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Le conseguenze di spargere i semi del male


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Inviato
13 minuti fa, gibraltar ha scritto:

No, manca il cervello, altrimenti non si spiega...

Per quanto riguarda il resto, quelle della procuratrice (che non sta giustificando nessuno, zucconi!) sono parole di buon senso. È ampiamente dimostrato che con il solo inasprimento (teorico) delle pene non si affronta né si risolve nessuna questione. 

Purtroppo è vero perchè in certi ambienti il male dilaga. Anche a dare l'ergastolo a chi si macchia di omicidio non eliminerebbe il problema visto che ne salterebbero fuori altre di teste bacate. Si può fare qualcosa con l'educazione e con il controllo del territorio ma non si risolverà mai il problema.

Inviato

Ma a volte è anche solo questione di differenza, neanche tanto sottile, fra civiltà e barbarie.

La legge del taglione lungi dal risolvere qualcosa alla fine è solo barbarie. 

Inviato
8 minuti fa, wow ha scritto:

E' perché tu non riesci ad uscire dalla logica reato - punizione

Fosse imparziale, almeno...ma se il reato lo commette il potente di turno o egli stesso, le giustificazioni le trova sempre.

Inviato

Certo, ma la civiltà a volte va imposta a chi non è civile. Non si tratta di legge del taglione ma di deterrenza.

  • Melius 1
Inviato
56 minuti fa, gibraltar ha scritto:

manca il cervello, altrimenti non si spiega...

Per quanto riguarda il resto, quelle della procuratrice (che non sta giustificando nessuno, zucconi!) sono parole di buon senso. È ampiamente dimostrato che con il solo inasprimento (teorico) delle pene non si affronta né si risolve nessuna questione. 

Probabilmente, se non sono gli stessi meccanismi mentali, quelli di chi uccide per il colore della pelle o perché infarcito di mezza suprematista e di chi ragiona esclusivamente in termini di reato -> pena, sono rami dello stesso albero: una visione del mondo autoritaria e unidimensionale.

Negare l'indagine sulle cause per tentare di risolverle almeno in parte (il brodo di coltura del razzismo, la mancanza di presidi culturali, la povertà educativa) significa di fatto lasciare che il fenomeno si ripeta. La punizione interviene sul sintomo, ma solo l'analisi delle cause interviene sulla malattia. Senza questo passaggio, la giustizia diventa solo un esercizio di gestione della violenza, anziché il suo superamento. La ripetizione del fenomeno crea consenso tra chi pensa che il problema possa risolversi semplicemente con questa semplificazione della complessità che comprende l'inasprimento delle pene, che poi è dimostrato da secoli non servire a nulla. Evidenziare concetti del genere, per questo tipo di pensiero a corto respiro, significa contiguità con i delinquenti, il famigerato buonismo. 

  • Melius 2
Inviato
17 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

Anche a dare l'ergastolo a chi si macchia di omicidio non eliminerebbe il problema visto che ne salterebbero fuori altre di teste bacate. Si può fare qualcosa con l'educazione e con il controllo del territorio ma non si risolverà mai il problema.

Mi viene da pensare che questa gente sia incapace di comprendere il significato profondo di certi atti. E' un aspetto della famosa banalità del male. Uccido un essere umano (ma sarebbe lo stesso per un cane o un gatto) perché non capisco cosa significa uccidere, non ho empatia, sono scorrelato dalla realtà, non ho strumenti intellettivi e culturali per comprenderne la gravità, perché ho ricevuto l'impressione di essere nel giusto ed eventualmente di passarla liscia, sono cresciuto nella violenza ed esposto a vaghe suggestioni (obiettivamente ingiustificate, vista la povertà intellettiva) di superiorità etnica. 

  • Melius 2
Inviato
31 minuti fa, PL-L1000 ha scritto:

ma se il reato lo commette il potente di turno o egli stesso

Perché sotto sotto con l'identificazione si inizia a soddisfare l'aspirazione di diventare il potente di turno, oggetto di ammirazione spassionata e incondizionata.

Supertramp
Inviato

Nessuno è contrario a politiche di prevenzione ma qua si parla d'altro.

Innanzi ad un efferato (e già compiuto) atto di ferocia, è giusto agire in maniera definitiva.

Senza lasciare scampo a chi lo commette.

Galera a vita.

Punto.

(E dipendesse da me pure altro...)

  • Melius 1
  • Thanks 1
Inviato
7 minuti fa, wow ha scritto:

Mi viene da pensare che questa gente sia incapace di comprendere il significato profondo di certi atti. E' un aspetto della famosa banalità del male. Uccido un essere umano (ma sarebbe lo stesso per un cane o un gatto) perché non capisco cosa significa uccidere, non ho empatia, sono scorrelato dalla realtà, non ho strumenti intellettivi e culturali per comprenderne la gravità, perché ho ricevuto l'impressione di essere nel giusto ed eventualmente di passarla liscia, sono cresciuto nella violenza ed esposto a vaghe suggestioni (obiettivamente ingiustificate, vista la povertà intellettiva) di superiorità etnica. 

Magari sono alterati da alcol o droghe o dalla logica del branco. A questo punto cosa deve fare uno per non farsi aggredire? Chiudersi in casa dopo una certa ora?

  • Melius 1
Inviato
1 minuto fa, Supertramp ha scritto:

E dipendesse da me pure altro...

che stiracchiandola un po', ma non eccessivamente, vi pone tra quelli appena descritti da wow che credono di essere nel giusto.

Inviato
26 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

Magari sono alterati da alcol o droghe o dalla logica del branco. A questo punto cosa deve fare uno per non farsi aggredire? Chiudersi in casa dopo una certa ora?

E' chiaro che occorre anche il controllo del territorio, ma è di agghiacciante che gli avventori del bar che hanno assistito al linciaggio, non abbiano mosso un dito, anzi incitavano gli animali, uno di loro è andato a tirare qualche calcio al bracciante negro e il proprietario del bar non ha chiamato i soccorsi. Questa è mentalità da KKK. Gli assassini non erano disadattati di periferia ma probabilmente figli della borghesia tarantina che si sentivano investiti della missione di opporsi al grande reset di cui, p.e. delira quel poveretto di caporale in vestaglia.

  • Melius 1
Supertramp
Inviato
2 ore fa, PL-L1000 ha scritto:

che stiracchiandola un po', ma non eccessivamente, vi pone tra quelli appena descritti da wow che credono di essere nel giusto.

 

E chi sarebbe nel giusto?

Chi ammazza brutalmente in mezzo alla strada?

Continuate pure a giustificare Caino.

  • Melius 1
Inviato
4 minuti fa, Supertramp ha scritto:

 

E chi sarebbe nel giusto?

Chi ammazza brutalmente in mezzo alla strada?

Continuate pure a giustificare Caino.

Mi auguro lo incontriate prima o poi.

E buona fortuna.

Io non giustifico proprio nessuno. Continui a concentrarti e guardare  nella direzione sbagliata.

 

  • Melius 1



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