Vai al contenuto
Melius Club

Si può misurare la qualità sonora? Non credo


Messaggi raccomandati

12 minuti fa, extermination ha scritto:

Buona lettura e poi mi dite.

L'ho letto molto superficialmente e alla fretta. Rientra in quel che dico sempre. I nostri ascolti e percezioni si basano sulla psicoacustica non puramente fisica.

6 minuti fa, flamenko ha scritto:

essendo qualche anno che nuoto in queste acque volevo semplicemente dire che non è la prima volta che mi capita di ascoltare impianti casalinghi tanto decantati sul piano del rispettoso rigore scientifico di grafici e misure mancare del più elementare presupposto, l’emozione, il piacere di ascoltare, lo stare bene in quel momento ....tanto che mi sono fatto l’idea che i seguaci delle misure hanno più possibilità rispetto agli altri ascoltoni ordinari e meno ordinari di perdere il treno del vero senso di ascoltare musica riprodotta. Se a questo aggiungo la tristezza che in 7 casi su 10 non si arrivava nemmeno a contare 25/30 dischi disponibili all’ascolto capisci la diffidenza ..... pregiudizio? No, esperienza reale🤷‍♂️🤷‍♂️🤷‍♂️ E la statistica è una scienza di cui mi fido 😉😉 

🙂 Guarda, anch'io ci nuoto da qualche anno e per me l'impianto è sempre e soltanto stato un mezzo, mai il fine, che resta sempre e comunque l'emozione che mi dà la musica che mi piace, quindi non posso assicurarti che da me ti emozionerai, magari abbiamo gusti e modi di ascoltare diametralmente opposti (mentre scrivo sto ascoltando "the songs of distant earth" di Mike Oldfield) però ti posso assicurare che avrai a disposizione centinaia di dischi un po' di tutti i generi 😉 L'unica statistica di cui mi fido io è quella che si basa su un campione del 100%, hai presente Murphy?

  • Thanks 1

@grisulea niente di straordinario..💪

però leggi Qui.

anche gli altri che parlano di psicoacustica e di qualità del suono.

sembra più interessante di quello scritto sul sito di Giussani……

Luc, dimmi quanti strumenti hai di quelli citati qui sotto. Buona lettura💪


Il laboratorio acustico di TAA

di Giuliano Nicoletti

 

“…bearing in mind always that evidence that offends the eye may or may not indicate the presence of a problem that is offensive to the ear” 

Floyd E. Toole

 

L’obiettivo principale di ogni ricercatore dedito allo studio dei dispositivi di riproduzione audio è senza dubbio quello di stabilire delle relazioni dirette tra le misure strumentali e le sensazioni soggettive di ascolto.

Si tratta di un compito estremamente complesso, per diversi motivi: anzitutto è necessario rendere affidabili i risultati dei test di ascolto soggettivi, di modo che possano costituire una traccia valida a cui fare riferimento durante l’analisi tecnica. Le misure, dal canto loro, debbono essere in grado di descrivere aspetti qualitativi che si manifestano in ambiti diversi; termini tecnici abituali nel linguaggio del recensore acustico, quali ampiezza dell’immagine, sensazione di naturalezza, contrasto, dinamica, timbrica, sono relativi a fenomeni che si manifestano in differenti domini di analisi: funzione di trasferimento del sistema per differenti angolazioni di radiazione (e dunque risposta in potenza), risonanze acustiche e meccaniche, distorsioni non lineari, interfacciamento con l’amplificatore e con l’ambiente di ascolto. Ciò che l’orecchio – e il cervello - percepisce come “unicum”, una sensazione che si sviluppa nel corso dell’ascolto in modo naturale, spontaneo, deve essere frammentata dall’analisi tecnica in diversi sottogruppi - relativi alla natura mista dell’evento - e successivamente reintegrata per fornire un quadro d’insieme che sia in grado di individuare dei parametri di valutazione coerenti e ripetibili (la base dell’analisi tecnica). Nel caso poi di un setup di misure dedicato alla pubblicazione sulle pagine di una rivista ad ampia diffusione (piuttosto che ad un paper tecnico altamente specializzato), è necessario che tutto sia chiaro e facilmente comprensibile, di modo da poter risultare di massimo supporto al lettore (al quale, è bene ricordarlo, non dovrebbe essere richiesta la competenza specifica di un tecnico specializzato). La veste grafica di TAA, infine, è profondamente differente da quelle di una rivista pubblicata su carta stampata: sarà dunque possibile uscire dai limiti e dalle restrizioni tipiche di una impaginazione rigida, per risolvere in modo creativo e dinamico le differenti esigenze che di volta in volta dovremo affrontare.

