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Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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8 ore fa, naim ha scritto:

Certo, che se una persona con una mezza voglia di comprarsi il primo impiantino hi-fi, si legge per intero questo thread, esce di casa e, pensando a cosa ha rischiato, ripiega su un Bimby. 

Ma no, perché? La discussione è appassionata e interessante, ma in fondo...  Chissenefrega quale possa essere "la verità". Io penso, ad esempio, che ogni cosa possa essere misurata, fintanto anche la qualità. Solo che non sempre abbiamo i giusti strumenti per farlo e ne a volte, la giusta prospettiva verso cui tendere questa ricerca. Ma alla fine, è un gioco e appunto, chissenefrega? C'ho il mio impiantino, suona come voglio io, mi piace così: personalmente non mi è di nessuna utilità sapere se le misure possono stabilire o meno uno standard qualitativo. Per il semplice fatto che tale standard, a casa mia, l'ho stabilito io.

4 minuti fa, Cano ha scritto:

Ma se uno è abituato ad ascoltare ampli scarsi...allora sono tutti buoni 

Certo, ascolto ampli scarsi, sorgenti scarse, diffusori scarsi, ambienti caverna, non mi importa del pre. Ma qualcosa non mi torna. A tutte le fiere ho ascoltato sorgenti stratosferiche, pre da decine di migliaia di eu, barbapapa ed anche di meglio, ampli non scarsi, avessi mai sentito qualcosa suonare davvero. Si decisamente qualcosa non torna. Sarà che così scarsi non sono? 

5 minuti fa, one4seven ha scritto:

Per il semplice fatto che tale standard, a casa mia, l'ho stabilito io.

Credi di averlo stabilito, in realtà ascolti quello che ti è capitato. Ti piace? Potrebbe piacerti di più. Sicuramente non di meno, li ci sei già arrivato. Puoi solo andare oltre. Concetto non difficile da capire. Dal risultato attuale non si torna indietro, al massimo si resta dove si è. 

6 minuti fa, one4seven ha scritto:

Ma no, perché? La discussione è appassionata e interessante, ma in fondo...  Chissenefrega quale possa essere "la verità". I

Anche perché la verità non esiste senza contesto. Esiste la mia verità, la tua verità è quella di @grisulea

se non stabilisci contesto e/o condizioni al contorno hanno sempre tutti ragione. Basta vedere il linguaggio utilizzato: tu pensi che dietro ai termini utilizzati tutti attribuiscano lo stesso significato ?

5 minuti fa, grisulea ha scritto:

Ma qualcosa non mi torna. A tutte le fiere ho ascoltato sorgenti stratosferiche, pre da decine di migliaia di eu, barbapapa ed anche di meglio, ampli non scarsi, avessi mai sentito qualcosa suonare davvero.

Be due anni fa se andavi a sintonie nella sala TAD/VTL/Faber avresti sentito un grande impianto con una micro dinamica difficilmente avvicinabile.

 

13 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Basta vedere il linguaggio utilizzato: tu pensi che dietro ai termini utilizzati tutti attribuiscano lo stesso significato ?

Osservazione pertinentissima. È la prima cosa che si nota nelle discussioni. Figurati che se non è chiaro nemmeno ciò che è già uno standard, il linguaggio, quanto sia verosimile la possibilità di stabilire uno standard qualitativo in questo campo. 🙃

6 ore fa, one4seven ha scritto:
6 ore fa, rpezzane ha scritto:

Basta vedere il linguaggio utilizzato: tu pensi che dietro ai termini utilizzati tutti attribuiscano lo stesso significato ?

Osservazione pertinentissima. È la prima cosa che si nota nelle discussioni. Figurati che se non è chiaro nemmeno ciò che è già uno standard, il linguaggio, quanto sia verosimile la possibilità di stabilire uno standard qualitativo in questo campo. 🙃

D'accordissimo. Ma a questo punto, vale la pena parlare di ciò che parliamo? Assodato che incomprensioni ce ne saranno sempre, e che ci sarà sempre bisogno di chiarimenti a partire dal linguaggio, la spinta condivisa dovrebbe essere proprio VERSO lo standard, per quanto difficile sia e per quanto si può.

Nella direzione opposta c'è il baratro.

6 ore fa, one4seven ha scritto:

Ma sono sempre io che li decido

Ti ho scritto che non è così, credi, invece ti tieni quel che ti capita. Anche misurando capita.  Non è che visto un problema poi compare la bacchetta magica. Ci si prova, indietro non si torna. Questa la differenza,  andare a caso o provarci.

21 ore fa, leonida ha scritto:

 

Non a caso  la stragrande maggioranza degli appassionati ottimizza sistemi di riproduzione esclusivamente  attraverso metodologie  che non comportano  alcuna variazione fisica del comportamento  ambientale e tantomeno  variazioni sensibili delli stesso segnale elettrico.

