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Vannacci. La sirena nera


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7 minuti fa, wow ha scritto:

Questo mi pare esagerato.

a memoria sono stato un po' riduttivo e stringato, anche approssimativo ma nella sostanza ti selezionano presto 

 

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Il sistema scolastico tedesco è noto per la sua struttura fortemente decentralizzata e per una precoce suddivisione degli studenti in percorsi di studio differenti.

Ecco come funziona a grandi linee, passo dopo passo:

1. Decentralizzazione (La regola del Länder)

In Germania non esiste un unico ministero dell'istruzione nazionale che decide per tutti. La gestione della scuola spetta ai 16 stati federali (Bundesländer). Questo significa che il calendario scolastico, i programmi e perfino alcune denominazioni possono variare anche significativamente da uno stato all'altro (es. tra Baviera e Berlino).

2. Percorso e Livelli Scolastici

A. Scuola Primaria (Grundschule)

Età: dai 6 ai 10 anni (fino ai 12 anni a Berlino e nel Brandeburgo).

Durata: 4 anni (classi dalla 1ª alla 4ª).

È comune per tutti i bambini e si concentra sui fondamentali: lettura, scrittura, matematica e prime nozioni generali.

B. La Selezione Precoce (La grande scelta a 10 anni)

Alla fine della Grundschule, sulla base delle valutazioni degli insegnanti e del rendimento (e in accordo o meno con la famiglia, a seconda dello stato), gli studenti vengono indirizzati verso tre percorsi principali per la scuola secondaria di primo/secondo grado:

image.thumb.png.3b4d447f00d61ffa23797f42829828b7.png

Hauptschule (Scuola secondaria di primo livello)

Durata: fino alla 9ª o 10ª classe.

Orientamento: molto pratico e applicato, pensato per chi intende entrare rapidamente nel mondo del lavoro artigianale o manuale.

Sbocco: conduce alla formazione professionale (Ausbildung).

Realschule (Scuola media tecnica/commerciale)

Durata: fino alla 10ª classe.

Orientamento: bilanciato tra teoria e pratica (impiegatizio, tecnico, commerciale).

Sbocco: permette l'accesso a scuole tecniche superiori o a tirocini aziendali di livello intermedio.

Gymnasium (Liceo)

Durata: fino alla 12ª o 13ª classe (a seconda dello stato, noto come sistema G8 o G9).

Orientamento: fortemente accademico e teorico.

Sbocco: si conclude con l'Abitur (il diploma di maturità), requisito fondamentale per accedere all'università.

Nota di flessibilità: Negli ultimi anni si sono diffuse le Gesamtschule (scuole omnicomprensive), che uniscono i tre percorsi sotto un unico tetto per rendere meno rigida la suddivisione a 10 anni e consentire passaggi più agevoli tra un indirizzo e l'altro.

3. Il Sistema Duale (Duale Ausbildung)

Un elemento di grande forza ed eccellenza del modello tedesco è la formazione professionale dopo la scuola secondaria:

Gli studenti combinano l'apprendimento teorico in aula (1-2 giorni a settimana) con il tirocinio retribuito direttamente in azienda (3-4 giorni a settimana).

Dura solitamente da 2 a 3 anni e mezzo e garantisce tassi di occupazione giovanile molto alti.

 

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MaurilioMc

Il problema vero è che il potere non mai interesse a divulgare il sapere nel popolo. La capacità di sviluppare e gestire un pensiero critico da parte delle classi subalterne non può essere tollerato da nessuna classe politica, a prescindere dalla sua connotazione politica o da suo colore. L' autodeterminazione del pensiero personale attraverso la conoscenza, ottenuto dai singoli individui, elimina la necessita di creare e mantenere un'elite politica,, sociale, culturale, religiosa ed economica e questo distrugge il concetto di potere. Come diceva qualcuno, il potere distrugge chi non lo gestisce non chi lo detiene. Le classi dominanti non possono accettare la loro autodistruzione. 

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widemediaphotography
5 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

E secondo te le famiglie, il ministro, i governi espressi dagli elettori, le linee guida e le norme sono ininfluenti?

La pressione contro le bocciature è molto più risalente dell'immigrazione, se immagino bene cosa sottintendi.

A meno che tu non sostenga l'opportunità di fermare i disabili, i dsa, i bes e di inserirli in classi speciali.

