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Master Clock e dintorni: esperienze di utilizzo e gli effetti nella catena digitale


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32 minuti fa, ildoria76 ha scritto:

Stai facendo un discorso qualunquistico che non c'entra nulla con i temi di questa discussione, il discorso cavi è da bannare e con il Clock non c'entra niente, dici che c'è l'hype mentre a me risulta che dentro questo forum le persone che hanno un MC si contano sulle dita di una mano, e quelli che hanno sincronizzato tutta la catena a me pare di essere l'unico... quindi tu hai fatto delle prove o ti piace sentenziare basandosi solo sulla tua logica di pensiero? 


 

scritto poco sopra e anche in precedenza, ho diversi convertitori e per forza di cose devono essere gestiti da un master clock.

Quindi sì, di prove ne ho fatte ed ho trovato differenze da pippe mentali,  SECONDO IL MIO MODESTO PARERE.

In una scala da 1 a 10 direi 1 per importanza.

 

 

Un 10 lo do all’acustica, giusto per fare un metro di paragone.

I DAC ed ADC con i loro clock interni o esterni hanno il loro peso, ma è per me irrisorio contando anche le

migliorie tecnologiche degli ultimi anni.

  • Melius 2
Mighty Quinn
6 ore fa, gobert4 ha scritto:

ho trovato differenze da pippe mentali,  SECONDO IL MIO MODESTO PARERE.

In ambito audio domestico esistono ben due situazioni che fanno scattare il proverbiale "e le differenze si sentono eccome" audiofilo 

O il dac fa talmente pena da poter essere considerato al limite del difettato 

Oppure è suggestione 

In genere è la seconda,  funziona così: si investono giorni di grandi studi online e millanta discussioni tra tra amici audiofili (chi li ha) allo scopo di preparare il terreno e rafforzare il bias, si seleziona il master superclock della svolta epocale, si sgancia la vile prebenda, si porta a casa l'oggetto del desiderio e vai, siamo di nuovo ad Alice nel paese delle differenze 

 

  • Haha 2
rossano92
2 ore fa, Mighty Quinn ha scritto:

In ambito audio domestico esistono ben due situazioni che fanno scattare il proverbiale "e le differenze si sentono eccome" audiofilo 

O il dac fa talmente pena da poter essere considerato al limite del difettato 

Oppure è suggestione 

In genere è la seconda,  funziona così: si investono giorni di grandi studi online e millanta discussioni tra tra amici audiofili (chi li ha) allo scopo di preparare il terreno e rafforzare il bias, si seleziona il master superclock della svolta epocale, si sgancia la vile prebenda, si porta a casa l'oggetto del desiderio e vai, siamo di nuovo ad Alice nel paese delle differenze 

Puoi sempre proporti in Teac come capo ingegnere, così da fare  un lettore a 3000 di listino che suona 10 volte meglio.

Per rimanere in tema misure e Datasheet questo è il jitter misurato sul Teac SENZA clock esterno. Non è  poi così male… 

IMG_4470.png
 

edit. Non commentare quella che può o non può essere la mia preparazione personale o il mio percorso di studi intrapreso e chiuso a suo tempo. Non ci conosciamo quindi…distanza! Grazie.

rossano92

Che poi la teoria dei segnali non è qualcosa di approssimabile a “secondo me” o “secondo te”. Secondo anno di ingegneria, 12 CFU. Un bel mattoncino ma bello e utile anche per parlare di un Datasheet di un DAC.  

Le questioni tecniche mi affascinano sempre, personalmente, sono arrivato a credere che la misura di un tono ad una prequenza fissa a zero db, non dica un gran che.

Non capisco perché non si facciano misure serie con segnali complessi e non per una frazione di secondo. 

4 minuti fa, Ggr ha scritto:

Non capisco perché non si facciano misure serie con segnali complessi e non per una frazione di secondo. 

Io sì. E puntualmente dietro apposita richiesta non vengono mai postate.

rossano92
11 minuti fa, Felis ha scritto:

Io sì. E puntualmente dietro apposita richiesta non vengono mai postate.

Nessuno posta misure su come il jitter influenzi la risposta all’impulso sull’asse del tempo. 
 

Ne abbiamo già parlato a inizio thread con @ilmisuratore

rossano92

Il grafico del jitter che ho postato, Che è una misura statica che dice solo in parte il comportamento del DAC, è in risposta a chi dice che se un costruttore inserisce un bnc IN, allora è perché il convertitore fa schifo. 
 

