Vai al contenuto
Melius Club

Grandi Direttori del passato mai citati


Messaggi raccomandati

Vanno citati per meriti storici Serge Koussevitzky e Willi Boskovsky.

Il primo per essere stato un ardente sostenitore dei compositori moderni, commissionando opere importanti a figure come Igor Stravinsky, Maurice Ravel, Aaron Copland e Leonard Bernstein. Il suo impatto nel mondo della musica classica del XX secolo è stato profondo, promuovendo attivamente la nuova musica.

Il secondo per aver ricoperto la posizione di maestro concertatore dei Wiener Philharmoniker dal 1936 al 1979. La sua fama è indissolubilmente legata alla direzione dei concerti di Capodanno, dove si esibiva con il violino in mano, seguendo la tradizione di Johann Strauss.

Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1666472
Condividi su altri siti

giorgiovinyl
Il 1/1/2026 at 19:53, mozarteum ha scritto:

Citerei anche Stravinsky interprete di se stesso

Nella Sagra sicuramente, l'incisione Columbia è spettacolare

 

Il 2/1/2026 at 13:07, Titian ha scritto:

Ho apposta aspettato qualche giorno per vedere se qualcuno lo avrebbe menzionato. Infatti mi sembra nessuno lo ha fatto e dimostra di essere un grande direttore del passato mai menzionato per eccellenza: Kurt Masur.

Hai ragione, e dire che l'ho pure visto dal vivo con il suo Gewandaus, Eroica eMetamorphosen.

Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1667145
Condividi su altri siti

adolfo1947

Prima della caduta del Muro di Berlino per motivi di lavoro ero spesso a Praga e grazie a una mia cara amica soprano ho potuto seguire parecchi concerti e opere con la F ilarmonica Ceca e in diverse occasioni ho avuto modo di ascoltarla proprio con Karel Ancerl. L'incanto lo colsi in un "Nuovo Mondo" e nel ciclo di Smetana "La mia Patria", questo eseguito in trasferta a Brno dove risiedeva la mai amica.

Andrebbero ricordati anche Vaclav Neumann e Vaclav Smetacek, chiaramente di riferimento per le musiche dei loro autori nazionali, Dvorak e Janacek in primis. Finii il mio "esilio" praghese portandomi via un bel po' di LP della Supraphon.

Altro direttore pochissimo citato è Lovro von Matacic, sentito tutte le volte che dirigeva a Milano, Scala e Conservatorio. Memorabili le sue apparizioni con le lucentissime scarpe di vernice nera che cigolavano a ogni minimo movimento sul podio. Austero (come gesto direttoriale) ma nel contempo...divertentissimo (per il "basso continuo" delle calzature)

Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1669136
Condividi su altri siti

adolfo1947

Erich Leinsdorf (non so se già citato). La sua Walkiria merita un ascolto. Apprezzato dai grandi solisti per la sua disponibilità a rimanere "dietro le quinte". Di lui ho anche il Concerto No. 2 di Brahms con Richter. Dopo averlo acquistato e sentito, alla domanda del film "Le piace Brahms?", risposi con un sonoro "Si".

Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1669147
Condividi su altri siti

analogico_09
11 ore fa, Aless ha scritto:

Sir Colin Davis per le sue interpretazioni delle opere di Hector Berlioz  

 
Grande direttore, magnifico, sontuoso il Te Deum berloziano da lui diretto. 

 

E mi torna in menta Andre' Previn, coltissimo, eclettico direttore/interprete, compositore che spaziava tra classica, jazz, musica per il cinema, etc, già giovane sensibile accompagnatore di Arthur Rubinstein. Riascolto volentieri ogni tanto la splendida registrazione in vinile della "Grande Messe des Morts" di Berlioz con Previn sul podio dei London Phil. Orchestra e Cor, la mia preferita, forse più "immaginifica" rispetto alla versione di Sir Colin Davis con London Symphony coro e orchestra, che ho in CD, non di meno eccellente, grandiosa, bellissima, benchè poco più "impostata". Sono sensazioni.., prelogiche. Mi piace molto come Previn riesca ad estrarre dal coro le più limpide e trasparenti sonorità sospese in un'aura musicale lirico-mistica che rimandano nei momenti di maggiore intensità emotiva alle antiche, gloriose polifonie franco-fiamminghe bellamente evocate dall'autore stesso. 

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1669152
Condividi su altri siti

analogico_09

Penso che i musicisti dell'"est": compositori, direttori, strumentisti, cantanti, cori, orcheste, complessi da camera, abbiano un particolare sensibilità musicale. 

Vorrei citare il compositore e violinista russo Lev Markiz, classe 1930, scomparso nel 2023, da noi pressochè sconoscito dal grande pubblico, nonostante sia stato nel recente passato attivo nelle stagioni concertistiche dell'Orchestra di Padova e del Veneto, più volte chiamato a dirigere per le le stagioni RAI di Roma e Napoli, prima di essere smantellate lasciando solo Torino. 

 

Condivido la registrazione solo audio del concerto tenuto al centro Rai di Napoli, alla guida dell'Orchestra Alessandro Scarlatti, nel febbraio del 1984. Stesso anno, verso maggio, Markiz diresse musiche strumentali d'avanguardia di Luigi Dallapiccola tra cui "Canti di prigionia", per coro a voci miste e strumenti, il coro era quello del CIMA di Roma nel quale ho cantato da basso per lunghi, indimendicabili anni, più i trasferimenti in altri cori sempre nel "giro" ai tempi ristretti ma laboriosi e tenaci della musica antica, spesso invisi dai "gelosi" e un pochino invidiosi establishment musicali "accademici". 

