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Dave Brubeck Time out quale edizione in vinile?


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20 ore fa, marsattacks ha scritto:

A parte che il giudizio sulla musica riprodotta proveniente da qualsiasi supporto dipende dalla propria sensibilità, dall'impianto, e dalla qualità della registrazione iniziale .

Avevo proposto il confronto (in cieco) da DP trade che avrebbe ,come ha già fatto ,smontato i talebani dell'AAA a tutti i costi.

L'invito non era rivolto a me ma sarei disponibile ad un incontro per ascoltare vinili, perchè no anche cd, conoscersi a scambiarsi opinioni civilmente. Sarei curioso di ascoltare un ERC.

Torino per me non è proponibile, anche se prima o poi  vorrei andarci per le ATP Finals e per visitarla.

Se non ho preso una cantonata tu dovresti avere qualche collegamento con la mia città, Palermo, disponibile anche ad ospitarti da me ho sorgenti di alto (spero) livello sia analogiche che digitali 

20 ore fa, marsattacks ha scritto:

Tutti i dischi di Sam Records hanno un passaggio digitale ,ma il più delle volte è ottima musica e suonano bene, devo rinunciarvi perchè non son AAA?

Perché dovresti rinunciare ai Sam? Ne ho qualcuno, alcuni   suonano  veramente bene , uno così così, Ascensore per il patibolo lo ho dovuto restituire due volte perché presentava lo stesso difetto rumore (un fischioanalogiche che digitali 

 

20 ore fa, marsattacks ha scritto:

Questo lo disse per promuovere la serie Music Matters Blue Note a 45 RPM ,dopo aver lavorato anni prima con Steve Hoffman per le serie a 45 RPM di Analogue Production(chad kassem) Blue Note,Prestige,Verve.

Poi M.M. rilasciò gli stessi titoli a 33 RPM dicendo che aveva cambiato i cavi nella catena di mastering e che questo rendeva la versione a 33RPM migliore.

Per finire rilasciò parte degli stessi titoli (terza volta...) con la serie SRX a 33 RPM ma con una nuova formula di vinile,ovviamente sostenendo che erano i migliori.

Ora chiunque abbia fatto un confronto non può che dare l'inevitabile giudizio: il 45 RPM è decisamente migliore,non c'è storia,le differenze  sono evidenti e notevoli.

Tecnicamente il 45 giri dovrebbe essere migliore ma tutto dipende se è lo stesso riversamento o no.

Quanto ai Music Matters ne ho sia 45 che 33, non gli stessi titoli, e suonano entrambi bene. 

In poche parole più spaziosi i 45 ma il 33 in qualche maniera hanno più impatto, e il formato 33 giri permette di ascoltare il disco per come era stato pensato senza ulteriori interruzioni.

Qui è semplice se hai già il 45 giri non hai certo bisogno di prendere il 33. Fermo restando che se non ho un disco posso tranquillamente puntare sul 33, sopratutto se costa molto meno del 45.

Lo stesso discorso si potrebbe fare per gli AP.

Il 26/11/2025 at 15:58, marsattacks ha scritto:

Ormai approffitando dei boys AAA  a tutti i costi etichette che producono vinili AAA nascono come i funghi:

analog tone factory 

GAMMAUT - A record label for the curious mind, music lover, hi-fi enthusiast.

Il Pepper Adams di Gammaut non è male,circa Jerome Sabbagh ,fa pensare che i critici siamo prezzolati :ha sempre 11 come valore artistico (nuovo Coltrane ?...sigh)

Per me che nascono etichette che producono vinili AAA, che in genere sono ristampe di qualità, è un bene non un male.

Poi non siamo certo obbligati a comprarli tutti. Io li ascolto in streaming per farmi una idea, altra scriminante purtroppo il prezzo elevato delle ristampe. Non per niente ho ricominciato a comprare stampe d'epoca ma anche lì i prezzi sono schizzati. Ma su Discogs puoi trovare grandi dischi jazz a prezzi accettabili.

Comunque Fremer, che ha certo difetti e ha preso cantonate ma anche pregi e sfornato ottimi consigli, più che prezzolato mi sembra che voglia promuovere  certi artisti  tipo Jerome Sabbagh che incidono in analogico. 

