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Ampli con streamer e dac integrati: moda o il futuro?


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Per quello che ho capito io, e per le prove che sono riuscito a fare, il rapporto tra streamerce dac è la chiave di gran parte del risultato. Deve esserci una bella sinergia,  e non parlo ovviamente di suono, ma elettrica.

Il mio streamer ha solo uscita usb. Se il dac non ha un ingresso usb ben curato, e molti dac snobbano la connessione usb, il risultato non è buono. 

Inoltre, almeno da me, l'ultimo apparecchio posto prima del dac, è quello che decide come suonerà il dac.

Ho avuto in prova 2 streamer, uno basico, e uno quasi top, la differenza si sentiva se connessi direttamente al dac. Se in mezzo mettevo un adattatore usb/spdif, suonavano identici. 

  • Melius 1
  • Thanks 1
34 minuti fa, Ggr ha scritto:

Deve esserci una bella sinergia,  e non parlo ovviamente di suono, ma elettrica

Quindi, correggimi se sbaglio, è molto probabile che fuori dalla scatola un buono steamer con DAC integrato suoni meglio di un'accoppiata realizzata solo sul nome dei componenti. Questo perché chi l'ha progettato avrà considerato tale sinergia. Un po' come per i diffusori attivi. 

Ci vorrà insomma più "studio" per ottenere il risultato agognato, che poi potrà anche superare l'all in One.

 

Invece penso che la differenza più eclatante la fa il dac. Un mio amico stava per acquistare un Eversolo DMP-A6 Gen 2 ma quardando le caratteristiche ha visto che il dac incorporato ES9038Q2M scarsino lo avrebbe  costretto a comprare un dac esterno per un migliore ascolto. Quindi prenderà due macchine separate ed è ciò che gli avevo consigliato

gianventu
1 ora fa, CJPV10 ha scritto:

Non sono d'accordo comunque negli ultimi anni vari dac hanno subito migliorie notevoli. Fra i tanti faccio l'esempio di Denafrips che ha rinnovato la sua proposta con dac sempre più performanti solo con lievi aumenti di prezzo fisiologici dovuti all'inflazione. 

Questa sul all in one è solo mia opinione dettata da esigenze personali e diletto per il miglioramento che altri magari non hanno

Magari mi sono spiegato male oppure hai frainteso quanto ho scritto.

Ho semplicemente detto che se a un all in one, che opera esclusivamente nel dominio digitale, colleghi un qualsiasi dac esterno, sarà sempre il suo interno a comandare, operando una doppia conversione per qualsiasi segnale analogico in ingresso.

Poi quale sia la mia opinione sui DAC, al fine dell'argomento del 3d, non ha nessuna rilevanza.

  • Thanks 1
28 minuti fa, Nacchero ha scritto:

Questo perché chi l'ha progettato avrà considerato tale sinergia.

Non parlerei di sinergia,  perché quella sottointende un qualcosa che attiene al modo di suonare. Io parlo di tecnologia pura. Di apparati elettricamente ed ingegneristicamente ben progettati.

Se lo sono, qualsiasi marchio abbini il risultato sarà garantito. 

@Ggr ho usato il termine sinergia perché lo avevi usato tu, ovviamente specificando ciò che intendevi. Però concordi che, a meno di pastrocchi, uno streamer che esce dalla casa con DAC integrato sarà stato progettato coi giusti criteri?

27 minuti fa, CJPV10 ha scritto:

Invece penso che la differenza più eclatante la fa il dac.

Non sei il solo ma però devo ammettere che non ho fatto gran comparazioni.

Poi con l'età ho perso quella voglia di spaccare il capello in quattro.

Ci sono differenze che non sono udibili se non ad un confronto attacca e stacca e quelle ormai mi interessano meno.

Vedo gran spolverone quando si parla di streamers questa sì che é moda  per quel che mi riguarda il suono di un impianto viene deciso dai  diffusori e da un' ottima amplificazione la sorgente è importante ma se manca la base non fa miracoli.

  • Melius 1

Partiamo dal presupposto che stiamo parlando di componenti che in linea teorica non dovrebbero avere un proprio suono, ma che dovrebbero mirare ad essere più invisibili possibile.