Fu un'esperienza fantastica con un direttoree davvero musicale, molto severo e puntiglioso, ai limiti del terrorismo...  che non pochi sudori ci fece patire nelle due prove. C'era un brevissimo passaggio ritmico "ambiguo" che per ben due volte sbagliammo (un "frammento" che probabilmente il pubblico non avrebbe neppure notato): c'è una terza possibilità per fare bene, diversamente dovrò rinunciare a fare il concerto... Thriller!!!  :classic_ohmy: Nel  panico, o precipiti oppure ti rialzi.., ci rialzammo, eseguimmo benissimo il passaggio incriminato, ne venne fuori un bellissimo concerto - eravamo molto carichi, orgogliosamente desiderosi di far sentire a 'sti russi come cantavano gli italiani... :classic_biggrin: - e ricevemmo parole sincere di apprezzamento da parte del "burbero" direttore. Fecero seguito le sue opere cameristiche strumentali di Dallapiccola, n momto interssanto, due pianoforti, percussioni, arpa, Il concerto fu video registato dalla RAI, vennero indicati anche il giorno e l'ora in cui lo avrebbero mandato in onda da Rai Tre ma vi fu non ricordo quale emergenza e venne rinviato per non essere più trasmesso. Conservo tuttavia la cassetta che feci registrare da un mio amico ascoltatore. 

 

 

Šostakóvič: Sinfonia da camera op 110a | Lev Markiz | Orch Scarlatti Rai (17.2.1984)

 

 

 

 

 

  • Thanks 2
Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1669697
Condividi su altri siti

analogico_09

Sempre Markiz, "specialsta" in musiche del '900 della modernità e dell'avanguardia, alle prese con la deliziosa "Simple Symphony" di B. Britten con i bravissimi musicisti Collegium Musicum Chamber Orchestra. Una dirfezione "osmotica". 
 





 

Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1669771
Condividi su altri siti

analogico_09

Credo che non se ne sia mai parlato.  Zoltan Pesko
Da Wiki: (Budapest, 15 febbraio 1937 – Budapest, 31 marzo 2020) è stato un direttore d'orchestra ungherese.

La sua attività di direttore d'orchestra di concerti e opera coprì l'intero spettro dal Rinascimento alla musica contemporanea e d'avanguardia. L'eccezionale sua versatilità è documentata da numerose registrazioni radiofoniche.

.... Zoltán Peskó completò gli studi nella sua città natale e iniziò a lavorare come direttore d'orchestra e compositore di colonne sonore e di musica di scena per il teatro presso il Teatro Nazionale Ungherese e la televisione di quel paese. Nel gennaio 1964, lasciò l'Ungheria, e frequentò corsi di perfezionamento in Italia e in Svizzera. Presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia fu allievo di composizione di Goffredo Petrassi e di direzione d'orchestra di Franco Ferrara. Successivamente studiò a Basilea nel 1965 con Pierre Boulez. Tra il 1966 e il 1973 fu direttore d'orchestra presso la Deutsche Oper di Berlino e tenne un posto di insegnante presso la locale Università della Musica e dello Spettacolo.Il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano avvenne nel 1970 dove, nella stessa stagione, egli diresse Ulisse di Dallapiccola, L'angelo di fuoco di Prokof'ev e La finta giardiniera di Mozart, che segnò l'inizio della sua carriera internazionale.

Etc.

 

Posseggo la registrazione della Salammbô, dal romanzo di Gustave Flaubert sul podio dell'Orchestra Sinfonica e Coro di Milano  della Radiotelevisione Italiana. Fonit Cetra, prima esecuzione assoluta e prima registrazione. 10 Novembre 1980

 

Nel 1986, tra primavera ed estate, Zoltan Pesko diresse ad Assisi, in uno spazio all'aperto situato dietro la Cattedrale di San Ruffino, la grande Faust-Symphonie, da Goethe (Sinfonia corale). Per l'occasione venne chiamato il "nostro" coro ad eseguire la parte finale dell'opera  per tenore e coro maschile, Andante mistico.
Zoltan fu paziente e sapiente durante l'unica prova generale fatta insieme a tutti gli altri (non ricordo che orchestra fosse), Il concerto andò molto bene. Bellissima esperienza. Il tenore, non ricordo il nome, un giovane tedesco, aveva una voce bellissima, emozionante, perfettamente in sintonia con il testo, le parole dal Faus di Ghoete, che si ripete più volte in alternanza con il coro.

 

 

Tutto ciò che passa, è soltanto un simbolo (Gleichnis)": esordisce così il coro, mormorando. Risponde il tenore solo: Das Ewig-Weibliche /zieht uns hinan, l'eterno femminile ci attira verso l'alto. Il suo è un canto di grazia, lontano da ogni affermazione stentorea. La voce si espande con interiore dolcezza, con trasfigurata luminosità, ricordando il simile passo degli archi ascoltato all'inizio del percorso e poi "visto", sentito da Margherita. La fine come l'inizio, l'inizio come la fine, o quasi: perché spetta al coro il sigillo definitivo dell'opera, accompagnato dall'abbraccio imponente dell'organo. Mistico e spettacolare. Liszt.

(Sandro Cappelletto)

 

 

 

 

 

 

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/27838-grandi-direttori-del-passato-mai-citati/page/5/#findComment-1670191
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora



  • Badge Recenti

    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
    • Membro Attivo
      godzilla
      godzilla ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

×
×
  • Crea Nuovo...