Io sono un esecutore, obbedisco alle norme e guido al rispetto delle regole ed al buon senso.

Mi confronto volentieri con un addetto ai lavori, purché la discussione non scivoli su argomenti fantoccio (come le provocazioni su immigrazione e disabili o sottintendimenti mai pronunciati), utili solo a spostare l'attenzione ed evitare un sereno confronto.

Sono i dati OCSE a collocarci esattamente dove siamo. Il problema non è l'inclusione, ma la valutazione del merito, basata su un sistema che straripa di esoneri semplificati, quiz a risposta multipla e una tacita e benevola "pressione" contro le bocciature, col risultato sistematico di un livellametno verso il basso.

A questo va aggiunto un reclutamento che per decenni ha usato la scuola come ammortizzatore sociale per laureati di massa. Ciascuno dinoi conta nella propria cerchia almeno 4 o 5 membri appartenenti al corpo docente (io persino un socio) per toccare con mano la realtà della situazione. E non è di certo per il solo rispetto formale delle norme che il sistema rilascia titoli di studio a cui, purtroppo, non corrispondono più reali competenze. Altro non c'è!

Se da un lato denunciamo l'analfabetismo funzionale dilagante, dall'altro non possiamo usare foglie di fico per analizzarne le cause. E se esiste un forte divario tra il Nord-Est e il Sud o le Isole del Paese (confermato  dall'OCSE), non saranno certamente le norme, comuni su tutto il territorio nazionale,a determinare lo stato di fatto.

Il buon senso e la responsabilità professionale imporrebbero di opporsi fermamente al danno sociale causato dalla mancanza di selezione e dalle promozioni facili.

 

 

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appecundria
10 ore fa, wow ha scritto:
10 ore fa, Jack ha scritto:

La selezione la fa la vita poi

La selezione non dovrebbe essere l'obiettivo finale della Scuola o della vita, a seconda dei casi

Che poi, se fosse stata applicata la selezione, si sarebbero salvati ben pochi tra la nostra attuale gerarchia al potere. 

  • Melius 1
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Gaetanoalberto
33 minuti fa, appecundria ha scritto:

In tempi non sospetti (1994), approcciandomi alla trattazione  costituzionale delle regioni - ragioneria, Orzinuovi - chiesi il numero delle regioni.

Dopo la tombola degli errori, cominciai a tentare una elencazione: prima che ci arrivassi: Profeeeee, cos'è il Mòlise???

Dissi: proviamo con qualcosa di più facile: i laghi più grandi della provincia di Brescia ? Segue pausa, tic tac tic tac," ... Maggiore!

A seguire: ok ragazzi, Garda, Iseo, Idro.

Il Garda è ad est o ad ovest ?

Mutismo, segue tentativo al 50% ma sbagliato.

Stoppai la lezione per scendere a recuperare 3 carte geografiche da muro e feci lezione di geografia per oltre un mese.

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Gaetanoalberto

@widemediaphotography  Posso solo rappresentarti la mia esperienza (laurea in giurisprudenza, scuola di specializzazione forense postuniversitaria,  borse di studio e lavoro in campo assicurativo, professione di avvocato fino al 2011, docente di discipline giuridiche ed economiche in ITS e corsi per  esami di avvocato e commercialista). 8 anni in istituti tecnici e per geometri, 18 in un grande istituto alberghiero ( gli ultimi cinque da vicepreside esonerato dall'insegnamento), e 7 da preside di un istituto comprensivo di una periferia complessa ( figli provenienti da palazzoni di case popolari, villette a schiera di edilizia familiare, campi nomadi).

Nessuno possiede verità assolute, manco l'OCSE, e i dati devono sempre essere contestualizzati.

Il compito della scuola è variegato infatti, e non si presta a generalizzazioni.

Per capirci, una singola scuola è una comunità in cui mediamente trovi un migliaio di alunni, il doppio dei genitori, 150 unità di personale (da vice il mio alberghiero e arrivato a  1700 alunni, circa 250 docenti etc).

Ma non voglio sfuggire alle questioni che tu poni: alcuni dati sono oggettivi, altri meno.

Prima le norme: nella scuola primaria, la non ammissione alla classe successiva va deliberata solo in casi eccezionali ed all'unanimità.

Nella secondaria di primo grado si prevede l'ammissione con insufficienze, la non ammissione è per legge un'eccezione riservata alle gravi e diffuse insufficienze.

