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Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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Il 1/7/2021 at 22:16, grisulea ha scritto:

Per emozionarsi ed ascoltare musica basta il televisore di casa o una buona cuffia (neanche tanto) e you tube.

A me spesso infastidiscono, il televisore, come lo stereo in macchina, manca tanta, troppa qualità . . . 

saluti , Dario 

59 minuti fa, meridian ha scritto:

 

Tecnicamente ni, nel senso che misure incontrovertibili e definitive sulla qualità sonora non ne esistono

Dopo un mese che lo dice ancora hai dei dubbi? 

58 minuti fa, meridian ha scritto:

come lo stereo in macchina, manca tanta, troppa qualità . . . 

Ma che macchina hai? 😁

11 ore fa, Oscar56 ha scritto:

Non capisco perché in stanze trattate debbano suonare solamente impianti scarsi

 

Un impianto  viene identificato  come qualitativamente scarso quando in prima analisi non piace il suo suono, e se non piace il suono, in seconda analisi verrà istintivamente osservata e diagnosticata quale possa essere la causa, quasi sempre quantitativa, che abbia potuto contribuire all'eccesso di questo o di quello, alla carenza di quest'altro  o di quell'altro, etc..  da cui la deduzione conclusiva  della presunta causa dello sbilanciamento tonale percepito.

Se il valore del sistema  sarà elevato ed il risultato ottenuto  scarso, la prima ipotesi che balzera' alla mente  dell'osservatore è che ogni problema percepito sia riconducibile a problemi ambientali.

Da lì il tentativo di soluzione attraverso interventi di varia entità,  volti a ristabilire l' auspicato equilibrio tonale.

Se però lo stesso sistema si esprimesse,  in una normale  situazione  ambientale,  a buono,  ottimo o eccellente  livello, non soltanto  il sistema verrà  in primis giudicato ottimo, ma a seguire, il buon risultato verrà  attribuito con ogni probabilità alla qualità  dei componenti  del sistema,  ancor più se prestigiosi o di alto livello e costo, e l'ultima delle osservazioni sarà  quella di attribuire il merito alla qualità  dell'acustica ambientale.

 

Assunto che un sistema che si esprima ad alto o altissimo livello possa strumentalmente presentare teoriche problematiche che avrebbero dovuto inficiare pesantemente il risultato,

l'essenza della questione consiste quindi nello spiegare chiaramente  se questo sia possibile,  ed eventualmente, come e per quale motivazione un sistema possa esprimersi in modo eccellente senza aver misurato  alcunché  e/o con misure che eventualmente mostrassero sostanziali errori, limitazioni,  e/o deviazioni dalla teorica neutralità.

 

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27 minuti fa, grisulea ha scritto:
1 ora fa, meridian ha scritto:

Tecnicamente ni, nel senso che misure incontrovertibili e definitive sulla qualità sonora non ne esistono

Dopo un mese che lo dice ancora hai dei dubbi? 

Chi lo dice ??? Sinceramente 34 pagine da leggere mi rendono esausto a prescindere . . . 😄

27 minuti fa, grisulea ha scritto:

Ma che macchina hai?

Ford Focus, normalissima, ma anche la BMW serie 2 precedente, ascoltare musica in auto, mhhh , spesso infastidente . . . E' una questione di naturalezza e modo di porgere, mediocentrico, senza dinamica, tutto livellato, timbrica inesistente ,e se pensiamo alla spazialità, addio . . . !!

saluti , Dario 

47 minuti fa, meridian ha scritto:

E' una questione di naturalezza e modo di porgere, mediocentrico, senza dinamica, tutto livellato, timbrica inesistente ,e se pensiamo alla spazialità, addio . . . !!

saluti , Dario 

Cambia macchina. 

47 minuti fa, meridian ha scritto:
1 ora fa, grisulea ha scritto:

Chi lo dice ???

Io l'ho detto, non ti fidi?

30 minuti fa, grisulea ha scritto:

Cambia macchina. 

 

Usando l'auto per andare al lavoro circa 30 minuti al mattino e altri 30 minuti alla sera ovviamente ascolto la radio con della musica (KC1, KC 1 e KC3 i canali preferiti oltre a Classica) - non male devo dire si non è l'impianto di casa e tutto-sommato risulta piacevole - semmai io ho l'effetto contrario : pochi medi. Credo sia un sistema Bose che è d'ordinanza nelle Audi

Io ancora oggi mi domando e dico che cosa abbia a che fare la musica di uno strumento acustico con la sua riproduzione.

Uno strumento emette il suono praticamente in modo sferico, un diffusore mai potrà farlo, così come nessun microfono è in grado di coglierlo, riceverà solo le onde che gli arrivano e non tutte quelle che si propagano dallo strumento.

Un buon sistema stereo potrà essere paragonato ad un buon schermo cinematografico. Nulla più.

Infatti il 3D sta scomparendo perché ancora più innaturale dello schermo piatto.

33 minuti fa, leoncino ha scritto:

Uno strumento emette il suono praticamente in modo sferico, un diffusore mai potrà farlo, così come nessun microfono

 

Celibidache era pure lui molto scettico sulla riproduzione della musica - provo a risponderti:

 

a) diffusori che provano ad avere una emissione parzialmente sferica in realtà ci sono:

- gli MBL ad esempio con i loro driver a spicchi - molto interessanti su youtube i video relativi

- Duevel 

 

Qualcuno di questi diffusori li ho ascoltati e mi sono piaciuti 

 

b) quando sei ad un concerto operistico e/o sinfonico e supponendo che il grosso del segnale sia quello diretto (cosa che penso sempre di più) in realtà vieni credo colpito da spicchi di emissione di ogni strumento - spicchi di queste onde sonore  a sorgente sferoidale o cilindrica.

 

Sono convinto che buoni diffusori  possano rendere una riproduzione fedele anche se le sorgenti vibranti sono puntiformi  o molto piccole - emanano pure loro pulsazioni credo a matrice sferoide.

 

Se  così non fosse avremmo una smisurata supremazia dei sistemi enunciati in a) e dei diffusori planari.

 

Cosa che io personalmente non ho mai percepito 

captainsensible
20 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

) quando sei ad un concerto operistico e/o sinfonico e supponendo che il grosso del segnale sia quello diretto (cosa che penso sempre di più

A quanto pare Amar Bose fece degli studi a tale proposito e stabilì che in un auditorium la maggior parte del suono proveniente all'ascoltatore è di origine riflessa.

Tali studi portarono allo sviluppo delle Bose 901.

 

CS

 

 

Per quello che dovrebbe essere nella maggior parte dei casi,  il luogo di lavoro dei diffusori, cioè stanze delimitate da muri, l'ideale sarebbe avere emissioni più direttive possibili, per evitare le riflessioni laterali. Avere un diffusore che irradia in ogni direzione,  in un anbiente chiuso,  mi pare molto rischioso. 

3 minuti fa, captainsensible ha scritto:

A quanto pare Amar Bose fece degli studi a tale proposito e stabilì che in un auditorium la maggior parte del suono proveniente all'ascoltatore è di origine riflessa.

 

interessante - hai qualche link? 

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