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Melius Club

iniziativa con volantinaggio degli studenti di Fdi: segnalate i prof di sinistra


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1 minuto fa, Jack ha scritto:

persone intelligenti e furbe che fanno credere agli stupidi di poter contare quanto loro 

Può essere..però poi sti intelligenti finiscono sottoterra come gli stupidi: non conta più nessuno e nessuno si ricorda più chi fosse lo stupido o l'intelligente.

Insomma: un gran spreco di risorse per appuntarsi effimere medaglie di cartapesta sul petto.

 

35 minuti fa, senek65 ha scritto:

Può essere..però poi sti intelligenti finiscono sottoterra come gli stupidi: non conta più nessuno e nessuno si ricorda più chi fosse lo stupido o l'intelligente.

Non solo, ogni 3x2 ci ricordano che hanno fatto li sordi e possono quindi di diritto aspirare a concorrere a chi sarà il più ricco del cimitero! :classic_biggrin:

  • Haha 2
58 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

Non solo, ogni 3x2 ci ricordano che hanno fatto li sordi e possono quindi di diritto aspirare a concorrere a chi sarà il più ricco del cimitero!


Capisco questa narrativa consolatoria, e non mi sfugge che all’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto non è il sonno della morte men duro, ma vediamo un altro punto di vista. Lui non è il più ricco del cimitero, ma i suoi figli sono i più ricchi del quartiere e hanno certamente una vita più agiata rispetto ai figli del più povero del cimitero. 

 

 

1 ora fa, Jack ha scritto:

il fatto è che non potendo capire chi è stupido e chi è intelligente resta solo la furbizia, la quale si identifica benissimo, a perpretare la truffa

 

Vedi, caro Jack, io posso essere il più furbo del mondo, ma se mi fanno salire sul palcoscenico della Scala e mi danno in mano un violino tutti si accorgono che non lo so suonare. 

  • Melius 1
36 minuti fa, robem ha scritto:

Lui non è il più ricco del cimitero, ma i suoi figli sono i più ricchi del quartiere e hanno certamente una vita più agiata rispetto ai figli del più povero del cimitero. 

Ma questa e' una narrazione da baci perugina, altrimenti ricadiamo sempre sul fatto di credere che abbiamo in casa il classico campioncino alla Ronaldo o una bravissima ballerina della Scala.

 

 

Immagino tu abbia esperienza nel sapere che i figli dei piu' ricchi del quartiere abbiano la testa sulle spalle -che non e' detto- e non sono certamente scevri di alcune debolezze che colpiscono in misura paritaria entrambe le tipologie socio economiche.

Il figlio drogato o alcolizzato del ricco hanno in comune la stessa causa.

extermination
3 minuti fa, Plot ha scritto:

figlio drogato o alcolizzato del ricco hanno in comune la stessa causa.

Vedi che sniffare coca o bere whisky a catinelle in prestigiosi “club” ha ben altri significati. Non confondiamo la meerda con la cioccolata!!

1 minuto fa, extermination ha scritto:

Vedi che sniffare coca o bere whisky a catinelle in prestigiosi “club” ha ben altri significati. Non confondiamo la meerda con la cioccolata!!

Mi sembra che non hai ben capito il concetto, prova a rileggere meglio o magari l' ho spiegato male.

1 ora fa, robem ha scritto:


Capisco questa narrativa consolatoria, e non mi sfugge che all’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto non è il sonno della morte men duro, ma vediamo un altro punto di vista. Lui non è il più ricco del cimitero, ma i suoi figli sono i più ricchi del quartiere e hanno certamente una vita più agiata rispetto ai figli del più povero del cimitero. 

"La vita agiata"

Pare un film di Pupi Avati

 

«Segnala gli insegnanti di sinistra», il prof che ha denunciato il questionario di Azione studentesca: «Un dovere reagire. Sui social sostegno ma anche minacce di morte»
di Vera Mantengoli

Polemica sul volantino del gruppo legato a Fratelli d'Italia, il video del docente veneziano Giorgio Peloso Zantaforni ha ricevuto decine di migliaia di visualizzazioni: «I miei allievi mi hanno detto: ci vogliono più persone come lei»
«Segnala gli insegnanti di sinistra», il prof veneziano che ha denunciato il questionario di Azione studentesca: «Dovere civico. Sui social sostegno e minacce di morte»

Giorgio Peloso Zantaforni, 35 anni, è docente di lettere in un liceo del Veneziano