Scusa ma vorrei sapere quale sia la terza opzione. Non fisico non elettrico cosa rimane. Ps. Esistono molte filosofie di progettazione sul l’acustica ambientale elaborate dai più importanti studi mondiali e di riflesso si può dire che sono diventati famosi grazie a quello. Ma. Come ho già detto in precedenza si guardano bene di pubblicare i principi per favorire la concorrenza. Exterminator ha ragione dai dati che ha citato si può capire molto, chiaro non tutto, sull’ “acustica” di una stanza. 

ilmisuratore
8 ore fa, one4seven ha scritto:

Ma no, perché? La discussione è appassionata e interessante, ma in fondo...  Chissenefrega quale possa essere "la verità". Io penso, ad esempio, che ogni cosa possa essere misurata, fintanto anche la qualità. Solo che non sempre abbiamo i giusti strumenti per farlo e ne a volte, la giusta prospettiva verso cui tendere questa ricerca. Ma alla fine, è un gioco e appunto, chissenefrega? C'ho il mio impiantino, suona come voglio io, mi piace così: personalmente non mi è di nessuna utilità sapere se le misure possono stabilire o meno uno standard qualitativo. Per il semplice fatto che tale standard, a casa mia, l'ho stabilito io.

Molti si limitano ad asserire che la qualità non sia misurabile.

Alla domanda perché non sia possibile si bloccano.

Se non si conoscono i metodi, le teorie e le attrezzature più adatte al contesto da misurare come mai questa imperiosa certezza ?

 

  • Melius 2
1 ora fa, Nicola_66 ha scritto:

D'accordissimo. Ma a questo punto, vale la pena parlare di ciò che parliamo? Assodato che incomprensioni ce ne saranno sempre, e che ci sarà sempre bisogno di chiarimenti a partire dal linguaggio, la spinta condivisa dovrebbe essere proprio VERSO lo standard, per quanto difficile sia e per quanto si può.

Nella direzione opposta c'è il baratro

Certo che ne vale la pena. Nota però che nei campi scientifici, il primo passo è proprio avere un accordo inequivocabile sulla terminologia ed il linguaggio, anche tra diversi idiomi. Qui non siamo arrivati nemmeno a questo punto. Giusto per farsi l'idea del punto a cui siamo dico... Chiaro che la spinta deve cmq sempre essere verso quella direzione. 

32 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Molti si limitano ad asserire che la qualità non sia misurabile.

Alla domanda perché non sia possibile si bloccano.

Se non si conoscono i metodi, le teorie e le attrezzature più adatte al contesto da misurare come mai questa imperiosa certezza ?

nello stesso modo però in cui voi "misuratori" non stabilite degli standard precisi per identificare la "qualità" (che, come hai scritto anche tu, non è il sinonimo diretto di "quantità").

  • Melius 2
Il 24/7/2021 at 12:04, Vmorrison ha scritto:

Io penso, che per creare un’ottima registrazione e per riprodurla servano degli ottimi strumenti. Le conoscenze per arrivare a certi rissiltati sono il risultato di studi di altissimo livello. Un microfono e un computer non bastano.

Ci sono registrazioni anni 50 assolutamente ignoranti e primitive a livello di tecnica, che suonano meglio di quasi tutto il ciarpame tecnologico moderno usato nelle sale di incisione “colte” di oggi.

a volte basta un buon set di microfoni e un buon registratore a nastro e una buona acustica nativa a fare un capolavoro di registrazione audio…. ed è qui che vorrei sentire carrellate di scuse fantasiose e imbarazzate da parte dei tecnici più alla carte di oggi… 🤗 ma sono fondamentalmente un buono, per cui mi / vi risparmio il supplizio… 

10 minuti fa, alexis ha scritto:

Ci sono registrazioni anni 50 assolutamente ignoranti e primitive a livello di tecnica, che suonano meglio di quasi tutto il ciarpame tecnologico moderno usato nelle sale di incisione “colte” di oggi.

a volte basta un buon set di microfoni e un buon registratore a nastro e una buona acustica nativa a fare un capolavoro di registrazione audio…. ed è qui che vorrei sentire carrellate di scuse fantasiose e imbarazzate da parte dei tecnici più alla carte di oggi… 🤗 ma sono fondamentalmente un buono, per cui mi / vi risparmio il supplizio…

Io sono totalmente d’accordo con te, solo questa volta, però  hai estrapolato un concetto che era rivolto a chi misura in ambiente e pensa di creare diffusori ad alta fedeltà 👍

30 minuti fa, Superfuzz ha scritto:

nello stesso modo però in cui voi "misuratori" non stabilite degli standard precisi per identificare la "qualità"

È semplice perché nel termine “qualità” e compresa la componente soggettiva descritta molto bene da leonida che non può essere uno standard. I parametri oggettivi ci sono, sono molti ma ci sono, come si potrebbero progettare attrezzature audio pro o Hi-Fi senza target da raggiungere? Personalmente se fossi un progettista commerciale per cercare di soddisfare la prima componente farei sedute di ascolto con un consistente numero di appassionati e addetti ai lavori per ottemperare al parametro soggettivo ma credo anche che i pareri sarebbero talmente discordi da inficiare lo sforzo. 

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