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Il professore dal curriculum fantasma protetto da Cambridge, BBC e polizia: lo scandalo Jason Arday


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Roberto M

Dalla rivista Spectator

 

https://spectator.com/article/the-jason-arday-debacle-is-becoming-a-national-scandal/

 

Per chi si iscrive e’ leggibile anche senza abbonamento.

Comunque ecco una sintesi dell’articolo fatta utilizzando Chat GTP Sol 5.6 molto alto.

 

 

La vicenda Jason Arday non viene più presentata come il caso quasi grottesco di un accademico dalla biografia poco credibile, ma come uno scandalo nazionale britannico, perché coinvolge ormai Cambridge, BBC e persino la Metropolitan Police.
Il salto di qualità avviene con il caso di Jack Grove, giornalista del Times Higher Education: dopo aver inviato ad Arday alcune domande sul suo curriculum accademico, Grove è stato contattato dalla polizia e invitato a smettere di rivolgersi al professore perché quelle richieste avrebbero avuto conseguenze sulla sua salute mentale.

Scotland Yard lo ha poi investigato per quattro mesi.

Arday, contemporaneamente, si è affidato allo studio Carter-Ruck, che ha prospettato che l’“attacco” giornalistico potesse essere motivato razzialmente. In sostanza, la maggiore forza di polizia britannica è intervenuta contro un giornalista che stava verificando le dichiarazioni pubbliche di un professore universitario.

È questo il punto più inquietante dell’intera vicenda: fare domande su Arday sembra essere diventato quasi illecito.
Chi ne mette in dubbio la storia personale e accademica rischia di essere accusato di voler screditare i neri che occupano posizioni influenti; nel caso di Grove, alle accuse si sono aggiunti addirittura un’indagine di polizia e le minacce legali di uno dei più costosi studi britannici.

Il caso viene descritto come il risultato della capitolazione di un’istituzione dopo l’altra davanti a un personaggio presentato come un “apparent fantasist”, capace soprattutto di sfruttare la vanità delle istituzioni desiderose di esibire il proprio impegno sulla diversity. Quando iniziarono a emergere dubbi sul curriculum di Arday, la reazione dei suoi difensori fu immediatamente quella di denunciare il razzismo. Ma proprio questo atteggiamento avrebbe prodotto il fenomeno opposto: applicare a un accademico appartenente a una minoranza standard inferiori rispetto a quelli normalmente richiesti agli altri.

È la “soft bigotry of low expectations”: il razzismo paternalistico delle basse aspettative.

Cambridge costituisce uno degli esempi più evidenti.

Nel 2023 la BBC mostrava Hilary Cremin, responsabile della Faculty of Education di Cambridge, dire davanti ad Arday quanto l’università fosse fortunata ad averlo.

L’impressione descritta nell’articolo è quella di un’università che considera Arday quasi un simbolo da esibire come prova della propria inclusività, anziché sottoporlo agli stessi criteri di valutazione applicati agli altri accademici.

Ancora più grave è il comportamento dei media.

Per anni Arday ha raccontato una storia personale straordinaria, sostenendo tra l’altro di aver raccolto milioni di sterline per beneficenza e di aver corso 600 miglia in sei giorni. Dichiarazioni eccezionali che avrebbero richiesto verifiche elementari sono state invece accolte senza particolari domande.

I Normali standard giornalistici sono stati sospesi davanti a un personaggio nero e neurodivergente che incarnava perfettamente una certa narrazione pubblica.

Non si trattava peraltro di apparizioni marginali. Arday è stato guest editor del programma Today, ospite di Question Time e più volte panelist di Sunday with Laura Kuenssberg. In una trasmissione di Channel 4 arrivò a dichiarare che avrebbe preso “ago e filo” per intrecciare l’amore nella società; in un dibattito su BBC Radio 4 sulla monarchia sostenne, senza alcuna base, che il 70% dei britannici vive sotto la soglia di povertà. Anche questa affermazione rimase incontestata.

Il paradosso diventa ancora più evidente con la lettera di solidarietà promossa dal Good Law Project, firmata tra gli altri da Zack Polanski, John McDonnell e Clive Lewis, nella quale si sostiene che ogni accademico debba essere giudicato per il merito del proprio lavoro e non per il colore della pelle. È precisamente ciò che non sarebbe avvenuto nel caso Arday: i suoi difensori avrebbero preteso meno da lui proprio in ragione della sua razza.

Presentarlo come esempio di “black excellence” finisce così per danneggiare gli accademici appartenenti alle minoranze che possiedono realmente curricula di eccellenza.

