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Bi-Amplificazione con ampli in classe D: nuova esperienza istruttiva …


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ildoria76
3 ore fa, Paky33 ha scritto:

La tecnologia evolve ed i prezzi scendono. Quando ha fatto la mia prima rete di computer nella mia farmacia, ho speso, 43 anni fa, ben 45 milioni delle vecchie lire. Fatevi voi il calcolo di quanti euro sarebbero oggi.

La configurazione attuale, con velocità fantascientifiche rispetto a 40 anni fa, è costata 8000 euro......

Credo che vada un pochino meglio di quella dell'epoca........

Comprendo benissimo il tuo esempio, ma non è molto calzante come paragone oggi tra un classe A o AB ed un moderno classe D o per lo meno nel discorso prezzi si, prestazione no

20 minuti fa, ildoria76 ha scritto:

No no lo capiscono eccome solo che non  si vuole fare passare nemmeno mezzo concetto per giusto quando si hanno idee diverse.

@Bike detto molte cose giuste ed altre più opinabili, Praticamente nel giro di un paio d'anni improvvisamente tutti i classe A e AB sono diventati dei catafalchi preistorici ormai apprezzati solo da stolti...o romantici dell'elettronica 😱

Vi ricordo solo la storia del vinile com'era considerato 25/30 anni fa ed oggi rispetto a tutti gli altri supporti digitali quando uscirono e si perfezionarono...

Stesso dicasi per le cuffie ed auricolari con "il filo" rispetto al crescente miglioramento nel tempo dei protocolli Bluetooth audio ... E mi fermo qui

 

Grazie per aver colto esattamente il punto. Il problema qui non è la comprensione del testo, ma la polarizzazione delle idee che spesso, se non sposi una fazione al 100%, tutto quello che dici viene azzerato.

Il parallelo con il vinile e il filo è perfetto e centra il fulcro del mio discorso. Quando uscì il CD, il vinile venne dichiarato 'morto e sepolto' da chiunque guardasse solo i numeri e i grafici della risposta in frequenza. Oggi sappiamo com'è andata a finire: il vinile è un mercato vivo, pulsante e con una controparte analogica che molti continuano a preferire per dinamica e calore. Lo stesso sta accadendo con le cuffie cablate, la comodità del Bluetooth è indiscutibile, ma chi cerca la purezza assoluta del segnale torna sempre al cavo.

Non sto dicendo che la Classe D (o il digitale) sia il male assoluto. Dico solo che l'efficienza energetica e le misure perfette al millesimo su un grafico non cancellano decenni di ingegneria acustica, musicalità e piacere d'ascolto legati alla Classe A o AB ( e come già detto in prededenza).

Liquidare queste tecnologie come 'catafalchi preistorici' o dare dello 'stolto' a chi le preferisce è un errore di presunzione. La tecnologia evolve, ma la musica resta un'esperienza emotiva, non un mero calcolo matematico.

 

  • Melius 1
grisulea
15 minuti fa, ildoria76 ha scritto:

Praticamente nel giro di un paio d'anni improvvisamente tutti i classe A e AB sono diventati dei catafalchi preistorici ormai apprezzati solo da stolti...o romantici dell'elettronica 😱

Semmai si è voluto insistere nel contrario, che i d siano oggetti da discarica con una MTTF di un paio di cd forse tre. 

 

  • Melius 1
26 minuti fa, grisulea ha scritto:

Semmai si è voluto insistere nel contrario, che i d siano oggetti da discarica con una MTTF di un paio di cd forse tre. 

Perdonami, questo però te lo stai inventando tu, ho letto i post dall'inizio e finora non mi sembra proprio. Non giriamo le frittate sennò la discussione diventa surreale. 

 

ildoria76

Per me ben vengano queste testimonianze e prove con i classe D, credo di essere una persona a cui la tecnologia e elettronica piace ed anche troppo, nonostante la mia unica esperienza diretta con un classe D di una decina di anni fa non è stata delle migliori, ma si sa la tecnologia va avanti e migliora solitamente, fermo restando poi che alcune tecnologie vetuste trascinino nel tempo caratteristiche che oggigiorno si vanno via via sempre più perdendo nel nome delle prestazioni pure  e dei numeri di scrivere sui dati di targa.

Mi domando se la tecnologia arrivando ai limiti della perfezione e del costo accessibile a (quasi) tutti non inizi  a spaventare quelli che si vogliono aggrappare a tutti i costi al passato. Si puo` restare fedeli a quel che si e` sempre fatto senza negare l'evidenza di scienza, ascolto e misure. Potete amare un'auto di 70 anni fa senza negare che le attuali vadano meglio e pure a costi al confronto minori ? Si, lo fanno in moltissimi, e allora amiamo i nostri vecchietti senza volerli per forza far passare per il meglio del meglio disponibile oggi.

jakob1965

@Luca44 invece di parlare di spaventi basta essere equilibrati e non partigiani ed ascoltare anche opinioni diverse senza dare etichette cosa che denota molta supponenza: voliamo basso che è meglio.

