Vai al contenuto
Melius Club

Vannacci. La sirena nera


Messaggi raccomandati

Gaetanoalberto

@Jack Un altro evento di quei tempi, fu l'adesione al fascismo di moltissimi anarchici.
Contemporaneo il passaggio al sindacato fascista di molti degli  iscritti ai sindacati comunisti rivoluzionari.

Bombacci, tra i fondatori del PCI con Gramsci, finì fucilato a Dongo.

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819849
Condividi su altri siti

8 minuti fa, Jack ha scritto:

@senek65

nessuna o quasi imposizione di doveri 

ugualismo a prescindere

dirittismo altrettanto 

senso civico lasciato al buon cuore della buona gente

requisizione brutale di privato sudore

autoreferenzialità della classe eletta (nel senso elettorale del termine)

… und so weiter per altri 10 minuti

 

 

Altre banalità?

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819850
Condividi su altri siti

Gaetanoalberto
4 minuti fa, Jack ha scritto:

tutto vedere e tutto sapere da se stessi

Non ti pare un filo impossibile, oltre che egocentrico?

Prima parlavi di senso civico, il cui primo fondamento è la relazione con gli altri (anche nel senso della indispensabilità altrui).

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819852
Condividi su altri siti

4 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Prima parlavi di senso civico, il cui primo fondamento è la relazione con gli altri (anche nel senso della indispensabilità altrui).

No caro. 
il senso civico lo devi avere per te stesso. Deve dare piacere a te essere adeguato ed attento a come ti comporti: vai in Giappone, per me è stato come la via di Damasco per San Paolo (se non ci sei già stato)… ed io sono stato socializzato  dalla  Svizzera non dal Burundi … così per avere una proporzione 

Ma stiamo uscendo di traccia… certo che dopo 100 e passa pagine una traccia sola è impossibile

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819864
Condividi su altri siti

Elementi costitutivi del fascismo

In tutti i movimenti e regimi fascisti si riscontrano tratti comuni, che rafforzano la tesi del fascismo come fenomeno internazionale ed epocale, originato da una comune cultura politica a sua volta espressione della crisi della democrazia in Europa tra il 1918 e il 1945. Tra essi:

a)      il principio del capo, che presuppone l’obbedienza incondizionata al capo carismatico da parte della massa dei seguaci, legata al primo da un rapporto diretto, senza mediazioni;

b)      l’operato, soprattutto nella prima fase “movimentista”, di reparti armati paramilitari (squadrismo);

c)      l’adozione di uno stile politico specifico, fondato su una nuova visibilità pubblica (uniformi, parate, bandiere, cerimonie, ecc.) che assunse spesso i tratti di una religione secolarizzata, e sull’uso della violenza nei confronti degli avversari politici e di minoranze di vario genere, al fine del loro indebolimento se non annientamento fisico;

d)     la dichiarata volontà di distruggere le istituzioni dello stato liberale-democratico per sostituirle con uno stato di tipo nuovo, basato sul controllo totale dell’apparato e della burocrazia statali da parte del partito unico (un obiettivo, questo, che non fu in realtà mai raggiunto in nessun caso, neppure dal nazismo in Germania);

e)      il proposito di porre fine alla lotta di classe e ai contrasti sociali in genere, tramite un nuovo ordinamento economico-sociale basato sull’armonia tra i produttori riuniti in corporazioni (corporativismo), che avrebbe costituito il superamento sia del capitalismo che del socialismo (in realtà i regimi fascisti mantennero come base dell’economia il sistema capitalistico fondato sull’iniziativa e sulla proprietà private, nonostante le tendenze all’interventismo e al dirigismo statale);

f)       la presenza, in proporzioni variabili nei diversi casi, di un’ideologia comune, composta di elementi ambivalenti e contraddittori: anticapitalisti e antisocialisti, modernisti e antimodernisti, nazionalisti e transnazionali. Questo dualismo ebbe a volte scopi di propaganda o di opportunità politica, ma in fondo costituì una tensione irrisolta dell’ideologia del fascismo. Di qui nasce anche il suo presunto carattere “rivoluzionario”, che lo portò a scontrarsi non solo con i governi democratici ma in alcuni casi anche con i regimi autoritari poggianti sulle forze conservatrici tradizionali.

Elementi ideologici razzisti e/o antisemiti non si riscontrano invece in ogni fascismo nazionale, anche se furono pressoché generalizzati nell’Europa orientale, dove costituirono una delle componenti centrali dell’ideologia fascista.

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819867
Condividi su altri siti

@Gaetanoalberto

Il calcolo fu elaborato da Tullio De Mauro. 

Nel primo censimento unitario risultò che il 78% della popolazione fosse analfabeta, considera tuttavia che erano ritenuti non-analfabeti anche coloro che non erano in grado di leggere e scrivere adeguatamente e che nelle scuole elementari dell'epoca spesso le insegnanti per farsi comprendere parlavano in dialetto.

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819876
Condividi su altri siti

12 minuti fa, Savgal ha scritto:

Elementi ideologici razzisti e/o antisemiti non si riscontrano invece in ogni fascismo nazionale, anche se furono pressoché generalizzati nell’Europa orientale, dove costituirono una delle componenti centrali dell’ideologia fascista.

