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Nuove regole sull'IVA dopo il 1° luglio per dischi e altro


miklovj
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Aprendo Disogs stamane, avevo un messaggio inttolato "Changes to UK and EU VAT on Discogs". Allora sono andato a cercare e ho scoperto che dal 1° luglio è entrata in vigore una nuova normativa europea che riguarda gli acquisti transfrontalieri effettuati a distanza. Questa cosa riguarderà gli acquisti dai paesi extra-UE. Dal 1° luglio 2021, anche  i beni con un valore inferiore a 22 euro provenienti da paesi extra Ue saranno assoggettati al pagamento dell’IVA. Però sembra che ora ci siano queste caratteristiche:

l’IVA sarà versata nel luogo in cui si verifica il consumo delle merci e dei servizi;

le piattaforme digitali risponderanno direttamente degli adempimenti IVA nel caso di vendite a distanza intracomunitarie di beni e vendite di beni già situati nel territorio dell’UE, effettuate da soggetti passivi stabiliti al di fuori dell’UE e vendite a distanza di beni importati da paesi extra UE in spedizioni di valore  non superiore a 150 euro.

Questo secondo punto non lo capisco e non capisco se sia un bene o un male. Nella mia interpretazione rosea, l'iva si paga nel paese da cui si compra l'oggetto e fino a 150€ non viene applicato altro dazio. Non so però se sia così o meno. Qualcuno di voi economicamente navigato, ha capito bene se per noi consumatori sarà una cosa buona o meno?

 

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Ti saprò dire appena acquisterò un vinile fuori dall'Unione Europea, al costo inclusa spedizione di meno di 22 Euro.

Prima o poi capiterà.

Alberto.

 

 

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Io invece volevo fare il botto e vedere se il botto invece lo faccio io. Praticamente ora ho notato che quando si va ad es. su amazon.com non c'è più la dicitura delle spese di importazione che erano automaticamente aggiunte al mettere nel carrello una cosa con valore equivalente di 22 euro. Sembrerebbe quinid che se prendo un oggetto di 100 euro non pagherò l'iva italiana? E i dazi essendo sotto 150 cosa faranno?

Boh. Qualcosa è cambiato ma non riesco a capire se in bene o in male...

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In teoria non dovrebbe cambiare nulla, se non che adesso l’IVA si applica a qualsiasi valore, semplicemente sarà pagata al momento dell’ordine, con a mio avviso, due conseguenze:

-non sarà possibile evitarne il pagamento facendo dichiarare valori inferiori e/o per distrazioni o eccesso di lavoro degli operatori delle spedizioni. 
-non ci sarà la “sovrattassa” applicata da corrieri e servizi postali per l’opera di sdoganamento, che per importi modesti può comodamente superare il valore dell’importo da pagare. 
DHL mi ha scritto (ho un account) che loro applicheranno una fee di 5€ per lo sdoganamento di prodotti di valore inferiore ai 22€. Ovvero, circa il 100% dell’importo da versare alla dogana. 
Ma se il sistema andrà a regime come dovrebbe, dalla maggior parte dei paesi, i pagamenti delle tasse di importazione avverranno automaticamente, quindi almeno la gabella del corriere sarà evitata. 

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Perchè non per tutti i paesi valgono queste regole. Discogs é soggetta alla legislazione USA che l'ha recepita (non ancora in tutti gli stati, mi risulta), la comunicazione di DHL sta ad indicare che qualsiasi spedizione indipendentemente dal valore da adesso fará dogana, ma invece di caricare i soliti 17€, fino al valore doganale di 22€ ne chiederanno solo 5. Devo ricordarmi di mandar loro una bottiglia di vino. 

  • Haha 1
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Ma allora questa fatidica soglia di 150 euro a cosa si riferisce...non capisco. Se le nuove regole cogliono dire da ora in poi solo iva e niente altro, ben venga. Magari si potesse comprare da ogni parte del mondo e aspettarsi solo l'iva che puoi calcolare prima. Alcuni siti inglesi ad esempio, al momento, non vendono in EU dopo questa legge. Appaiono disclaimer che avvisano della cosa forse perché manco loro hanno capito che devono fare.

