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Brahms - Pogorelich : per capire cosa volesse dirci veramente Brahms...


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  • 2 weeks later...
SimoTocca

@Grancolauro Sono assolutamente d’accordo con te. Il Pogorelich degli anni ‘80-‘90 è stato un pianista di una classe “a parte”, per la sua capacità di dare “colori” diversi pur usando lo stesso strumento di tutti gli altri: il pianoforte! Aveva, è vero, la limitazione data dal leggere lo spartito in maniera parecchio soggettiva (e quindi non sempre rispettosa della scrittura) ma con risultati finali, in alcuni casi, sorprendenti e forse “inarrivabili”. 
Mi riferisco per esempio proprio agli intermezzi di Brahms, ma anche a Chopin, Ravel, Mussorgsky e Tchaikovsky.

Dopo il grave lutto (la morte della moglie-insegnante per un tumore della mammella) e il lunghissimo silenzio artistico, il “nuovo” (e vecchio anagraficamente) Pogorelich ha perso praticamente tutto dello splendore e della peculiarità del Pogorelich giovane.

Non lo dico solo per aver fatto il confronto fra album DG (i giovanili) e le sue recenti registrazioni (Sony), ma lo dico dopo averlo ascoltato dal vivo diverse volte negli anni ‘80 e poi una volta (una sola, ma mi è bastata) pochi anni fa. E l’ascoltato, a distanza di oltre 30 anni, nelle stesso brano, il secondo concerto di Chopin (suo splendido cavallo di battaglia sotto la bacchetta di Abbado a Chicago, la più bella registrazione del secondo di Chopin, a mio avviso).

Non ricordo i direttori con cui ho ascoltato dal vivo il giovane e poi il vecchio Pogorelich, ma ricordo perfettamente l’entusiasmo a fine concerto degli anni ‘80 e la cocente delusione uscendo dal teatro Verdi di Firenze pochi anni fa. Un abisso incolmabile…

Quindi sì, Damiano, non posso che essere d’accordo con te..

  • Melius 2
Grancolauro
8 ore fa, SimoTocca ha scritto:

ricordo perfettamente l’entusiasmo a fine concerto degli anni ‘80 e la cocente delusione uscendo dal teatro Verdi di Firenze pochi anni fa

Ho condiviso la tua stessa sensazione, purtroppo.

Colpisce il fatto che sembra si tratti di due pianisti completamente diversi. Cosa sia successo nella mente e nel

corpo di questo artista è davvero un mistero. Esempio lampante di come la depressione possa renderci irriconoscibili agli altri, e forse anche a noi stessi.

@SimoTocca@Grancolauro avete espresso gli stessi concetti che ho più volte citato anch'io io, e le mie stesse esperienze.

Ed essendo molto più autorevoli di me in campo musicale, e pianistico in particolare, ne sono contento.

Vuol dire che dopo tanti anni di ascolto ho capito qualcosa pure io...

@SimoTocca “ il secondo concerto di Chopin (suo splendido cavallo di battaglia sotto la bacchetta di Abbado a Chicago, la più bella registrazione del secondo di Chopin, a mio avviso).“ 

concordo in pieno,esecuzione stellare ,come la registrazione digitale.

Era il 1983 e se una registrazione era digitale era considerata il top un po’ come oggi con l’AAA a tutti i costi,dimenticandosi spesso della musica ,pensando troppo al disco .

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