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Le conseguenze di spargere i semi del male


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Bakari Sako, il bracciante massacrato a Taranto dalla baby gang senza motivo. Gli inquirenti: «È stata una caccia al nero»

di Cesare Bechis

 

Quattro giovani fermati dalla polizia, uno di loro confessa e fa trovare l'arma del delitto, un coltello. La ricostruzione descrive una sequenza di violenze gratuite e agghiaccianti

 

L’uccisione di Sako Bakari, originario del Mali, è stata un’esecuzione. Nessun diverbio, nessun contrasto, ma una pura caccia all’uomo.

La ricostruzione contenuta nel decreto di fermo eseguito la sera dell’11 maggio dei cinque componenti della gang – quattro minorenni dai 15 ai 17 anni e il ventenne Fabio Sale – descrive una sequenza di violenze gratuite e agghiaccianti. Uno dei cinque giovani fermati ha collaborato facendo trovare l'arma del delitto, un coltello, e facendo delle larghe ammissioni, durante l'interrogatorio.

Intanto vengono ancora ricercati un uomo, esterno al gruppo, che ha contribuito con un pugno al pestaggio e una ragazza che ha assistito impassibile a tutta la scena. I cinque sono accusati di omicidio aggravato dai futili motivi. Due dei minorenni si trovano ora nelle carceri minorili di Lecce e Bari.

Le immagini delle telecamere della zona di piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto, sono eloquenti e forniscono le tappe dell’aggressione sfociata nell’omicidio da parte del gruppo che dopo aver passato la serata fino alle prime ore della notte in un bar riappare poco dopo le 5. Si vede che passa un uomo di colore in bicicletta, lo inseguono e lo insultano, ma lo lasciano andare via. Poi ecco che compare Sako Bakari in sella alla sua bicicletta utilizzata ogni giorno per arrivare alla stazione, parcheggiarla e poi salire su un bus per raggiungere le campagne di Massafra dove lavora come bracciante. Ha con sé lo zaino con abbigliamento di ricambio e una bottiglietta d’acqua che sarà ritrovata dopo l’aggressione.

Il 35enne maliano si ferma vicino a un bar e qui è l’inizio della sua fine. Arrivano due ragazzi su uno scooter, se ne aggiunge un terzo su un altro scooter ed eccone ancora due a piedi. Con loro una ragazza che, per tutto l’attacco, l’inseguimento e l’assassinio, fa scena muta, non interviene limitandosi a guardare. Prima parlano con Sako e subito dopo scatta l’aggressione. In apparenza senza alcun motivo. Con un pugno gli spaccano un dente, Sako scappa e si rifugia nel bar, lo raggiungono, lo spintonano, gli scaricano colpi violenti in faccia e al corpo fino a quando uno dei due 15enni decide di chiudere la storia con tre colpi, due al torace e uno all’addome con un’arma appuntita. Intanto un sesto uomo, seduto al tavolino del bar, si alza e si avvicina per partecipare alla fase finale dell’aggressione mortale e sferra un pugno alla vittima, già in condizioni pessime. Non finisce qui perché la gang afferra Sako, ormai morente, e lo porta poco lontano dal locale dove poi sarà trovato. I sei scappano subito scomparendo nei vicoli. L’arrivo del personale del 118, poco dopo le 5.30, è inutile per Sako e le manovre di rianimazione servono a poco. Il 35enne è morto senza sapere perché.   

 «È un contesto che desta un particolare allarme - ha detto   il procuratore capo di Taranto, Eugenio Pentassuglia - abbiamo due situazioni che si fronteggiano: la vita di un ragazzo di 35 anni, arrivato sul territorio italiano, regolare sul territorio italiano, che alle 5 del mattino, in bicicletta, si sta recando al lavoro. Si sta recando attività che consentano di mantenere la sua famiglia. A fronte di questa figura, abbiamo ragazzi di 16-17-19 anni che alle 5 di mattina scorrazzano per le vie di questa città alla ricerca della persona da colpire. E la persona da colpire è la persona vulnerabile, indifesa, la persona che nello specifico caso viene individuata nella persona di colore. E allora ci dobbiamo domandare che cosa significa tutto questo? Non posso esimermi dal considerare che queste situazioni si stanno sempre di più moltiplicando - ha aggiunto ancora - e non ci sono dei decreti sicurezza che tengano. Non serve aumentare le pene, non serve individuare nuove figure di reato. Dobbiamo cambiare la cultura, dobbiamo cominciare a pensare che la nostra terra non è la terra nostra. Tutti coloro che hanno diritto di esserci, devono essere rispettati».                                           

 

 

 

 

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briandinazareth

è una storia terribile, ma purtroppo questi semi del male, anche se non maggioritari, hanno germogliato su una minoranza molto significativa. 

basta vedere i commenti social sugli eventi simili, commenti non dei naziskin o di gente particolarmente diversa dalla media. e sono tantissimi e sempre dello stesso tenore. 

è di pochi giorni fa una shitstorm su una ragazzina nera, nata e cresciuta in sardegna, che ha indossato l'abito sardo per la tradizionale sfilata di sant'efisio. una cosa di dimensioni notevoli e ributtante oltre ogni limite. 

è lo stesso humus.

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12 minuti fa, senek65 ha scritto:

Visto che sono magnanimo, io gli aggressori li metterei su un barcone e li lascerei in mezzo al mediterraneo. 

 

E invece io, che magnanimo non sono, li darei in pasto ai pescecani senza nemmeno fornirli di gommone.

  • Melius 1
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5 minuti fa, Supertramp ha scritto:

Con Mr. Diciamolo e La Rana su scranni importanti NULLA è precluso ai baby fascisti.

Tra qualche anno avranno anche loro un posto in Parlamento.

I topi sono usciti dalle fogne e vanno fieri della schifezza che sono.

 

Lo sdegno il dolore lo sgomento pervadono il mio animo, ma ricondurre tale evento ad una pura appartenenza politica è del tutto avulso dalla realtà.

Questa inumanità è pervasiva a tutti i livelli della società, trasversale al censo e al credo - se mai ce n'è uno.

Le aggressioni e i pestaggi sono la regola per un numero sempre maggiore di persone, reali o virtuali che siano: le vittime, invece, sono sempre vere, anche quando non muoiono fisicamente.

  • Melius 1
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49 minuti fa, Panurge ha scritto:

A biella una trentina di anni fa avevano ucciso così un barbone, picchiato a morte per puro divertimento 

Il resto nol dico

Intendi l'aperitivo prima della bistecca?

Edit: mi sa che quello di cui parli è un altro, a quello a cui ho pensato andò meglio se non sbaglio.

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2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

basta vedere i commenti social sugli eventi simili, commenti non dei naziskin o di gente particolarmente diversa dalla media. e sono tantissimi e sempre dello stesso tenore

Tipo la società ha fallito, i ragazzi non hanno stimoli, la scuola non li ha educati? 
Il mio commento è: quei ragazzi sono da gettare in discarica. Non può e non deve esserci altro posto per loro. 

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“In circostanze che le sono propizie, quando le forze psichiche contrarie che ordinariamente la inibiscono cessano di operare, essa si manifesta anche spontaneamente e rivela nell’uomo una bestia selvaggia, alla quale è estraneo il rispetto della propria specie.”

S. Freud, "Il disagio della civiltà"

  • Melius 2
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