 

Il setup di misura standard

Il punto di partenza delle analisi a cui sottoporremo i diffusori acustici che passerano sotto i ferri del reparto misure sarà l’analisi della funzione di trasferimento del diffusore acustico - la classica risposta in frequenza. Il setup più diffuso nelle riviste del settore prevede solitamente la misura della risposta in asse, in alcuni (rari) casi corredata dalle riprese a varie angolazioni orizzontali e verticali: questo tipo di analisi risulta del tutto insufficiente per valutare correttamente la funzione di trasferimento di un diffusore acustico, e per stabilire una relazione utile con la percezione soggettiva in fase di ascolto.

Come evidenziato nelle preziose ricerche di Floyd Toole in [1], Sean Olive in [2] e Allan Devantier in [3], per ottenere delle indicazioni coerenti sulla funzione di trasferimento di un diffusore acustico è necessario approndire l’analisi del diagramma di emissione polare, mappare diverse aree di emissione e calcolare una media spaziale dei risultati.

Presenteremo dunque una risposta mediata del suono diretto percepito dall’ascoltatore, mappando una zona relativa a circa +/- 20 gradi di emissione  sull’asse orizzontale, e +/-10 gradi su quello verticale: questa media - ragionevolmente rappresentativa della finestra di ascolto - rende meno evidenti le fluttuazioni della risposta dovute ad interazioni acustiche delle vie e alle diffrazioni sui bordi del pannello, e mostra un andamento direttamente raffrontabile alle caratteristiche timbriche basilari percepite soggettivamente.

Questa analisi verrà inoltre approfondita dalla misura delle medie di emissione rappresentative delle prime riflessioni in ambiente, e della risposta in potenza del sistema; la differenza tra la risposta nella finestra di ascolto e la risposta in potenza permetterà infine di ricavare l’indice di direttività del diffusore sotto test, uno dei più interessanti indicatori della omogeneità di emissione in ambiente, delle risonanze del sistema e delle caratteristiche di spazialità percepite soggettivamente. Il setup di Devantier per Harman in [3] prevede 70 misure di risposta in una sala anecoica con risposta estesa sino a 20 Hz e una finestra di acquisizione di 500 ms (fig. 1, courtesy of Harman International); nella redazione tecnica di TAA stiamo lavorando alla messa a punto di una procedura che permetta di ottenere risultati comparabilmente significativi a fronte di una necessaria semplificazione di setup. I primi risultati sono estremamente incoraggianti, e ci spingono a proseguire su questa strada.

 

 

Il valore di sensibilità del diffusore acustico sotto analisi verrà ricavato dalla media dei valori di Spl compresi tra 200 Hz e 12 kHz riportati nel grafico di risposta della finestra di ascolto, maggiormente rappresentativo della sensazione di Spl percepita all’ascolto. Questo dato verrà ovviamente messo a confronto con la classica misura di modulo e fase dell’impedenza dei trasduttori; negli ultimi anni assistiamo ad una corsa all’abbassamento dell’impedenza dei diffusori commerciali piuttosto preoccupante: dedicheremo una approfondimento a questo tema, analizzando le relazioni e gli interfacciamenti tra amplificatori di potenza e diffusori acustici, e facendo chiarezza a proposito di Ohm, Watt, dB Spl e distorsioni in corrente e tensione.

 

Corollario dell’analisi della funzione di trasferimento del diffusore completo sarà l’esecuzione della trasformata Wavelet sull’impulso ottenuto dalla misura effettuata sull’asse principale di emissione. A differenza della classica misura di Cumulative Spectral Decay rappresentata tramite il grafico di Waterfall, la trasformata Wavelet offre informazioni significative sull’intero sviluppo dell’impulso con un compromesso tra risoluzione temporale e frequenziale più simile al comportamento dell’orecchio umano rispetto alla finestratura fissa della Waterfall. Il grafico che ne risulta offre una visualizzazione chiara delle capacità del sistema di smaltire l’energia fornita dall’impulso e di eventuali risonanze che si protraggano nel tempo.

