Max440 Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio 5 minuti fa, Titian ha scritto: Il nodo di fondo è proprio questo: non è vero che l’arte sia indipendente dal mezzo, ma non è neppure riducibile ad esso. Certamente, ma se mi dicessero che stasera suona Pletnev in oratorio con il verticale del salone da 5k euro, correrei ad ascoltarlo...
Max440 Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio ps: con il tempo sono diventato molto, ma molto più esigente in termini di "risultato musicale", tanto che anche tra i grandi interpreti spesso è opportuno fare delle scelte in base al repertorio, o addirittura (come detto da mozarteum in apertura) anche per lo stesso interprete in periodi differenti della sua vita. Della qualità della registrazione inizia ad importarmi assai meno.... 1
mozarteum Inviato 24 Gennaio Autore Inviato 24 Gennaio Chi ascolta molta musica vera sviluppa una forte capacita’ di conversione del suono riprodotto. Una sorta di DAC cerebrale. Nelle pur segaligne registrazioni di Toscanini ad esempio si riesce a convertire quasi tutto. Confido che con l’IA possa operarsi una vasta “rianimazione” sonora delle registrazioni d’epoca 1
mozarteum Inviato 24 Gennaio Autore Inviato 24 Gennaio Ecco un momento insuperabile del Tristano. Non esiste nulla di paragonabile. Sensualita’, abbandono, presagio nel canto lontano di Brangane che si fonde col deliquio dei due amanti. Eros puro nell’orchestra del grande Wilhelm. Registrazione 1952 peraltro ottima era la Emi al tempo di Walter Legge producer https://youtu.be/b2SmxbPjrL4?si=xw9n2GNSowMC-2kT 1
mozarteum Inviato 24 Gennaio Autore Inviato 24 Gennaio L’incipit della 7 piu’ grandioso mai registrato https://youtu.be/2mtJvf-1klw?si=0z87Ej2EHASFdJ0c
Titian Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio 1 ora fa, Max440 ha scritto: con il tempo sono diventato molto, ma molto più esigente in termini di "risultato musicale", tanto che anche tra i grandi interpreti spesso è opportuno fare delle scelte in base al repertorio, o addirittura (come detto da mozarteum in apertura) anche per lo stesso interprete in periodi differenti della sua vita. Della qualità della registrazione inizia ad importarmi assai meno.... Nella musica classica l’arte non è la registrazione. L’arte accade dal vivo, nel momento in cui l’opera prende forma attraverso l’esecuzione: nello spazio, nel tempo, nel rischio, nell’interazione reale tra interpreti, acustica e pubblico. La registrazione non è l’opera, ma la traccia di un evento che è già avvenuto e che, per sua natura, non è ripetibile. La registrazione è una fotografia e l'arte della registrazione non della musica. Quando si prende la registrazione come oggetto artistico autonomo si compie uno spostamento profondo: si passa dall’arte musicale all’arte della fissazione sonora. È una trasformazione culturale legittima, ma è un’altra cosa. La musica classica nasce, vive e si compie nel concerto, non nel supporto che la conserva. Questo non significa negare valore alle incisioni, che possono essere straordinarie, storicamente fondamentali e culturalmente decisive, ma significa rimetterle al loro posto: documenti, interpretazioni cristallizzate, strumenti di studio e di memoria, non l’atto artistico in sé. È proprio qui che passa la linea di demarcazione che tu stai tracciando: quando si confonde la registrazione con l’opera, l’ascolto si allontana dalla musica come arte viva e si avvicina a un’esperienza estetica mediata, privata, controllata, spesso centrata più sul suono, modificato dal proprio impianto e ambiente, che sul gesto musicale. 1
mozarteum Inviato 24 Gennaio Autore Inviato 24 Gennaio Il famoso: aho’ senti a tromba de qua e a viola de la’ di qualche audiofilo 2
giorgiovinyl Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio 2 minuti fa, mozarteum ha scritto: Il famoso: aho’ senti a tromba de qua e a viola de la’ di qualche audiofilo Io ricordavo: lei suona il piano lui la tromba 😁 1
garmax1 Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio Ma anche questo voler demonizzare in modo così estremo le registrazioni non ha senso. Sono utilissime per poter godere anche nei momenti più disparati dei capolavori musicali. Poi ogni persona può trarre le proprie conclusioni...
giorgiovinyl Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio Inevitabilmente però con il passare del tempo le registrazioni diventano l’unico modo per conoscere e godersi i grandi interpreti del passato.
giorgiovinyl Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio Altra cosa limitarsi solo a sentire dischi, è chiaro che un appassionato deve necessariamente frequentare i concerti.
mozarteum Inviato 24 Gennaio Autore Inviato 24 Gennaio Le registrazioni servono eccome, per conoscere un brano, ascoltarlo in interpretazioni diverse. Ma come dice Titian e’ un’estetica laterale. La registrazione vive di vita propria e cio’ puo’ essere gia’ appagante. In quelle recenti di alta fedelta’, soprattutto nella cameristica, c’e’ una buona approssimazione. In alcuni casi si sente addiritttura meglio la registrazione che in un ascolto live (clavicembalo, chitarra classica). Sono esperienze complementari.
aldofranci Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio Onestamemente quando la DG registra e produce ai suoi buoni standard è ed è sempre stata un riferimento, per non dire il. Chi non lo coglie si dedichi ad altri passatempi che giudicare la qualità di registrazione. 1
mozarteum Inviato 24 Gennaio Autore Inviato 24 Gennaio Bravo Aldo. E’ lei l’etichetta audiofila. Chi ama la classica deve costruirci l’impianto intorno a mio avviso. Siccome non e’ vero che un buon impianto suona bene tutto allo stesso modo (non e’ affatto vero), bisogna scegliere. Per questo ho optato per gli omni perche’ sono amplificatori armonici del suono, quasi a creare un loudness da sala di livello. Quindi l’impostazione tendenzialmente lucida e “secca” del suono DG se ne giova grandemente.
garmax1 Inviato 24 Gennaio Inviato 24 Gennaio 7 minuti fa, mozarteum ha scritto: soprattutto nella cameristica, c’e’ una buona approssimazione. In alcuni casi si sente addiritttura meglio la registrazione Per la cameristica mi hanno consigliato lo straordinario festival Trame Sonore di Mantova. Piccole sale a Palazzo Te oppure Palazzo Ducale e altre piccole perle fanno una tappa obbligata per ogni amante della buona musica. Ascolti raccolti e molto vicini agli strumenti possono cambiare radicalmente l'idea della musica da camera (così è stato per me). 😏
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