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Melius Club

L'enigma delle nuove occupazioni


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se sono o dico qualcosa di scomodo ditelo che non posto più in questo thread, è antipatico essere bannato ma soprattutto fastidioso ed irritante dover confermare ed accettare una qualche interpretazione del regolamento per poter intervenire altrove.

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Mi continuo a fare la stessa domanda da tempo, anche prima di questo governo. 

Ho il fatturato in calo del 20% all'anno da 4 o 5 anni, i miei clienti chiudono e tutti si lamentano. 

A volte passo le giornate senza ricevere una sola chiamata.

Boh...

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1 ora fa, appecundria ha scritto:

Abbiamo tante nuove occupazioni ma siamo un paese col PIL in decrescita. Come si spiega? Forse i nuovi occupati sono pagati in natura?

Confermo.

Ho assunto quattro 25enni di Sport Illustrated per il sesso.

E le pago in natura.

 

Er ciclo di Carnot a me mi spiccia casa.

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extermination

Il fatto quotidiano

L’aspetto più preoccupante, e indigesto per la maggioranza, è però un altro: la nuova occupazione è tutt’altro che di alta qualità. L’Istat rileva che mentre tra 2019 e 2023 si è allargato il numero degli occupati nei gruppi professionali a reddito medio-alto (+28,9%) a scapito di quelli a reddito medio-basso (-28,5%), nel solo 2023 – primo anno pieno di governo per Giorgia Meloni – il 42,7%dei nuovi occupati è finito in “professioni e attività a basso reddito” e un altro 21,5%in posti a reddito medio-basso. Quasi due terzi insomma hanno sì trovato lavoro, ma povero. Solo il 6,9% ha trovato una collocazione che porta con sé un reddito alto. Il motivo? La grande maggioranza dei nuovi contratti è nell’agricoltura, nel turismo o nei servizi alla persona: settori soggetti a stagionalità, in cui la norma sono posti discontinui e con remunerazioni basse.

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1 ora fa, piergiorgio ha scritto:

ho solo chiesto spiegazioni, avete scritto ed affermato tutto voi basandovi su...non avete risposto.

Sono dati di pubblico dominio: il 2025 siamo pelo pelo e il 26 è in negativo. Ma se pure fosse in positivo del solito 0,0001% non cambierebbe il topic.

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1 ora fa, extermination ha scritto:

il 42,7%dei nuovi occupati è finito in “professioni e attività a basso reddito” e un altro 21,5%in posti a reddito medio-basso. Quasi due terzi insomma hanno sì trovato lavoro, ma povero. Solo il 6,9% ha trovato una collocazione che porta con sé un reddito alto. Il motivo? La grande maggioranza dei nuovi contratti è nell’agricoltura, nel turismo o nei servizi alla persona: settori soggetti a stagionalità, in cui la norma sono posti discontinui e con remunerazioni basse.

A me pare la svolta più di sinistra degli ultimi 30 anni: finalmente le classi più povere, quelle meno istruite (per dirla alla @Savgal) che non comprendono concetti complessi e non possono aspirare a nulla se non votare a destra, hanno un posto di lavoro, anzi, la collocazione economico-sociale che compete loro. 

Ed è stato un Governo di destra ad aver dato loro un reddito (non di cittadinanza): altro punto messo a segno.

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Il ritorno del fattore lavoro

 

Un’altra ipotesi è stata avanzata da Banca d’Italia nel bollettino economico trimestrale pubblicato a ottobre 2023. La bassa crescita economica, nonostante l’aumento degli occupati, potrebbe essere dovuta a una modifica del cosiddetto “mix produttivo” usato dalle imprese.

Nei modelli economici il mix produttivo è dato da due fattori (gli input): il capitale e il lavoro. Ciascuna azienda, a seconda del prodotto (l’output) che deve creare, usa una certa quantità di capitale e una certa quantità di lavoro. Ci sono settori con un’intensità di capitale più alta, come il settore metalmeccanico, e settori con un’intensità di lavoro più alta, come il settore alberghiero.

Un’ipotesi è che le imprese abbiano aumentato l’intensità di lavoro nel loro mix produttivo per far fronte ai maggiori costi dell’energia. Compiti che prima venivano svolti dalle macchine sarebbero stati così assegnati a lavoratori, aumentando l’occupazione. Il calo della produttività registrato tra il 2021 e oggi, con una particolare accelerazione a partire dalla seconda metà del 2022, sembra giustificare questi tesi. Di solito la produttività cresce grazie all’aumento dell’intensità di capitale, dato che le macchine tendono ad accelerare i processi produttivi. Un ritorno alla “manualità” potrebbe aver causato il calo osservato. In questo scenario l’effetto positivo del reddito da lavoro sarebbe compensato dalle perdite in termini di reddito generato dal capitale.

 

https://pagellapolitica.it/articoli/bassa-crescita-pil-record-occupati

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