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Cosa deve fare Trump ancora perché i trumpiani aprano finalmente gli occhi?


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Bolton: «Scambio Kiev-Venezuela, così dicemmo no a Putin. Nell’Artico serve più Nato»

di Federico Fubini

 

Era a capo del Consiglio nazionale di sicurezza della Casa Bianca durante il primo mandato di Trump. «Donald? Anatra zoppa con il complesso Mussolini»

«Scambio Kiev-Venezuela, così dicemmo no a Putin. Nell’Artico serve più Nato»

 

John Bolton, 76 anni, ha guidato il Consiglio nazionale di sicurezza della Casa Bianca durante il primo mandato di Donald Trump. Di recente ha subito un’ispezione dell’Fbi, che ha aperto un’inchiesta contro di lui dopo le sue critiche al presidente.

 

 

Sul Venezuela, quale crede sia l’obiettivo dell’intervento?

«Credo che neanche Trump lo sappia. È tutto poco chiaro, incoerente, come gran parte delle decisioni di Trump. Prima parlava di droga, poi di terrorismo, poi è l’immigrazione illegale. Ora il petrolio. Certo l’America in Venezuela ha un legittimo interesse, perché il regime di Caracas dava un’incredibile influenza a Russia, Cuba, Cina, Iran. È una preoccupazione di sicurezza per gli Stati Uniti, ma non è ciò a cui pensa Trump. Non per ora».

 

Davvero l’intervento su Caracas è solo un atto di proiezione del suo ego, o vuole controllare il prezzo del petrolio?

«È il tipo dell’uomo forte, in lui c’è un complesso di Mussolini. Poi, certo, è anche fissato con l’idea di tenere bassi i prezzi della benzina. Ma gran parte degli esperti di petrolio credono che le infrastrutture in Venezuela siano in uno stato così cattivo che ci vorranno anni e miliardi e miliardi di dollari. Non vedremo molti effetti per i tre anni che restano dell’amministrazione Trump. In questo senso, è tutto apparenza. E di certo le major del petrolio vorranno garanzie del governo, una sorta di polizza, prima di tornare in Venezuela. Dunque credo ci sia meno sostanza di quanto Trump vorrebbe».

 

Il presidente lo capisce?

«Un saggio amico mio dice che Trump non ha filtri fra il cervello e la lingua. Stanno improvvisando questo piano sul petrolio giorno dopo giorno».

 

È vero che nel 2019 Mosca vi propose uno scambio, all’America il Venezuela e in cambio alla Russia l’Ucraina?

«Non ricordo un’offerta formale. Sollevarono l’idea e noi la scartammo subito».

 

Quale strategia hanno gli Stati Uniti per arrivare a un accordo fra Russia e Ucraina?

«Trump non ha strategie, fa le cose di giorno in giorno. Ora non è contento di Vladimir Putin, che ha esagerato. I russi erano troppo sicuri che avrebbero fatto fare a Trump quel che volevano. Ma dall’altro lato non credo che Trump reagirà. Vuole il Nobel per la Pace con ogni mezzo e se risolvere la guerra in Ucraina lo aiuta in questo, bene. Dell’Ucraina non gli interessa. È solo deluso da Putin perché non lo aiuta a vincere il Nobel. Credo che i negoziati andranno piuttosto male e la guerra continuerà».

 

L’Fbi le ha perquisito casa, ora lei è sotto inchiesta. È un mossa politica perché lei critica Trump?

«Certo. Credo faccia parte di una campagna di ritorsione. Aspetto solo di essere scagionato. Ma non sono l’unico a cui capita, ne ha fatte varie di azioni così e altre ancora seguiranno».

 

È un modo di intimidire e far tacere le critiche?

