appecundria Inviato 21 Agosto Autore Inviato 21 Agosto 28 minuti fa, widemediaphotography ha scritto: Ho solo riportato l'anomalia del risultato degli Invalsi L'off topic è partito da una mia battuta sull'università di Pisa che sforna laureati in "giurisprudenza ungherese". Tu subito ci aggiungi il carico da 11 contro il Sud perché speri di far deragliare la discussione ma, ad onta dell'Invalsi, qua nessuno è fesso 🙂
widemediaphotography Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto 34 minuti fa, appecundria ha scritto: L'off topic è partito da una mia battuta sull'università di Pisa che sforna laureati in "giurisprudenza ungherese". Tu subito ci aggiungi il carico da 11 contro il Sud perché speri di far deragliare la discussione ma, ad onta dell'Invalsi, qua nessuno è fesso 🙂 Certo che ne hai di fantasia ...
Gaetanoalberto Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto A me pare che si faccia un gran minestrone. Qui nessuno, credo, sia sostenitore del demerito. Dato che il mercato del lavoro è libero, mi risulta che il datore assuma chi ritiene più preparato, anche se l'Italia è particolarmente indietro anche con i sistemi di selezione, soprattutto per il target di mediopiccola portata, in cui imprenditore e manager si improvvisano tuttologi. D'altra parte chi ha il capitale di rischio decide. Le competenze si acquisiscono nel proprio interesse e peggio per chi non ce l'ha fatta. Spiace semmai constatare che la scuola fa fatica a colmare il gap, che ha ragioni perfettamente comprensibili e diffuse in ogni parte della terra. Tornando a sud/nord, il secondo ha una maggiore percentuale di occupati e redditi più alti. In questi termini anche il "merito" è premiato. Non so, magari potremmo adottare una stella gialla per contraddistinguere a vista lo scimunito laureato col voto alto. Nella pubblica amministrazione c'è il concorso, ovvero (ed è importante pretenderlo) un esame con cui si seleziona. I problemi della scuola, sono parte inevitabile di un sistema duale di sviluppo. Invece di affrontare sempre questi temi col tono di chi si appropria alla Trump di una sorta di merito etnico, praticando nella discussione generalizzazioni territoriali che potrebbero risultare offensive soprattutto se l'interlocutore fosse meno scemo di chi generalizza, in un paese normale si investirebbe per ridurre i differenziali. Invece da qualche decennio hanno avuto la stura li peggio tombini. Vannacci o il cdx hanno fatto qualcosa oltre ad ascoltare gli ululati dell'elettorato?
Fabio Cottatellucci Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto 29 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto: mi risulta che il datore assuma chi ritiene più preparato Credo che molto spesso il datore assuma chi è più manovrabile.
Gaetanoalberto Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto Adesso, Fabio Cottatellucci ha scritto: Credo che molto spesso il datore assuma chi è più manovrabile. Lasciami fare il mio sporco lavoro di manipolazione... 2
Savgal Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto @Gaetanoalberto Siamno chiaramente off topico, ma sarei davvero curioso di sapere chi ha mai letto per intero il rapporto annuale INVALSi, l'ultimo era di oltre 200 pagine. Curiosamente nella scuola primaria la regione con i risultati migliori sono il Molise il italiano e la Basilicata in matematica. Poi spiegare cosa è l'indice ESCS, quale peso assume negli esiti scolastici. Infine, la differenza che vi ètra i licei scientifici e gli istituti professionali, conseguenza dell'indice ESCS.
appecundria Inviato 21 Agosto Autore Inviato 21 Agosto 1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto: mi risulta che il datore assuma chi ritiene più preparato, In realtà quasi mai, sono di gran lunga prevalenti le soft skill. 1
audio2 Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto 2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: la scuola fa fatica a colmare il gap non lo colmerà mai il gap, ne su ne giù ne prima ne dopo ne allora ne adesso. ai miei tempi quando il lavoro tirava, già ad inizio ultimo anno le aziende chiamavano le scuole tipicamente l' itis, per chiedere ai profi le liste di quelli in gamba che avrebbero imparato dopo in azienda, esito finale degli esami non determinante. questo è il motivo per cui i giovini vanno liberati il prima possibile sia dalle superiori che dall' uni, avanti popolo con la produttività e le energie che corrono, il che è tutto quello che serve previo qualche mese di servizio civile obbligatorio per tutti comprese le pulzelle e viva la parità. 1
Savgal Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto @Gaetanoalberto Ho volutamente parlato della mia famiglia perché gli esiti dei figli sono in parte conseguenza dell'indice ESCS. Avere la fortuna di nascere in una famiglia relativamente benestante, con genitori laureati, con stimoli adeguati aiuta molto nel buon esito del percorso di studi. Ed è una cosa che ho più volte sottolineato ai miei figli. Al contrario, avere genitori, ammesso che li abbiano entrambi, con svantaggio culturale ed economico è un handicap che i figli difficilmente riescono a colmare. Sono situazioni che chi opera nella scuola conosce bene. Quanto al merito, l'esperienza dei colleghi e mia nel dirigere la scuola mostra come al merito credano in molto pochi, come dimostrano i TAR intasati di ricorsi presentati sugli esiti scolastici da genitori che non accettano la mancata promozione del loro figlio. Ho dovuto anche subire un accesso agli atti e l'apertura del plico dell'esame di stato per genitori che non erano soddisfatti del voto con cui la figlia aveva superato l'esame 1
Gaetanoalberto Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto 40 minuti fa, appecundria ha scritto: le soft skill Si, alla tastiera è sfuggito un termine ormai desueto: meglio parlare di competenze. Alla Leonardo spero guardino anche alle hard.
