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Melius Club

2 domande su Dirac e correzione ambientale


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Alto_sparlante

 


Seguo da tempo questa tematica perché, con l’avanzare delle tecniche digitali, già  prevedevo che questa sarebbe stata l’evoluzione naturale, cioè poter elaborare il segnale sonoro e plasmarlo in modo che in ogni ambiente si ottenga lo stesso risultato o quantomeno il comportamento più lineare possibile…. e a questo punto mi sorgono 2 domande:


 1) Perché fermarsi solo all’ambiente e non fare un passo avanti verso le nostre preziose trombe di Eustachio?

Cioè, se oltre all’ambiente il correttore (dirac) potesse tenere conto anche delle “deficienze” del nostro sistema uditivo che inevitabilmente ciascuno di noi con l’avanzare del tempo acquisisce, non sarebbe questo lo step finale della vera hi-fi?

Certo in questo caso il lato negativo sarebbe un impianto fortemente personalizzato e non più fruibile in maniera universale dai vari ascoltatori, ma quanti di voi ascoltano il proprio impianto con altre persone?

In definitiva,  la vera domanda è: esiste la possibilità di far elaborare al dirac anche la nostra curva uditiva?

 

2) Usando un sistema di correzione ambientale, quindi un qualcosa che filtra/elabora il segnale, quale è il vero contributo dei cavi?

Cioè, buttandola sul generico, si può pensare di usare cavi non troppo pregiati tanto poi il dirac farà la sua parte, oppure, comunque sia, il cavo darà la sua “impronta” sonora sul risultato finale anche in presendza di correzione ambientale?

 

Spero di aver acceso anche la vostra curiosità.

 

Un saluto

AS
 

 

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https://melius.club/topic/28679-2-domande-su-dirac-e-correzione-ambientale/
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ilmisuratore
1 ora fa, Alto_sparlante ha scritto:


Seguo da tempo questa tematica perché, con l’avanzare delle tecniche digitali, già  prevedevo che questa sarebbe stata l’evoluzione naturale, cioè poter elaborare il segnale sonoro e plasmarlo in modo che in ogni ambiente si ottenga lo stesso risultato o quantomeno il comportamento più lineare possibile…. e a questo punto mi sorgono 2 domande:


 1) Perché fermarsi solo all’ambiente e non fare un passo avanti verso le nostre preziose trombe di Eustachio?

Cioè, se oltre all’ambiente il correttore (dirac) potesse tenere conto anche delle “deficienze” del nostro sistema uditivo che inevitabilmente ciascuno di noi con l’avanzare del tempo acquisisce, non sarebbe questo lo step finale della vera hi-fi?

Certo in questo caso il lato negativo sarebbe un impianto fortemente personalizzato e non più fruibile in maniera universale dai vari ascoltatori, ma quanti di voi ascoltano il proprio impianto con altre persone?

In definitiva,  la vera domanda è: esiste la possibilità di far elaborare al dirac anche la nostra curva uditiva?

2) Usando un sistema di correzione ambientale, quindi un qualcosa che filtra/elabora il segnale, quale è il vero contributo dei cavi?

Cioè, buttandola sul generico, si può pensare di usare cavi non troppo pregiati tanto poi il dirac farà la sua parte, oppure, comunque sia, il cavo darà la sua “impronta” sonora sul risultato finale anche in presendza di correzione ambientale?

Spero di aver acceso anche la vostra curiosità.

Un saluto

AS
 

I sistemi di correzione offrono la possibilità di personalizzare la curva target

Se un utente ha delle specifiche richieste su come adattarla (anche in base alla sensibilità del proprio sistema uditivo) lo può fare benissimo

I cavi sono "equalizzatori passivi"...ma operano in modo alquanto risibile rispetto quanto si può fare con un sistema attivo...dunque qualunque cavo purchè razionalmente schermato da non ricevere radio Maria andrebbe bene (senza spenderci una fortuna)

In genere con il passare degli anni la presbiacusia è il primo avvertimento che porta alla riduzione della capacità di distinguere i suoni acuti

Se soggettivamente uno si crea una curva personale che tende ad esaltarle (come forma di autocompensazione) non commette alcun reato...l'importante è trovarsi bene con quello che percepisce 

  • Melius 2
best_music
5 ore fa, Alto_sparlante ha scritto:

1) Perché fermarsi solo all’ambiente e non fare un passo avanti verso le nostre preziose trombe di Eustachio?

...

2) Usando un sistema di correzione ambientale, quindi un qualcosa che filtra/elabora il segnale, quale è il vero contributo dei cavi?

