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Master Clock e dintorni: esperienze di utilizzo e gli effetti nella catena digitale


Messaggi raccomandati

9 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

si attribuiva gradimento a fronte di un peggioramento oggettivo

Che è uno dei motivi per cui tantissimi si sperticano di commenti estasiati verso l'analogico ed il digitale che vuole imitarlo

  • Melius 2
rossano92
4 minuti fa, gobert4 ha scritto:

Il mondo audiofilo dovrebbe capire che un clock esterno serve solo se si devono sincronizzare più di due apparecchiature digitali fra loro, in modo che uno solo faccia da master.

Il big ben serviva in studio perché si usavano pile di convertitori, DAT, ecc ecc…

In altri contesti è totalmente inutile e nella migliore delle ipotesi non migliorativo, a meno di avere un qualcosa di difettoso!
 

Tutto il resto è marketing.

No. 
Se fosse così Tascam/Teac e altri costruttori non nati ieri mattina, non consentirebbero l’attivazione del clock da menu anche sull’ingresso usb. 
Un clock esterno sincronizza la catena E,se asincrona, può migliorare l’errore di fase, in maniera inversamente proporzionale alla precisione dell’oscillatore già integrato nel DAC. 
 

Se stiamo ad ascoltare il mondo audiofilo ci saremmo dovuti fermare alle valvole e agli LP…

rossano92
2 minuti fa, gobert4 ha scritto:

Ma che c’entra?

il clock si attiva anche tra schede pci interne e su AES/EBU

Eh ma se serve solo via SPDIF, per sincronizzarci alla sorgente, perché Tascam permette questo? Non io, Tascam! 

IMG_4520.jpeg

3 minuti fa, rossano92 ha scritto:

Eh ma se serve solo via SPDIF, per sincronizzarci alla sorgente, perché Tascam permette questo? Non io, Tascam! 

IMG_4520.jpeg

Quel clock ( se la usb è asincrona') riguarda la temporizzazione dei tag che si scambiano il dac e la sorgente, perché è il dac a richiedere cosa e quando mandare i dati, in base allo stato del suo buffer. Il clock dei dati audio, non c' entra in questo caso. 

rossano92
5 minuti fa, Ggr ha scritto:

Quel clock ( se la usb è asincrona') riguarda la temporizzazione dei tag che si scambiano il dac e la sorgente, perché è il dac a richiedere cosa e quando mandare i dati, in base allo stato del suo buffer. Il clock dei dati audio, non c' entra in questo caso. 

É una macchina del 2023, ovvio che la usb è asincrona. 
 

ho postato e spiegato cosa faccia il pll del Teac quando è collegato un segnale di clock esterno, nel thread del VRDS 701. 
Ill pll del Teac costringe l’FPGA a usare la fase del segnale di clock INDIPENDENTEMENTE dal segnale in ingresso. C’è un diagramma a blocchi preso sul sito del produttore. 
 

Tra l’altro il segnale usb è un segnale privo di clock, quindi la sorgente è tagliata fuori in ogni caso. La sincro qui riguarda buffer usb—>pll—->FPGA. Con il pll che riceve un segnale 10Mhz 0,5V con una precisone impensabile per un normale VCXO interno…

rossano92

Aggiungo un’ultima cosa: quando l’architettura di un DAC è completamente discreta, il beneficio di un segnale temporale più preciso è ancora più importante. 
nei chip DA integrati, spesso e volentieri il pll non reagisce allo stesso modo ad un segnale esterno, perché appunto è integrato in un Soc che sostanzialmente fa già tutto: modulazione, clocking, valor in tensione.

nel Teac tutto questo non c’è perché è l’FPGA, pilotato dal PLL, a commutare come vuole e quando vuole le 32 resistenze MELF. Dopo queste non c’è più nulla, se non un LPF analogico a 100khz. 

  • Melius 1

Tutto questo non c’entra nulla con quanto detto da me in precedenza.


Hai un apparecchio digitale?

Usi il suo clock…

 

Hai due apparecchiature digitali?

Un clock fa da master sull’altro, stop!

Si sceglie chi lo fa e (compatibilmente con il dispositivo), si sceglie dove inviare il clock (bnc, usb, aes/ebu o qualsiasi altro tipo di connessione).