Gaetanoalberto Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto 41 minuti fa, audio2 ha scritto: non lo colmerà mai il gap, ne su ne giù ne prima ne dopo ne allora ne adesso. ai miei tempi quando il lavoro tirava, già ad inizio ultimo anno le aziende chiamavano le scuole tipicamente l' itis, per chiedere ai profi le liste di quelli in gamba che avrebbero imparato dopo in azienda, esito finale degli esami non determinante. questo è il motivo per cui i giovini vanno liberati il prima possibile sia dalle superiori che dall' uni, avanti popolo con la produttività e le energie che corrono, il che è tutto quello che serve previo qualche mese di servizio civile obbligatorio per tutti comprese le pulzelle e viva la parità. Guarda, trovo in quel che dici una discreta saggezza. Poi va filtrato, ma mi accontento. Io lo traduco così: la scuola non potrà mai formare l'addetto perfetto e pronto all'opera. Deve andare sul campo prima possibile (ovviamente con tempi correlati alla formazione necessaria) con una base discreta. Magari se le imprese cercassero la nostra opinione, i ragazzi si darebbero anche più da fare a scuola. Vale anche per i lavori più qualificati.
extermination Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto Data di pubblicazione07.07.2026 Il 99% dei laureati magistrali italiani del Politecnico di Milano è occupato a un anno dal titolo e il 95% trova lavoro entro sei mesi. Quasi un terzo, il 32%, risulta già occupato alla data della laurea. Sono alcuni dei principali dati emersi dall’Indagine occupazionale 2026 del Politecnico di Milano, che ha coinvolto oltre 9.000 laureati, italiani e internazionali, a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo. A un anno dalla laurea, i laureati magistrali italiani confermano un inserimento molto rapido e qualificato nel mercato del lavoro: l’82% lavora nel settore privato, il 63% ha un contratto a tempo indeterminato, l’88% lavora in Italia e il 94% svolge un impiego coerente con il percorso di studi. La retribuzione media mensile netta è pari a 1.880 euro, con valori più elevati per chi lavora all’estero e nei settori tecnologici, scientifici, consulenziali e finanziari. Il dato è significativo anche per i laureati magistrali internazionali: a un anno dal titolo il tasso di occupazione è pari al 90% e il 70% lavora in Italia, soprattutto a Milano e in Lombardia. Un segnale della capacità del Politecnico e del sistema produttivo italiano di attrarre e trattenere competenze qualificate provenienti da tutto il mondo. A cinque anni dalla laurea, la traiettoria professionale si consolida. Tra i laureati magistrali italiani, il 91% è assunto a tempo indeterminato e la retribuzione media mensile netta arriva a 2.356 euro, con una crescita del 52% rispetto allo stipendio dichiarato dagli stessi laureati a un anno dal titolo. Il 90% dichiara inoltre di avere un lavoro coerente con gli studi e il 90% sceglierebbe di nuovo il Politecnico di Milano.
Questo è un messaggio popolare. Gaetanoalberto Inviato 21 Agosto Questo è un messaggio popolare. Inviato 21 Agosto Comunque è curioso si parli di istruzione, competenze e qualità nel TD di Vannacci...😀 Io chiudo l'OT prima che admin mi cazzii. 1 2
audio2 Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto sono le stringhe dell' universo che vibrando fanno toccare i vari punti. il vestaglia come il capitone credo che non abbia manco idea di cosa stia parlando, ma seppur per le spicce interpreta meglio dei precedenti attori la necessità di un cambiamento che se non attuato sarà esiziale per il sistema.
Guru Inviato 21 Agosto Inviato 21 Agosto 3 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: Vannacci o il cdx hanno fatto qualcosa oltre ad ascoltare gli ululati dell'elettorato? Io però non sono d'accordo nell'assolvere sempre e comunque i politici. Fare politica comporta comunque una responsabilità, non è che se in giro la gente vuole la forca tu sei moralmente giustificato se presenti un programma che contempla il ripristino dell'impiccagione. Qui abbiamo politici che anziché proporsi come guide non dico illuminate ma almeno assennate stanno spingendo la società verso la barbarie. 1
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