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absolute test


cactus_atomo
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cactus_atomo

chi se li ricora? erano i test strumentali così definiti dalla rivista Audiovisione che pretendevano di dire l'ultima parola sulla qualità intrinseca degli oggetti testati. Peccato che poi la realtà era akltra, ricordo una ironica lettera di un lettore (che con molto coraggio la rivista pubblicà), che aveva comprato due oggetti intesta in quel momento alla classifica degli absolute test ossia dalqusit dq10 e yamaha ca 1020 e concludeva con la frase latina "neque sonabant".

sarebbe bello poter demandare ad una macchina l'onere di effettuare una scelta personale, con la sicurezza che tale scelta sarà sempre la migliore (nell'amito delle condizioni al contono preimpostate),ma mi sa che ancora non ci siamo, almeno fino a che ci si otinerà a lavorare nsulla intelligenz artificiale e non sullle emozioni artificiali

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Me li ricordo io che a volte compravo la rivista; ma ti confesso che non ne ricordo del tutto il principio di supposta efficacia;  mi sembra che si comparassero strumentalmente i segnali in ingresso e poi comparandoli in uscita contemporaneamente su due amplificatori; la differenza di frazioni di db su certe gamme era il "suono" dell'ampli, ma potrei ricordare male.

Quel che sono certo è che la rivista usava le oggi dimenticate "centraline" Zucchetti per le comparazioni, ritenute per gli standard del tempo totalmente trasparenti... ricordi Enrico?

il direttore Mariani diede prova di grande onestà intellettuale pubblicando spesso anche lettere di forte dissenso, gli parlai un paio di volte nei SIM-GEI e ho un bel ricordo del suo entusiasmo

 

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cactus_atomo

@aldina La redazione er a Roma e ci passai un paio di volte per parlare con Mariani, su cosa si basassro i suoi test a distanza di tanto tempo non me lo ricordo, di siuro il limite erano i sistemi di misura di tipo statico e bnon dinamico, che facevano fare bella figura sopratutto agli integrati jap yamaha sansui denon che vendevano pubblicizzando misure stellare (ma non esausive)

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Gli Absolute Test di Audiovisione furono più che altro una trovata editoriale di Marino Mariani per cercare di dare più visibilità ad una rivista fortemente sottomessa allo strapotere del tempo delle Edizioni Suono. La sua filosofia consisteva nell’incensare o denigrare a dismisura taluni prodotti in modo da creare visibilità alla sua testata. Tutti i marchi che avevano contratti pubblicitari in esclusiva con le Edizioni Suono venivano massacrati (Galactron, Nakamichi, RCF, Steg…), altri incensati (Yamaha, Miller & Kreisel, Grundig).

Funzionava così allora, erano le normali dinamiche di una sana concorrenza editoriale in cui però tutti si stimavano. Bei tempi, come li rimpiango…

Ricordo una cena organizzata, tanto tempo dopo, a fine anni novanta, a casa di Giussani con Marino Mariani, Loiodice, Rosati, Caserta ed altri a parlare dei tempi d’oro dell’ hi fi…

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