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Melius Club

Il canto antico e barocco


luckyjopc

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Membro_0013

@Luckyjodue , la vicenda del bellissimo duetto "Pur ti miro" dall'Incoronazione di Poppea è affascinante, ed ha dato adito a svariate ipotesi. Che il duetto non sia di Monteverdi è ormai certo: d'altra parte pare ormai assodato che nell'Incoronazione di Poppea ci sia ben poco di Monteverdi, mentre è certo che vi sono tracce sicure di Sacrati e Cavalli, forse di Ferrari. Io ho affrontato cinque anni fa il problema in un editoriale che ha fatto un po' di "rumore": http://www.operadisc.com/vis_tutto.php?id3=206. Ma l'anno dopo, discutendone con Leonardo Garcia Alarcon, egli mi aveva annunciato di avere in serbo "sorprese".

Le sorprese sono arrivate nel 2019, quando è stata data a Versailles, naturalmente con la direzione di Leonardo, "La finta pazza" di Francesco Sacrati, opera del 1641, quindi anteriore di qualche mese rispetto all'Incoronazione di Poppea, che presenta in comune con quest'ultima parecchia (e dico davvero tanta) musica. Fra l'altro so, dalle mie "solite" fonti, che di questa rappresentazione - incrociando le dita - dovrebbe uscire un DVD. Quindi l'aggiornamento attuale propenderebbe per un'opera a più mani, in cui gli interventi più consistenti dovrebbero essere di Cavalli (almeno il 50%) e di Sacrati (il 25-30%) ed il resto... chissà, forse anche Monteverdi, seppure in minima parte.

 

Ma, venendo al duetto, esso è contenuto in un'opera di Benedetto Ferrari, anch'essa anteriore rispetto all'Incoronazione di Poppea, ma di quest'opera la musica è perduta e ne possediamo soltanto il libretto. Il compianto Alan Curtis ne dedusse che il duetto era ed è di Benedetto Ferrari, ma i dubbi della musicologia attuale (me compreso che non sono un musicologo ma un "detective" 😉)derivano dagli aspetti stilistici: il duetto è stilisticamente di Cavalli, e lo è con la stessa certezza con la quale si attribuirebbe un dipinto a Caravaggio. Infatti, nell'opera di Cavalli "La virtù de' strali d'Amore", anch'essa di qualche mese precedente rispetto all'Incoronazione di Poppea, vi è un duetto la cui musica è vicinissima a "Pur ti miro", tanto da sembrarne una specie di calco. Quindi potrebbe essere stato possibile che Cavalli abbia composto una musica "nuova" su un testo preesistente, cosa che d'altronde era prassi comune nel '600. Dov'è la verità? Di certo il duetto non è di Monteverdi. Rimane il ballottaggio 😄 tra Ferrari e Cavalli.

 

 

 

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Grazie dell' intervento Don Giuseppe, essendo un semplice appassionato non conoscevo  queste vicende filologiche, nè le sospettavo, visto che comunemente nei  programmi di concerto il duetto viene indicato come tratto dall'Incoronazione di Monteverdi(ancora quest'estate in un bel concerto della Mingardo).

  • Melius 1
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Membro_0013

@garmax1 possiedo il CD Round M. 

Per quanto non sia "strettamente filologico", è un gran bel sentire. Roberta Mameli è una grande cantante, e il compianto Claudio Cavina riesce ad unire strumenti d'epoca e gruppo jazz con grande abilità, e con un risultato affascinante e gradevolissimo.

 

Fra l'altro, nel periodo in cui è uscito questo CD, il gruppo La Venexiana di Cavina era in tour con Roberta Mameli. Io assistetti al concerto dato a Venaria Reale, e fu molto divertente ascoltare l'esecuzione del Lamento della Ninfa, che - pur senza strumentisti jazz - Roberta Mameli eseguì con le medesime inflessioni jazzistiche del disco, con un risultato straniante ma di grande fascino.

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Membro_0013

L'aria con il "daccapo" rappresenta il "marchio di fabbrica" della vocalità nel Barocco maturo.