1) l' idea di un "loudness per vecchietti" non credo che sia fattibile, alzare - anche di parecchi dB  - le frequenze che non senti potrebbe stressare l'orecchio

2) a mio avviso non ha senso: la correzione ambientale lavora su macro problemi, aumentando o diminuendo l' ampiezza di svariati dB. Il contributo dei cavi - sempre che non abbia ragione chi dice che è pari a zero - è di qualche ordine di grandezza inferiore. Comunque la correzione ambientale tende a "piallare" tutte le anomalie rilevate dal microfono di misura, non fa alcuna distinzione sulle relative cause.

 

 

 

ilmisuratore
3 minuti fa, best_music ha scritto:

alzare - anche di parecchi dB - le frequenze che non senti potrebbe stressare l'orecchio

Questo è vero...bisogna usare parsimonia e armonizzare la parte che si sente senza forzare quella persa

Ad esempio, se non sentiamo i 18000 hz sarebbe inutile forzare la risposta, ma se c'è una perdita sui 12000 (che riusciamo ancora a sentire) qualcosina si può adattare (che poi alla fine lo fanno tutti inconsciamente tramite i propri gusti personali)

best_music
15 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

se non sentiamo i 18000 hz sarebbe inutile forzare la risposta, ma se c'è una perdita sui 12000

Veramente si parla di frequenze dagli 8000 in su...

:

Io ho comunque una personalissima convinzione: che non sentire un fischio (una pura sinusoide) a 8.500 Hz non significa che confondi (estremizzando)  una chitarra con un pianoforte perché le armoniche delle note che ascolti cadono sopra gli 8.000...

ilmisuratore
26 minuti fa, best_music ha scritto:

Veramente si parla di frequenze dagli 8000 in su...

:

Io ho comunque una personalissima convinzione: che non sentire un fischio (una pura sinusoide) a 8.500 Hz non significa che confondi (estremizzando)  una chitarra con un pianoforte perché le armoniche delle note che ascolti cadono sopra gli 8.000...

Azz...8000...forse converrebbe cambiare hobby...o quantomeno non realizzare impianti high end poichè basterebbe anche molto meno :classic_smile:

best_music

Appunto: 

1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

Azz...8000...forse converrebbe cambiare hobby...

Appunto: a me sembra che la capacità di giudizio dei senior non sia poi così offuscata, e lo porto a sostegno della mia tesi.

(informazioni sui vari valori in funzione dell' età si trovano facilmente in rete).

:

Sono tuttavia contrario all' idea di "inventare" soluzioni a questa realtà: scopo dell' hi fi non è far sentire le persone meglio di come sentirebbero una performance dal vivo ma di ridurre la differenza tra l' ascolto di musica riprodotta e l' ascolto di una performance eseguita in condizioni "ideali" (in una ipotetica sala da concerto perfetta intendo dire).

ilmisuratore
46 minuti fa, best_music ha scritto:

Appunto: 

Appunto: a me sembra che la capacità di giudizio dei senior non sia poi così offuscata, e lo porto a sostegno della mia tesi.

(informazioni sui vari valori in funzione dell' età si trovano facilmente in rete).

:

Sono tuttavia contrario all' idea di "inventare" soluzioni a questa realtà: scopo dell' hi fi non è far sentire le persone meglio di come sentirebbero una performance dal vivo ma di ridurre la differenza tra l' ascolto di musica riprodotta e l' ascolto di una performance eseguita in condizioni "ideali" (in una ipotetica sala da concerto perfetta intendo dire).

Tutto sommato è cosi...e comunque l'eventuale personalizzazione della risposta non deve seguire pedissequamente la resa dal vivo con quella riprodotta....dico soltanto di trovare una forma di "starbene" con quanto si percepisce 

  • Melius 1
Alto_sparlante

Mi rispondo da solo alla domanda 1) La mia idea era quella di, prendendo spunto dalla calibrazione che effettua Win11 non appena si inserisce una cuffia nel PC, di poter calibrare la curva ad hoc per ciascun orecchio... ma, appunto questo vale solo per le cuffie.

Con i diffusori in ambiente l'orecchio dx percepisce parte del suono proveniente dal canale sx e così per l'altro orecchio.

Quindi, a meno che le orecchie abbiano la stessa identica curva di risposta, calibrare l'impianto per ogni singolo orecchio non porterebbe a nessun risultato positivo, anzi.

Al limite, come ha giustamente spiegato @ilmisuratore, l'ascoltatore può modellarsi una curva di massima, personalizzata in modo che vada più o meno a "coprire" i difetti del proprio apparato uditivo.

 

Un saluto

AS

 

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