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https://www.lafionda.org/2026/03/02/tre-scenari-per-capire-cosa-succede-ora-tra-usa-e-iran/

Tre scenari per capire cosa succede ora tra Usa e Iran

di Lucio Caracciolo

 

 


L’eliminazione di Khamenei moltiplica le incognite per una Persia malridotta. L’America di Trump agisce da cliente di Israele in Medio Oriente, giocando al buio una partita geopolitica rischiosa per sé e i partner regionali. 

Niente da fare. La guerra per l’America è tentazione irresistibile. Nevrosi. Anche quando tutto sembrerebbe invitare alla sobrietà, scatta la coazione a ripetere. Siamo i più forti, nessuno ci può battere. E se qualcuno lo pensasse gli faremo cambiare idea. L’attacco all’Iran combinato con Israele è guerra preventiva contro una potenza talmente malridotta che alla vigilia dell’attacco aveva accettato di rinunciare nei fatti all’atomica, come svelato dal ministro degli Esteri dell’Oman, mediatore fra Washington e Teheran.Trump e Netanyahu vogliono prevenire la pace. E mentre Israele già annuncia l’eliminazione di Khamenei, l’attacco rischia di volgere in conflitto regionale.

Trump ama descriversi brillante pokerista. Sarà. Ma questa mano la sta giocando al buio. E senza nessuna urgenza né minaccia esistenziale all’orizzonte. Dopo avere frenato ma non spento il bellicismo fine a sé stesso di Netanyahu, Trump ne sposa lo stile: guerra per la guerra. Senza strategia. Meglio: la strategia è la guerra. Dettata da privati interessi di potere assai più che dalla salvaguardia della nazione. In perfetta contraddizione con quanto sostenuto finora dall’aspirante Nobel per la Pace. Dopo aver beffeggiato i suoi predecessori, da Bush figlio alla “scimmia” Obama e a “Sleepy Joe” Biden per le loro guerre invincibili in Medio Oriente, Trump ne inaugura l’ennesima versione. Fino a proclamare l’obiettivo che nessuno aveva mai osato azzardare: far fuori il regime iraniano. Come se l’Iran fosse una qualsiasi petrodittatura postcoloniale del Golfo e non la Persia. Al cui “nobile popolo” lui e Bibi si rivolgono per completare l’opera avviata dall’operazione militare. Ma chiunque venisse insediato da Stati Uniti e Israele sul metaforico (o effettivo?) Trono del Pavone parrebbe agente straniero a buona parte del “nobile popolo”. Soprattutto ai coraggiosi oppositori del regime che per rovesciarlo rischiano la vita. Colpisce il divario fra scopo e mezzi, propaganda e realtà. Il Pentagono avrebbe munizioni per 5-7 giorni di difesa missilistica sostenuta. E delle undici portaerei disponibili sulla carta solo quattro sono oggi utilizzabili: le due in teatro (Lincoln e Ford, quest’ultima frenata nei giorni scorsi da guasti al sistema fognario), più George Herbert Walker Bush in Atlantico e Theodore Roosevelt nel Pacifico. L’America arrischia questa guerra spaccata come mai e con gli apparati militari e di intelligence piuttosto scettici sulla possibilità di vincerla in tempi accettabili. Comunque non a costo zero, anzi. E allora?

I casi sembrano tre. Primo, entro la settimana o poco più una parte ribelle dei pasdaran e di quel che resta di esercito regolare e polizia, in combutta con Mossad e Cia, prende il potere a Teheran (non per forza in tutta la Persia) in nome del “nobile popolo”. Secondo, il regime non crolla, la guerra si allarga in modo insostenibile e gli Stati Uniti d’intesa con Israele usano lo scalpo di Khamenei per dichiarare “missione compiuta”. Terzo, la scelta iraniana di rispondere colpendo le installazioni americane nei paesi arabi del Golfo e nell’intero Medio Oriente costringe Trump e Netanyahu a impantanarsi in un conflitto prolungato. Cadono le maschere e la guerra dei pochi giorni non ha più limiti. Né di tempo né di mezzi. Compresi stivali a stelle e strisce a calpestare il suolo persiano. All’ombra delle rispettive atomiche. In un clima di mobilitazione generale.

Oggi l’America sta agendo da cliente di Israele, il quale a sua volta è impegnato dal 7 ottobre in una guerra infinita contro sé stesso. La fu superpotenza globale è agita da una potenza regionale impazzita — scenario ideale per Cina e Russia. Trump pare il ventriloquo di Netanyahu. Dice o fa dire dai suoi quel che Bibi pensa ma non può (vuole) esprimere. L’ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Huckabee, ha stabilito che Israele deve per concessione divina estendersi su tutto il Medio Oriente, dal Nilo all’Eufrate. Magari con un proconsole a vegliare sull’acrocoro iraniano?

