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Dopo la morte di Dio


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1 ora fa, Max440 ha scritto:

Riporto da un articolo sul Corriere della sera del 19 giugno, a firma Julian Carron:

.-.-.-.-.-.

La posta in gioco — oggi come allora — è la natura
stessa del cristianesimo. Non è un potere, né un’ispirazione,
un elenco di riti e formule o ricette sociali, etiche,
inadeguate all’altezza della sfida. Ma un incontro
sperimentabile, toccabile, che porta dentro un’ipotesi
di risposta alla irriducibilità dell’uomo, alla ricerca
che essa scatena.

.-.-.-.-.-.-.

Ed ancora:

.-.-.-.-.-.-.

la mentalità in cui siamo immersi che «tende sempre
—diceva don Giussani—a sussumere i particolari all’interno
di un universale astratto. La mentalità nuova,
invece, non nasce per un processo di deduzione analitica
a partire da certi principi o criteri che poi si applicano,
ma da un avvenimento, da qualcosa che è successo
e che accade»

Mi sembrano concetti applicabili a qualsivoglia percorso di spiritualità, dalle religioni più strutturate ai santoni cari a Luigi, o no?

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Che il cervello umano sia predisposto a riconoscere schemi e attribuire significato è indubbio. Ma non confuta completamente la teoria della della sincronicità, essa è una possibile spiegazione forse soltanto più probabile
Jung non sosteneva che ogni coincidenza significativa fosse una prova di qualcosa di magico. Osservava piuttosto che alcune coincidenze vengono vissute come particolarmente cariche di senso da chi le sperimenta.
Affermare che tale significato sia soltanto un prodotto del cervello richiederebbe una dimostrazione ulteriore. Al momento abbiamo due interpretazioni possibili: una che vede il fenomeno come costruzione psicologica e una che lo considera un aspetto ancora poco compreso del rapporto tra psiche ed esperienza. In fondo, nessuna delle due può essere considerata definitivamente dimostrata.

In ogni caso non ho nulla da dimostrare, difendere, confutare o imporre ad altri. Lascio volentieri questi compiti a chi ne sente il bisogno.😁

Era solo per condividere delle coincidenze che, dal mio punto di vista, mi sono apparse significative

 

1 ora fa, simpson ha scritto:

santoni cari a Luigi,

😅

Comunque anche i santoni spesso fanno riferimento a tradizioni molto note come il Vedanta o il Buddhismo

A quali santoni ci vogliamo riferire precisamente?

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briandinazareth
9 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Osservava piuttosto che alcune coincidenze vengono vissute come particolarmente cariche di senso da chi le sperimenta.
Affermare che tale significato sia soltanto un prodotto del cervello richiederebbe una dimostrazione ulteriore. Al momento abbiamo due interpretazioni possibili: una che vede il fenomeno come costruzione psicologica e una che lo considera un aspetto ancora poco compreso del rapporto tra psiche ed esperienza. In fondo, nessuna delle due può essere considerata definitivamente dimostrata.

 

In realtà è ampiamente dimostrata da una mole enorme di esperimenti di vatio tipo. 

Ovviamente non lo era ai tempi di jung

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Comunque ci sono personaggi che hanno affrontato questo fenomeno come :

Bernard D. Beitman, il primo psichiatra dopo Carl Jung ad aver tentato di sistematizzare lo studio delle coincidenze. Ha sviluppato la prima scala per misurare la sensibilità alle coincidenze e ha pubblicato diversi articoli su Psychiatric Annals. Ha scritto o curato sedici libri scientifici, è visiting professor presso la University of Virginia ed ex presidente del Dipartimento di Psichiatria presso la University of Missouri-Columbia. Ha frequentato la Yale Medical School.

C'è anche un testo tradotto in italiano, sarei curioso di leggerlo

...

Anche 

 

Roderick Main è un accademico britannico, Professore presso il Dipartimento di Studi Psicosociali e Psicoanalitici e Direttore del Centre for Myth Studies presso la University of Essex. È ampiamente riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti del pensiero di Carl Gustav Jung, con particolare specializzazione nei temi della sincronicità, dell'olismo e del misticismo

....

Solo per dire che trattasi di un argomento interessante e degno di approfondimento, almeno così sembrerebbe

 

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analogico_09
9 ore fa, briandinazareth ha scritto:

A prescindere dal fatto che jung vedeva a cose assurde e palesemente false

 

Ciò che elabora l'inconscio osservato attraverso l'ottica freudiana o junghiana, o che sia il soggetto stesso ad analizzare il proprio vissuto onirico, non è mai falso: tutto e' reale anche ciò che sembra inverosimile. L'inconscio si occupa di rappresentare la realtà nei modi apparentemente contorti ed ingannevoli, spesso visionari attraverso simbologie astratte,  semplicemente perché tendiamo ad osservare l'immaginativo onirico con la lente di rimpicciolimento della razionalità con la quale ci rapportiamo con la coscienza vigile, dove entrambi gli aspetti della dovrebbero convivere con quell'equilibrio proprio dei vasi comunicanti. Il corto circuito si verifica quando una delle due parti prende il sopravvento. Per poter vivere in armonia la propria spiritualità l'uomo ha bisogno di razionalità e di lirismo nella stessa, sincronica misura. 