O.T. o non O.T. 

Questo passaggio potrebbe ben definire la questione della Terra medio orientale, essendo stata ed essendo metà di molti "profughi" provenienti dall' Europa orientale e stati ex cortina sovietica.

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819877
Condividi su altri siti

@JureAR

 

Il Manifesto degli scienziati razzisti, conosciuto anche come Manifesto della razza

«Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l'egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

    LE RAZZE UMANE ESISTONO. L'esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano a ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
    ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
    IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
    LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTÀ È ARIANA. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
    È UNA LEGGENDA L'APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI. Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.
    ESISTE ORMAI UNA PURA "RAZZA ITALIANA". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico–linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
    È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano–nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra–europee, questo vuol dire elevare l'italiano a un ideale di superiore coscienza di sé stesso e di maggiore responsabilità.
    È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE FRA I MEDITERRANEI D'EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE E GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI DALL'ALTRA. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
    GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
    I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono a un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra–europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.»

 

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819882
Condividi su altri siti

@JureAR

Anche in Italia il razzismo è divenuto legge.

 

REGIO DECRETO-LEGGE 17 novembre 1938, n. 1728

Provvedimenti per la difesa della razza italiana. 

https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1938-11-19&atto.codiceRedazionale=038U1728&tipoDettaglio=originario&qId=2eb1053e-a951-4291-810d-b424322530a0

 

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819885
Condividi su altri siti

Gaetanoalberto
35 minuti fa, Savgal ha scritto:

fascismo

 

Il neofascismo indica l'insieme dei movimenti, dei partiti e delle correnti ideologiche sorte dopo la Seconda Guerra Mondiale che si ispirano direttamente o rielaborano l'eredità del fascismo storico italiano e dei regimi autoritari del Novecento.

Elementi ideologici chiave

Nazionalismo radicale: Esaltazione dell'identità nazionale o etnica, accompagnata da posizioni nativiste, sovraniste e da una forte opposizione all'immigrazione.

Antidemocrazia e antiparlamentarismo: Sfiducia nei confronti delle istituzioni liberaldemocratiche, considerate inefficaci o corrotte, a favore di modelli di governo autoritari o verticistici.

Terza via socio-economica: Opposizione simultanea sia al marxismo sia al capitalismo liberale, con il richiamo a formule corporative o social-nazionali.

Culto dell'azione e della gerarchia: Esaltazione del militarismo, del cameratismo, dell'ordine e, in diverse declinazioni storiche, dell'uso della forza o dell'eversione come strumento politico.

Evoluzione storica e manifestazioni

Integrazione istituzionale: Nel secondo dopoguerra italiano si è espresso in formazioni parlamentari (come il Movimento Sociale Italiano), che cercavano di contenere la memoria nostalgica entro i binari della legalità costituzionale.

Eversione e terrorismo nero: Tra gli anni '60 e '80, gruppi extraparlamentari (come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e NAR) hanno intrapreso la via della lotta armata e della strategia della tensione.

Forme contemporanee: Oggi il fenomeno si ripresenta in movimenti identitari, reti giovanili o gruppi extraparlamentari che affiancano alla propaganda simbolica l'attivismo sociale (spesso riservato ai soli cittadini nazionali) e la presenza sui media digitali.

Differenza tra neofascismo e post-fascismo La storiografia e la scienza politica distinguono nettamente il neofascismo — caratterizzato dal richiamo nostalgico o dottrinale al regime di Mussolini — dal post-fascismo, termine con cui si indicano quelle forze politiche che, pur avendo radici storiche nella destra MSI, hanno progressivamente preso le distanze dall'esperienza eversiva e totalitaria per integrarsi pienamente nelle democrazie occidentali.

Proverbio siciliano

Chiamala comu voi, sempri cucuzza è

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819889
Condividi su altri siti

12 minuti fa, Savgal ha scritto:

Manifesto degli scienziati razzisti, conosciuto anche come Manifesto della razza

Il "manifesto della vergogna", bene hai fatto ad inserirlo, purtroppo fa ancora proselitismo e in forma diversa è seguito ( applicato) con altri "diversi" anche in questo particolare "momento storico"

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819893
Condividi su altri siti

@Gaetanoalberto

Mussolini salì al potere grazie all'appoggio della borghesia industriale ed agraria e al consenso del ceto medio.

Dalla mia esperienza personale e anche dagli interventi in questo forum il simpatizzante per la destra-destra ha connotati diversi, è illiberale ed anticapitalista e di collocazione sociale e culturale non particolarmente elevata.

Sto leggendo alcune cose sull'integrazione sociale, ossia su come le società legittimano la collocazione degli individui nella stratificazione sociale. Scriveva Durkheim: "Ciò che è necessario perché l'ordine sociale regni è che maggior parte degli uomini si accontenti della propria sorte".

Non pochi considerano la sorte loro toccata come un'ingiustizia subita non come gruppo sociale, ma come singolo individuo. Da qui il desiderio di rovesciare il tavolo, quindi anticapitalismo e rifiuto della democrazia liberale.

Link al commento
https://melius.club/topic/29649-vannacci-la-sirena-nera/page/109/#findComment-1819901
Condividi su altri siti

×
×
  • Crea Nuovo...