I primi esempi li ritroviamo tuttavia già nel '600, grazie a quel Francesco Cavalli che rappresenta il vero padre dell'opera italiana nel senso moderno del termine, per aver dato vita - nel corso della sua lunga e fortunata carriera - a tutti i "topoi" teatrali e musicali che ne costituiranno l'essenza nei secoli successivi.

È una grande aria col daccapo di dimensioni già handeliane quella in cui nell'Ercole Amante, dopo un appassionato recitativo accompagnato, Dejanira canta la sua disperazione dopo avere scoperto il tradimento del marito Ercole.

Qui la vediamo interpretata da una grande giovane stella del canto barocco come Giuseppina Bridelli.

 

 

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analogico_09
Il 23/3/2021 at 15:14, Luckyjodue ha scritto:

il duo seraphim

 

Perdomani Lucky, non sono misogino, anzi.., ma questa esecuzione non mi piace.., le cantanti "belano", brave, mica che non, ma vibrano alla grande.., lo stile, il "tono" di questo brano ha un languore tra new -age di "marca" e la sensulità  mondana del "duetto dei fiori" della Lamkè.., eccessivamente enfatico.

 

E' un "numero" del Vespro molto difficile, apparentemente immediato e seduttivo che bisogna tuttavia saper "governare" senza lasciarsi prendere la mano dalla "teatralità" che pure c'è ed emerge naturalmente da sè, senza bisogno di rinforzarla.  Preferisco l'"asciuttezza", la trasparenza, il più misurato fervore espressivo di un Alessandrini; anche Gardiner fa bene (nella versione "live" registrata in San Marco) con qualche "concessione" allo "spettacolo" (ma è un po' nel suo carattere, quindi non di rado mi lascia molto perplesso...)

 

 

 

 

Eccellente anche Fasolis con un cast di cantanti ragguardevole.

 

 

 

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analogico_09
Il 24/3/2021 at 08:32, Luckyjodue ha scritto:

Mozart lo ritenesse un capolavoro; poi si spostò da Roma a Napoli con il padre,ma non trovo altrettanto interessante la musica che gli proposero . Tempo fa sui radio tre proposero un bel documentario di cappelletto sugli anni italiani di amadeus

 

 

Strano.., è dal terreno fertile dei musicisti della scuola "napoletana" che Mozart trovò anche fonte di ispirazione...

Se riesci a trovarlo, è molto raro e misconosciuto, neppure io nonostante i tanti appostamenti sono riuscito a beccarlo dopo averlo visto al cinema, se non lo conoscessi già c'è un delizioso "piccolo" film sul ragazzo Mozart arrivato a Bologna per un esame... prendo da Wiki la sinossi

 

1770. Il quattordicenne Mozart compie un viaggio a Bologna per sostenere un esame all'Accademia dei Filarmonici. Il giovane Mozart è accompagnato dal padre Leopold e viene ospitato dai conti Pallavicini. "Amadè", come viene chiamato familiarmente da tutti, è però interessato anche alla natura e a tutto ciò che lo circonda: fa amicizia (dopo una iniziale diffidenza) con il figlio del conte e si innamora di una quindicenne abitante nelle vicinanze. Questa libertà è destinata però a durare poco: l'esame è ormai prossimo e in caso di esito positivo Mozart riprenderà il suo viaggio.

 

Io la dico un po' più completa, tanto non c'è spoiler, non è un giallo. In realtà come da titolo del film, si crea una sorta di "triangolo ideale, platonico, tra i due ragazzetti e la ragazzetta...
Mozart era così felice di vivere come dovrebbe vivere un ragazzo della sua età, e non come voleva il "commendatore", suo padre, che pur di restare il giorno dell'esame sbagliò volutamente una prova di armonia, se non ricordo male, ma la commissione si rese conto che un tal genio non avrebbe mai potuto commettere un tale errore e lo "promossero" ugualmente... Mozart tornò a girare l'europa insieme al padre che lo esibiva come un fenomeno da baraccone... Ovviamente Mozart non era tale, ma la "meccanica" nella capoccia avida e malata di Leopoldo era quella...