Scalabilità e target di prezzo, Teac non è Esoteric in quanto a fascia di mercato. Vorrei ben vedere…

3 ore fa, Mighty Quinn ha scritto:

In ambito audio domestico esistono ben due situazioni che fanno scattare il proverbiale "e le differenze si sentono eccome" audiofilo 

O il dac fa talmente pena da poter essere considerato al limite del difettato 

Oppure è suggestione 

In genere è la seconda,  funziona così: si investono giorni di grandi studi online e millanta discussioni tra tra amici audiofili (chi li ha) allo scopo di preparare il terreno e rafforzare il bias, si seleziona il master superclock della svolta epocale, si sgancia la vile prebenda, si porta a casa l'oggetto del desiderio e vai, siamo di nuovo ad Alice nel paese delle differenze 

Almeno c'è qualcuno che ha ancora degli amici. Altro che La solitudine di numeri primi

  • Melius 1
rossano92
4 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Il mondo "deve" girare in questo modo...c'è anche un obiettivo celato (e forse "tra loro" anche condiviso) per standardizzare delle misure dalle quali si ottengono dati fuorvianti e pressochè simili

Immagina una rivista che (a parte il tempo che dovrebbe impiegare senza troppi ritorni) pubblica il confronto tra due apparecchi con misurazioni -molto approfondite- e dice bellamente questo è meglio di quello...quindi non compratelo...oppure questo (che costa una frazione) è meglio di questo...dunque quello piu costoso non è un affare...oppure un cavo di alimentazione da 60€ che fa patta con quello da 40.000€

Cosa accadrebbe ? io dico un putiferio...ma un vero putiferio

Anche gli stessi operatori (di laboratorio) hanno i loro segreti, maturati con anni di esperienza...e dunque non farebbe nemmeno tanto piacere sputtanare delle raffinate tecniche di misura (su questo ammetto anch'io di essere d'accordo)

Ad esempio potrei postare (se interessa) una misurazione (parziale) di come cambia la quantificazione convenzionale del jitter (in regime stazionario) e cosa succede nel momento in cui la medesima misura si effettua in real time durante la riproduzione di un brano musicale complesso ed energetico quale: Limit to Your Love di JAMES BLAKE

Sarebbe interessantissimo se postassi quella misurazione. 😊

6 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

esempio potrei postare (se interessa) una misurazione (parziale) di come cambia la quantificazione convenzionale del jitter (in regime stazionario) e cosa succede nel momento in cui la medesima misura si effettua in real time durante la riproduzione di un brano musicale complesso ed energetico quale: Limit to Your Love di JAMES BLAKE

E fallo. Non devi mica commentare o esporti. Posti le 2 misure, ( statiche e dinamiche), e ognuno trarra' le proprie conclusioni.

Misurare un tono fisso ad ina ampiezza fissa, è come misurare la tenuta di strada di una macchina da ferma.

ilmisuratore
1 minuto fa, rossano92 ha scritto:

Sarebbe interessantissimo se postassi quella misurazione. 😊

Con piacere, piu tardi la posto

Non citeremo marchi...ma l'importanza tra la differenza di una misura in regime stazionario 

Peraltro il test di Julian Dunn utilizza la frequenza di 11.025...ovvero un sottomultiplo esatto della frequenza di campionamento a 44.1khz (Fs/4)

In termini digitali, questo significa che il segnale cade perfettamente su un singolo "bin" (un punto di calcolo) della FFT

Il rischio: Questo scenario è matematicamente troppo semplice per il DAC...alcuni errori di clock o di arrotondamento digitale possono "nascondersi" proprio perché il segnale è perfettamente sincronizzato con il campionamento

 

  • Melius 1
rossano92
Adesso, ilmisuratore ha scritto:

Con piacere, piu tardi la posto

Non citeremo marchi...ma l'importanza tra la differenza di una misura in regime stazionario 

Peraltro il test di Julian Dunn utilizza la frequenza di 11.025...ovvero un sottomultiplo esatto della frequenza di campionamento a 44.1khz (Fs/4)

In termini digitali, questo significa che il segnale cade perfettamente su un singolo "bin" (un punto di calcolo) della FFT

Il rischio: Questo scenario è matematicamente troppo semplice per il DAC...alcuni errori di clock o di arrotondamento digitale possono "nascondersi" proprio perché il segnale è perfettamente sincronizzato con il campionamento

Per curiosità, il DAC in questione che architettura ha, così almeno ci facciamo un’idea. Ance perché oggi parlare di converisone DA e basta senza specificare se è single bit, multibit, ladder, FPGA, ibridi, basati su chip IC ecc ecc

ci sono probabilmente più tipologie di DAC in commercio che generi musicali 😅

5 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Con piacere, piu tardi la posto

Grande. Anche perché gira che ti rigira,  è li che poi sono nascoste le differenze di suono tra apparecchi che misuarno uguale nei test classici.

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