Alla fine il problema Arday diventa quasi secondario.

La domanda decisiva è come abbiano potuto Cambridge University, BBC e Metropolitan Police farsi coinvolgere fino a questo punto. Le possibilità prospettate sono due, entrambe devastanti: o istituzioni di questo livello sono state straordinariamente ingenue, oppure avevano compreso da tempo quanto fosse fragile la narrazione costruita intorno ad Arday ma non hanno avuto il coraggio di dirlo, per timore delle accuse di razzismo o perché quel personaggio era troppo utile alla politica identitaria che avevano scelto di sostenere.

In questo senso, lo scandalo vero non è che Jason Arday possa aver costruito intorno a sé una biografia fantastica: è che il sistema accademico, mediatico e infine persino quello di polizia abbia contribuito a proteggerla, arrivando a rivolgere il proprio potere contro chi provava semplicemente a verificarla.

 

 

 

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La torta tenerina è un dolce tipico della città di Ferrara, che grazie alla sua golosità ha conquistato tutto il paese... nessuno infatti riesce a resistere ad una fetta di questa fantastica torta al cioccolato! Sarà merito della fragrante crosticina esterna o della sua consistenza fondente che si scioglie in bocca ad ogni assaggio? Noi ci siamo innamorati di entrambi, ma una cosa è certa: il suo intenso sapore di cioccolato mette d'accordo tutti! La torta tenerina è una torta con pochi ingredienti, senza lievito che ha la particolarità di rimanere bassa e umida all'interno, proprio come il nome suggerisce: nel dialetto ferrarese veniva chiamata anche " Torta Taclenta", che in italiano significa appiccicosa.

Un dessert semplice da realizzare, dal successo garantito: per esaltare tutto il suo sapore provate a servirlo insieme ad una delicata crema al mascarpone, sentirete che bontà.. perfetta per ogni occasione e per la festa del papà!

  • Melius 2
39 minuti fa, Savgal ha scritto:

credere che un uomo possa correre simili distanze sono indispensabili grossi limiti intellettivi.

 

Nel 1983, l’agricoltore Cliff Young si presenta alla Sydney-Melbourne (875 km) a 61 anni.

Indossava una tuta da lavoro e stivali di gomma, e sembrava non c’entrare niente tra i professionisti.

Mentre gli altri atleti dormivano, lui continuava a muoversi con il suo stile lento e costante.

Ha inventato involontariamente lo “Young Shuffle”, una tecnica di corsa estremamente efficiente per il risparmio energetico.

Ha vinto la gara tagliando il traguardo con dieci ore di vantaggio sul secondo classificato.

 

  • Melius 1

 

Piccolo aggiornamento, perché nel frattempo la realtà si è incaricata di dare ragione al titolo dello Spectator.

 

L’articolo parlava di uno scandalo nazionale in divenire.

Poche ore dopo Jason Arday si è dimesso da Cambridge, proprio mentre l’Università apriva una nuova indagine sui suoi titoli e sulla sua carriera.

 

Solo che le dimissioni non hanno chiuso nulla.

Cambridge ha deciso di proseguire l’inchiesta anche sulle modalità con cui Arday è stato assunto e quasi 100 suoi accademici hanno chiesto un’indagine indipendente sull’intera vicenda.

A questo punto il problema non è più soltanto il curriculum di Arday, ma come una delle università più prestigiose del mondo abbia potuto assumerlo, celebrarlo e difenderlo così a lungo.

 

Nel frattempo anche la Metropolitan Police ha ammesso di aver sbagliato: aveva investigato per quattro mesi il giornalista Jack Grove e gli aveva intimato di non contattare più Arday mentre stava semplicemente verificandone le credenziali.

 

Rimane la BBC, che Arday lo aveva largamente consacrato mediaticamente, tra Today, Question Time e altre apparizioni.

Da lì, per ora, nessuna autocritica significativa.

Del resto la BBC abbiamo imparato a conoscerla tutti.

 

Alla fine Arday se ne è andato, il problema è che Cambridge, BBC e perfino la polizia restano.

Il problema non è un "professore" dal curriculum improbabile come magari ne abbiamo anche da noi.

Il problema è che aveva il dovere di controllarla non solo ha preferito crederci ma ha addirittura bullizzato e perseguitato un giornalista che ha avuto la sola colpa di porre delle domande e chiedere approfondimenti, apostrofato come razzista e perfino diffidato dalla polizia.

 

  • Melius 1



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