analogico_09 Inviato 19 ore fa Condividi Inviato 19 ore fa Apro questa discussione anche per invitare i musicophili del forum a parlare anche di musica antica e barocca che riserva sempre una quantità di interessanti sorprese, così popo conosciuta ed apprezzata qui nello stivale. J.S.Bach Kantate B.W.V. 142 »Uns Ist Ein Kind Geboren« Kantate B.W.V. 62 »Nun Komm, Der Heiden Heiland« Questi i brani di un disco un po' raro, misconosciuto da noi, realizzato nel 1966 dell'etichetta tedesca "Da Camera Magna", da me acquistato alla fine dei '70, specializzata in registrazioni di musica antica e barocca non solo cantatistica, non solo tedesca, altrettanto sconosciuta qui in Italia. Incredibile come in Germania riescano a creare una casa discografica specialistica, piccola ma agguerrita, che si incarichi di registrare la musica della loro tradizione musicale "antica", dei loro musicisti molti dei quali, autentici talentuosi o geni, del tutto sconosciuto nel belpaese. Noi che avremmo materiale certamente di qualità e in quantità non di certo inferiore, siamo anche in campo discografico quasi disadstrati con rare eccezioni, l'ultima ruora del carro musicale europeo. Buone interpretazioni non filologiche ma ariose, avanzate, prive di quella patina ottocentesca che in Italia, in quegli anni ancora imperava nei gruppi nostrani. Un bel disco storico, che contiene tuttavia un errore. In realtà la Cantata BWV 142 della Natività venne erroneamente attribuita a Bach dalla Bach-Gesellschaft quando fu pubblicata alla fine del XIX secolo. Successivamente, studi stilistici (in particolare quelli di Arnold Schering nel 1912) hanno dimostrato che lo stile compositivo non appartiene a Bach. Gli studiosi attribuiscono con maggiore probabilità la composizione a Johann Kuhnau, che fu il diretto predecessore di Bach come Thomaskantor (maestro di coro) alla chiesa di San Tommaso a Lipsia. J. Kuhnau è compositore e Maestro, organista insigne, tra i grandi "cantatisti" della stagione cosiddetta (ante bach) che precede per l'appunto la venuta del Kantor che da quelle fonti "preparatorie" (così come Mozart deve qualcosa alla "scuola napoletana") trae anche ispirazione e materiale musicale (si pensi al solo Buxtheude). La Cantata atribuita a Kuhnau è duqnue di notevole fattura formale e contenutistica al punto che per molti decenni nessuno si era accorto che non fosse di JS Bach. Strano che nel disco del 1966, quando suppongo fosse già nota tra gli addetti ai lavori la scoperta, si sia seguitato ad attribuirla a Bach, ancora oggi. Nelle note di copertina dell'album suddetto, che invero si limitano a indicare gli organici esecutivi, la scaletta dei brani e il loro testi in tedesco, inglese e francese, non chiariscono nulla al riguardo. Nel '78/'79, eseguimmo la bellissima Cantata ex BWV 142 con il "nostro" ensembe corale, orchestrale e solistico, il sottoscritto nel coro, convinti di interpretare Bach. In seguito la scoperta ci lasciò piuttosto sorpresi e un po' divertiti visto che nessuno di noi si accorse della "truffa"... Vi sono altre Cantate attribuite a Bach che vengono rivendicate da altri autori della cerchia del Kantor, potremmo citare qualche apocrifo e approfondire un po' la questione con qualche ascolto di tali opere che allontanate dalla traiettoria di Bach, benche bellissime, restano sostanzialmente misconosciute. Propongo l'interpretazione della Cantata in questione eseguita dal vivo in Finlandia nel 2022 dal MGREnsemble: Anne Havunen, soprano, harpsichord Nina Kronlund, alto, timpani Juho Punkeri, tenor, violin Juhana Kotilainen, bass, triangle Markus Malmgren, organ Cinque musicisti suonano alle prese con i vari strumenti, alternandosi come solisti di canto, nei cori eseguiti a parti reali a dimostrazione del fatto che con poche "risorse umane" di valore sia possibile eseguire opere musicali generalmente interpretate da formazioni più nutrite, creando una quantità di suono "importante" e di qualità espressiva, in questo caso forse un po' "controllata", con il risultato di una trasparenza di frase e di intrecci musicali polifonico-contrappuntistici eseguiti in modo naturale. Ovviamente la partitura è stara riadattata in funzione alle caratteristiche dell'ensemble interpretativo. Una prassi di grande libertà interpretativa legata all'improvvisazione in uso ai tempi della musica antica e barocca quella di cambiare gli strumenti e il numero degli esecutori. Propongo un'altra ottima versione "regolare", più vivace, con partitura originale, suppongo, con flauii, oboi violini (rispettivamente I e II) viola e basso continuo per fare un confronto. Incredibile come suoni swingante questa scrittura, in molti punti ricorda lo stile dei Concerti Brabdenburghesi di Bach.Ti credo che possa essere stata attribuita al Kantor. ps (se mi fermo a riflettere la cosa mi si comincia a colorare di giallo... 😄) Score / sheet music of Johann Kuhnau's, but formerly attributed to J.S Bach's cantata "Uns ist ein Kind geboren", BWV 142. Buoni ascolti Link al commento https://melius.club/topic/29650-una-cantata-di-bach-ed-altre-analoghe-diventate-apocrife/ Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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