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Cina accesso in chiesa vietato ai minori


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Il fulcro di questa strategia è la politica di "sinicizzazione" delle religioni, sviluppata negli anni 2010 e promossa con forza dal 2015. Secondo questo approccio, le religioni riconosciute devono adattarsi alla cultura cinese, sostenere l'unità nazionale e operare in conformità con gli obiettivi dello Stato socialista. I critici sostengono che tale politica comporti una crescente interferenza statale nella teologia, nell'organizzazione e nelle pratiche religiose, fino a subordinare l'autonomia delle comunità religiose alle priorità del Partito.

Come già detto il divieto al culto religioso per i minorenni riguarda soltanto alcune regioni 

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Cina: aumenta la pressione sui cattolici

L’accordo tra Pechino e il Vaticano sui vescovi favorisce la repressione

 

 

A dieci anni dall’avvio della campagna di «sinicizzazione» della religione promossa dal presidente Xi Jinping, le comunità cattoliche in tutta la Cina sono soggette a un controllo ideologico sempre più rigido, una stretta sorveglianza e restrizioni agli spostamenti.

L’accordo del 2018 fra la Cina e la Santa Sede sulla nomina dei vescovi aiuta il governo cinese a esercitare pressioni sui cattolici affinché si uniscano alla chiesa ufficiale.

La Santa Sede e gli altri governi dovrebbero sollecitare Pechino a porre fine alla persecuzione delle comunità cattoliche e di rispettare il diritto alla libertà di culto sia per i cattolici che per le altre religioni.

(New York, 15 aprile 2026) – Le autorità della Cina stanno intensificando le pressioni sulle comunità cattoliche «sotterranee» affinché aderiscano alla Chiesa ufficiale controllata dallo Stato, ha detto oggi Human Rights Watch. Negli ultimi anni, il governo Cinese ha inasprito il controllo ideologico, la sorveglianza e le restrizioni agli spostamenti per i cittadini cattolici, che secondo le stime sono 12 milioni.

Nel quadro della campagna di «sinicizzazione» della religione lanciata dal presidente Xi Jinping ad aprile del 2016, i luoghi di culto e gli insegnamenti religiosi devono riflettere la cultura cinese incentrata sull’identità Han e l’ideologia del Partito Comunista Cinese. L’Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei vescovi, stipulato nel 2018 che ha posto fine a una disputa decennale sulle nomine vescovili, ha favorito la repressione dei cattolici nel paese.

«A dieci anni dall’inizio della campagna di sinicizzazione di Xi Jinping e a quasi otto dall’accordo con il Vaticano, i cattolici in Cina sono oggetto di una repressione sempre più aspra che ne viola la libertà di culto», ha detto Yalkun Uluyol, ricercatore di Human Rights Watch sulla Cina. «Papa Leone XIV dovrebbe rivedere l’accordo quanto prima e sollecitare Pechino a interrompere le persecuzioni e le intimidazioni verso le chiese “sotterranee”, il clero e i fedeli».

Il governo vieta ai ricercatori indipendenti di entrare in Cina e punisce chiunque parli con i media stranieri o i gruppi per la difesa dei diritti umani. Human Rights Watch ha parlato con nove persone che si trovano all’estero ma conoscono personalmente la vita dei cattolici cinesi, e con esperti sulla libertà di culto e sul cattolicesimo in Cina. Inoltre, Human Rights Watch ha esaminato documenti governativi e articoli della stampa governativa cinese.

Il 7 aprile 2026, Human Rights Watch ha inviato una sintesi delle sue ricerche al governo cinese e alla Santa Sede, chiedendo loro di esprimersi in merito. Nessuno dei due ha risposto.

Da tempo il governo cinese limita la libertà religiosa dei cattolici, ai quali è consentito praticare solo nelle chiese ufficiali dell’Associazione patriottica dei cattolici cinesi, controllata dal governo stesso. Le più colpite sono le comunità clandestine cosiddette «sotterranee», che rifiutano di giurare fedeltà al Partito Comunista Cinese. Sebbene le persecuzioni religiose non siano una novità nel paese, la repressione si è decisamente inasprita da quando è salito al potere il presidente Xi, a novembre del 2012.