Follie, certo. Ma forse la vera follia è intravvedere una logica in questa America fuori sesto.

 

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1 ora fa, Viandante ha scritto:
1 ora fa, PL-L1000 ha scritto:

Credo che basterebbe una sedicente minorenne con una siringa di varechina in borsetta.

... che tra l'altro pare sia un toccasana per contrastare i virus, altro che vaccini...

Bisogna ritornare ai vecchi metodi di una volta, rispolverare vecchie tecniche alla Lucrezia Borgia col veleno nascosto dentro l 'anello ed utilizzarlo nel momento giusto delle effusioni.

La siringa conficcata nel collo e' piu' da 007 e lascia tracce.

La sedicente puo' comprare l 'anello su amazon o temu e farebbe un figurone

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Amedeo.R.
2 ore fa, saperusa ha scritto:

Giusto per raccontare una voce alternativa:

https://www.facebook.com/reel/1473686914505897

Anche lei ha ragione da vendere, 
40.000 morti e migliaia di persone arrestate torturate e uccise
Era questo che qualcuno di noi qua dentro cercava di dire senza essere ascoltato

 

mamma mia brividi... lo sguardo smarrito e spaesato di più di qualcuno, mi lascia riflettere. 

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Scoop:

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" KUWAIT: L’ambasciata degli Stati Uniti in Kuwait è stata colpita da droni, hanno detto tre fonti diplomatiche all’AFP dopo che lunedì si è visto il fumo che si alzava dalla missione diplomatica.

Un diplomatico con sede in Kuwait e un diplomatico occidentale, parlando a condizione di anonimato, hanno detto che l'ambasciata era stata danneggiata da un certo numero di droni mentre un secondo diplomatico con sede in Kuwait ha detto che l'edificio dell'ambasciata era stato colpito direttamente nell'attacco."

 

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ascoltoebasta

Ma quale e quanta parte di cervello deve andare in vacca per credere che due Stati genocidiari vogliano il bene del popolo iraniano?

Come qualche settimana fa scrisse uno dei pochi e coraggiosi ministri USA,chiedendo alle mierde politiche e ai potenti coinvolti negli Epstein Files,"se per coprirvi tra voi nascondete i nomi di stupratori e torturatori di minorenni,per cosa dovremmo credere che vi muovereste in nome di una qualsiasi morale? Ecco quelli con buona parte del cervello ormai in vacca,credono che possano farlo per il bene del popolo iraniano.

Ma la tanto sbandierata barzelletta dell "aggredito e dell'aggressore" dov'è finita?

  • Melius 2
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Se avete voglia e tempo le breakings news di cnn sono interessanti, perle varie del tipo:

- nell’incontro con i referenti delle camere usa l’amministrazione trump ha riferito che si è trattato di una azione difensiva per prevenire la risposta militare  iraniana  conseguente agli attacchi aerei che Israele aveva in programma di effettuare  a breve  

- i democratici hanno bloccato gli stanziamenti per la sicurezza interna chiedendo una ridefinizione del ruolo dell’ice…..i repubblicani in conseguenza degli aumentati rischi interni per l’operazione in Iran li stammo accusando di mettere a rischio la sicurezza del paese…pare che alcuni dem ‘’moderati’’ possano ‘’cedere’’ alle pressioni 

  • Haha 1
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Allo stato attuale la strategia dell' Iran vince 10 a zero sull' accoppiata usa-usraele, il caos totale nell' area anche a scapito degli emiratini e paesi del golfo.

Difese iron dome, qualcuno ci dice la migliore sulla piazza, di un efficienza disarmante, ma si sapeva gia' della sua storica vulnerabilita'.

Tutti i punti strategici amerikani posizionati nella zone del golfo rappresentano un flop totale, attaccabili, nessuno ci avrebbe scommesso, mentre l ' iran ne sta facendo un suo cavallo di battaglia.

Spazio aereo interdetto a tutto e a tutti, non ci sono vie di fuga, l' unica plausibile potrebbe essere l' Egitto se lo vorranno, ricordiamoci che non ci sono basi usa in Egitto, scelta oculata sin dall 'inizio quindi ciccia.

Per poter passare in Egitto bisogna per forza di cose sorvolare israele con tutte le conseguenze del caso.

