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Vannacci. La sirena nera


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widemediaphotography
1 ora fa, appecundria ha scritto:

Sì ma non ho capito come ci cape il csx. È una notte dei lunghi coltelli tra gruppi di estrema destra. Però potrebbe smuovere qualche non votante.

 

Prova a cercarne il nesso, per cose avute appena  sotto il naso...
La contestazione dei leader del C.L. a Napoli è intimamente connesso al mio discorso...
Infatti,  è stata  l'espressione di una sinistra (quella di base, sociale e di classe) che rimprovera la sinistra istituzionale (PD e M5S) di aver fallito la propria missione ... la quale a sua bolta intima ai contromanifestanti di non essere democratici (famolo strano)

Il legame con il Vannacci è piuttosto netto ladovve la piazza accusa i leader progressisti di aver lasciato un vuoto enorme...
"Non faremo più il favore alle destre di dividerci" hanno detto i quattro Leader all'unisono!   Vannacci ci è riuscito benssimo con le sue posizioni anti Nato e antinarmamenti, condivise da PAP!

Perché PAP poi non abbia i numeri di Vannacci, pare un mistero, se non che le  argomentazioni  proposte siano divenute  anacronistiche per la SX di base!

Cosa ha distratto la SX di base? La Coppa America:classic_wink:

 

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widemediaphotography
59 minuti fa, permar ha scritto:

@widemediaphotography hai gia' abbandonato la pesciaiola?

Non comprendo il senso di questa tua replica...
Tuttavia, mi chiedevo dall'alto della tua proverbiale capacità di articolazione, se saresti  in grado di diventare il leader del partito di maggioranza italiano o più semplicemente metter su un'impresa privata, specializzata nella vendita di pesce.

Qualcosa mi lascia presumere nessune delle due!:classic_wink:

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appecundria

Roberto Vannacci è il pifferaio magico dell’estremismo

L’errore di Salvini e dei moderati della Lega che non l’hanno fermato. Lo strepitoso successo alle Europee. Il richiamo ai delusi di destra e dei Cinque stelle. Gli opportunisti sul carro del vincitore

 

diOscar Giannino

13 LUG 26

 

Bel guaio quello che Matteo Salvini ha combinato innanzitutto al suo partito, all’intero centrodestra di governo, e ora bisognerà tenere gli occhi ben aperti per capire se non si tradurrà anche in un brutto guaio per l’Italia intera.

 

Una carriera di tutto rispetto e onusta di medaglie e riconoscimenti internazionali, si potrebbe dire, tanto da spingere Salvini a ritenere che l’arruolamento del generale nella Lega fosse un colpo da maestro. Al contrario, avrebbe dovuto ascoltare qualche voce all’interno dei ranghi militari italiani. Perché che Vannacci fosse finito alla guida dell’Istituto geografico militare era un chiarissimo segnale di stop a sue possibilità di ascesa ulteriore nello Stato maggiore dell’Esercito e delle Forze armate. A Vannacci era così chiaro il significato di quell’assegnazione che solo 40 giorni dopo, nell’agosto 2023, pubblicò il suo libro "Il mondo al contrario", la summa – si fa per dire – del suo nebbioso ultra-estremista pensiero politico. E poiché lo pubblicò da militare in servizio attivo, si buscò l’immediata reprimenda da parte del ministro della Difesa Crosetto, che considerò il libro come “farneticazioni personali che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione”.

 

Lo stesso Stato maggiore dell’Esercito aprì un’indagine formale su Vannacci conclusasi con la sospensione dal servizio per 11 mesi a stipendio dimezzato, misure per cui invano Vannacci fece ricorso al Tar del Lazio, che lo respinse.