«Certo. E può funzionare. È molto importante che un numero sempre maggiore di repubblicani faccia sentire la propria voce sul Venezuela, sulla Groenlandia e altro. Trump è un’anatra zoppa e la gente sta cominciando ad accorgersene. Dunque sentiremo altre voci. Non so quanto in fretta, ma lui diventerà sempre più debole»

 

supermike
Il 09/01/2026 at 10:52, Dufay ha scritto:

Un sacrificio umano in diretta?

@Dufay Come ho già scritto nel thread dedicato alla Groenlandia, in caso di attacco alla Groenlandia l'Europa deve abbandonare la NATO e chiudere immediatamente tutte le basi USA sul suo territorio. Ma ci sono i "fascistoidi" meloniani che continuano a giustifcare Trump. Ieri sera ho sentito ripetere da un esponente del governo che ha un cervello piccolo come un un uovo che "Trump l'hanno votato gli americani" anche Hitler vinse le elezioni, quindi?  

54 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

......Però la Russia avrebbe dovuto accettare la NATO (quindi gli USA) come vicina di casa,ogni giorno che passa dà conferme di quanto fossero aderenti alla verità (ma solo i tifosi potevano non capirlo), ciò che io e altri scriviamo da 3 anni,cioè che nei rapporti geopolitici tra grandi potenze esistono regole non scritte, molto più importanti del dirittto internazionale,si chiamano "minacce militari ed economiche ai propri confini",violando queste "regole" per anni e anni, le decisioni della NATO hanno consapevomente sacrificato il popolo ucraino.

Per favore, leggi tutto il mio post.

Il senso, quello che nelle mie intenzioni voleva essere il senso del mio post, è nella frase finale.😉

Per il resto sono pure d'accordo, Xi lo disse subito: avete messo il campanellino alla tigre

Adesso provate a toglierlo.

La combriccola Biden-EU, certi della vittoria finale, non ci hanno neanche mai provato, non dico a torglielo ma a parlargli, alla tigre.

Chè il tgrese lo conoscono benissmimo, e pure la tigre.

  • Melius 1
ascoltoebasta
2 ore fa, scroodge ha scritto:

Per favore, leggi tutto il mio post.

Il senso, quello che nelle mie intenzioni voleva essere il senso del mio post, è nella frase finale.

L'ho letto,ma per evidenziare quanto siano assurde le tesi campate in aria sostenute fino ad ora,riguardo il diritto di altre nazioni a decidere per sè,è più che sufficiente la dichiarazione di trump,se ai confini si avverte la minaccia di una superpotenza avversaria o nemica,e non si vuol dialogare,accade quel che è successo in Ucraina,è proprio l'abc. 

supermike
7 ore fa, audio2 ha scritto:

si le chiude e loro se vanno spontaneamente. sta tutto li.

@audio2

 

 

L’ITALIA HA L'OCCASIONE DI CHIUDERE

LE BASI USA

di Alessandro Orsini

FQ - 10.01.2026 -

Le grandi potenze causano gli eventi; le medie potenze approfittano degli avvenimenti. Questo è ciò che insegna Cavour e il modo in cui ha unificato l’Italia.

Trump sta trattando con la Danimarca l’acquisto della Groenlandia, ma annuncia di essere pronto a usare la forza. La Danimarca replica che l’attacco porterebbe alla fine della Nato. L’Italia trarrebbe beneficio dall’invasione di Trump?

Probabilmente sì. Su queste colonne, ho spiegato che l’obiettivo del riarmo dell’Italia non dovrebbe essere la preparazione a una guerra contro la Russia (strategia di Crosetto), bensì la chiusura delle basi americane.