Nel frattempo israele sta valutando se non lo ha gia' fatto l 'apertura sul valico di Rafah col confinante Egitto che di conseguenza si lecca i baffi.

Insomma, la migliore strategia sullo scenario premia nettamente l' Iran.

 

  • Melius 1
  • Confused 1
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supermike
38 minuti fa, Plot ha scritto:

Allo stato attuale la strategia dell' Iran vince 10 a zero sull' accoppiata usa-usraele, il caos totale nell' area anche a scapito degli emiratini e paesi del golfo.

@Plot Quello che di sicuro è certo e che le parole dei due boia  si sono rivelate inattendibili. Ci avevano detto, dopo il primo attacco di mesi fa, che la potenza nucleare dell'Iran era stata annientata (Trump); che per l'Iran ci sarebbero voluti decenni per tornare ad arricchire a quel livello....invece neanche dopo un anno tornano a parlare di minaccia nucleare e ad attaccare...ma non era stata annientata? Poi ci fanno vedere video di Iraniani in festa per la morte di Khamenei...quattro gatti; invece al funerale di Khomenei gli iraniani sembrano milioni (se i video sono attendibili). Insomma ritengo sia difficile se non impossibile rovesciare un regime saldamente al potere da tantissimi anni...con Saddam dovettero per forza arrivare fino a Baghdad non penso che con l'Iran possa essere diverso. Solo che è un paese molto più grande, popoloso e montuoso. 

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saperusa

@Plot Una sintesi della situazione in Iran da: Geopolitica Esteri Difesa

 

 

Il leone con furia epica continua il suo ruggito, (ho sempre considerato divertenti al limite della comicità certi nomi in codice dati a operazioni belliche) che con ogni probabilità durerà almeno quattro settimane, come affermato anche da Trump e come noi prevedevamo (3 settimane almeno) a fronte di pochi giorni come da dichiarazioni (ufficiose) iniziali.

Emerge che l'azione contro Khamenei non è stato un "colpo di fortuna" dell'intelligence americana o israeliana, o una soffiata (sospettato il capo delle Forze Quds che ha la particolarità di eclissarsi, come in Libano un momento prima delle esplosioni contro avversari di Israele, voci lo danno ora sotto stringente interrogatorio) ma un percorso durato anni e anni , 25, dove le spie di Homeland al confronto sembrano dilettanti.

Sono state hackerate le telecamere sulle strade di Teheran per il controllo del traffico studiando così i comportamenti e abitudini delle guardie del corpo della fu Guida Suprema. I dati criptati venivano direttamente trasmessi in Israele dove venivano tracciati gli spostamenti. Il tutto veniva mixato con l'human intelligence, cioè le risorse sul campo, cioè Mossad e informatori iraniani e il monitoraggio dei social. Così si è capito di un'importante riunione per la mattinata di sabato. E così poco prima delle 10 di mattina è partita una salva di missili, pare una trentina verso la dimora dell'ayatollah.

Il buon Trump per la gioia si è lasciato andare a dichiarazioni estemporanee decisamente di fantasia (non è sicuramente la prima volta) del tipo che le vittime sono state sorprese mentre facevano insieme colazione. Peccato che in questo periodo c'é il ramadan, per cui un buon musulmano non mangia dall'alba al tramonto. E il sole a Teheran sorge alle 6.35 per cui, a meno che le vittime non fossero tutte malate o donne incinte, la colazione l'avevano ben che digerita oramai. E non vedo chierici e religiosi, compresa la guida religiosa suprema non rispettare il ramadan.

Non è stata solo questa la ragione per la decisione di agire sabato, ma le reazioni del Ministro degli Esteri iraniano Araghchi a Ginevra che avrebbe avuto un battibecco con i due inviati americani uscendo urlando e sbattendo la porta che l'Iran non rinuncerà mai all'uranio e che ha tutto il diritto di tenerselo. Se questa ricostruzione è vera, cade la teoria (decisamente plausibile) che l'arricchimento dell'uranio iraniano fosse solo uno specchietto per le allodole per ottenere altri tipi di vantaggi in cambio della "dolorosa" rinuncia. Non dimentichiamo che Komeini e Khamenei avevano dichiarato il nucleare haram, cioè illecito. Fumo negli occhi.... o cambio improvviso di idea.