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46 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Per poter vivere in armonia la propria spiritualità l'uomo ha bisogno di razionalità e di lirismo.

Qualcuno affermava, mi pare fosse lo psichiatra Jack Engler, che per trascendere l'ego prima necessità di averlo ben strutturato

Su Jung, toglietemi ogni sua teoria ma non quella della persona/ombra (proiezione): veramente notevole

 

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loureediano

La Trinità è morta da molto tempo, sopravvive perchè a qualcuno serve crederci, ma basterebbe voltarsi indietro e vedere le catastrofi causate dall'uomo ma anche dalla natura.

Se Dio vede e provvede, come mai fa accadere tutte ste digrazie, non venite a dirmi che è il libero arbitrio, perchè è la più grossa puttanata di giustificazione mai sentita.

Perchè ci sono le malattie e gente che va per esempio a Loudes per chiedere la guarigione , come mai sono così pochi coloro che dicono di essere guariti, gli altri non lo meritano, poi mai visto uno che ha perso un braccio e per miracolo gli sia ricresciuto, sempre guarigioni di cui si sa ben poco o nulla, tanto che per la chiesa stessa i miracoli riconosciuti sono ben pochi.

Poi certo che ci sono quelli che vedono 2 soli e 3 lune, che guarda caso poi li vedono pure gli altri che prima non li vedevano. Il cervello è in grado di produrre droghe che l'eroina in confronto è acqua fresca

 

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analogico_09
2 ore fa, loureediano ha scritto:

Se Dio vede e provvede, come mai fa accadere tutte ste digrazie, non venite a dirmi che è il libero arbitrio

 
In quanto a questo vorrei condividera la mia teoria di un "cristianesimo acattolico"

 

Prendo spunto dall'esperienza vissuta 20 anni fa che quasi dimenticata mi è  rimbalzata in mente nel corso di questa discussione. 

 

Rispondendo ad un’osservazione di una giornalista che riporta un’ipotesi formulando una domanda:  “Le religioni non hanno non mai salvato il mondo, chi può salvare il mondo?” 
Il grande regista Ermanno Olmi, scomparso nel 2018, durante la presentazione stampa del suo film “I Cento chiodi” (2007,  opera sincera e profonda testualmente, "tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico", cinematograficamente forse meno riuscita ma con un inizio thriller strepitoso) che registrai interamente e in seguito sbobinai per poterla pubblicare insieme alla recensione del film, risponde ripetendo la domanda (riporto letteralmente):
E’ vero o no, hanno mai salvato il mondo le religioni? Mai!, mai. Anzi le religioni hanno portato l’umanità verso  baratri spaventosi. Allora, le religioni sono, come dire, un suggerimento che qualche volta può darci l’opportunità di regolare meglio le nostre idee, ma guai se è un’imposizione. Ditemi dalla fine della guerraqueli sono stati i momenti di autentica libertà vissuta dalla società italiana. Ditemerne una […]  L’unica religione, l’unica rivelazione che è avvenuta nell’area della nostra civiltà è la rivoluzione cristiana, non è il cattolicesimo, l’unica vera rivoluzione. Le altre sono state rivoluzioni che hanno ricomposto un sistema che è diventato religione, vale a dire osservanza delle regole. Religo, vi dice qualcosa? 

Questa era la posizione di un uomo saggio e assai vissuto, di un regista che ha sempre rappresentato col suo cinema l’humanitas, le forme di spiritualità esistenziali, gli aneliti di libertà individualie sociale, collettiva, "evangelica", con squisita profonda sensibilita: tra i film più celebrati: Il Posto, E Venne un Uomo, L’Albero degli zoccoli, La Leggenda del Santo bevitore, Il Mestiere delle Armi, tra i miei preferiti, etc.
Mi ritrovai pienamente d’accordo con Ermanno Olmi perché già ai tempi, ancor molto prima, in gioventù abbracciavo sul piano dei contenuti filosofico-culturali, sociali rivoluzionali, pre-marxisti, se fosse pasolinianamente possibile formulare tale ipotesi, una forma laica di “Cristianesimo  acattolico” e anti-papista senza ovviamente rinnegare l’immenso patrimonio che nel corso dei secoli e millenni i successori di Pietro avevano creato e conservato non perché se ne faccia oggi uso sconsiderato se non anche lanzichenesco da parte delle autorità cittadine e nazionali. 

