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Film che abbiamo timore di rivedere


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analogico_09
Il 26/12/2025 at 09:08, best_music ha scritto:

Mi piace la metafora dell' "invecchiato male" e vorrei farla mia. E' chiaro che non è il film a "invecchiare" ma è la società a cambiare e siamo  noi a "crescere" (auspicabilmente almeno) nella nostra sensibilità artistica, culturale, civile, ideale ecc.

 

 

Spesso sono i film a invecchiare, forse perchè nati vecchi, forse anche senza il forse... Il cinema nato "giovane" di una determinata epoca passata, può essere letto con gli occhi del cambiamenro esistenziale, sociale, poilitico-culturale. In genere invecchiano i film costruiti a tesi chiuse etico-morali, politico-sociali ideologizzate,  a meno di non vantare un'estetica cinematografica che divori la "letteratura", le definizioni tesuali che invecchiano. 

Un eseopio che mi viene spesso da fare, con Nascita di una nazione di D.W. Griffith, il film più razzista della storia che dipinge i neri come assassini e il KKK come vittime, e con altgri contenuti "morali" spregevoli visti con gli occhi di oggi e di ieri (il film fu molto contestato dalle organizzazioini dei diritti umani) il regista  tuttavia "inventa"per primo gli elementi cardine del linguaggio cinematografico, tecniche di ripresa ancora in uso: piano americano, flashback, montaggio parallelo, la cinepresa mobile, prima su carrello e su binario, piano sequenza, etc.., ovvero elevando il cinema da fotografia in movimento in arte dell'immagine fotogenica, cinetico-plastica. "Nascita di una nazione" era insomma la nascita del Cinema. Griffith poi girò altri film con tematiche più "umane" per riscattarsi da quella prima "storia" controversa. Capolavoro assoluto "Giglio Infranto", 1919. 

 

Stessa cosa dicansi per l'enorme film di Fritz Lang, "Metropolis", immaginificamente portentoso, "spaventosamente" rivoluzionario per l'epoca, furono le scene, sequenze di immagini le più "temerarie" mai viste prima, le quali ancora oggi ammiriamo incondizionatamente (Blade Runner pesca a piene mani negli immaginifici portanti del film girato nel 1927) racconta una storia "morale" a sfondo pseudo politico-sociale pedante, dialoghi di un sentimentalismo scaduto, il tutto così receipito già ai  tempi.
Oggi lo ri-vediamo con rinnovato stupore grazie alla forza delle immagini che parlano da sole attrraverson i l "silenzio" - le didascalie si saltano.., si fa inoltre spesso abuso con le musiche posticce... -  raccontano un'altra storia nascosta tra le loro stesse pieghe: le sottotestualità, più importanti da ciò che si trae dalla superfice. Non a caso il cinema è l'arte delle immagini a cui è affidarto di raccontare la storia di sopra e, soprattutto, la storia di sotto... e sopra m'arimovo... :classic_laugh:

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