 

Il primo a capire al volo che con quel libro il generale “scendeva in politica”, pochi giorni dopo la sua pubblicazione nell’estate 2023, non fu Salvini ma Roberto Fiore, il leader della neofascista Forza Nuova, che fece subito a Vannacci la proposta di candidarsi alle parlamentari suppletive nel collegio Lombardia 6-Monza che era rimasto vacante. E anche su questo scatto immediato di riflessi dei neofascisti verso Vannacci, Salvini avrebbe dovuto riflettere bene, prima di offrire nelle elezioni europee del giugno 2024 al generale la candidatura come indipendente nelle liste della Lega per Salvini premier in tutte le circoscrizioni elettorali, e in quelle dell’Italia centrale e meridionale addirittura come capolista. E’ stata quella decisione, l’origine del guaio. Salvini, come sempre, ignorò bellamente l’opinione contraria dei governatori regionali della Lega, nonché di parte non irrilevante della vecchia guardia leghista autonomista nel Nord, totalmente diffidenti verso le boutade estremiste che irroravano ogni pagina del suo libro. Anche in quell’occasione, i moderati e i custodi della vecchia anima leghista non ebbero il fegato per bloccare Salvini.

 

E’ la stessa storia che va avanti da anni, e malgrado la discesa della Lega a uno striminzito 6 per cento nei sondaggi, non c’è mai volta che il dissenso interno leghista decida sul serio di presentare i conti a Salvini, che nel frattempo mettendo suoi uomini di fiducia nell’organo depositario del diritto di voto sul leader, si è blindato a rimanerlo per anni a venire.

Un fenomenale errore, cui Salvini pensò di rimediare credendo di poter addomesticare il generale spalancandogli le porte del partito e nominandolo in pochi mesi da europarlamentare iscritto a uno dei vicesegretari federali del partito.

 

Senza lo strepitoso successo elettorale e personale ottenuto grazie al tappeto rosso leghista, senza quella occasione d‘oro regalatagli per diventare un politico nazionale di preteso primo piano, il guaio Vannacci non esisterebbe o non sarebbe certo delle potenziali dimensioni attuali. Tutto il resto, come la sua ascesa nei sondaggi e nelle presenze televisive, viene di conseguenza. E poche illusioni: il circo mediatico italiano è da anni all’incessante ricerca di personaggi che alimentano scontri e polemiche, le cronache politiche non sono certo fatte di pensosi confronti sui motivi della bassa crescita italiana e su come seriamente rimediarvi, ma vivono dei fischi alla prima manifestazione dei leader del campo largo ristretto a sinistra, e dei terrori attuali della destra di fronte all’ascesa di Vannacci.

 

La lunga premessa era necessaria. Vannacci non è uno sciocco e ha mostrato un buon fiuto su come pescare nei diversi ambiti dei “delusi di destra”, e per di più con una strizzata d’occhio anche ai tanti delusi ex elettori dei Cinque stelle, delusi che non hanno mai creduto che il movimento pangenetico che votavano dovesse attendarsi sotto la guida del Pd. Ma, detto questo, per favore non esageriamo con gli eccessi quotidiani di colore. Vannacci non è il generale Raoul Salan, medaglia d’oro al valor militare ed ex capo delle forze militari francesi in Indocina, che si mise alla testa di ufficiali nell‘organizzazione segreta terrorista e golpista Oas per impedire l’indipendenza dell’Algeria, ma il generale de Gaulle tirò dritto e li neutralizzò. E Vannacci non è neanche un Germanico Giulio Cesare, il giovane brillantissimo condottiero romano oltre il Reno vindice dell’annientamento di tre legioni nella tragica foresta di Teutoburgo, quel Germanico che tanto dava ombra al sospettoso imperatore Tiberio da finire avvelenato a 34 anni.

 

Vannacci è stato proiettato in cielo da un razzo che gli è stato insipientemente regalato. E ora bisogna ragionare con freddezza, per evitare che il razzo accumuli tanta panna montata nei suoi serbatoi da farlo sembrare uno Starlink alla Elon Musk.

