte e più colte, che potrebbe indurre ad osservare come in numero degli ascoltatori illuminati sulla via del Time Out e confluiti nell'"altro" jazz, potrebbero essere in misura proporzionale ai bassimi acquisti discografici del suddetto "altro" jazz. Parlo anche per esperienza personale da osservatore in diretta dei fenomeni che caratterizzavano quegli anni oramai lontani: non vedevo frotte di ascoltaori che dopo aver ascoltato il Time Out si accalcavano davanti ai negozi di dischi per acquistare Ornette Coleman o Mingus, o Cannonball Addery.., miles Davis e KOB fanno storia a se... Morale della favola, una rondine non fa primavera ; una supposizione vale l'altra. 1 ora fa, giorgiovinyl ha scritto: 5 ore fa, Velvet ha scritto: perchè oggi Take Five è a tutti gli effetti universalmente considerato un gran bel lavoro Sono d'accordo con te, ormai Time Out fa parte della storia del jazz Che faccia parte della storia del jazz è un'evidenza scontata che nessuno nega. Sarebbe invece interessate capire su quali altezze della storia del jazz si potrebbero collocare il Time Out e il Gian Steps da te sopra citato, oppure, sempre per esempio, il Blues & Root, l'Everbody Digs Bill Evans ... ad libitum. Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614618 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Velvet Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 2 ore fa, giorgiovinyl ha scritto: Uno dei miei primi punti di contatto fu con il jazz fu Take Five, faceva parte della colonna sonora del film American Pop di Ralph Bakshi. Dopo avere visto il film mi feci prestare da un compagno di liceo Time Out. Un seme venne piantato, fiorì anni dopo. Esattamente ciò che intendevo, e credo lo stesso sia accaduto a milioni di altre persone dall'uscita del disco ad oggi. Magari anche solo per aver ascoltato un brano in uno spot pubblicitario, in un film ecc. Nessuno nega la distanza che c'è fra un Coltrane e Brubeck, ma eviterei atteggiamenti snobistici che non hanno mai fatto bene né alla musica né all'arte tutta. Così come i sofismi. Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614656 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 Se posso, vorrei ricordare che Time Out è soprattutto un disco in cui si mostra in tutta la sua efficacia, una nuova tecnica di estetica del suono, da parte della Columbia. E' l'apice dello Stereo 360 Sound, uno dei primi tentativi, con riprese microfoniche in prossimità degli strumenti da una parte, e riprese microfoniche ambientali e dei riverberi dall'altra, al fine di creare una esperienza immersiva. E vi riescono perfettamente, tanto che il disco offre ancora oggi, in maniera credibile, l'effetto che si erano proposti. Il disco cmq esce anche in mono, siamo pur sempre nel 1959. E' oltretutto un disco sperimentale anche per quanto riguarda la tecnica musicale, una sorta di fusion ante litteram, diciamo, perchè Dave Brubeck fonde jazz con tempi e forme musicali non appartenenti allora al jazz. Il fatto è che, Brubeck (e compagni) lo fa in maniera magistrale. Il risultato è che il 45 giri di Blue rondò à la Turk / Take Five, (https://www.discogs.com/master/110102-Dave-Brubeck-Quartet-Take-Five-Blue-Rondo-A-La-Turk) sfondò il mercato con oltre un milione di copie, fissando il record in area jazz. 1 Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614823 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 5 ore fa, Velvet ha scritto: Nessuno nega la distanza che c'è fra un Coltrane e Brubeck, ma eviterei atteggiamenti snobistici che non hanno mai fatto bene né alla musica né all'arte tutta. Così come i sofismi. Dovresti evitare tu questi approcci aggressivi coi quali ultimamente ti lanci in ogni discussione, accusare l'interlocutore che cerca di motivare le sue legittime ide di cose insensate fraintendendo quello che esattamente scrive. Meno male che ci sei tu a moralizzare su cosa faccia bene o male alla musica e l'arte. A proposito di snobismo e sofismi e di presunzione che appartengono invece a chi si sente la vestale della musica e dell'arte. 5 ore fa, Velvet ha scritto: Esattamente ciò che intendevo, e credo lo stesso sia accaduto a milioni di altre persone dall'uscita del disco ad oggi. Magari anche solo per aver ascoltato un brano in uno spot pubblicitario, in un film ecc. E come no, uno capisce subito l'intero disco di jazz o di flamenco più o meno complesso con qualche secondo di musica della pubblicità vista distrattamente o perchè ascoltata in sottofondo al suprmercato... ora si fa anche l'esegesi promozionale della "pubblicità progresso"... po' esse pure che qualcuno mentre sentre reclamizzare le sottilete kraffete resti folgorato dalla "colonna sonora" di tre secondi e corre subito a scoprire cosa mai sia stato a asconvolgerci... ma mi sembra un argomento appiccicaticco. Secondo me invece, per tornare al concreto, le cose stanno nello specifico caso del celeberrimo brano del disco di Brubeck che avendo stravenduto e strasentito nel mondo intero, quale altra musica si potrebbe mettere nella pubblicità, invece del take five stranoto e strusato, così familiare da garantire molta più empatia nei telespettatori e con questo le maggiori vendite. Ci vuole ben altro, ben altra passione, ben altro impegno, assidua ultradecennali frequentazioni per farsi una idea, per raggiungere un certo grado di conoscenza del meraviglioso, interminabile mondo del jazz. 1 Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614869 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Velvet Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 22 minuti fa, analogico_09 ha scritto: Ci vuole ben altro, ben altra passione, ben altro impegno, assidua ultradecennali frequentazioni 'azz, manco una vita basterà. Ci prenotiamo una reincarnazione, giusto per stare tranquilli 1 Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614891 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 2 ore fa, one4seven ha scritto: Se posso, vorrei ricordare