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I CD sono "emaciati e scadenti", superati nel suono dalle tracce equivalenti in streaming? Lo dice Stereophile!


Messaggi raccomandati

1 minuto fa, extermination ha scritto:

@Dufay Se non erro, tra le altre, ricordo Sonus faber Grand piano. Ma lasciamoci raccontare da Tom.

Eccole qua. 

https://www.soundandvision.com/content/sonus-faber-domus-surround-sound-system-measurements

Furono misurate anche da audio review.

Diciamolo infami sia alle misure che all'ascolto 

 

806sonusdomus.fig1.jpg

1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

Io ti parlo di meglio oggettivo 

Il meglio oggettivo esiste eccome...ma grande libertà di apprezzarlo o rifiutarlo 

La ricerca scientifica in condizioni controllate non ti dà ragione... poiché c'è un grande nesso tra meglio oggettivo e la statistica di preferenza 

 

Quando parli di “meglio oggettivo”, a cosa ti riferisci esattamente?

Intendi gli studi di Sean Olive, di cui ho già indicato alcuni limiti, oppure hai altri esempi che mostrano una correlazione chiara tra “meglio oggettivo” e preferenza?

 

ilmisuratore
20 minuti fa, Titian ha scritto:

 

Quando parli di “meglio oggettivo”, a cosa ti riferisci esattamente?

Intendi gli studi di Sean Olive, di cui ho già indicato alcuni limiti, oppure hai altri esempi che mostrano una correlazione chiara tra “meglio oggettivo” e preferenza?

 

Meglio oggettivo per me significa la resa complessiva elettroacustica ed acustica...l'integrazione che cumula l'intera catena (compreso il corretto interfacciamento)

Mentre meglio oggettivo del -singolo- apparecchio circoscrive la prestazione a se stante...che può essere potenzialmente inquinata da altri fattori della catena

ascoltoebasta
6 ore fa, jedi ha scritto:

Pero' alcuni dicono che McDonald sia un panino di eccelse qualità'

Quindi ,ma loro con cosa si confrontano?.

Forse piu' di quello non hanno mai assaggiato niente di meglio ,oppure le loro papille gustative ,non sanno distinguere

Eh lo so,ma i gusti si possono formare col tempo e l'abitudine,poi ci sono le diversità di ognuno di noi nell'ascoltare,assaggiare etc,son processi personali che sfociano in scelte altrettanto personali,cosa saggia è accettare queste realtà.

1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

Continui imperterrito a sostenere il concetto di "meglio soggettivo"

essendo tutti noi differenti,non si può fare altro che parlare dei differenti "meglio" che esistono.

1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

Io ti parlo di meglio oggettivo 

Tu parli di meglio oggettivo in relazione a certi parametri stabiliti,la realtà è altra cosa,quindi come ti dicevo,io mi riferisco alla realtà dei fatti e delle scelte dei moltissimi appassionati,e a te nessuno vieta di aver la convinzione che esista un meglio oggettivo.

acusticamente

Seguendo la lunga discussione tra @ilmisuratore e @ascoltoebasta mi viene da pensare non tanto che abbiano ragione entrambi ma che tutte e due le posizioni hanno una loro logica.

Probabilmente il concetto di meglio assoluto non viene accettato perché sentito come imposizione e limitazione al proprio gusto personale. Non nego che ci possano essere stati test che avvalorano la preferenza verso un impianto più supportato dalle misure ma è anche un dato di fatto la grande varietà di scelte personali. Si sbaglia tutti oppure il nostro mondo va così per forza di cose, perché si regge su mente ma anche, e forse soprattutto, su cuore ed emotività che appunto non sono questioni riconducibili ad un grafico e una misura. Forse sarebbe meglio se riuscissero a parlarsi ma la convivenza tra due elementi così distanti può essere, come spesso vediamo, molto difficile.

A proposito mi viene in mente un mio personale approccio alla questione.  Talvolta mi sono ritrovato, nel percorso di cambiamento del mio impianto, in situazioni nelle quali avevo una resa con una certa curva calante sui medio alti. Il cervello, e la logica delle misure, mi diceva che poteva non essere corretto ma in pratica quella situazione (per qualche ignoto motivo) mi dava più emozione e godimento della musica.  Nel tempo ha poi prevalso il ragionamento e quindi la ricerca di un qualcosa che avesse entrambi gli elementi, ma avrei anche potuto fermarmi lì e con buona giustificazione.

 

53 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Durante il percorso... piuttosto lungo e parecchio esplorativo...ci sono stati momenti in cui ascoltando determinati sistemi di riproduzione (da privati, nei negozi e in qualche fiera) avrei desiderato di portarmeli immediatamente a casa tanto mi piacevano e tanto li apprezzavo 

...

...