Scusate l'OT ma mangiando vien l'appetito... 😉

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Sì ricordavo l’episodio della quindicenne bolognese dalla trasmissione di cappelletto sul viaggio in Italia. Poi ricordo anche del fatto narrato da cappelletto che recandosi a Napoli Mozart assistette a qualche opera di Ciccio De majo , compositore allora in voga e non ne rimase entusiasta almeno quanto lo era stato di allegri udito a Roma  . Certo è a proposito dello stile napoletano che in qualche modo Mozart ne fu influenzato non saprei dire in quale misura ,ma ad esempio certe opere di paisiello ricordano la maniera di Mozart 

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analogico_09
Il 23/3/2021 at 22:25, Luckyjodue ha scritto:

Con tecniche prospettiche nel suono e nel canto che trovano ideale ubicazione nelle chiese veneziane che monteverdi ben conosceva. Gli inglesi hanno trattato bene quel repertorio ( pickett , Parrott gardiner)


Gli inglesi amano molto Monteverdi quasi come il loro Purcell e il "nostro" Handel... 😉
E sanno trattarlo anche bene... come nel caso di questo famoso "Zefiro Torna" interpretato ancora da Nigel Rogers e Ian Partridge, tenori che fanno ottime cose, lontani dal trasformare il madrigale "padano" in tammuriata campana, perdonabile la pronuncia italiana a tratti non perfetta ..."abandonate stele"...  😄  da un vecchio, bellissimo disco Archiv con direzione di Jürgen Jürgens,

 

 

 

 

 

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analogico_09
31 minuti fa, Luckyjodue ha scritto:

@analogico_09 si non è il massimo quel duo seraphim ,ma lo ripeto io trovo eccellente quello di mccreesh con voci maschili,ma sul tubo non si trova

 

Non lo conosco.., non ne dubito...

 

Non so se ti piacerebbe questo diretto da Hanns-Martin Schneidt con cantanti eccellenti, Ian Partridge, John Elwes, David Thomas, Hamburger Bläserkreis für Alte Musik

Lo trovo delizioso, vabbene che questo fu il mio primo Vespro discografico acquistato nel '75 con il quale scoprii e approfondii l'opera... lo ascoltavo tutti i giorni rapito; quando  tornai a casa dal negozio di dischi, un tardo pomeriggio estivo caldo e silenzioso, mi sdraia sul letto e lo misi a suonare.., pian piano che avanzava la musica ne restavo sempre più ipnotizzato.., credo che il mio corpo iniziò a sollevarsi dal letto come un fachiro... 😄

Scherzo.., ma andò quasi così...
 

 


 

  • Melius 1
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analogico_09
50 minuti fa, Luckyjodue ha scritto:

Certo è a proposito dello stile napoletano che in qualche modo Mozart ne fu influenzato non saprei dire in quale misura ,ma ad esempio certe opere di paisiello ricordano la maniera di Mozart 

 

 

Ne parlammo, "in zona topic sparito"... Cimarosa,Traetta, Paisiello.., tra i più noti e io sapevo che Mozart li ammirasse molto e che ne rstò influenzato, questo traspare nella sua musica che ovviamente preso un volo irragiungibile...
L'episodio del Miserere di Allegri ascoltato e memozizzato nalla Cappella Sistina sarà vero ma è avvolto da un po' di leggenda.., una volta approfondii la questione ma ricordo poco, ricordo che quel brano non era ai tempi come via viva fu trasformato fino ai nostri giorni; non so quale versione potè ascoltare Mozart, in ogni caso, benchè bellissimo, sublime, è un brano tutto sommato "semplice", ripetitivo, basato sul gregoriano, cosa che per un genio come Mozart mandarlo giù a memoria sarà stata una passeggiata... Inoltre, essendo per l'appunto basato sul cantus firmus, gregoriano che è una forma "elastica" per così dire, il brano sicuramente cambiava in qualche modo ad ogni nuova rappresentazione. 

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