che Time Out è soprattutto un disco in cui si mostra in tutta la sua efficacia, una nuova tecnica di estetica del suono, da parte della Columbia. E' l'apice dello Stereo 360 Sound, uno dei primi tentativi, con riprese microfoniche in prossimità degli strumenti da una parte, e riprese microfoniche ambientali e dei riverberi dall'altra, al fine di creare una esperienza immersiva. E vi riescono perfettamente, tanto che il disco offre ancora oggi, in maniera credibile, l'effetto che si erano proposti. Il disco cmq esce anche in mono, siamo pur sempre nel 1959. E' oltretutto un disco sperimentale anche per quanto riguarda la tecnica musicale, una sorta di fusion ante litteram, diciamo, perchè Dave Brubeck fonde jazz con tempi e forme musicali non appartenenti allora al jazz. Il fatto è che, Brubeck (e compagni) lo fa in maniera magistrale. Certo che puoi, sono stato il prima a dire che Time Out sia stato un enorme successo coincidente sostanzialmente col suo essere "da stero".., interessante l'approfondimento che proponi su questa faccenda. Ho parlato - ma leggi i post pfrecedenti? - delle commistioni con le forme musicali classiche, il "cool" bianco diventa "contrapuntal jazz", "jazz fughe"... etc, e non è il primo B. a farlo, dimentichiamo forse il MJQ che faceva cose analoghe "classicheggianti" in quegli stessi anni di livello imparagonabile, era una cosa ricorrente, anche le grande orchestre swing classicheggiavano.., non posso mettermi a fare elenchi, tra un po' si cena, ma queste forme di commistioni, che però non sono secondo me delle vere e prorio "fusioni".., dovranno passare degli anni prima che arrivassero quelle, il rock-jazz, o jazz-rock.., fsono cose diverse... Il jazz in tutte le sue "ere" si è unito agli stilemi della classica e la classica a quelli del jazz all'insegna dell'origionalito... Quello che fanno Bubeck e gli altri, è formalmente ben fatto, non ho mai pensato o deto che sia da buttare, li ho ascoltati e non poche volte anche io, ma dovremmo prendere il "cool" jazz bianco per bianco e quello nero per nero... senza schematizzare troppo, ovviamente, ma ci sono e come le differenze, e non lo dico per fare lo snob visto che riporto solo quello che è un dato storico-musicologico inoppugnabile. Secondo me, uno dei motivi del grandissimo successo di Brubeck del suo disco dei suoi suoi partner (la mente del gruppo era invero Desmond - Brubeck era un pianista modesto - tra l'altro anche autore del famigerato Take Five), forse il motivo principale, a parte i meriti musicali intrinsechi che pure contribuirono al merito, fu la forte promozione pubblicitaria che batteva molto sull'aspetto Stereo 360 Sound come da te ben evidenziato, ma la ciliegina della torta,come già ricordato nell'altro post, fu che la rivista Time, prestigiosissima, al pari di LIFE, altra ambitissima dalle "star", mise in copertina il bel faccione di Dave Brubeck in salsa un po' "pop" e questo fece schizzare molto in alto le azioni del pianista - è risaputo che il grande pubblico viene condizionato da queste cose - che entrò a far parte RICONOSCIUTA della cultura americana, mentre i grandi musicisti afroamericani che creavano la meraviglia del (l'in)creato musicale, lasciando che i bianchi ne rubassero grandissime porzioni, venivano razzistati, si attaccavano... come volgarmente e banalmente suole dirsi Col la faccia del tenebroso Miles Davis o del caustico Mingus la rivista ci avrebbe fatto una ben maggior porca figura!! p.s. ma serviva proprio scrivere che Brubeck era un jazzista? Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614917 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 40 minuti fa, Velvet ha scritto: 'azz, manco una vita basterà. Ci prenotiamo una reincarnazione, giusto per stare tranquilli A me non serve la reincarnazione, sono immortale... meno male che hai allentato un po' il nodo della cravatta... 1 Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614934 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 @analogico_09 Dato per assodato che dietro Time Out, c'è (stato) una lavoro indiscutibilmente ben fatto sia sotto il profilo artistico che, soprattutto, tecnico, a mio avviso il successo ha una sola motivazione principale: è musica immediata, bella, semplice e sostanzialmente senza tempo. Ci metti un attimo a farla tua, a goderne. Fa parte di quelle cose che piacciono a tutti. O quasi, ma non fa differenza. Tutto qui, secondo me. Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1614955 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giorgiovinyl Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 10 ore fa, analogico_09 ha scritto: Che faccia parte della storia del jazz è un'evidenza scontata che nessuno nega. Sarebbe invece interessate capire su quali altezze della storia del jazz si potrebbero collocare il Time Out e il Gian Steps da te sopra citato, oppure, sempre per esempio, il Blues & Root, l'Everbody Digs Bill Evans ... ad libitum. Non all'altezza di Giant Steps o Kind of Blue et similia, ma è comunque un gran disco che segue una sua via più legata alla musica classica, europea e se proprio vuoi bianca Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1615013 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
giorgiovinyl Inviato 16 Ottobre 2025 Condividi Inviato 16 Ottobre 2025 2 ore fa, analogico_09 ha scritto: Col la faccia del tenebroso Miles Davis o del caustico Mingus la rivista ci avrebbe fatto una ben maggior porca figura!! p.s. ma serviva proprio scrivere che Brubeck era un jazzista? Temo che fosse ancora presto per mettere un jazzista nero, poi si rifecero con Monk qualche anno più in la. Però questa non è colpa di Brubeck. P.s. Time fece bene a specificare che fosse un jazzman, dal look poteva sembrare un impiegato. Link al commento https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/4/#findComment-1615015 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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