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Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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comunque ora vi saluto. 

per riassumere insomma,vi dovete convincere che più il sistema è valido, cioè più riproduce correttamente il segnale secondo i dettami della stereofonia, più le alterazioni ambientali tendono a ridimensionarsi. 

questo che ho scritto è un tema noto, che ritorna in vari articoli specializzati, dagli anni 50 agli anni 80. 

esiste una raccolta di misure che descrive correttamente la bontà del sistema!? forse si, ma io non la conosco. so che non è quella acustica. non basta. 

basta solo per scartare ambienti infami. 

 

8 minuti fa, emaspac ha scritto:

cioè più riproduce correttamente il segnale secondo i dettami della stereofonia, più le alterazioni ambientali tendono a ridimensionarsi. 

 

Sì sì guardano in faccia e si dicono "ragazzi andiamocene a mare, via".

 

11 minuti fa, emaspac ha scritto:

comunque ora vi saluto. 

 

Peccato è uno spasso leggere i tuoi spiegoni. 

1 minuto fa, Vmorrison ha scritto:

o la distanza critica è il punto d’ascolto, dove il suono diretto è come il riflesso. Mario Bon lo descrive sul suo sito.

Se ho capito giusto dove l'intensità (in db) della parte riflessa e diretta si equivalgono:

in un auditorium dove prendi un incisione penso che nel posizionamento dei microfoni , sia da calcolare la distanza critica (probabilmente media)  in modo da cercare di piazzarli ad un valore inferiore   - in modo che colgano il suono diretto più pulito senza sporcamenti

@jakob1965 dove lo prendono come li posizionano gli ingegneri del suono determinerà l’interpretazione dell’esecuzione. Il nostro ascolto non dovrebbe interpretare bensì riprodurre fedelmente quello che l’ingegnere l’artista il direttore, hanno voluto trasmettere. 

4 ore fa, leonida ha scritto:

Se però lo stesso sistema si esprimesse,  in una normale  situazione  ambientale,  a buono,  ottimo o eccellente  livello, non soltanto  il sistema verrà  in primis giudicato ottimo, ma a seguire, il buon risultato verrà  attribuito con ogni probabilità alla qualità  dei componenti  del sistema,  ancor più se prestigiosi o di alto livello e costo

in una normale situazione ambientale è vero che un impianto possa esprimersi in un modo buono, ottimo o eccellente ma quello che da un senso al tutto è solamente una corretta acustica ambientale (o se preferisci una sala arredata non secondo i canoni abituali). 

Poi per carità uno si può anche accontentare, anche perché, giustamente, l'arredo tradizionale quello è.

 

4 ore fa, grisulea ha scritto:

Cambia macchina. 

Non è mia , auto aziendale . . . 😂

4 ore fa, grisulea ha scritto:
4 ore fa, meridian ha scritto:

Chi lo dice ???

Io l'ho detto, non ti fidi?

Sono anni che mi fido solo delle mie orecchie, pur ascoltando i punti di vista di molti illuminati Forumers, di cui ho stima e che ritengo equilibrati e non offuscati da marchi, brand, e altri condizionamenti, ma se guardi le mie discussioni, non ne ho mai aperto una in cui chiedevo, tra 2 oggetti, cosa scegliere, oppure come e cosa abbinare tra pre e finale, perchè le risposte, centinaia, sono tutte esattamente differenti . . . !!! 

saluti , Dario 

2 ore fa, emaspac ha scritto:

vai nella stanza di HR, ascolta l'impianto. 

dopodiché, fai tutte le misure acustiche ed elettriche. 

tutte quelle di cui sei capace. 

fai staccare il trafo di isolamento a monte della linea che fornisce corrente al suo mpianto. 

riascolta l'impianto. 

dopodiché, fai tutte le misure acustiche ed elettriche. 

tutte quelle di cui sei capace. 

dimostra che ciò che hai ascoltato si manifesta nelle tue misure. 

io so che la differenza all'ascolto sarà evidente. per il resto lascio a te dimostrare il perché. 

prego. 

Io non devo dimostrare nulla, le norme di elettroacustica sono più che sufficienti, casomai la dimostrazione spetta a chi sente differenze mirabolanti tra una ciabatta con frutti vimar e una ciabatta audiofila scavata nel pieno di qualche materiale esoterico, tale era la mia osservazione alla tua affermazione, non capisco cosa c’entri HR e la sua stanza! Nella vita ho cambiato decine di appartamenti e non ho mai trovato questi disastri elettrici spesso paventati da tanti…. Sarò stato fortunato probabilmente, potrebbe essere, ma la casistica la vedo molto omogenea.

@Marvin7 a me non interessa convincerti. sei tu che vuoi convincermi di una cosa specifica. a me, se tu ascolti quel che ascolti, mcome ti pare, e non noti differenze... ma cosa vuoi che mi importi? sono fatti tuoi. 

io non ho mai ascoltato il tuo impianto e tu il mio. io non credo all'esoterismo, credo in un approccio più o meno scientifico. chi scrive che è tutto uguale perché la corrente è la stessa e non conta, tutte le elettroniche sono uguali, etc etc... è tutto fuorché uno scienziato. 

le elettroniche si differenziano come gli ambienti. solo che non è semplice sindacare sul sul loro valore basandosi sulle misure. è più semplice collezionare 4 grafici e stare in pace con sé stessi. 

poi, se si sta bene con il proprio impianto, non c'è problema. 

io provo ad avere un impianto che rispetti i canoni della stereofonia, altri con una Rif piatta. 

per esperienza, a casa mia la voce umana è umana. 

nel 90% degli smanettoni da Rif, mi suona artificiosa. 

sarà la suggestione. ovviamente. 

3 ore fa, emaspac ha scritto:

non si deve trattare l'ambiente come un componente attivo dell'impianto che ne megliora la qualità. 

il suono diretto se è indistorto verrà percepito come reale anche se subisce riflessioni. 

il suono diretto, se distorto, verrà percepito come irreale anche senza riflessioni. 

Confermato anche da Floyd Toole che individua, proprio in questa capacità umana di percepire comunque la qualità di un suono anche in presenza di elementi  che tecnicamente dovrebbero platealmente sminuirla, la giustificazione del poter comunque godere della riproduzione  musicale come mezzo di  piacere, in quanto sostanzialmente prescindente dall'intrinseca qualità  tecnica dell'informazione da elaborare.

Se così non fosse dovremmo concludere che solo agli audiofili con sistemi  top in ambienti adeguatamente ottimizzati tramite precise misurazioni, debbano essere riservate emozioni e piacere d'ascolto, mentre, al contrario, dal 1900   per per i nostri nonni ed i nostri padri  riproduzioni musicali senza alcun godimento,  alcun coinvolgimento, alcun  piacere d'ascolto, anzi, solo sofferenza oggettivamente deducibile in quanto prodotta dall'oggettiva distorsione generata dalla pessima qualità  sonora dei loro dispositivi, anch'essa oggettivamente misurabile in base alle piu avanzate scuole di pensiero in materia.

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