Trovami però un altro recensore audiofili che ti parli con cognizione di causa dei Wire, il gruppo di Pink Flag e Chairs Missing non i cavi. Altro che campanellini

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https://melius.club/topic/26902-dave-brubeck-time-out-quale-edizione-in-vinile/page/8/#findComment-1642339
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Il 26/11/2025 at 21:30, OTREBLA ha scritto:

Perfetto, questo è un tuo problema più che un mio, che acquisto soltanto ristampe moderne AAA. Perché molte delle ristampe moderne sono ricavate proprio dal master originale. Ma diciamo pure che non lo siano affatto, e che l'unica etichetta che si serve del master originale e non del master mixato, sia la ERC. Guardiamo all'ultima realizzazione dell'etichetta, il famoso Steamin' di Miles Davis, prezzo 395 Sterline...va be', cosa siamo al mercato? con i peperoni a 2,99 Euro al chilo? Sono 400 Sterline, dai, 395 Sterline sono 400 Sterline. Il corrispettivo Analogue Productions costa 38 Euro, facciamo 40 Euro, Mono, come l'ERC. Lo so perché lo ho appena comperato, con un piccolo sconticino. Sai gli Analogue, a saperli cercare, li trovi anche scontati. Gli ERC no.

Diciamo che l'Analogue Productions di Steamin' è ricavato dal Production Master, anzi per farti contento diciamo che è stato tagliato da un master di sesta generazione destinato allo Zimbawe. I fatti certi però sono che:

- costa un decimo del ERC; anzi se contiamo le spese di spedizione ed il cambio Euro/Sterlina, costa anche meno di un decimo. Hai voglia a bias di conferma dopo che gli hai mollato mezzo testone...ammesso che lo ascolti eh...perché secondo me lo tieni intonso e per l'ascolto ti comperi l'Analogue Productions.

In realtà tu non compri solo ristampe moderne AAA, hai recensito alcune ristampe  che pensavi fossero AAA e non lo erano ma anche vinili che non potevano che essere digitali. Un solo esempio Samara Joy. 

Sugli ERC non hai tutti i torti, Steamin' anche se non l'avessi già, non prenderei l'ERC ma preferirei comprare una dozzina (se non di più) di Tone Poet, Acoustic Sounds e compagnia bella.

Fermo restando che per qualche titolo, penso a Forever Changes, che credo abbiano fatto sia spero che mono, l'avrei anche potuta fare. Ma andrebbe anche valutato il costo di una stampa originale near mint.

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19 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Concordo, sono ottime ristampe e personalmente le consiglio. Come tu faccia a sapere che hanno un passaggio digitale, visto che la casa si guarda bene dallo specificare alcunché, rimane un mistero:

E' venuto fuori nel forum di Steve Hoffman credo. Correttezza avrebbe voluto che lo specificassero. viene comunque più facile perdonare Sam che ha una one man label che la Mofi che è molto più strutturata.

Dei Sam ho già detto che possano essere eccellenti (anche i MoFi)

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Tornando in topic di Take Five ho il cd Legacy, non ho dubbi che nel mio impianto e con il mio lettore cd-sacd suoni bene ma che suoni meglio del AP 33 non credo.

Detto questo i cd - sacd possono suonare benissimo se ben masterizzati.

Ma che i cd siano stati castrati appositamente dalle case discografiche per vendere i vinili non mi ha mai convinto. lo sosteneva @redfox nel suo thread, forumer per altro che al netto di qualche incomprensione scaramuccia iniziale aprrezzavo tanto per il suo contributo. 

Ci sono altre ragioni plausibili per esempio abitudini di ascolto dell'utente medio non audiofilo con relativa compressione dei cd. Tutta questa tesi complottistica e, secondo me, ormai ampiamente superata, dal tracollo, spero non definitivo del cd, e dall'avvento dello streaming in HiRes

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@giorgiovinyl io consiglio sempre di seguire questo signore francese che analizza in maniera rigorosa e comprovata, oramai da tanto, diversi dischi nelle loro varie edizioni. 

Attraverso le analisi è possibile farsi una idea di come le cose, mostrino si a tratti dei profili comuni di "scelta editoriale" (che potrebbe essere interpretata con atteggiamento da "complottismo"), ma sono molto più complesse di quello che potrebbe sembrare ad un primo approccio.

.

https://magicvinyldigital.net/

 

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@giorgiovinyl Purtroppo non ho punti di appoggio in Sicilia.

Però se hai modo di ascoltare un ERC ti consiglio :Just Another Diamond Day di  Vashti Bunyan  ,non ho mai sentito una voce così incredibilmente riprodotta.

Disco da isola deserta.La sensazione che canti di fronte a te è di un realismo pazzesco.

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