 

 

 

Nei casi che valuteremo più interessanti procederemo all’analisi delle singole emissioni dei componenti del diffusore acustico, ne misureremo la funzione di trasferimento, la fase acustica relativa, le modalità di interazione acustica in relazione al diagramma di emissione polare del diffusore e alle caratteristiche percepite soggettivamente. Sarà inoltre interessante approfondire le modalità di progettazione dei filtri crossover (mediante lo studio degli schemi implementati), che ci mostreranno qualcosa in più a proposito delle intenzioni dei progettisti e del modo di interpretare questa particolare disciplina, così complessa ed affascinante.

 

 

Nel setup di misura standard sarà certamente presente anche una misura della distorsione, effettuata mediante un segnale multitono a due differenti livelli di Spl; Il segnale multitono è molto simile al segnale musicale, genera distorsioni armoniche e di intermodulazione e offre una informazione significativa e facilmente leggibile sul comportamento del sistema sotto test. Il nostro  riferimento per questo tipo di analisi è il lavoro effettuato da Eugene Czerwinski, Alexander Voishvillo, Sergei Alexandrov e Alexander Terekhov in [5]; al momento stiamo sviluppando una rappresentazione grafica semplice, immediata e comparabile che ci permetta di avere una indicazione immediata del rapporto segnale/rumore del diffusore acustico sotto test, e di porlo in diretta relazione con altri prodotti analizzati. L’utilizzo del modulo LPM del Distortion Analyzer di Klippel ci permetterà inoltre di identificare i fattori di distorsione nonlineare più classici, come quelli prodotti dal fattore Bl(x), dalla complianza Cms(x), dall’induttanza Le(x), dall’effetto Doppler e dalle risonanze di break-up del sistema, come descritto dallo stesso Wolfgang Klippel in [6] e [7].

 

 

Sempre mediante l’utilizzo del Distortion Analyzer avremo la possibilità di focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche tipiche degli altoparlanti utilizzati nei diffusori acustici sotto test, come descritto dallo stesso Wolfgang Klippel in [7], [8]. Questo irrinunciabile strumento di misura permette di identificare tutte le più classiche distorsioni di non linearità tipiche dei trasduttori elettrodinamici, di stabilire quali siano i parametri che limitano le prestazioni dinamiche e di verificare la correttezza e la funzionalità delle scelte effettuate in sede di progettazione. I diversi altoparlanti che compongono il sistema completo restano i primi responsabili delle più importanti caratteristiche soniche – le sensazioni di dinamica, scioltezza di emissione, raffinatezza della grana, reattività al segnale – e una analisi approfondita delle loro qualità ci offrirà informazioni qualificanti.

 

Avvicinandoci sempre di più agli altoparlanti sotto test, potremo andare a puntare sulle membrane il laser del nuovissimo Scanning Vibrometer, sempre dai laboratori dell’infaticabile Wolfgang Klippel, presentato nel 2006 in [9]. Da questa analisi potremo ricostruire con precisione i modi di vibrazione dei coni e il contributo specifico alla pressione acustica; lo Scanning Vibrometer utilizza una tecnica di decomposizione che separa i modi radiali e quelli circolari, visualizza le componenti di emissione in fase, antifase e quadratura, permettendo di identificare le dinamiche responsabili delle alterazioni nella risposta acustica complessiva. Il software genera delle animazioni molto chiare ed intuitive, che troveranno una accoglienza privilegiata nell’ipertesto delle pagine di TAA.

 

Dal quadro complessivo che si può dipingere utilizzando diversi strumenti e modalità di analisi sarà possibile identificare con estrema precisione le relazioni di causa-effetto tra parametri tecnico-progettuali e la sensazione soggettiva di ascolto, identificando quello che consideriamo il concetto di qualità. La qualità – ne siamo convinti – non è un parametro astratto né soggettivo: esistono degli obiettivi - che ogni produttore di diffusori acustici si prefigge di realizzare - ed è possibile oggi valutare in modo oggettivo e sereno i risultati raggiunti, senza lasciare spazi a dubbi, perplessità, scetticismo. Compito delle schede tecniche pubblicate su TAA sarà quello di stabilire una scala dell’indice di qualità il più possibile affidabile ed oggettiva - relazionandosi di volta in volta con la tipologia e la categoria commerciale dei prodotti sotto test - e di renderla facilmente leggibile e archiviabile, per permettere futuri confronti e generare un archivio di dati che sarà a disposizione dei lettori e dei produttori, a cui ci riferiamo con particolare disponibilità e spirito di collaborazione. Attendiamo con interesse le vostre considerazioni - suggerimenti e critiche - e vi diamo appuntamento alle prime prove tecniche che saranno pubblicate sui prossimi numeri. Infine vorrei ringraziare Mattia Cobianchi, per i preziosi consigli elargiti durante l’evoluzione di questo progetto, ed Elettromedia, nel cui laboratorio elettroacustico di ricerca e sviluppo sono effettuate la maggior parte delle misure.