 

Hai 3 o più dispositivi digitali?

 

Master clock per inviare un segnale a tutti.

Fine.

 

Se poi si ha un singolo dispositivo con un clock orrendo (nonostante l’attuale tecnologia), tanto che un clock esterno migliora il jitter in modo anche solo sensibile ed udibile…Beh, o il dispositivo ha un problema, o hanno realizzato un prodotto cheap.

rossano92
8 minuti fa, gobert4 ha scritto:

Tutto questo non c’entra nulla con quanto detto da me in precedenza.


Hai un apparecchio digitale?

Usi il suo clock…

Hai due apparecchiature digitali?

Un clock fa da master sull’altro, stop!

Si sceglie chi lo fa e (compatibilmente con il dispositivo), si sceglie dove inviare il clock (bnc, usb, aes/ebu o qualsiasi altro tipo di connessione).

Hai 3 o più dispositivi digitali?

Master clock per inviare un segnale a tutti.

Fine.

Se poi si ha un singolo dispositivo con un clock orrendo (nonostante l’attuale tecnologia), tanto che un clock esterno migliora il jitter in modo anche solo sensibile ed udibile…Beh, o il dispositivo ha un problema, o hanno realizzato un prodotto cheap.

Secondo me tu il mio commento sull’FPGA  non l’hai nemmeno letto…o non compreso.

 

Eh vabbè mi tengo il mio multibit cheap…

tra l’altro c’è un’analisi in rete che apre un Esoteric N05xd e un Teac ud701n(stessa macchina del VRDS ad eccezione della meccanica di lettura): componenti identici sia lato scheda digitale che stadi di uscita analogici. Cambiano telaio e trasformatori: 2 grossi nell’esoteric, 4 più piccoli nel Teac. 

Buongiorno a tutti, vi rimando a questa discussione dove ho postato le mie sensazioni:

Gustard R26 e LHY OCK2 Masterclock. Esperienza -- Computer Audio 

 

Anticipo che, fin quando non ho "montato" nella catena, il Gustard U18, le migliorie non erano così evidenti.

Avevo da poco comprato il Gustard R26 (3 settimane or sono) e, preso dalle notizie che leggevo in rete e dalla rinnovata mania audiofila, ho cercato un feneratore di clock esterno. Ho preso il LHY OCK" da un appassionato della mia città.Appena montato mi "SEMBRAVA" di sentire qualche miglioria e, potendo fare un confronto istantaneo tra il clock esterno e quello interno, mi sono detto "Va bè, qualcosa effettivamente, il Masterclock, la fa". Ma nessun miracolo da bocca aperta. Si rifiniva un pò il suono, il basso era più presente ma, davvero, piccole cose.

Il salto di qualità è stato l'introduzione del Gustard U18 che mi è stato consegnato l'altro ieri. Con questo apparecchio c'è un'evidenza delle migliorie davvero notevole.

Tutto fluisce meglio, c'è maggiore separazione tra gli strumenti, la scena musicale si è ampliata tanto in profondità che in larghezza, il basso è ancora più granitico

 

Aggiungo che ho comprato tutti i componenti menzionati nel mercato dell'usato perché ho smesso da tempo a credere alla psico-acustica e -NON credevo di avere le migliorie che descrivo

 

Sono con chi ha detto che è stato il più importante upgrade degli ultimi anni

 

 

  • Thanks 2

Ciao a tutti,

 

per curiosità mi spiegate questo generatore di clock esterno? Oltre alle normali BNC OUT ha le 3 connessioni digitali out : a che servono? Va detto che è un prodotto professionale più per chi fa musica che per chi l'ascolta

 

Screenshot 2026-01-30 alle 16.16.28.png

Screenshot 2026-01-30 alle 16.16.44.png

rossano92
2 minuti fa, rlc ha scritto:

Ciao a tutti,

per curiosità mi spiegate questo generatore di clock esterno? Oltre alle normali BNC OUT ha le 3 connessioni digitali out : a che servono? Va detto che è un prodotto professionale più per chi fa musica che per chi l'ascolta

Screenshot 2026-01-30 alle 16.16.28.png

Screenshot 2026-01-30 alle 16.16.44.png

Perché può mandare un segnale word clock out, cioè quello del campionamento PCM. Questo è usato quasi esclusivamente nel mondo professionale, dove molti DAC hanno ingresso word clock, e non solo 10Mhz. 