Uno streamer integrato assieme al dac, elimina alla radice il problema dell'interfacciamento, questo è ovvio.

Poi occorre secondo me tenere in considerazione sempre la qualità della progettazione, la cura dei particolari, e la necessità di stare dentro determinati casti. Quindi potrebbe essere che 2 apparecchi di grande livello posti ognuno per conto suo, e chiamati a fare una cosa sola, suinino meglio di 2 componenti fisicamente nello stesso case, che doveno condividere alimentazioni comuni, frequenze di lavoro diverse, accoppiamenti induttivi e altro. Per questo dico che gli all in one possono assolutamente suonare uguale se non meglio di componenti separati, ma a quel punto, non so se i costi siano tanto minori.

  • Thanks 1
1 ora fa, Nacchero ha scritto:

@Ggr per quanto riguarda l'amplificazione invece? Vale anche lì il ragionamento su un interfacciamento elettrico "fatto in casa" o l'impatto è diverso?

L!amplificatore e pre lavorano su segnali più grandi lenti e analogici. ( esclusi i classe D)  Lasciando fuori i discorsi di compatibilità tra suono, elettricamente pre e ampli basta che abbiano impedenze di entrata e uacita che rispettino un determinato rapporto. Il 99% degli apparecchi fatti bene, si interfaccia senza problemi anche con marchi diversi.

Ovvioamente un integrato in questo caso è imbattibile, ma anche pre e finale della stessa marca lo sono. 

  • Thanks 1

Quelli che credono che all in one sia più bilanciato perché i componenti non hanno cavi e hanno la stessa filosofia costruttiva spero che convincano il mio amico a restituimi il dac che gli ho prestato ormai da un mese collegato al suo cdplayer e mi dice di lasciarlelo ancora un po' perché effettivamente la differenza c'è e si sente (e non poco). Mentre io sul secondo impianto sono costretto a sentire il Wiim col suo dac interno.

Componenti non trascendentali: Marantz 6007 e Toppiing 70Ev ma già basta. Ed io fesso gli ho pure lasciato un finale Lector  che lui collega al suo Roksan che ha uscita pre con risultati molto superiori tanto da fargli apprezzare la bontà dei suoi diffusori su cui aveva qualche dubbio

piergiorgio
9 ore fa, CJPV10 ha scritto:

All in one è una strada già percorsa anni 60/70 e penso che sia rivolto ora verso una specifica clientela rivolta al minimalismo dello streaming e della sua fruizione musicale.

lo era anche allora, il cosiddetto 'compatto' era rivolto a coloro i quali volevano ascoltare musica nel modo più semplice e diretto possibile con i supporti presenti allora, lp e cassette.

Per chi aveva esigenze differenti e maggiori ambizioni c'erano i componenti separati di maggior qualità, esattamente come oggi.

Io penso che il livello minimo di qualità degli all-in-one attuali è notevolmente superiore agli entry level di allora, mentre chi cercava maggior qualità per un comune ambiente domestico l'offerta non mancava di certo, di livello comparabile all'attuale; sono cambiate le sorgenti, ma il resto farebbe ancora ottima figura tuttora. 

Se uno vuole una scatola sola per motivi suoi ok, ma sennò con 1000 euro di streamer, buffer e finale in classe D credo che si possano raggiungere tranquillamente risultati confrontabili, nella maggior parte dei casi.

Se invece si vuole la cosiddetta qualità marginale, cioè la qualità è il primo parametro (per me l'unico, compatibilmente con le possibilità) la strada è opposta.

Switch, server, streamer, clock, dac, pre, finali con relativi cavi meglio possibile.

Integrare un finale nella scatola di uno streamer può solo aver senso in termini di spazio, non di qualità.

  • Melius 1
5 minuti fa, CJPV10 ha scritto:

il Wiim senza un minimo decente dac mi sta togliendo la voglia di accenderlo

Esagerato........io ho tenuto mesi un Pro Plus a farmi anche da Pre. E sinceramente lo accendevo spesso. Trovato un oggetto di categoria superiore non è che son saltato dalla sedia. 

 

PS non ho parlato di strapparmi i capelli perché non ne ho 

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