L'umanitgà di Ermanno Olmi resta racchiusa nelle drammatiche toccanti sequenze del suo capolavoro: I"l Mestiere delle  Armi" (2001).
Giovanni dalle Bande Nere è sul letto di morte... 

 

Questi approcci danno da pensare: ma siamo davvero degli atei o dei credenti così convinti nel profondo? L'unica strada più praticabile forse non è quell dell'unicità.
 

 

 
Ermanno mi lasciò una dedica sul libro del film con la semplicità che lo contraddistingueva. 

 

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2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

 

Ciò che elabora l'inconscio osservato attraverso l'ottica freudiana o junghiana, o che sia il soggetto stesso ad analizzare il proprio vissuto onirico, non è mai falso: tutto e' reale anche ciò che sembra inverosimile. L'inconscio si occupa di rappresentare la realtà nei modi apparentemente contorti ed ingannevoli, spesso visionari attraverso simbologie astratte,  semplicemente perché tendiamo ad osservare l'immaginativo onirico con la lente di rimpicciolimento della razionalità con la quale ci rapportiamo con la coscienza vigile, dove entrambi gli aspetti della dovrebbero convivere con quell'equilibrio proprio dei vasi comunicanti. Il corto circuito si verifica quando una delle due parti prende il sopravvento. Per poter vivere in armonia la propria spiritualità l'uomo ha bisogno di razionalità e di lirismo nella stessa, sincronica misura. 

Se dovessi basarmi sulla mia esperienza, ti direi proprio di no. Non c'è traccia alcuna in me di aspirazione alla spiritualità e non c'è mai stata. A questo punto, con quello che ho già passato, penso non ci sarà mai.

Quando guardo le persone che cercano questi significati 'ulteriori', queste spiegazioni che vengono da mondi sconosciuti e a noi inaccessibili, faccio fatica a capire cosa li muova. 

Il meccanismo 'questa musica che ascolto é celestiale = forse c'è qualcosa di sovrumano che la genera' non mi appartiene, per me vale il contrario: 'questa musica che mi pare celestiale può dirmi molto di come funziona il mio cervello, andrebbe studiato il meccanismo per cui una musica assurge allo stato di celestiale'.

Oppure quel meccanismo per cui una persona si emoziona guardando la natura che lo circonda e pensa 'deve esserci un creatore'.. siamo molto lontani dal mio modo di pensare alle cose

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Anche il Buddha può essere considerato un rivoluzionario in quanto ebbe il coraggio di prendere le distanze dal ritualismo e dalle speculazioni metafisiche (troppo rococò,-Panikkar-) del contesto indo-vedico spostando l’attenzione dall’autorità dei testi e dei riti all’esperienza diretta della sofferenza e della sua cessazione.

I suoi insegnamenti centrali riguardano soprattutto non-sé (anattā), impermanenza e origine interdipendente dei fenomeni. La nozione di vacuità (śunyata), invece, viene sviluppata in modo più esplicito dalla filosofia mahāyāna, (Nagarjuna).
Pertanto, non c’è un sé autonomo e assoluto da porre al centro del cosmo.

Altro che narcisismo .. 😑

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3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

spesso visionari attraverso simbologie astratte,  semplicemente perché tendiamo ad osservare l'immaginativo onirico con la lente di rimpicciolimento della razionalità

Non a caso, le grandi tradizioni spirituali (anche tramite opere artistiche) hanno un comparto simbolico notevole

Sono ponti verso una dimensione che supera il linguaggio e le categorie concettuali

I simboli possono rivelare una modalità del reale o una struttura del mondo che non sono evidenti sul piano dell'esperienza immediata (M. Eliade)

E' la differenza che aveva evidenziato lo stesso Jung tra segno (rimanda a qualcosa di noto e convenzionale) e simbolo (possiede connotazioni specifiche oltre il suo significato ovvio e convenzionale)

 

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analogico_09

@simpsonCapisco perfettamente il tuo punto di vista, Daniele, la tua esperienza. Parlavo in generale, nessun valore, tensione emotiva o spirituale, cerebale, istintiva o razionale rispecchia i canoni dell'assoluto e Comunque si presentano in maniera e in misura diversa da persona a persona. Potrebbe tuttavia restare aperta la porta per consentire una cumunicazione sulle idee, sulle esperienze e suelle emozioni che quelle più di ogni altra cosa sono di natura strettamente personale e difficilmernte comunicabili, "spiegabili".  

 

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1 minuto fa, analogico_09 ha scritto:

di natura strettamente personale e difficilmernte comunicabili, "spiegabili"

È un punto delicato e interpretato in modi diversi. Alcuni lo spiegano solo attraverso processi chimico-biologici, altri invece ritengono che vi siano anche significati più ampi che non si esauriscono in questo tipo di spiegazione.

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