Trump ha dichiarato che le operazioni stanno andando molto più velocemente del previsto, al punto che, aggiungo, probabilmente si avvierà la seconda fase, cioè la caccia ai Pasdaran, alle loro caserme e centri di comando periferici, essendo quelli apicali già distrutti. Con il completo controllo dello spazio aereo toccherebbe ai droni e agli A10 occuparsi di questo. Ma il totale controllo ancora non c'é. Comunque gli Israeliani sembra si stiano già portati avanti con il lavoro. Hanno dichiarato che sono già stati eliminati tra i 1000 e i 1500 Pasdaran. Ufficialmente l'Iran dichiara che ci sono poco più di 500 vittime iraniane. Che sia arrivata la seconda fase lo conferma anche che gli Americani hanno iniziato a bombardare i siti nucleari risparmiati in quella iniziale. Essendo in questa campagna il nucleare solo uno degli obiettivi di un'azione prolungata non era urgente eliminarli subito.

Nel frattempo la marina iraniana è stata annullata. Distrutte le ultime due navi importanti ancora galleggianti, compresa la petroliera trasformata in portadroni che tanto ricordava quella di Waterworld con Kevin Kostner. Questo però non ha impedito agli Iraniani di colpire 5 navi mercantili, compreso un tanker di supporto alla US Navy direttamente nel porto del Bahrain. Era quello che gli iraniani qualche settimana fa avevano già tentato di fermare.

Ovviamente il prezzo del petrolio ha superato gli 80 dollari, ma il panico iniziale nelle borse è qualcosa di scontato. Prima sarà eliminata la capacità di blocco di Hormuz da parte degli iraniani prima si tornerà a una certa normalità. Come al solito gli speculatori già parlano di petrolio a 200 dollari al barile. Però è probabile che per un breve periodo arriveremo ai 100. Meno male che l'inverno sta passando.

Si supponeva che l'aviazione iraniana fosse stata nascosta sottoterra, invece due notizie rivelano che ha tentato almeno due sortite disperate. In occasione dell'abbattimento dei tre F15E Strike Eagle da fuoco amico kuwaitiano il CENTCOM americano ha dichiarato che gli aerei sono stati erroneamente abbattuti mentre era in corso un attacco con AEREI missili e droni. Probabilmente gli aerei si erano levati in volo proprio per contrastare tale incursione.

Poco dopo arriva la notizia che due vecchi Su24 sono stati abbattuti nei cieli del Qatar dall'aviazione e dalla marina catariota. La marina catariota è composta da navi e armi fabbricate in Italia. Strano, per quanto riguarda il Kuwait che non ci fosse un allineamento dei dispositivi IFF (identificazione amico/nemico) tra gli aerei e la difesa AA. Vero è che le procedure non sono standardizzate come nella NATO.

Naturalmente adesso ci sarà tutto un fiorire di complottisti che diranno che gli aerei sono stati abbattuti da quelli iraniani, ma non c'é nessun elemento a supporto di questo, almeno per il momento. E per il rasoio di Occam la spiegazione più semplice è stato proprio il mancato allineamento tra americani e kuwaitiani.

I missili spediti in giro per il Medio Oriente dagli iraniani sono stati a tutto ieri almeno 606 e i droni 934.

Stanotte è stata colpita l'ambasciata americana a Riad. A questo punto è praticamente sicura la scesa in campo dell'Arabia Saudita che ha un'aviazione considerevole composta da una settantina di Eurofighter, un'ottantina di Tornado e più di 200 F15 di varie versioni.

Dopo le affermazioni, le smentite e le nuove dichiarazioni, pare proprio che un drone stava dirigendosi verso Cipro ed è stato abbattuto. Potrebbe essere stato un drone che ha perso il segnale, che si sia guastato oppure, come da prima ipotesi di GED che stava cercando la portaerei FORD. È vero che a Cipro c'é la base inglese di Akrotiri, ma è pur vero che Starmer aveva negato Diego Garcia a Trump, perché attaccare? Del resto, perché attaccare Arabia Saudita, Emirati e addirittura l'Oman che si era posto come mediatore? Esito: Starmer ora ha concesso Diego Garcia e gli aerei inglesi partecipano alla caccia ai droni sopra Israele.

Cipro è un paese dell'Unione Europea, quindi potrebbe essere invocato l'articolo 42 paragrafo 7 dei trattati dell'Unione sulla mutua difesa che è più stringente dell'articolo 5 della NATO. Ma non è stato fatto. I

n ogni caso la Grecia ha mandato la sua nuovissima fregata Kimon, tipo FDI, consegnata dalla Francia pochissimi mesi fa, armata con gli Aster 30, assieme a un'altra nave per la difesa AA dell'isola assieme a 2 F16.

 

  • Confused 1
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