Domanda: se l’Italia è bene armata, perché Meloni sente il bisogno di mantenere le basi americane? Risposta: perché le basi americane non servono a proteggere l’Italia da nemici che non ha, ma a proiettare la potenza americana nel Mediterraneo. Le armi che Crosetto sta acquistando da Trump sono le armi che Crosetto userà nelle guerre degli Stati Uniti per difendere gli interessi della Casa Bianca. I soldati italiani sono morti in Iraq e in Afghanistan per stabilizzare una regione destabilizzata dalla Casa Bianca. I nuovi carri armati dell’Italia non servono all’Italia, che non ha guerre proprie da combattere. E non potrebbe averle, giacché la sua politica estera e di sicurezza è controllata dalla Casa Bianca. Ieri Biden usava le armi dell’Italia per sconfiggere la Russia in Ucraina. Domani Trump potrebbe trovarle utili contro la Cina. Decidendo i nemici dell’Italia, gli Stati Uniti decidono dove Crosetto deve usare le armi italiane.

Perché chiudere le basi americane?

Il primo motivo è che sono la principale fonte di corruzione del vertice della Repubblica e del sistema politico sottostante. La prima caratteristica di uno Stato satellite, da cui derivano le altre, è la presenza militare di una potenza straniera sul territorio nazionale. Le basi americane svolgono la funzione sociologica di ricordare ai ministri italiani che possono essere uccisi o rapiti in qualsiasi momento.

La Cia non ha il problema di infiltrarsi a Roma: ci abita e conosce ogni centimetro quadrato dei suoi “palazzi”. Le basi americane servono a ricordare che il dibattito sulla politica internazionale in Italia deve sempre conformarsi agli interessi della Casa Bianca. È la Casa Bianca a stabilire che cosa i ministri italiani possono dire nelle crisi internazionali severe. Non potendo discutere liberamente, i ministri italiani non possono ragionare sul modo in cui difendere al meglio gli interessi dell’Italia. Il filo-americanismo è l’ascensore sociale della Repubblica italiana. Soltanto i politici graditi alla Casa Bianca possono aspirare a un ruolo apicale nella Repubblica.

Il secondo motivo della chiusura è il più importante: le basi americane assediano l’articolo 11 della Costituzione, mettendo l’Italia sulla strada delle guerre degli Stati Uniti per contenere l’ascesa della Cina e la resurrezione della Russia. Trump sta attrezzando gli Stati Uniti per la terza guerra mondiale. Trump vuole impossessarsi del Venezuela e della Groenlandia per prepararsi a una guerra contro la Cina. L’Italia è troppo debole. La guerra in Ucraina ha dimostrato la totale inconsistenza militare, politica, economica e diplomatica dell’Italia. L’Italia deve passare alla neutralità di fatto.

Infine, chiarisco una contraddizione apparente.

Da una parte propongo la chiusura delle basi americane; dall’altra parte, propongo che l’Italia resti nella Nato. Il realismo politico ragiona su ciò che una comunità politica può realizzare concretamente e non sulla società ideale. La proposta di uscire dalla Nato sarebbe pericolosissima in questa fase storica, in cui Trump serra i ranghi per prepararsi alla guerra contro la Cina. La proposta di uscire dalla Nato potrebbe comportare molti lutti, tra cui l’eliminazione fisica del nostro presidente del Consiglio.

Orbene, l’attacco degli Stati Uniti alla Groenlandia potrebbe disfare la Nato dall’interno e porre le condizioni necessarie, ancorché insufficienti, per il passaggio dell’Italia alla neutralità di fatto. Tuttavia, il disimpegno richiede che un partito proponga di chiudere le basi americane in campagna elettorale come approdo logico del piano di riarmo. Questo partito non dovrebbe opporsi al riarmo; dovrebbe sfruttarlo per chiedere la fuoriuscita dei soldati americani dall’Italia, incluse le testate nucleari, con la legittimazione delle urne.

Cavour non ha causato il processo di unificazione dell’Italia: ha sfruttato le occasioni offerte dallo scontro tra le grandi potenze. Cavour poteva ragionare, Meloni meno: i “palazzi romani” sono presidiati. L’invasione della Groenlandia senza spargimento di sangue non sarebbe un fatto necessariamente negativo per l’Italia.

 

  • Melius 1



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