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Credo si riferisca ai dazi, anche se mi sembrava che la soglia fosse piú bassa. 
Oppure potrebbe indicare che per importi superiori, si procederá al solito sdoganamento nel paese di arrivo, mentre l'altra procedura serve a intercettare valore importato che altrimenti passerebbe inosservato. 

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l'ho scritto anche su un 3d invintage : ho comprato fuori dall'Italia anni fa dischi ed anche hifi , specie in Uk , ieri per curiosità ho guardato la diffreneza tra un disco nuovo su Amzon e uno usato in Uk e tra un ampli ( Cyrus o Nad ) in italia usato e lo stesso in Uk sempre usato= morale della favola ? il disco lo vieni a pagare un pò di più ....mentre l'ampli lo paghi con spedizione e tasse doganali come comprarne due ( 2 veramente) .... mejo lassà perdere ..se cerco per forza qualcosa son del parere che : prima o poi si trova anche in Italia ....

ah Ps non solo hifi si intende = anche di fotografia su cui sono abbastanza dentro avendo fatto il mestiere per una vita : comprare un obiettivo Canon in Uk o in Germany....sembra lo facciano d'oro 😂son fuori di testa , con il prezzo di un usato schifo in quei paesi, compri il nuovo Canon in Italia.

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Esperienza fresca fresca: ieri è arrivato un bluray da amazon.com. 29$ totali era la spesa, 3,50€ la dogana che grosso modo è quasi tutta iva. Altre volte ho comunque pagato 7,50 di diritti di qualcosa più l'iva. Quindi forse da adesso in poi applicheranno solo iva o giù di li che sarebbe già qualcosa di buono. Peccato per la zona franca dei 22€.

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Intanto Discogs ha mandato un altro documento dal titolo Clarification for Intra , ho capito poco anche su questo ,comunque io non ho più comprato in uk dal giorno dell’uscite dall’euro ,secondo me sui dischi non conviene più , figuriamoci sugli altri beni .

  • Melius 1
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@Folkman la fregatura è che grandissima parte delle produzioni europee (geograficamente) interessanti sono made in Uk e gli stessi negozi più forniti sono nel regno unito. Qui devono cominciare a mettere dei magazzini in territorio europeo (comunitario)...

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@miklovj qui per me abbiamo un piccolo problema di gestione della VAT: se io (privato o azienda) compro da UK, o USA, O Canada, Giappone…da ovunque fuori UE, un bene che costa 110 inclusa IVA al 10, questa non andrebbe pagata nel paese dove risiede il venditore, bensí scorporata e aggiunta poi nel paese di destinazione. Quindi in teoria, a parte i pochi punti percentuali di differenza tra le imposte locali, non dovrei pagare il prezzo pieno (inclusa IVA) e in sede di sdoganamento, l'imposta locale. Ma da quello che sto osservando, é invece quello che succede. 
 

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Il 2/7/2021 at 14:50, miklovj ha scritto:

Ma allora questa fatidica soglia di 150 euro a cosa si riferisce

sotto i 150€ sarà l' esercente ad incassare e a versare mensilmente il tutto allo stato di pertinenza, sopra i 150€ si pagherà direttamente al corriere

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@rabass6 fatta una prova con un cofanetto su amazon.com. Prezzo 107, messo nel carrello, 14,40 di spedizione, IVA di 26.80, totale 148: la prima volta che vedo scritta la voce IVA su questo sito. Alla fine fine il prezzo totale di 148 io lo pago ad amazon con l'imposta italiana a loro favore sembra. Ora, facendo lo stesso discorso per amazon.co.uk, questo non succede anche se ovviamente, quando arriverà l'IVA ci sarà di sicuro. Non si capisce bene questa cosa. Ho preso ad esempio amazon giusto perché come colosso miliardario sicuramente avrà messo in regola tutto prima ancora dell'entrata in vigore.

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