 

Io ad esempio ho il sugden ma può essere che un domani prenda un classe D fatto bene in affiancamento anche per curiosità. A Milano al gala vi erano dei splendidi nuprime che facevano cantare piacevolmente dei diffusori impegnativi; anche le amplificazione nuove del marchio italiano emergente suonavano bene.

 

Poi tecnologie e circuiti canonici conservano un fascino tutto loro.

 

Smettiamo di mettere etichette prive di senso

 

 

@ildoria76 Dalla fine degli anni '70 si cominciarono a magnificare i dati tecnici di certi amplificatori; peccato che suonassero peggio della generazione di macchine prodotte nei dieci/quindici anni precedenti. E il ventennio '80/'90 non ha migliorato la performance media dei prodotti (ahimé, spesso neppure quella di eccellenza). Sul periodo più vicino a noi taccio. Tuttavia la classe D ha una chance perché si adatta a un territorio progettuale dove l'implementazione elettronica beneficia di alcune idee applicate a quella classe di amplificatori, meglio che ad altre già pienamente sviluppate nel primo periodo d'oro dell'hifi.

Poi so che altri non la pensano così. E mi fa piacere, fintanto che i costi di alcuni oggetti semi-sconosciuti restano abbordabili, anche inclusa la parte di revisione tecnica.

Sono impressionato dal fatto che invece di portare esperienze, confronti fatti tra vari apparecchi in diverse situazioni, si vada avanti per pagine e pagine nel fare affermazioni generiche, dichiarazioni di principi, contrapposizioni tra il vecchio ed il nuovo...

 

Non sarebbe più utile (ed anche più piacevole da leggere) riportare esperienze specifiche reali.

Dopo 26 pagine ho solo capito che per pilotare le mie Magneplanar dovrò fare dei confronti tra Hypex Nilai e Purifi, dove non si sa...

 

Lancio la pietra: in zona non troppo distante da Padova e da Verona c'è qualcuno  che possiede Maggie ed uno dei classe D indicato, disposto a farmeli ascoltare? Ovviamente ne parliamo dopo l'estate.

Ciao:
Evandro

@Partizan Ma quello è un problema non indifferente, perché dove stanno i venditori con le sale di prova? Son come le mosche bianche.

Io compro, provo, rivendo. Ma preferisco i periodi di produzione a me più congeniali. E tali periodi ci sono, perché sono caratterizzati da scelte industriali comuni. Ecco perché dico che gli amplificatori anni 80 e 90 mi interessano meno. Per i classe D aspetto ancora... Ho pazienza.

Erik il Rosso
3 minuti fa, pfrullo ha scritto:

Io compro, provo, rivendo.

Stesso mio atteggiamento rivolgendomi al mercato dell’usato specie per le elettroniche e mai per cifre tropo impegnative. Provare in casa confrontando il nuovo acquisto con ciò che si possiede nel proprio impianto è l’unico sistema valido. Alla peggio, se scontenti si rivende con una modesta perdita. Basta scegliere marchi e modelli commerciabili.

38 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

senza dare etichette cosa che denota molta supponenza:

Un attimo prima parli di dare etichette e poi...Avrebbe detto Toto` : "Etichettatoio !":classic_laugh: Spero tu abbia letto i miei interventi precedenti e su cosa ami e abbia io, non ho un classe D ma ne ho sentiti suonare benissimo, amo le mie valvole e i miei transistor, il mio finale da 39 Kg ma... E` che proprio i motivi addotti da qualcuno nella discussione non reggono e Stereophile conferma. Ma qualcuno ha insinuato che Stereophile e tutte le riviste non siano oneste nei loro giudizi e quindi chi etichetta chi ?

@jakob1965 Questa le frasi di poche pagine fa di un partecipante a questa discussione , a cui ho risposto "Riguardo alle classifiche di Stereophile e ai Buckeye in Classe A accanto a Dan D'Agostino o Constellation, sappiamo tutti benissimo come funzionano certe recensioni e le logiche di marketing che ci stanno dietro. Mettere sullo stesso piano d'eccellenza un modulo industriale da 2.000 dollari assemblato in economia e un finale di riferimento assoluto da 100.000 dollari – ingegnerizzato da zero con soluzioni proprietarie – è un'operazione commerciale che fa sorridere. Se bastassero due schede di serie in un case di alluminio minimale per cancellare decenni di ricerca Hi-End, l'alta fedeltà sarebbe morta da un pezzo"

Fa tu...

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