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Hi-fi e "verosimiglianza", interrogativi.


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checilascialozampino

Salve a tutti!

 

Un recente commento di un membro,  mi ha fatto non poco pensare:

 

"Un sistema hi-fi può riprodurre fedelmente musica composta da un bischero o suonata da una schiappa, fino a riprodurre fedelmente suoni artificiali"

 

 

 

E difatti questo è verissimo.

 

Se ascolto un lp dei Pink Floyd, probabilmente presumo che vi sia un tale processo di consapevolezza e bravura tecnica dietro alla creazione dell'album, che esso diviene assimilabile ad un'opera d'arte -riproducibile- ma con i suoi criteri di unicità.

 

L'audiofilo appassionato quindi cercherà di assemblare una sua personalizzata catena hi-fi che, almeno secondo il suo gusto, le sue esperienze nel tempo, e le sue possibilità economiche, riproducano nel suo ambiente d'ascolto tale unicità, dando spessore a tutte le più sottili sfumature ed al contempo tentando di deteriorare il meno possibile il segnale.

Ogni ascolto cmq rimane un unicum, un'esperienza , ed ogni amplificatore (chiaro o scuro, ha la sua "firma", aggiunge un suo "timbro" particolare, così come probabilmente ogni anello della catena -giradischi, testina, puntina, diffusori incluso l'ambiente stesso in cui viene riprodotto- (io credo sia così, ma ci sono senz'altro altri che legittimamente lo reputano errato, in tutto o in parte).

In ogni caso, anche dentro tali condizioni che io considero ineluttabili (ovvero non che non possa esistere l'ascolto "puro" in senso assoluto) la riproduzione Hi-fi e "verosimiglianza" coincidono. Coincidono infatti almeno come intenzione, finalizzata alla riproduzione il più  possibile "fedele" di quell'altra unicità, quella dell'album inteso come "opera" ( d'arte).

 

 

 

Oggi, con la "musica liquida", e sempre più persone che la alternano o la preferiscono a CD o

e vinili, forse qualcosa è cambiato.

 

Se ascolto il live di un terzetto jazz registrato a Londra da un amico col telefono e postato sui social, per fare un esempio "estremo", non ricercherò -forse, ma può essere cmq una delle scelte- la "perfezione" della riproduzione, ma cercherò in essa, nel suo suono, una certa "verosimiglianza" dell'ensamble, ad esempio, una "resa" il più possibile verosimile, che non ha come punto di riferimento un'opera data e prodotta da altri una volta per tutte, ma forse a qualcosa che si avvicina di più a quello che potremmo chiamare il "mio immaginario musicale", o quello che cerco in quel dato momento tramite la dua riproduzione.

 

Le domande che mi pongo, e quindi riporto qui nel blog:

-sono due tipologie di ascolto diverse?

Se si, sono antitetiche o coniugabili?

In che rapporto stanno ascolto Hi-fi e riproduzione di "verosimiglianza"?

 

-Porteranno o stanno portando a modifiche o ritorni nell'impostazione o nelle impostazioni impianti?

 

-Ed ancora, la questione coinvolge anche i diffusori, laddove un'ascolto analitico porterebbe a diffusori concentrati su un punto d'ascolto preciso, al centro, mentre un ascolto che volesse "simulare" un live potrebbe portare a suoni più diffusi nell'ambiente e quindi magari orientati a direzioni differenti rispetto

al "centro d'ascolto"?

Grazie, e vi ringrazio dei vostri possibili contributi.

 

 

 

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/28022-hi-fi-e-verosimiglianza-interrogativi/
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ilmisuratore
4 ore fa, checilascialozampino ha scritto:

Salve a tutti!

Un recente commento di un membro,  mi ha fatto non poco pensare:

"Un sistema hi-fi può riprodurre fedelmente musica composta da un bischero o suonata da una schiappa, fino a riprodurre fedelmente suoni artificiali"

E difatti questo è verissimo.

Se ascolto un lp dei Pink Floyd, probabilmente presumo che vi sia un tale processo di consapevolezza e bravura tecnica dietro alla creazione dell'album, che esso diviene assimilabile ad un'opera d'arte -riproducibile- ma con i suoi criteri di unicità.

L'audiofilo appassionato quindi cercherà di assemblare una sua personalizzata catena hi-fi che, almeno secondo il suo gusto, le sue esperienze nel tempo, e le sue possibilità economiche, riproducano nel suo ambiente d'ascolto tale unicità, dando spessore a tutte le più sottili sfumature ed al contempo tentando di deteriorare il meno possibile il segnale.

Ogni ascolto cmq rimane un unicum, un'esperienza , ed ogni amplificatore (chiaro o scuro, ha la sua "firma", aggiunge un suo "timbro" particolare, così come probabilmente ogni anello della catena -giradischi, testina, puntina, diffusori incluso l'ambiente stesso in cui viene riprodotto- (io credo sia così, ma ci sono senz'altro altri che legittimamente lo reputano errato, in tutto o in parte).

In ogni caso, anche dentro tali condizioni che io considero ineluttabili (ovvero non che non possa esistere l'ascolto "puro" in senso assoluto) la riproduzione Hi-fi e "verosimiglianza" coincidono. Coincidono infatti almeno come intenzione, finalizzata alla riproduzione il più  possibile "fedele" di quell'altra unicità, quella dell'album inteso come "opera" ( d'arte).

Oggi, con la "musica liquida", e sempre più persone che la alternano o la preferiscono a CD o

e vinili, forse qualcosa è cambiato.

Se ascolto il live di un terzetto jazz registrato a Londra da un amico col telefono e postato sui social, per fare un esempio "estremo", non ricercherò -forse, ma può essere cmq una delle scelte- la "perfezione" della riproduzione, ma cercherò in essa, nel suo suono, una certa "verosimiglianza" dell'ensamble, ad esempio, una "resa" il più possibile verosimile, che non ha come punto di riferimento un'opera data e prodotta da altri una volta per tutte, ma forse a qualcosa che si avvicina di più a quello che potremmo chiamare il "mio immaginario musicale", o quello che cerco in quel dato momento tramite la dua riproduzione.

Le domande che mi pongo, e quindi riporto qui nel blog:

-sono due tipologie di ascolto diverse?

Se si, sono antitetiche o coniugabili?

In che rapporto stanno ascolto Hi-fi e riproduzione di "verosimiglianza"?

-Porteranno o stanno portando a modifiche o ritorni nell'impostazione o nelle impostazioni impianti?

-Ed ancora, la questione coinvolge anche i diffusori, laddove un'ascolto analitico porterebbe a diffusori concentrati su un punto d'ascolto preciso, al centro, mentre un ascolto che volesse "simulare" un live potrebbe portare a suoni più diffusi nell'ambiente e quindi magari orientati a direzioni differenti rispetto

al "centro d'ascolto"?

Grazie, e vi ringrazio dei vostri possibili contributi.

In pochi semplici passaggi:

Riproduzione ad alta fedeltà = verosimiglianza del segnale riprodotto al contenuto del disco

Contenuto del disco = verosimiglianza all'evento registrato

In entrambi i casi, il riprodotto risulterà verosimigliante all'evento reale nel momento in cui riproduzione e registrazione risultano di elevata qualità...e quantità...

Passaggi descritti sono pochi ma, nella realtà per mantenere cosi alto il tasso di qualità l'intera catena deve attraversare parecchi intrecci...ad esempio l'acustica gioca un ruolo molto importante, e poi a scalare...diffusori...amplificazione....sorgente....accessori

Il tutto "pilotato" da un eccellente registrazione

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