In base all’accordo del 2018 con la Santa Sede, il cui contenuto non è mai stato divulgato per intero, Pechino propone i candidati al seggio di vescovo e il Papa può opporre il veto. L’accordo è stato rinnovato già tre volte e sarà valido fino a ottobre del 2028, ma nessun Papa finora ha esercitato il diritto di veto, anche quando il governo cinese ha violato i termini stabiliti nominando unilateralmente i vescovi. Anche Papa Leone XIV, salito al soglio pontificio a maggio del 2025, ha approvato le cinque nomine di Pechino.

Secondo le indagini svolte da media e organizzazioni, dall’accordo del 2018 in avanti le autorità cinesi hanno fatto pressione sulle comunità cattoliche sotterranee per costringerle a unirsi all’Associazione patriottica, ricorrendo a detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, torture e arresti domiciliari nei confronti di vescovi e sacerdoti delle chiese sotterranee.

Le persone intervistate sostengono che l’accordo del 2018 abbia fornito alle autorità una solida base per fare pressione sui cattolici sotterranei: non lascia loro «altra scelta che unirsi alla chiesa ufficiale», ha detto una persona dopo che la sua chiesa è stata demolita, il crocifisso rimosso e i fedeli minacciati e arrestati. Un’altra persona ha detto che l’accordo si è rivelato «un’arma ingegnosa per distruggere legalmente le chiese sotterranee», perché i vescovi più anziani, dopo anni di persecuzioni, sono morti o sono stati sostituiti da quelli nominati ufficialmente.

Alcuni cattolici sotterranei dicono di sentirsi traditi dal Vaticano. Se infatti è vero che «i membri di queste comunità sono abituati alle persecuzioni del governo [cinese]», ha detto un esperto che ha intervistato decine di cattolici in Cina, dal 2018 «si sentono presi di mira anche dalla Santa Sede».

Un prete che vive all’estero ha detto che «molti vescovi sotterranei sono anziani, ma al loro posto [il Vaticano e Pechino] non nominano altri vescovi sotterranei. Queste comunità possono sopravvivere per un po’ con i loro sacerdoti, ma a lungo andare i cattolici sotterranei spariranno [dalla Cina]».

Negli ultimi anni, il governo cinese ha intensificato anche il controllo ideologico, la sorveglianza, le limitazioni alle attività religiose e i rapporti con l’estero delle chiese ufficiali, ha detto Human Rights Watch.

Le autorità sottopongono il clero a un intenso indottrinamento politico o ideologico, che in alcuni casi si svolge anche due volte a settimana. Oltre al controllo già esercitato dallo Stato sui materiali religiosi, gli insegnamenti dei sacerdoti ora sono soggetti anche all’approvazione delle autorità competenti. Non solo, ma il governo ha ristretto le attività religiose nei locali delle chiese ufficiali, ad esempio, introducendo l’obbligo di registrarsi per le funzioni religiose e vietando ai bambini l’accesso alle chiese. Fonti attendibili segnalano inoltre che sono vietate l’educazione religiosa dei figli in ambito familiare e le attività benefiche a carattere religioso in tutto il paese.

A dicembre del 2025, l’Associazione patriottica dei cattolici cinesi e la Conferenza episcopale cattolica cinese hanno formalmente adottato il «Regolamento provvisorio sulla gestione standardizzata dei documenti di viaggio per l’ingresso e l’uscita del clero cattolico», che obbliga tutti i membri del clero a presentare i documenti di viaggio agli uffici competenti, rimettendo all’approvazione dello Stato tutti gli spostamenti al di fuori del territorio nazionale, anche se per motivi personali. Inoltre, le autorità limitano le attività religiose promosse in Cina da persone straniere.

Secondo Human Rights Watch, le violazioni dei diritti dei cattolici da parte del governo cinese sono in contrasto con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite e violano le libertà di coscienza e di religione, di espressione, associazione e movimento, oltre ad altri diritti.

«La Santa Sede e gli altri governi dovrebbero esercitare pressioni su Pechino affinché rispetti la libertà religiosa di tutti i cattolici e delle altre confessioni presenti in Cina», ha detto Uluyol. «Il governo cinese dovrebbe smettere di perseguitare e minacciare i credenti che difendono la propria fede e la propria spiritualità al di fuori del controllo del Partito Comunista».