 

…chi usa la clio, simulatori e anecoiche simulate potrà mai comprendere cosa significhi creare qualità del suono? 
chi pensa non sia importante il “diffusore’ come tradurrà i segnali complessi ripresi dal ‘microfono’ in fase di registrazione, bensì il risultato nel punto d’ascolto, come potrà parlare di qualità del suono? 
Le misure esistono solo per gli studiosi progettisti che sanno come affrontare anche la Psicoacustica.

12 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

Dal quadro complessivo che si può dipingere utilizzando diversi strumenti e modalità di analisi sarà possibile identificare con estrema precisione le relazioni di causa-effetto tra parametri tecnico-progettuali e la sensazione soggettiva di ascolto, identificando quello che consideriamo il concetto di qualità. La qualità – ne siamo convinti – non è un parametro astratto né soggettivo:

Certo che sei un fenomeno, posti un grafico che non sai spiegare, poco centra con il discorso e poi una pappardella che non fa altro che confermare che la qualità si misura ed entro ampi margini è oggettiva e correlante. Che è quello che dico da 50 pagine. Non solo, la pappardella guarda caso se ne frega della spina e del dac e tratta solo "ed esclusivamente" della parte di trasduzione ed acustica, esattamente come ho sempre sostenuto. Come dire che il resto conta quanto il due di picche, non perché non conti ma perché è faccenda chiusa da tempo anche con oggetti economici ormai ampiamente performanti rispetto alla parte acustica. Ti faccio notare che di klippel e Toole ho postato non so quante volte link invitando a leggere e guardare filmati, così come di leggersi il sito di Mario Bon per avere almeno una idea di cosa conta nella riproduzione. E tu te ne arrivi beatamente oggi. Spiega il tuo grafico se sai cosa hai postato e dicci cosa ha di straordinario. Poi magari ci spieghi anche la pappardella perché temo che molti ci avranno capito poco. Ti stai infilando in un campo dove il mio gatto ne capisce di più, lascia perdere. 

Ma che te lo spiego a fare un diagramma polare come quello. Se non sai nemmeno che cazzo significherebbe una depressione su una di quelle tante righe concentriche. Che te lo spiego a fare che se le linee non si toccano o incrociano significa che l’immagine stereofonica sarà ferma è focalizzata.ma che te lo spiego a fare se questo comporta una risposta in fase di tutte le fondamentali e le sue armoniche. Ma che cazzo te lo spiego a fare? Se uno dei tanti che gioca a fare il progettista e non sai di cosa parli! 
Leggiti Nicoletti mi sembra abbastanza più preparato di te 🙈

11 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

Le misure esistono solo per gli studiosi progettisti che sanno come affrontare anche la Psicoacustica.

Gli studiosi scrivono testi, libri, fanno informazione, hanno permesso a chiunque di dotarsi di strumenti che per quanto non perfetti, grazie ai moderni pc, permettono misure che solo 30 anni fa quasi tutti potevano sognarsi, non solo, ti permettono di farle dove ti servono, a casa tua. Come avrai letto avrai notato che la parte preponderante è l'altoparlante, non c'è nessun bisogno di avere klippel  a casa, basta che l'abbia chi li ha progettati. Ma sempre di misure stiamo parlando. Forse ti è sfuggito, sono 50 pagine che lo dico. Ci sei arrivato? Tu confondi prendere me a riferimento e quello che faccio, con il fatto che gran parte della qualità sia misurabile e correlabile.  

35 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

Luc, tu mi vuoi prendere per il culo.