 

I primi a dover ragionare con freddezza immune dal terrore sono i leader del centrodestra. A Salvini e alla sua banda di signorsì sordi alle indicazioni interne è inutile pensare di dispensare consigli: chi li avanza dall’esterno, è automaticamente considerato un denigratore del capo, e su questa base nessuna ragionevolezza può essere fondata. Del tutto diverso è il caso della premier Meloni, di Fratelli d’Italia, e di Forza Italia. Preoccupati dalla fuga di parlamentari ed eletti locali verso Futuro nazionale di Vannacci.

 

Chi qui scrive fa sinceramente un’unica eccezione: Gianni Alemanno e i suoi seguaci di Indipendenza! confluiti nel partito di Vannacci. Alemanno non ha aspettato l’ex generale per esprimere la sua aperta critica e anzi contrarietà alle posizioni della premier Meloni. E non si tratta della sua radice giovanile, quando nel Fronte della Gioventù ai tempi del Msi si riconosceva nella destra sociale rautiana e non nei sostenitori di Almirante.

 

Ed eccoci a Vannacci, che oggi già supera nei sondaggi La Lega per Salvini, e rischia di superare di questo passo anche Forza Italia. Di fronte a questo, c’è chi consiglia a Meloni di tenere la porta aperta a Vannacci. Consiglio sbagliato. Significa ammettere che si considera essenziale avere Vannacci per far scattare il premio di maggioranza. Significa ammettere che Meloni ha sbagliato tutto, sull’Ucraina, sull’Europa, sul filoatlantismo e sul rapporto con imprese e sindacati. Non solo non è nell’interesse di Meloni e del suo partito e di Forza Italia. Sicuramente non è nell’interesse nazionale dell’Italia e della sua credibilità internazionale, dare le chiavi di una qualsivoglia futura governabilità nelle mani del generale illusionista dell’estremo. Tanto vale essere realisti, e da fan da sempre del maggioritario lo scrivo con estrema amarezza: meglio ridurre il premio di maggioranza o abbandonarlo addirittura del tutto, se il prezzo è la resa al mesmerico ex generale.

 

Gli italiani vogliono davvero un governo nelle mani della caricatura sgrammaticata di un sovranismo senza risorse? E’ stato un bene o un male per l’Italia in questi anni, ritornare a un rapporto proficuo con il governo tedesco e francese? Aver evitato una rottura con gli Stati Uniti anche dopo le intemerate di Trump prima che cambiasse tono al vertice Nato ad Ankara? Vogliamo davvero allineare l’Italia al filoputinismo che Mosca continua ad alimentare sottobanco in tutta Europa, mentre esplicitamente moltiplica le sue centinaia di attacchi cyber in tutti i maggiori paesi europei che sostengono l’Ucraina, i paesi baltici e la Polonia che non si piegano alla minaccia di Mosca? Vogliono davvero un governo Vannacci-Conte-campo largo, gli elettori? Se davvero queste sono le domande che si pone a voce bassa il centrodestra, vuol dire che ha già perduto la propria anima.

 

Continua https://www.ilfoglio.it/politica/2026/07/13/news/roberto-vannacci-e-il-pifferaio-magico-dellestremismo--402064

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appecundria
17 minuti fa, widemediaphotography ha scritto:

Perché a differena di Vannacci questi sono fermi allo 0,3%?

Perché gli italiani hanno archiviato il comunismo prima che nascessi io mentre invece hanno tramandato il fascismo da padre in figlio covando la rivincita.

Come ti spieghi i tanti Adolfo, Benito, Galeazzo, Italo, Giorgia?

 

Ps.Dimmi qualcosa sul pezzo di Giannino.

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1 ora fa, widemediaphotography ha scritto:

Non comprendo il senso di questa tua replica...
Tuttavia, mi chiedevo dall'alto della tua proverbiale capacità di articolazione, se saresti  in grado di diventare il leader del partito di maggioranza italiano o più semplicemente metter su un'impresa privata, specializzata nella vendita di pesce.

Qualcosa mi lascia presumere nessune delle due!:classic_wink:

Dalla replica e' evidente che non hai capito, niente di nuovo sotto il sole

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