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Melius Club

Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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3 minuti fa, Cano ha scritto:

Il prezzo dice poco 

Il diffusore è identico a quello di Roberto 

Essendoci l'esatta alternativa, dice, fosse uguale o peggio, nessuno al prenderebbe. Riferita al resto del mondo no, ma a se stessa passiva ..........

2 minuti fa, grisulea ha scritto:

ssendoci l'esatta alternativa, dice, fosse uguale o peggio, nessuno al prenderebbe

E a mio avviso a questo prezzo farebbero bene 

Le pmc attive con ampli in classe d non hanno mai suonato un granché 

Adesso, Cano ha scritto:

Bisognerebbe sentirli 

Magari in confronto al tuo 

Approccio ben diverso, le attive con quella potenza avranno la forza di insonorizzare un teatro, per la piacevolezza non so se la mia amplificazione può donare qualcosa in più. Io però non mi immagino due suoni troppo distanti. 

Tra l'altro i tweeter sono diversi, sulla BB6 A montano un grosso 34 che sopporta più potenza, mentre sulla mia un 27 pensato per l'ascolto domestico.  

Credo comunque che resterà un enigma, vista l'impossibilità di fare un qualsiasi confronto. 🙂

3 minuti fa, Cano ha scritto:

Magari in confronto al tuo 

C'è poco da sentire, la multiamp ha troppi vantaggi. Facilità di pilotaggio, potenza, dinamica, distorsione azzerata, suono tarabile in ambiente per singola via (anche senza dsp), filtraggi ad altissima pendenza, scarsa interferenza tra gli altoparlanti, potenza sopportata dagli altoparlanti almeno doppia a parità di taglio, linearizzazione degli altp con dsp, controllo delle risonanze in basso in ambienti non trattati. Veramente un abisso. La cassa comunque è quella, con un ampli potente e palluto suona senz'altro benissimo. Ho sempre sostenuto che suona cassa e ambiente, non cambio idea ora, non sarà un ampli più meno a fare troppa differenza. Ad un certo punto sono sfumature, per sentirle ci vogliono ambienti adeguati.

2 minuti fa, grisulea ha scritto:

Veramente un abisso

Lo so che tecnologicamente ci sono tanti vantaggi nella versione attiva, l'eventuale plus della mia configurazione, è rappresentato dai Boulder che, posso dirlo tranquillamente, meriti per il risultato finale ne hanno. Magari qualcosa anche il Bricasti.

  • Melius 1
33 minuti fa, grisulea ha scritto:

C'è poco da sentire, la multiamp ha troppi vantaggi

Continui a ripetere la stessa cosa 

Le pmc attive non erano un granché 

Mentre le passive ben pilotate suonavano alla grande 

Hai troppi preconcetti 

Ci si fida però del cross over digitale qua e in larga misura: quindi il segnale digitale che contiene tutto il segnale musicale viene spaccato a slot di frequenze con pendenza a gusto - quindi un violoncello finisce sezionato su più dac , ampli e diffusori  non solo in senso temporale ma anche (istante per istante) nelle sue armoniche - quelle basse da una parte - le medie da un altra e le alte in un altra ancora.

 

Perdonate ma un modello che a livello fisico è molto distante dall'evento reale ma un bel po' per non dire tantissimo.

 

Ce ne rendiamo conto? Funzionerà per riprodurre la dinamica dell'elicottero che decolla ma per la musica - boh - Oh contento il papa la dis messa ... 

@jakob1965 nessuno si fida. dentro quei diffusori attivi la soluzione è quella riportata perché permette di scaldare poco, in poco spazio, facendo lavorare i trasduttori esclusivamente nel range di frequenze dove distorcono meno, grazie a filtri con pendenze altisdime: queste sono le caratteristiche di un sistema pro. per allineare i driver e per fare filtri ad altissima pendenza si usa il DSP. altro non ti garantisce le due cose, con gli stessi costi, gli stessi ingombri e le stesse pendenze. 

ma fuori asse non funziona, funziona se hai la testa ferma con davanti una console. i migliori marchi in ambito pro mitigano il problema della dispersione orizzontale con trasduttori aventi una prestazione fuori asse invidiabile. ma se li prendi attivi, quei diffusori, sono cmq diffusori pro. quindi hanno dei vantaggi solo per il pro. per l'alta fedeltà non è affatto il meglio che si può avere: quindi meglio i diffusori passivi di pari qualità, amplificati con ampli di qualità, e magari crossover analogici di qualità. ma queste due ultime cose (trasduttori e crossover) devono andare di pari passo: ogni crossover è studiato per i trasduttori del suo diffusore e dovrebbe cercare di garantirne il più possibile l'allineamento temporale e di fase fuori asse. se li realizzi ad alta pendenza è molto difficile. 

ma se non sono allineati temporalmente con un ottima prestazione fuori asse, non puoi riprodurre, in una qualsiasi stanza mediamente arredata o trattata, una registrazione stereofonica ai massimi livelli, cioè rendendola veritiera. 

la soluzione col DSP è ovvio che introduce di nuovo tutti i problemi di coerenza di una conversione per range di frequenze, come hai già scritto, oltre a quelli già esposti fuori asse. ma fa capire una volta per tutte come il pro sia interessato solo alla bassa distorsione dei trasduttori nel range di frequenze dove devono lavorare i fonici. 

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