 

https://www.hrw.org/it/news/2026/04/15/china-pressure-on-catholics-escalates?utm_source=chatgpt.com

 

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briandinazareth
6 minuti fa, tigre ha scritto:

Provo a buttarla li.. Forse perché é na dittatura? 😅

 

Ci sono dittature che ha addirittura incentivato certe sette, ad esempio pin9chet e democrazie che le hanno combattute e altre che invece sono intervenute solo dopo stragi e cose molto gravi. Ad esempio gli usa.

Forse la cosa non è solo legata a dittatura o democrazia liberale e altre semplificazioni simili

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Adesso, briandinazareth ha scritto:

 

Ci sono dittature che ha addirittura incentivato certe sette, ad esempio pin9chet e democrazie che le hanno combattute e altre che invece sono intervenute solo dopo stragi e cose molto gravi. Ad esempio gli usa.

Forse la cosa non è solo legata a dittatura o democrazia liberale e altre semplificazioni simili

O forse sono tutte dittature, solo in forme apparentemente diverse.

Chissà..

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best_music

I cinesi hanno imparato dai migliori

:

In fondo se la chiesa cattolica oggi è ancora egemone in tante aree del mondo (Europa "latina", sud America) è per i tribunali della Santa Inquisizione che, sia pure in forma diversa, hanno imperversato dal medio evo fino agli albori dell' era industriale. I metodi potevano essere simili a quelli cinesi (indice dei libri proibiti) ma anche più spicci (torture, condanne al rogo - e con "rogo" si intende non una metafora ma letteralmente bruciare viva una persona).

:

(A cambiare le cose è certo stato il vento delle modernità ma una spintarella in avanti gliel' ha data la perdita del potere temporale con i moti risorgimentali e la conquista sabauda: appena 20 anni dopo l' apertura a cannonate della breccia di porta Pia usciva la Rerum Novarum e cominciava pian piano ad evolversi verso quella istituzione che conosciamo (o molti credono di conoscere) oggi. Diciamo che a cambiare le cose il cannone non basta ma, a volte - come dire? - aiuta)

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best_music
Adesso, LUIGI64 ha scritto:

Si parlava di Cina

Cosa ti è sfuggito dalla affermazione "i Cinesi hanno imparato dai migliori"? Serve un disegno a spiegarla?

:

p.s. se i giapponesi oggi sono quello che sono c' ha anche a che fare col fatto che i cristiani, ad un certo punto, li hanno crocifissi. Per vedere se quel sistema per ammazzare la gente funzionava bene...

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Se il discrimine è la dittatura occorre adottarlo con tutte le dittature, rosse e nere.

La cosa curiosa è che l'avversione per Trump & c. spinge ad essere benevoli con altre autocrazie di segno opposto (cfr Iran).

Però il focus della discussione è un altro e si basa su una mezza fake.

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5 minuti fa, wow ha scritto:

Se il discrimine è la dittatura occorre adottarlo con tutte le dittature, rosse e nere.

La cosa curiosa è che l'avversione per Trump & c. spinge ad essere benevoli con altre autocrazie

Ho la stessa impressione 

Perché magari quella cinese coincide con un certo paradigma

Tutto normale

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stefano_mbp
10 ore fa, Max440 ha scritto:

 Proprio ciò che fa qualsiasi regime comunista: imporre la propria "religione" (perchè l'ateismo è una forma di religione), indottrinare, sfruttare le menti deboli per imporre una specifica ideologia.

Che è poi il mantra del pensiero "sinistorso", in contrasto con la Libertà di scelta e di Coscienza, con la responsabilità individuale, con il dialogo interreligioso.

Dai che Trump ci fa una bella crociata ….

11 minuti fa, tigre ha scritto:

Mi ha sempre colpito come quasi tutti qui sappiano cosa sia o cosa non sia fake, e con quale sicumera.

Una sicumera di tale livello che non necessita nemmeno di eventuali approfondimenti. Un dogma insomma.

 

È la cultura di feisbuc ….

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