«Prof, è famoso!». I primi ad accorgersi che il video di Giorgio Peloso Zantaforni era diventato virale sono stati i suoi studenti. Negli ultimi giorni il telefono del veneziano di 35 anni, docente di Lettere al liceo Montale di San Donà di Piave, squilla ininterrottamente. Il motivo è che tre giorni fa, nel suo profilo Instagram @sconcertogrosso, Peloso Zantaforni ha risposto alla richiesta di Azione studentesca, movimento di estrema destra, di segnalare i prof di sinistra. «Sono Giorgio Peloso Zantaforni. Sono un insegnante di sinistra. Schedatemi pure» ha detto, motivando la sua azione. Il post, ha raggiunto in poco tempo quasi trentamila visualizzazioni e oltre un migliaio di commenti, inclusa una minaccia di morte il cui autore verrà querelato. «Ho detto una cosa semplice, genuina e trasparente, perfino banale - ha commentato - Forse però la sinistra dovrebbe ripartire proprio dal dire: sono di sinistra». Intanto il ministero dell'Istruzione ha svolto accertamenti sulla vicenda e ha concluso che non ci sono state schedature ad personam.

Professore, la chiamano dappertutto e a tutte le ore. Come si sente?
«Sono molto colpito dall’eco che ha avuto questa cosa. È indicativo dei tempi il fatto che una persona che dice di essere di sinistra susciti così così tanto scalpore. Da un lato è molto triste, però conferma quello che penso, che dobbiamo iniziare a farci sentire. Sento una sensazione di rinnovata comunità, un sentimento comune di persone che non stanno zitte davanti a questa sorta di intimidazioni molto sottili e rispondono. Nel sondaggio di Azione studentesca non viene richiesto nome e cognome, ma di segnalare i professori di sinistra ed esplicitare un caso. In pratica una moderna lista di proscrizione».

Giorgio Peloso Zantaforni, il video del prof che denuncia i questionari per segnalare i docenti di sinistra

Che cos’ha pensato quando ha visto questa domanda?
«Prima di tutto sono sobbalzato sulla sedia come cittadino perché quella sì che è propaganda. Poi, per il civismo che mi muove come come insegnante, sono saltato proprio sulla sedia e mi sono detto che dovevo reagire. La mia è stata una reazione di pancia e molto naif, evidentemente la voce di un cittadino riesce a smuovere qualcosa. Viene da domandarsi dov’è la politica e, con una battuta, direi che la sinistra deve probabilmente ripartire dal dire "sono di sinistra". Se il mio video è esploso significa che c'è una parte della della società civile che la pensa così e che deve venire fuori».

In che modo?
«Dobbiamo ripensare proprio la partecipazione politica. Credo sia importante che i partiti interpellino la società civile. C’è la necessità dell’intermediazione dei partiti, purché questi si affidino veramente e in modo trasparente alla società civile. Forse questa trasparenza e questa onestà che io credo di aver espresso in quella frase così banale, se vogliamo, ha raggiunto i tanti che la pensano così».

Come l’ha presa la classe?
«Mi hanno detto: "Prof, è diventato famoso, parlano tutti di lei". Ho capito che pensano che sia giusto, almeno quelli che si sono esposti. Uno studente mi ha fatto i complimenti e mi ha detto: "Abbiamo bisogno di più persone come lei che si espongono". Quello che mi sembra che manchi è proprio il buon senso applicato alla vita quotidiana».

Qualche genitore di turno si è fatto sentire?
«No. Certamente mi sono esposto e sicuramente non posso pensare che tutti i genitori del mio Liceo la pensino come me e neanche lo voglio onestamente, ma a oggi mi sembra che ci sia un clima sereno».

Ha ricevuto tanti messaggi su Instagram. Ci sono anche messaggi di odio?
«Nel migliaio di messaggi privati solo tre erano contrari. Due lo hanno espresso in modo educato, uno mi ha minacciato in modo pesante e l’ho segnalato».

Ci sono state delle reazioni della politica?
«Di destra sì. Donzelli (responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, ndr) ha detto che non bisogna farsi tappare la bocca dal Pd».

Cosa gli direbbe?
«Rispondo che se c’è qualcuno che vuole fare tacere è quel volantino. Quel sondaggio è un modo per far tacere. Alcuni insegnanti invece credono che il pensiero critico passi attraverso la libertà di parola. Quindi credo che Donzelli dovrebbe fare i conti prima di tutto con la storia e poi con col presente. Comunque io lavoro con i ragazzi cinque giorni su sette e ho troppa stima della loro intelligenza per pensare che possono cadere in queste cose. Il sondaggio è stato un flop dal punto di vista numerico».

Per lei questo è un episodio circoscritto o una porta che si apre verso qualcos'altro?
«Non so rispondere, l'ho fatto perché era un dovere civico, ripeto. Secondo me fare politica è un dovere di ogni cittadino, ma politica con la "p" maiuscola. Se vogliamo recuperare il vero cancro della democrazia che è l'astensionismo, dobbiamo iniziare a parlare più da cittadini e meno da politici. Per questo quella frase secca e semplice ha avuto quell’effetto».

 


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