Certo che no, tu devi prendere quel diagramma e farmi vedere nel tuo ambiente come diventa. Vedo che non sai comunque che è limitato a qualche frequenza. Basta saltare la misura dove buca ed ecco il bel grafichetto. Vecchiume, la tecnica è progredita, hai postato la pappardella ma vedo che non sia cosa hai postato. Si possono fare misure molto più severe. Anche a casa che è quel che più conta. Comunque sempre di misure si tratta. Da un lato le neghi e dall'altro le esibisci. 

46 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

Ma che te lo spiego a fare un diagramma polare come quello. Se non sai nemmeno che cazzo significherebbe una depressione su una di quelle tante righe concentriche. Che te lo spiego a fare che se le linee non si toccano o incrociano significa che l’immagine stereofonica sarà ferma è focalizzata.ma che te lo spiego a fare se questo comporta una risposta in fase di tutte le fondamentali e le sue armoniche.

Te lo spiego io in una parola. Vecchiume. Siamo molto molto oltre. Solo che non lo puoi sapere.

13 ore fa, grisulea ha scritto:

Ancora, ma non si fa prima a farselo il suono corretto che continuare ad affidarsi ad altri. Anche da un punto di vista del puro ascolto ma chi vieta che al di la delle misure vi facciate un suono anche sballato ma soddisfacente?

A sto punto suonatela da solo la musica....che ci fai con l'impianto...ahhhh

Si fa per scherzare ovviamente...

Saluti

11 ore fa, flamenko ha scritto:

essendo qualche anno che nuoto in queste acque volevo semplicemente dire che non è la prima volta che mi capita di ascoltare impianti casalinghi tanto decantati sul piano del rispettoso rigore scientifico di grafici e misure mancare del più elementare presupposto, l’emozione, il piacere di ascoltare, lo stare bene in quel momento

La totalità di quelli con correzione digitale ascoltati da me facevano piangere. In sintesi ascolti un suono svuotato della musica. Totalmente privo di emozione.

Almeno per me

9 ore fa, grisulea ha scritto:

Te lo spiego io in una parola. Vecchiume. Siamo molto molto oltre. Solo che non lo puoi sapere

 

Anche se la citazione  non è  rivolta a me, colgo l'occasione per rispondere  al tuo precedente post, quello in cui mi attribuisci doti magiche e di convincimento illusorio, mio e dei miei eventuali interlocutori. 

///

Tu quindi,  in relazione ai risultati strumentali, la cui bontà associ automaticamente  alla qualita del risultato desiderato,  credi di possedere conoscenze più avanzate , alle quali ( siamo molto oltre) attribuisci un carattere oggettivo e pertanto condivisibile e condiviso.

Aggiungi inoltre,  che questa conoscenza che rivendichi (o rivendicate), sia preclusa ad altri che non abbiano intrapreso il tuo (o il vostro) percorso.

Da qui il termine "vecchiume" che utilizzi per definire l'inadeguatezza o l'obsolescenza di ogni altro metodo di procedimento, ai fini del raggiungimento della massima  potenzialita qualitativa  di una riproduzione sonora o musicale.

///

Dal mio punto di vista, e per quanto mi risulti,  attribuisco lo stesso termine "vecchiume" a gran parte delle tue ( vostre) convinzioni, con annessa modalità  di procedimento. 

Giustamente , non possedendo tu/ voi, alcuna conoscenza di cosa e quanto mi possa permettere di utilizzare  il termine "vecchiume" nei confronti della  tua/vostra conoscenza,  ricorri al termine "magia" ed attribuisci doti e capacità  magiche o di convincimento illusorio, a chi creda di poter ottenere risultati ben più elevati dei tuoi/ vostri,  non utilizzando alcuna delle tue(vostre) tecniche, ossia nulla di quanto riteniate condicio sine qua non  per l'accesso a determinati, in realtà  assolutamente  indeterminati,risultati musicali.

Ribadisco che  in totale ed assoluta assenza di conoscenza di quali carte disponga in realtà il tuo interlocutore per poter affermare quanto in realtà ti appaia del tutto impossibile,  e non potendo quindi comprendere se stia bluffando o meno, non puoi risolvere la questione dialetticamente in base a presunzioni, assunzioni, induzioni o deduzioni che  in assenza di esperienza, lasciano il tempo che trovano.

 

Ospite
Questa discussione è chiusa.



  • Badge Recenti

    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
    • Membro Attivo
      godzilla
      godzilla ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

×
×
  • Crea Nuovo...