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Meglio perdere che perdersi?


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Gaetanoalberto

Quella di minare il consenso interno è una tattica antica e molto efficace soprattutto nei confronti delle democrazie, per il loro intrinseco carattere e la maggiore difficoltà a difendersi dall'esercizio strumentale dei diritti che loro stesse garantiscono.

Per restare nel TD, si allude al "perdersi" che deriverebbe dall'allearsi con "i cespugli" centristi (europeisti, progressisti, moderati).

Da questa interessante discussione a mio avviso emerge chiaramente che ci sono forze europeiste ed altre oscurantiste. Si tratta di capire in quale direzione ci si perde di più.

 

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Gaetanoalberto

Tu sai che si tratta di finanziamenti trasparenti ed esposti in bilancio giusto? E pure che Soros lo fa con diversi destinatari della galassia progressista...

Sai pure che il caso Metropol ha dimostrato le concrete trattative per il passaggio di denaro russo alla Lega, che i parlamentari della Lega avevano presentato un emendamento per rimuovere il divieto di finanziamento estero, che  

Fondazione Nazionale Futura o il Centro Studi Machiavelli hanno ricevuto supporti dai conservatori americani e che ci sono state partnership strategiche, ad esempio, con l'Ungheria di Orban.

 

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mariovalvola
1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Quella di minare il consenso interno è una tattica antica e molto efficace soprattutto nei confronti delle democrazie, per il loro intrinseco carattere e la maggiore difficoltà a difendersi dall'esercizio strumentale dei diritti che loro stesse garantiscono.

Per restare nel TD, si allude al "perdersi" che deriverebbe dall'allearsi con "i cespugli" centristi (europeisti, progressisti, moderati).

Da questa interessante discussione a mio avviso emerge chiaramente che ci sono forze europeiste ed altre oscurantiste. Si tratta di capire in quale direzione ci si perde di più.

 

 

La tattica di minare il consenso interno esiste, è reale e va presa sul serio. Ma il ragionamento che ne deriva, chi critica il meccanismo fa il gioco del nemico, è esattamente la logica che ha giustificato storicamente quasi ogni compressione dei diritti nelle democrazie occidentali. il Patriot Act dopo il 2001, Guantanamo. In ogni caso la minaccia esterna era reale. In ogni caso la risposta ha prodotto danni profondi allo stato di diritto che si voleva difendere. Una democrazia che sospende le garanzie processuali per difendersi non sta resistendo alla minaccia, sta assecondandola.

Sul distinguo tra forze europeiste e forze oscurantiste, è una semplificazione che dispensa dal ragionare sul merito. Sollevare dubbi su un meccanismo sanzionatorio che un ex giudice della Corte di giustizia europea ha definito formalmente contrario alla Carta dei diritti fondamentali non è oscurantismo, è esercizio della stessa cultura giuridica che l'Europa dichiara di voler difendere.
Ma c'è una domanda più profonda che il ragionamento sull'europeismo vs oscurantismo non vuole affrontare. La Germania e i paesi del Nord Europa sono davvero europeisti oppure vogliono semplicemente mantenere i vantaggi delle regole che si sono costruiti su misura? Mercato unico sì, moneta comune sì, libera circolazione delle merci sì , tutto quello che consolida i vantaggi competitivi di chi esporta. Solidarietà fiscale no, eurobond no, bilancio federale degno di questo nome no, tutto quello che richiederebbe di condividere i costi invece di scaricarli sui paesi più deboli. La lettera Trichet-Draghi del 2011 non era un atto europeista era la dimostrazione più concreta di come le regole europee possano essere usate per imporre agende politiche precise a governi democraticamente eletti.
L'europeismo che non mette in discussione questo non è una visione, è una rendita di posizione difesa con il linguaggio dei valori. E chi la critica non è oscurantista è semplicemente qualcuno che sottolinea un problema che non si vuole vedere.

 

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