Da sottolineare che non mi ero prefissato un limite di budget per le spese... quindi se per raggiungere determinate prestazioni alle misure fossero stati richiesti più soldi li avrei spesi volentieri 

Nella vita ho soddisfatto altri hobby il cui sperpero del denaro è stato parecchio più alto rispetto a quello dell'hifi

Comunque il mio motto principale è misure ottime al prezzo più basso possibile...e la cosa funziona egregiamente

 

16 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Meglio oggettivo per me significa la resa complessiva elettroacustica ed acustica...l'integrazione che cumula l'intera catena (compreso il corretto interfacciamento)

Mentre meglio oggettivo del -singolo- apparecchio circoscrive la prestazione a se stante...che può essere potenzialmente inquinata da altri fattori della catena

 

Il tuo percorso è molto chiaro e anche coerente: avevi un’idea di suono in mente e hai usato le misure per avvicinarti a quell’obiettivo, lavorando sull’integrazione dell’intera catena e dell’ambiente.

Su questo sono d’accordo: l’integrazione elettroacustica e acustica è fondamentale.

Però proprio questo, secondo me, evidenzia un punto importante: le misure ti hanno aiutato a raggiungere un risultato che ti soddisfa, ma il riferimento iniziale resta comunque un ideale personale.

Ed è qui che faccio fatica a vedere il passaggio a un “meglio oggettivo”. Anche definendo la resa complessiva del sistema, manca comunque un criterio chiaro e condiviso che permetta di dire, tra due sistemi già ben integrati, quale sia oggettivamente migliore e in che misura.

In altre parole: descriviamo bene cosa va ottimizzato, ma è meno chiaro come definire e confrontare il “meglio” ai livelli più alti. E, almeno finora, questo passaggio non è stato dimostrato in modo scientifico.

 

ascoltoebasta
2 minuti fa, acusticamente ha scritto:

Probabilmente il concetto di meglio assoluto non viene accettato perché sentito come imposizione e limitazione al proprio gusto personale.

Per quanto mi riguarda mi limito ad osservare la situazione reale,che evidenzia molti tipi di suono preferiti,con caratteristiche differenti e spesso opposte,e scelte operate con consapevolezza ed esperienza da molti musicisti professionisti,ingegneri del suono etc.Esiste l'eccellenza nelle differenti caratteristiche sonore udibilissime,che avendo queste caratteristiche distintive,non potranno essere accomunate nella definizione di "oggettivo".

Infatti non nego che esista un meglio oggettivo riferito a parametri stabiliti e presi a riferimento,dico che quel riferimento non corrisponde alla realtà dei diversi processi elaborativi di ognuno di noi,dopo la percezione di un suono,cosa che determina le nostre preferenze.

ilmisuratore
4 minuti fa, acusticamente ha scritto:

nel percorso di cambiamento del mio impianto, in situazioni nelle quali avevo una resa con una certa curva calante sui medio alti. Il cervello, e la logica delle misure, mi diceva che poteva non essere corretto ma in pratica quella situazione (per qualche ignoto motivo) mi dava più emozione e godimento della musica.

Occhio qui...la risposta apparentemente "calante" riserva delle possibili sorprese 

Può essere apparentemente calante con le analisi a terzi di ottava.. ma piatta nell'inviluppo spettrale se osservata senza smoothing 

Il nostro udito è sensibile ai picchi dell'inviluppo... dunque alla fine avresti potuto scegliere oggettivamente la soluzione più congrua 

Altra variabile...la microfonazione della risposta parecchio sensibile alla posizione che produce risultati spesso fuorvianti

ilmisuratore
8 minuti fa, Titian ha scritto:

 

 

Il tuo percorso è molto chiaro e anche coerente: avevi un’idea di suono in mente e hai usato le misure per avvicinarti a quell’obiettivo, lavorando sull’integrazione dell’intera catena e dell’ambiente.

Su questo sono d’accordo: l’integrazione elettroacustica e acustica è fondamentale.

Però proprio questo, secondo me, evidenzia un punto importante: le misure ti hanno aiutato a raggiungere un risultato che ti soddisfa, ma il riferimento iniziale resta comunque un ideale personale.

Ed è qui che faccio fatica a vedere il passaggio a un “meglio oggettivo”. Anche definendo la resa complessiva del sistema, manca comunque un criterio chiaro e condiviso che permetta di dire, tra due sistemi già ben integrati, quale sia oggettivamente migliore e in che misura.

In altre parole: descriviamo bene cosa va ottimizzato, ma è meno chiaro come definire e confrontare il “meglio” ai livelli più alti. E, almeno finora, questo passaggio non è stato dimostrato in modo scientifico.