17 minuti fa, rossano92 ha scritto:

Secondo me tu il mio commento sull’FPGA  non l’hai nemmeno letto…o non compreso.

Eh vabbè mi tengo il mio multibit cheap…

tra l’altro c’è un’analisi in rete che apre un Esoteric N05xd e un Teac ud701n(stessa macchina del VRDS ad eccezione della meccanica di lettura): componenti identici sia lato scheda digitale che stadi di uscita analogici. Cambiano telaio e trasformatori: 2 grossi nell’esoteric, 4 più piccoli nel Teac. 


 

No io l’ho letto.

Capisco l’importanza in questo settore di scrivere continuamente il modello in proprio possesso, le resistenze commutabili e l’fpga…

 

Io da semplice non audiofilo ho a che fare con i segnali di clock ed fpga, dal 2000 circa.

Apogee, Lynx, RME, Mytek poco importa quello che ho ed ho avuto.

 

La musica l’ascolto e la faccio con le orecchie in ambienti controllati, non guardando l’outboard bello figo (figo davvero eh, però…).

 

Oggi se un produttore fa uscire sul mercato un prodotto costoso, con un clock mediocre, o non sa progettare o sa perfettamente come ciularti altri soldi!

 

Ma parliamo di Teac se non sbaglio…

 

Purtroppo questo settore, ancor più che nel professionale, sfrutta molto le debolezze dei suoi clienti.

Questo se è vero che collegando un clock esterno, tutto suona così incredibilmente meglio.

 

ildoria76
4 ore fa, rossano92 ha scritto:

Detto questo, inviare un segnale elettrico pulito anche al front end,

pur se asincrono rispetto al DAC può (PUÒ!) portare benefici perché i controller sulle porte di input e  di output dei vari componenti, dallo switch al DAC,

Lavorano  in uno stato  di bias più “rilassato” e coerente. 

oddio questa teoria francamente va a collimare proprio con il concetto base di uso proprio di un Clock esterno, credo sia anche difficile dimostrarlo.

 

4 ore fa, rossano92 ha scritto:

Io dalla mia, ho sdradicato il problema alla radice non collegando elettricamente il player né alla rete elettica fissa né a quella dati. Un MacBook Air M1 però è pur sempre un pc, quindi delle spurie sulla porta usb può sempre apportarle, però stiamo parlando di un portatile fanless, disaccoppiato, che consuma 5W durante il playback. La GND e la 5V che condivide sul bus usb è comunque pulita perché il portatile è appunto alimentato a batteria.   

permettimi 2 osservazioni, un MacBook, anche se alimentato a batteria, internamente deve convertire quella tensione (solitamente intorno agli 11-12V) in tutte le tensioni necessarie ai componenti (1.2V, 3.3V, 5V, ecc.).

Per farlo usa dei regolatori switching DC-DC ad altissima frequenza sulla scheda madre.

Quindi, l'idea che la corrente che arriva alla porta USB sia "pulita come quella di una pila chimica" è un'illusione tecnica, se si vuole avere la certezza di un'alimentazione USB veramente pulita ci vuole un oggettino del genere :

https://www.lhy-audio.com/products/uip/

.

Altra osservazione, per me usare il protocollo wifi invece di quello quello cablato per inviare dati al DAC è peggiorativo per diverse ragioni, primo deve gestire un modulo radio attivo a pochi centimetri dai chip di conversione e dagli stadi di uscita analogici opera a frequenze altissime (2.4GHz o 5GHz). Queste onde possono indurre micro-correnti nei circuiti analogici adiacenti, sporcando il segnale sonoro ed in sostanza quindi è più facile gestire e ridurre il problema via cavo...non a caso trasformando con un media converter il segnale dal router in fibra ed arrivando fino al mio streamer in fibra ottica, i disturbi sono prossimi allo zero.

 

  • Thanks 1

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