Alle superiori è prevista la sospensione del giudizio, con corsi di recupero ed esami estivi.

Ai professionali al termine dell'anno un piano formativo per colmare le lacune al successivo.

Anche gli esami per passare da un indirizzo all'altro sono stati eliminati: la scuola deve attivarsi per percorsi di accoglienza e recupero.

Poi le indicazioni: ci fanno studiare, e gli ispettori tecnici fanno formazione raccomandando di mettere in atto tutte le azioni per promuovere il successo formativo.

La non ammissione resta del tutto residuale, ed il procedimento deve dimostrare che la scuola si è attivata concretamente per il recupero.

Il sistema: un altro dato preoccupante è la dispersione, sempre alta in Italia: meglio un somaro che continua a frequentare o un adolescente che abbandona e maranzizza le piazze ?

Le riforme: abolito il diploma statale triennale dei professionali, la scuola statale si è quinquennalizzata: troppo per alcuni studenti. La Lega Nord, da sempre interessata ad acquisire controllo (e relativa spesa) della scuola professionale, ha sviluppato il cosiddetto modello lombardo, esternalizzando a fondazioni la formazione regionale, tradizionalmente destinata a ricevere l'utenza meno portata per l'apprendimento teorico, ma costringendo la statale a copiarne il modello. Con il paradosso che le fondazioni possono selezionare l'iscritto, lasciando i resti alla statale.

Oggi, lo stesso modello (di esiti fallimentari per qualità) si sta proponendo per le scuole tecniche, le ultime decenti ed orientate al lavoro.

Conseguentemente, e per ora mi fermo a questo perchè siamo troppo OT, è proprio vero che siamo fortemente orientati alla promozione, piuttosto che alla selezione.

Tempo fa avevamo proposto un TD sulla scuola ma non è che fosse andato avanti chissà che...

Molte cose potrei dirti rispetto al tuo post, ma ci vuole la Treccani.

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Torniamo in topic

link al programma di Futuro Nazionale (per chi vuole andare alla fonte):

https://futuronazionale.it/programma/

Poi dopo consiglierei di leggere l'altra sponda :classic_biggrin:, per esempio cosa ne pensano quelli di Fanpage noto covo di antifa :classic_biggrin: del suddetto programma

https://www.fanpage.it/politica/abbiamo-letto-tutto-il-programma-di-vannacci-cosa-ce-dentro-dallinvasione-ottomana-al-linguaggio-da-ventennio/

Dopo potete avere degli elementi in più per farvi la vostra visione con riferimento alla fonte e non solo al pensiero riportato da terzi sia fan boy che haters

 

  • Melius 1
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la cosa che salta all'occhio è la richiesta di competenza linguistica di livello c1
e, leggendo in rete il livello dei sostenitori, se applicata, si capisce subito che porterebbe all'azzeramento o quasi dell'elettorato
ma anche di buona parte dei dirigenti aggiungo

poi ci sarebbe il paradosso della fedina penale pulita
proprio loro che hanno in pancia pregiudicati a dirigere

sul patriarcato mediterraneo sorvolo proprio...

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@Gaetanoalberto

Troppi, quasi tutti, sono convinti che la scuola sia un luogo dove si può fare quel che ca@@o gli pare. Dopo anni i miei insegnanti hanno compreso che la scuola non solo è una amministrazione pubblica (D.Lgs. 165/2001), ma che vi è un numero enorme di leggi e decreti che ne disciplinano il funzionamento.

Quanto alle prove INVALSI, sarei curioso di conoscere chi ha letto per intero una relazione annuale,in cui i dati sono disaggregati per regioni e, soprattutto, per tipologia di scuola.

Lavorando in una scuola superiore il problema di non ammettere uno studente all'anno scolastico successivo (bocciarlo) non si pone, mentre nella direzione didattica in cui avevo svolto il primo incarico non vi erano ovviamente bocciature per le ragioni che hai espresso. Ma chi vive nel mondo dei social è convinto di sapere tutto, nonostante non sappia nulla. Ignora, da buon ignorante, gli accessi agli atti in caso di bocciatura, i ricorsi al TAR dei genitori di studenti abbienti, fino all'apertura del plico degli esami stato dei genitori non soddisfatti del voto (positivo) attribuito al figlio.

Nella mia esperienza personale, quasi sempre chi parla di merito è convinto in cuor suo che si applichi esclusivamente agli altri.

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