 

Infatti ho sottolineato che ai livelli più alti viene più difficile rendersi conto di quanta "oggettività" viene prodotta dal sistema... proprio lì si gioca la partita delle sottigliezze sul mi piace di più o mi piace di meno... sebbene possa esserci una base condivisa di apprezzamento generale 

Il degrado invece è più semplice individuarlo

Quando sono andato a trovare Rocco mi "tremavano" le gambe per il fatto che mi sarei aspettato un risultato talmente superiore al mio da distruggere tutti i miei valori acquisti e gettare tutto alle ortiche 

Invece è stata un esperienza illuminante... un'utilissima esperienza che ha coniugato fortemente e in modo inequivocabile la resa delle misure con il piacere di ascolto 

L'impianto di Rocco, se prendiamo le misure in tutti i punti della sala, misura meglio del mio poiché il trattamento passivo verte nell'ottimizzazione integrale del locale nel modo più maniacale possibile e con spese assurde

Mentre a casa mia posso ottenere misure migliori soltanto nell'area di ascolto con sweet spot ottimale 

La psicoacustica poi fortunatamente ci viene anche incontro per quel che riguarda il campo diffuso 

L'effetto da Rocco è micidiale... è come se ci fosse un "DRC" ben implementato su TUTTI i punti del locale

Se ti metti in un angolo dietro il punto ascolto non avverti sacche di rinforzo acustico...tutto è incredibilmente amalgamato acusticamente 

Dentro l'area di ascolto, in poltrona, l'effetto diventa meno drastico se confrontato al mio punto di sweet spot... anzi paradossalmente un filino di medio-basso leggerissimamente meno controllato

Quando possedevo impianti con misure parecchio peggiori...tale confronto sarebbe stato uno shock 

 

 

acusticamente

@ilmisuratore  non saprei alle misure ma era calante a sensazione, anche per il fatto che certi strumenti non rendevano bene (pur considerando che non potevano essere pari pari alla realtà)

Riguardo al punto di ascolto non influiva perché ormai ascolto al 95% in cuffia e comunque era riferito ad un prima sempre nella stessa condizione.

40 minuti fa, acusticamente ha scritto:

Seguendo la lunga discussione tra @ilmisuratore e @ascoltoebasta mi viene da pensare non tanto che abbiano ragione entrambi ma che tutte e due le posizioni hanno una loro logica.

...

A proposito mi viene in mente un mio personale approccio alla questione.  Talvolta mi sono ritrovato, nel percorso di cambiamento del mio impianto, in situazioni nelle quali avevo una resa con una certa curva calante sui medio alti. Il cervello, e la logica delle misure, mi diceva che poteva non essere corretto ma in pratica quella situazione (per qualche ignoto motivo) mi dava più emozione e godimento della musica.  Nel tempo ha poi prevalso il ragionamento e quindi la ricerca di un qualcosa che avesse entrambi gli elementi, ma avrei anche potuto fermarmi lì e con buona giustificazione.

 

Secondo me il punto che emerge dal tuo intervento è proprio questo: stiamo parlando di due piani diversi che spesso vengono mescolati.

Da una parte c’è l’obiettivo “tecnico” dell’alta fedeltà, cioè riprodurre il contenuto della registrazione nel modo più corretto possibile.

Dall’altra c’è il piacere personale, che può portare anche a preferire soluzioni meno “corrette” ma più appaganti.

Il tuo esempio sulla curva calante nei medio-alti è molto chiaro: non era “corretta” secondo le misure, ma funzionava meglio per te.

Il punto, secondo me, non è stabilire quale dei due approcci sia giusto o sbagliato, ma non confonderli.

Quando si parla di “meglio oggettivo” si dovrebbe restare nel primo ambito. Quando si parla di piacere e coinvolgimento, si entra inevitabilmente nel secondo.

Però resta una domanda aperta: cosa si intende esattamente per “meglio oggettivo”? Come lo si misura in modo completo e confrontabile? E soprattutto: perché, ai livelli più alti, dovrebbe continuare a essere percepito come migliore in modo condiviso?

Mischiare questi livelli è quello che crea la maggior parte delle incomprensioni.

 

ilmisuratore
1 ora fa, extermination ha scritto:

@Dufay Se non erro, tra le altre, ricordo Sonus faber Grand piano. Ma lasciamoci raccontare da Tom.

....uuiuhhhh...solo quelle ?

La lista è lunga

Diciamo che prima c'erano le concertino.. prima ancora le mimima ..poi  una serie di gran piano...poi le cremona auditor...poi le triangle...poi le cremona senior...poi di nuovo le concertino nuove.. poi le quad esl 2805...:classic_biggrin:

 

ilmisuratore

...ah... importante, c'è qualcuno che posta la risposta in frequenza di un diffusore che ho avuto 

Può prenderla e farci un quadro 

Innanzitutto è la risposta in frequenza in regime pseudo anecoico...poi...da me, in ambiente...non ho mai avuto sistemi che proponessero una risposta in frequenza cosi tormentata 

Tutti i miei sistemi hanno suonato molto bene...ma con le dovute limitazioni fisiche di estensione agli estremi e la SPL massima raggiungibile 

 

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